sabato 18 luglio 2015

Analisi parziale del complotto contro Berlusconi


A causa delle avarie frequenti della piattaforma IlCannocchiale, dove - in 4 anni e 5 mesi - il mio blog Vincesko ha totalizzato 700.000 visualizzazioni, ho deciso di abbandonarla gradualmente. O, meglio, di tenermi pronto ad abbandonarla. Ripubblico qua i vecchi post a fini di archivio, alternandoli (orientativamente a gruppi di 5 al giorno) con quelli nuovi.

Post n. 448 del 15-05-2014 (trasmigrato da IlCannocchiale.it)
Analisi parziale del complotto contro Berlusconi


L’ex ministro Usa: funzionari europei ci proposero di far cadere Silvio
Nell’estate del 2011la situazione era peggiorata, però «la cancelliera Merkel insisteva sul fatto che il libretto degli assegni della Germania era chiuso», anche perché «non le piaceva come i ricettori dell’assistenza europea - Spagna, Italia e Grecia -stavano facendo marcia indietro sulle riforme promesse».
PAOLO MASTROLILLI
13/05/2014
Prima della fine dell’estate del 2011, il governo Berlusconi-Tremonti aveva già varato 3 manovre correttive lacrime e sangue, molto inique, per complessivi 165 mld (non cumulati) [1], ma che non furono sufficienti a convincere i mercati finanziari a causa della credibilità prossima allo zero del premier Berlusconi; ed aveva già fatto 2 riforme pensionistiche incisive (Sacconi, 2010 e 2011), ma per l’opposizione di Bossi non poté (solo) completarle, - come insistentemente chiedevano l’UE e la BCE [2], come contropartita dell’acquisto di titoli pubblici italiani per raffreddare lo spread, impennatosi a luglio (raggiungerà il picco di 574 punti base rispetto ai Bund tedeschi in novembre, essendo scemati gli acquisti da parte della BCE) [3] ed evitare il temuto default -, con l’eliminazione completa delle pensioni di anzianità (che colpiva soprattutto il Nord) e l’adeguamento a 66 anni delle pensioni di vecchiaia anche delle lavoratrici dipendenti del settore privato ed il raggiungimento anche per loro dei 67 anni, ma entro il 2026 (idem come sopra), - misure che furono poi varate dal governo Monti con la riforma Fornero -, come era già avvenuto per tutti gli altri, per cui l’Italia era diventata benchmark UE27 per l’età di pensionamento per vecchiaia (67 anni entro il 2021, cioè prima della Germania).
Il governo commise, però, degli errori materiali gravi nella prima lettera all’UE, scrivendo erroneamente, ad esempio, che il raggiungimento a 67 anni sarebbe avvenuto per tutti nel 2026 [4], che ingenerò l’equivoco esiziale, che trasse in inganno tutti i media italiani, a partire dall’ANSA, [5] che così ne amplificarono l’eco, e persino parlamentari economisti esperti come il senatore Baldassarre (io, che seguivo la questione delle pensioni passo passo, lo scrissi a tutti i principali media ed al senatore  Baldassarre, presidente della Commissione Finanze, che aveva fatto lo stesso errore intervistato da Rainews e che fu l’unico a rispondermi, ammettendo l’errore). Poi, dopo la richiesta di chiarimenti dell’UE, [6] gli errori furono corretti nella seconda lettera del governo italiano [7], ma ciò pose solo parziale riparo al danno.
Per cui si può dire che Berlusconi, campione di comunicazione, paradossalmente, è caduto anche per un errore di… comunicazione. Va anche precisato che fu il ministro della Funzione pubblica, Brunetta, che per l’occasione aveva sostituito Tremonti, ormai ai ferri corti con Berlusconi, a redigere la lettera, tant’è che il ministro dell’Economia si rifiutò di firmarla.
Quando arrivò il governo Monti, il risanamento dei conti pubblici era stato già fatto, in maniera molto iniqua, per circa 4/5, pari a 267 mld cumulati, visto che il nuovo governo varò manovre correttive, molto più eque, per “soli” 63 mld cumulati, su un totale di 330, [1] peraltro adempiendo misure in parte già decise dal governo precedente, ad esempio, l’aumento dell’IVA, [1] nonché il fiscal compact, [8] col pareggio di bilancio inserito in Costituzione. [9]

[7] Chiarimenti (testo in inglese)
Il testo della [seconda] Lettera inviata dall'Italia
http://www.legautonomie.it/content/download/6375/33992/file/Lettera%20UE%20-%20Risposta-italia-UE.pdf
Commento-riepilogo della seconda lettera, di ADNKronos (anch’esso – incredibile ma vero – contiene degli errori e delle incongruenze relativi alle pensioni, come ad esempio l’età di pensionamento  per vecchiaia, che, dall’1.1.2012, non è di 65 anni ma, includendo la cosiddetta “finestra”, è di 66 anni e 1 mese per i lavoratori dipendenti e 66 anni e 7 mesi per quelli autonomi; anche il titolo non riporta fedelmente ciò che è scritto nel testo; infatti, a 66 anni (e 1 mese) si va già dall’1.1.2012, mentre, dall’1.1.2013, poiché scatta l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, si va a 66 e 3 mesi, ma in effetti 4 mesi):
Crisi, i chiarimenti del governo giunti all'Ue: in pensione a 66 anni già nel 2013
13 novembre 2011
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Crisi-i-chiarimenti-del-governo-giunti-allUe-in-pensione-a-66-anni-gia-nel-2013_312641530182.html
Fu il debole Berlusconi, infatti, nel Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011, a negoziare e ad accettare il fiscal compact (che peraltro fu resa condizione necessaria per poter beneficiare, ove occorresse e lo si richiedesse, dell’aiuto del MES), poi votato e introdotto in Costituzione nel 2012 durante il governo Monti, col voto favorevole di PDL, PD e Scelta Civica.
CONSIGLIO EUROPEO 24 E 25 MARZO 2011 CONCLUSIONI
Questa informazione non è inclusa nella relativa voce di Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Patto_di_bilancio_europeo  

Post e articoli collegati:


Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764581.html  oppure

Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

Caso Geithner, Quirinale "non a conoscenza di pressioni". Berlusconi: "Furiosi, esasperati"
15 maggio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/05/14/news/berlusconi_geithner-86098746/

Caso Geithner, Berlusconi: "Serve commissione inchiesta su fatti enormi"
15 maggio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/05/15/news/berlusconi_lo_dico_con_certezza_nel_2018_non_sar_io_il_premier-86196615/

Il governo a Berlusconi: "Vicenda Geithner ha caratura più letteraria che storica"
16 maggio 2014

La Troika, il 2011 e l'Italia
di Alessandro Gilioli
Giovedì 23 Luglio 2015

Napolitano: nel 2011 agii nell’interesse dell’Italia
Il presidente replica ancora alle accuse di complotto: “Ridicolmente strumentali. Anche il Cavaliere era d’accordo”
ANTONELLA RAMPINO
17/11/2015


Appendice

Riporto articoli e commenti dal mio archivio relativi al periodo immediatamente precedente e successivo alle dimissioni del governo Berlusconi.

In un altro blog, una settimana fa, avevo ‘postato’ questo commento:
Allego un articolo che interpella i cattolici, in particolare quelli che hanno votato PDL, in particolare quelli che qui amano discettare dei milioni di morti sovietici di 50 anni fa e forse non si preoccupano neanche un po' dei milioni di uomini in carne ed ossa che pagano e pagheranno gli errori gravi di un governo inadeguato e di un presidente del Consiglio amorale, incompetente, malato e scandaloso. 

IL COMMENTO
Lo strano silenzio della Chiesa
di BARBARA SPINELLI
21 settembre 2011
IL SOSTEGNO che i vertici della Chiesa continuano a dare a Berlusconi è non solo uno scandalo, ma sta sfiorando l'incomprensibile. Che altro deve fare il capo di governo, perché i custodi del cattolicesimo dicano la nuda parola: "Ora basta"? Qualcosa succede nel loro animo quando leggono le telefonate di un Premier che traffica favori, nomine, affari, con canaglie e strozzini? Non sono sufficienti le accuse di aver prostituito minorenni, di svilire la carica dimenticando la disciplina e l'onore cui la Costituzione obbliga gli uomini di Stato? Non basta il plauso a Dell'Utri, quando questi chiamò eroe un mafioso, Vittorio Mangano? Cosa occorre ancora alla Chiesa, perché si erga e proclami che questa persona, proprio perché imperterrita si millanta cristiana, è pietra di scandalo e arreca danno immenso ai fedeli, e allo Stato democratico unitario che tanti laici cattolici hanno contribuito a costruire? […].

Oggi, la CEI, per voce del “cerchiobottista” Bagnasco, ha battuto un colpo, tardivo, ma che colpo!

Conferenza Episcopale Italiana
CONSIGLIO PERMANENTE
Roma, 26 - 29 settembre 2011
La globalizzazione resta non governata, e sempre più tende ad agire dispoticamente prescindendo dalla politica. La finanza «è tornata a praticare con frenesia dei contratti di credito che spesso consentono una speculazione senza limiti. E fenomeni di speculazione dannosa si verificano anche con riferimento alle derrate alimentari, all’acqua, alla terra, finendo con impoverire ancor di più quelli che già vivono in situazione di grave precarietà» (Benedetto XVI, Discorso per il 50° dell’enciclica “Mater et magistra”, 16 maggio 2011). Nessuna nuova istituzione internazionale è stata nel frattempo messa in campo col potere di regolare appunto la funzionalità dei mercati allorché questi risultino anomali. Le agenzie che classificano l’affidabilità dei grandi soggetti economici hanno continuato a far valere la loro autarchica e misteriosa influenza, imponendo ulteriori carichi alle democrazie. Dal canto suo, l’Europa ha fatto fronte in ritardo e di malavoglia alle emergenze, incapace di esprimere una visione comunitaria inclusiva dei doveri propri della reciprocità e della solidarietà, soprattutto rivelando ancor di più lo squilibrio tra l’integrazione economica, di cui l’euro è espressione, e un’integrazione politica, ancora inadeguata, pesantemente burocratizzata e invasiva.
8. Conosciamo le preoccupazioni che pulsano nel corpo vivo del Paese, e non ci sfugge certo quel che, a più riprese, si è tentato di fare e ancora si sta facendo per fronteggiarle. L’impressione tuttavia è che, stando a quel che s’è visto, non sia purtroppo ancora sufficiente. Colpisce la riluttanza a riconoscere l’esatta serietà della situazione al di là di strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità. Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. Non è la prima volta che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole «della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda» (Prolusione al Consiglio Permanente del 21-24 settembre 2009 e del 24-27 gennaio 2011). Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica. Da più parti, nelle ultime settimane, si sono elevate voci che invocavano nostri pronunciamenti. Forse che davvero è mancata in questi anni la voce responsabile del Magistero ecclesiale che chiedeva e chiede orizzonti di vita buona, libera dal pansessualismo e dal relativismo amorale?
Tornando allo scenario generale, è l’esibizione talora a colpire. Come colpisce l’ingente mole di strumenti di indagine messa in campo su questi versanti, quando altri restano disattesi e indisturbati. E colpisce la dovizia delle cronache a ciò dedicate. Nessun equivoco tuttavia può qui annidarsi. La responsabilità morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. Tanto più ciò è destinato ad accadere in una società mediatizzata, in cui lo svelamento del torbido, oltre a essere compito di vigilanza, diventa contagioso ed è motore di mercato. Da una situazione abnorme se ne generano altre, e l’equilibrio generale ne risente in maniera progressiva. È nota la difficoltà a innescare la marcia di uno sviluppo che riduca la mancanza di lavoro, ed è noto il peso che i provvedimenti economici hanno caricato sulle famiglie; non si può, rispetto a queste dinamiche, assecondare scelte dissipatorie e banalizzanti. La collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l’immagine del Paese all’esterno ne viene pericolosamente fiaccata. Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi, e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono né vincitori né vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne darà atto.
Solo comportamenti congrui ed esemplari, infatti, commisurati alla durezza della situazione, hanno titolo per convincere a desistere dal pericoloso gioco dei veti e degli egoismi incrociati.

28 settembre 2011
Lo strappo Cei e i pdl ricattati. Colpiti ma non scalfiti: «Hanno paura»
Francesco Lo Sardo
link sostituito da:

CRISI
Il Bundestag appoggia la Merkel. Sì al fondo salva stati più forte
Il parlamento federale tedesco approva a larga maggioranza la proposta di rafforzare lo strumento usato dall'Unione per soccorrere le economie europee in difficoltà
29 settembre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/09/29/news/berlino_approva_il_fondo_salva_stati-22414016/  

Italia, sorveglianza rafforzata della Ue
Berlusconi: "Fmi è come certificazione bilancio"
Barroso sul 'commissariamento': "Lo ha voluto il governo". Il premier: "L'euro ha impoverito il Paese, la speculazione su di noi è una moda passeggera, i ristoranti sono pieni". Sarkozy: "Rendo onore a sforzo dell'Italia". Grecia: cancellato ufficialmente il referendum. Sale spread Btp-Bund. Lagarde (Fmi): "Riforme annunciate, il problema è la credibilità". Atene, Papandreou ottiene la fiducia
04 novembre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/11/04/news/g20_ultimatum_italia-24390352/

la crisi
Governo in bilico: «Berlusconi sta per lasciare». Ma il premier smentisce
Ferrara: «Questione di ore e cede il passo». Letta: «Se cade l'esecutivo, gli impegni restano»
07 novembre 2011 13:05

Diretta
Governo sull'orlo del baratro. Ferrara: "Berlusconi si dimette"
07 novembre 2011

Quanto ci costa quest’individuo da tempo malato.

IL GRAFICO
"Va via": borsa su. "Resta": crollo. I mercati e il destino del premier
07 novembre 2011

I link di Sbilanciamoci dal 2016 sono stati tutti cambiati (sono stati anche cancellati i commenti “scomodi” riguardanti la conoscenza dello statuto della BCE), ma ho scoperto che si possono recuperare facendo una ricerca col browser, digitando il titolo dell’articolo + old + Sbilanciamoci.

SBILANCIAMOCI.INFO



Sbilanciamoci.info - Newsletter n.144 - 5 novembre 2011

 

FORUM/LA ROTTA D'EUROPA

 

Ridimensionare la finanza, riprendere il controllo dell’economia, praticare la democrazia: sono tre correzioni di rotta che servono all’Europa emerse dalle proteste del 15 ottobre e nel dibattito sulla “rotta d’Europa” aperto da Sbilanciamoci.info e il manifesto, ripresodaOpenDemocracy
di Mario Pianta

 

Nei paesi della periferia europea si pensa di uscire dalla crisi riducendo salari e tutele del lavoro e con sistemi di contrattazione a livello d’impresa. Non è questo che può rimettere in ordine i conti dell’economia, servono politiche di rilancio della domanda e istituzioni di contrattazione collettiva.
di Andrew Watt

INTERVENTI

Nella crisi italiana i nodi restano quelli definiti dalla lettera della Bce che pone dure condizioni di politica economica al governo italiano. È necessaria una risposta “di sinistra”, realistica nel fare i conti con l’emergenza e credibile nel delineare un programma alternativo
di Claudio Gnesutta

Un "manifesto per risollevare l'Europa" sul quotidiano di Confindustria propone governo economico europeo, eurobond, una Bce modello Fed e un mercato unico per il credito. Una discussione da iniziare. E un segnale di cambiamento?
di Mario Pianta

Come si può sostenere la giusta battaglia per i beni comuni e contemporaneamente auspicare il fallimento dell'istituzione collettiva che dovrebbe gestirli e amministrarli?
di Felice Roberto Pizzuti

Secondo una stima realistica, da un'imposta ordinaria sulla ricchezza potrebbero entrare 15 miliardi. Non sono pochi, ma non possono servire sia a tappare i buchi che a finanziare la crescita
di Alessandro Santoro

Un conto sono le politiche di rientro dal debito, un altro le modifiche delle regole di finanza pubblica. Ecco alcune informazioni e utili avvertimenti sulle varie ipotesi di regole costituzionali in tema di pareggio di bilancio
di Antonio Brancasi

Salvaguardare patrimoni e ricchezze, colpire gli enti locali, le pensioni e i redditi, distribuire qualche una tantum assistenzialistica e azzerare la spesa sociale: queste sono le scelte del governo come ci dice il Libro nero sul welfare curato da Sbilanciamoci e della campagna I diritti alzano la voce
di Giulio Marcon

In un paio d'anni, la crisi sembra divenuta inesorabile, il capitale straniero più aggressivo, il governo irresoluto di fronte alle sue responsabilità
di Vincenzo Comito

Riuscirà il camaleontico ministro e fantasioso prestigiatore dalla lingua biforcuta Giulio Tremonti ad imbrogliare, dopo la maggioranza degli Italiani, le Autorità UE?

CRISI
Il "sollecito" Ue: "Tremonti chiarisca su passi concreti e tempi delle riforme"
Il caso-Italia sarà il tema principale della riunione odierna dell'Eurogruppo. In settimana la prima missione di monitoraggio dell'Unione a Roma: "Si farà anche in caso di dimissioni del governo"
07 novembre 2011

Diario della crisi
Berlusconi abbandonato anche da Letta e Bossi
di CLAUDIO TITO
08 novembre 2011
[…]. Se la politica nostrana scommette sulle elezioni anticipate, gli interlocutori esterni sembrano spingere per un esecutivo "tecnico". Un governo guidato da un personaggio come Mario Monti o come Giuliano Amato (che sta conquistando posizioni anche ai piani alti delle nostri Istituzioni) nella consapevolezza che solo un assetto di questo tipo può garantire una riduzione del debito pubblico con misure anche impopolari. Per questo le forze più responsabili del centrodestra e del centrosinistra si affannano a indicare soluzioni "tecniche". O miste, come sta facendo l'Udc con il "ticket" Monti-Letta. […].

Il Cavaliere
«Se proprio devo morire lo farò in Aula»
Cavaliere autocritico: ho commesso errori. Ma sui suoi: fanno disinformazione
Marco Galluzzo
08 novembre 2011 07:27

In mattinata incontro dei capigruppo dell'opposizione
Rendiconto, il governo appeso ai numeri. Nucara ricoverato: non voterà
Tremonti rientra da Bruxelles. Pressing del premier sui dissidenti. E Di Pietro annuncia: «Voteremo no»
C. Arg.
08 novembre 2011 12:03


Salvare la roba
Concetto Vecchio
07 novembre 2011

Diretta
Bossi: "Silvio si faccia da parte, Alfano premier"
Opposizione in aula, ma non voterà

08 novembre 2011

L'intervista
Veltroni sposa l'ipotesi Monti. "Niente voto e governo di transizione"
Parla Walter Veltroni: il partito ascolti le preoccupazioni di Prodi. "Il Cavaliere ora è solo contro tutti e oscilla tra infantilismi e l'idea di trascinarci alle urne in un finale da Caimano". Su Renzi: "Non condivido né certe forzature del sindaco di Firenze né reazioni di stampo antico del tipo 'fai il gioco del Cavaliere'" di GOFFREDO DE MARCHIS
08 novembre 2011

la crisi
Mercati, resta alta la tensione sugli spread
Tremonti lascia l'Ecofin e rientra a Roma
Giornata di tensione sui mercati finanziari in attesa del voto sul rendiconto di bilancio del governo italiano. Il differenziale tra i Btp e titoli del debito tedesco rimane alto. Tremonti rientra a Roma per votare. "Con questi spread è impossibile per le imprese chiedere i prestiti; riforme con o senza Silvio", sostiene il numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia
08 novembre 2011

Diretta
Rendiconto, maggioranza ferma a 308
Opposizione: "Adesso si deve votare"
L'Aula della Camera ha approvato il Rendiconto generale dello Stato, con 308 voti favorevoli e un astenuto. Le opposizioni erano in Aula ma non hanno preso parte al voto. Il leader della Lega: "Chiesto a Berlusconi di fare un passo laterale". Vertice notturno a Palazzo Grazioli con lo stato maggiore del Pdl. La Russa: "Abbiamo i numeri". Il premier fa sapere che attenderà 24 ore per valutare la tenuta della maggioranza. In caso di numeri scarsi, punterebbe sulle elezioni anticipate anche se si è discussa la possibilità di un governo diverso. L'opposizione sarà in aula per garantire il numero legale ma non partecipa al voto: è questa la decisione assunta nel vertice svoltosi in mattinata alla Camera, condivisa anche dai radicali. Bersani vede Pannella.

Un durissimo giudizio di Roubini sulla “mamma vicaria” Alfano.

IL COMMENTO
Nouriel Roubini su Twitter: "Alfano è il lacché n.1"
Ecco gli ultimi tweet dell'economista americano sulla situazione italiana.
* * *
Sostituire Berlusconi con il suo primo lacché è inaccettabile: l'Italia ha bisogno di un governo competente guidato da un rispettato e credibile leader
Angelino Alfano non è degno di fare il primo ministro: è un avvocato con nessuna conoscenza di economia, il cui lavoro, da ministro della Giustizia, è stato solo quello di creare leggi per evitare a Berlusconi di essere processato
* * *
Alfano è il lacché numero di uno Berlusconi: il suo unico compito è stato quello di mettere il premier al riparo dai guai giudiziari, e ora vogliono promuoverlo a Palazzo Chigi per continuare a svolgere questa funzione.
* * *
Il "Gattopardo" Alfano ha partecipato non molti anni fa al matrimonio della figlia di un boss siciliano, Croce Napoli, e tutti hanno visto l'incontro affettuoso fra Alfano e lo stesso Napoli
* * *
Non è solo una questione di voci e indiscrezioni: tutti possiamo vedere un video che mostra Angelino Alfano partecipare al matrimonio nel 1996 della figlia del boss della mafia Napoli

 (08 novembre 2011

In effetti, Gennaro Malgieri (ha fatto la dichiarazione in Aula al termine della seduta) è giunto in ritardo, ma ha dichiarato che avrebbe votato ‘sì’.

16:34Centrodestra, ecco i "dissidenti"77Sono undici i deputati di area centrodestra che oggi non hanno partecipato al voto sul Rendiconto generale dello Stato. Si tratta dei deputati del Pdl Roberto Antonione, Fabio Gava, Gennaro Malgieri, Giustina Destro, più Alfonso Papa (agli arresti domiciliari). Assenti al voto anche gli esponenti del Misto Calogero Mannino, Giancarlo Pittelli, Luciano Sardelli, Francesco Stagno D'Alcontres e Santo Versace. Si è invece astenuto Franco Stradella, del Pdl.

I NUMERI
Gli 11 che hanno voltato le spalle al Cav.
E lui: «Mi hanno tradito, dove vanno?»
Cinque deputati del Pdl e cinque del Misto non hanno partecipato al voto; uno si è astenuto
08 novembre 2011 17:33

Il grande bugiardo ha dichiarato:

APPROVATO IL RENDICONTO, ma il premier ha perso la maggioranza
Berlusconi a Napolitano :«Mi dimetto subito dopo la legge di stabilità»
Il Colle: «Il premier ha manifestato la consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto»
C. Arg.
08 novembre 2011 20:04

Ryanair, 'Silvio scappa con noi'
08 Novembre 2011 15:26
(ANSA) - ROMA - Silvio Berlusconi e' ancora una volta testimonial inconsapevole Ryanair. Sull'home page del sito internet della compagnia aerea lowcost irlandese compare il viso del Cavaliere in primo piano, scelto per pubblicizzare un'offerta di voli a basso costo (9.99 euro). Accanto al volto del Cavaliere compare lo slogan, anch'esso rivolto al Cavaliere: ''Caro Silvio - si legge - un'altra occasione per scappare con Ryanair''.

Questi commissari UE, anche quando non sono tedeschi, sono babbei e noiosi: i mercati finanziari hanno capitali megagalattici, sono indispensabili gli eurobond e la TTF, si occupasse principalmente di questo la Commissione UE!
Comunque, anche per l'incapacità del nostro governo, siamo già a 200 mld, nell’ultimo anno e mezzo, tra manovre correttive (140 mld) e leggi di stabilità (ex finanziaria): quanto ci sarà costato in più, alla fine, questo premier incompetente e fuori di testa (assieme all’altro incompetente e fuori di testa Tremonti)?

Il commissariamento
Ecco la nuova lettera di Olli Rehn: "Serve una manovra aggiuntiva"
L'Europa a sorpresa chiede al governo Berlusconi di intervenire nuovamente sui conti. Il commissario europeo agli Affari economici vuole misure addizionali per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013. In 39 punti, tutti i chiarimenti necessari
di ALBERTO D'ARGENIO
08 novembre 2011

P.S.:
Testo della lettera in italiano

Affermazione grossolana e dilettantesca di Renzi, da ignorante della norma.

“Allora il centrosinistra non abbia paura di intervenire sulle pensioni, subito, senza incertezze, senza rinvii al 2036".

Il centrosinistra sarà credibile se smetterà di essere conservatore
Riceviamo da Matteo Renzi e pubblichiamo:
[…]. La nostra parola d’ordine è l’equità sociale? Allora il centrosinistra non abbia paura di intervenire sulle pensioni, subito, senza incertezze, senza rinvii al 2036 e contestualmente detassare per i primi tre anni il lavoro dei neoassunti. Semplificare la giustizia, specie quella civile, per garantire la certezza del diritto così da portare nuovi capitali a investire in Italia. Privatizzare le maggiori aziende del Paese non solo per far cassa, ma anche per evitare che la Finmeccanica di turno diventi la riserva di caccia di chi vince le elezioni. Tagliare i sussidi e le agevolazioni alle imprese, semplificare la burocrazia, dimezzando davvero i costi, e i posti , della politica.
Riformare il mercato del lavoro introducendo il contratto unico a tutele progressive e superando l’apartheid tra chi è già garantito e chi sta fuori dal sistema del welfare. Portare finalmente la parola merito nelle scuole e nelle università italiane, senza paura di scontrarsi con le resistenze di chi difende il proprio orticello. Un pacchetto di provvedimenti che abbia la funzione di liberare l’Italia, una sorta di angioplastica istituzionale che stasi e sblocchi, subito. Perché lo status quo è quanto di più ingiusto ci sia. E uno schieramento di centrosinistra non può essere progressista nel nome e conservatore nelle scelte. Gli italiani sono persone serie, sono persone perbene. […].
08 novembre 2011

EVENTS
14/11/2011 - 14/11/2011
The high-level conference to be held in Brussels on 14 November will provide a forum for EU institutions, EU countries and social partners to share their to the current institutional and economic context.

Bravo!

Pensioni. Perché è giusto indignarsi
di Felice Roberto Pizzuti
30 ottobre 2011
Il sistema previdenziale è strutturalmente in equilibrio. Il saldo tra le entrate e le prestazioni pensionistiche al netto delle ritenute fiscali è attivo per un ammontare di 27,6 miliardi
[…]. Ma allora perché, anche in ambiti progressisti incontra favore l'idea di nuovi interventi sulle pensioni? Il punto è che i maggiori ostacoli a superare questa crisi epocale risiedono non solo nelle difficoltà frapposte dagli interessi economici, politici e culturali collegati al modello produttivo affermatosi nel passato trentennio e adesso entrato in crisi; le ragioni vanno individuate anche nei limiti delle forze progressiste nel saper rinnovare il modello economico-sociale, la mentalità prevalente nell'opinione pubblica e gli equilibri politici. […].

OT: Notizia strabiliante!

Terremoto: palazzo alzato per isolatori
08 Novembre 2011 15:19
(ANSA) - L'AQUILA - Un palazzo di 6 piani -lungo 25 metri e del peso di duemila tonnellate - e' stato alzato di 60 cm per posizionarvi sotto gli isolatori sismici. L'intervento, il primo in Italia, e' stato completato oggi a l'Aquila. I 32 martinetti idraulici lo hanno sollevano un centimetro l'ora. L'iniziativa e' della Fondazione ''6 Aprile per la Vita Onlus''. La stessa tecnologia sara' utilizzata a Venezia contro l'acqua alta, ha detto l'assessore veneziano ai lavori pubblici, Alessandro Maggioni.
03 Novembre 2011
La Fondazione solleva la sicurezza
Dal 05 al 10 Novembre all'Aquila, presso l'area di cantiere sita tra Via Antonio Rauco e Via Amiternum, si terrà Up! - Sollevamento in Corso, manifestazione organizzata dalla Fondazione 6 Aprile per la Vita ONLUS e Consta.
La manifestazione ha come obiettivi principali la sensibilizzazione della popolazione nei confronti della sicurezza in caso di movimenti tellurici e la promozione in materia di protezione e prevenzione antisismica.
Nell'occasione si svolgerà il primo sollevamento in diretta di un palazzo colpito dal sisma di L'Aquila, applicando l'innovativa e brevettata tecnologia Soles per l'inserimento di isolatori sismici alla base dell'edificio.
Up! - Sollevamento in Corso si sviluppa in alcune giornate coinvolgendo in specifici momenti la popolazione, gli alunni delle scuole primarie e secondarie, studenti e docenti universitari, professionisti del settore, istituzioni, intervallando momenti conviviali e moduli didattici con workshop e conferenze, con lo scopo di far conoscere agli specifici target gli aspetti maggiormente rilevanti dell'intervento sull'edificio.
All'interno della settimana di eventi è prevista la Giornata Istituzionale di martedì 08 Novembre con la presenza di autorità, giornalisti e tecnici del settore.
Inserimento di dispositivi antisismici in edifici esistenti
Soles ha messo a punto soluzioni tecnologicamente innovative per l’isolamento sismico in generale ed in particolare per l’adeguamento del patrimonio immobiliare esistente.
Nel caso di strutture esistenti, che richiedono il maggior impegno sotto l’aspetto progettuale ed esecutivo, si ricorre al sostegno e/o sollevamento dell’edificio per consentire l’inserimento di appositi dispositivi quali gli isolatori sismici con sistemi dissipativi di energia. L’obiettivo dei provvedimenti da adottare è sempre quello di svincolare il terreno dalla struttura sovrastante per rendere indipendenti i movimenti relativi delle due entità. L’assorbimento di energia sismica con relativa deformazione dei dispositivi riduce o elimina il danno sismico. […].

Riporto la mia replica a Franci53 nel ‘post’ “8 novembre 63 AC” e la nota del Quirinale.

Auguri a te, ma io brinderò solo quando il grande bugiardo avrà rassegnato le sue dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica; il quale, forte dell'esperienza precedente raccontata da Eugenio Scalfari (v. il mio 'post'/14 su Silvio B.), ha saggiamente emessa una nota a sancire di fronte all'Italia ed al mondo l'impegno di B. a dimettersi.

LA CRISI
«Il premier si dimetterà dopo la legge di stabilità»: la nota del Quirinale
Il documento dopo che Berlusconi è salito al Colle
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera in Quirinale il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, accompagnato dal Sottosegretario dott. Gianni Letta. All'incontro ha partecipato il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere Donato Marra. Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione. (Testo pubblicato su www.quirinale.it)

8 novembre 2011
La Sora Cesira: ''Berlushka bye bye''
"In un momento di grande difficoltà" ecco il commento in musica di Sora Cesira (che riprende "Babooshka" di Kate Bush)



L'ultimo sogno del Cavaliere: candidarsi ancora come premier, Michele Tito su Repubblica







Dalla lettera del commissario Olli Rhen, ricavo:

5. Nella lettera, il governo descrive l’impatto dell’attuale legge pensionistica,
inclusa l’applicazione, anticipata e decisa di recente, di un collegamento
automatico all’aspettativa di vita e di un livellamento graduale dell’età
pensionistica per le donne nel settore privato che, in base alle proiezioni
disponibili per l’aspettativa di vita, dovrebbe portare a 67 anni entro il 2026
l’età obbligatoria per le pensioni di vecchiaia. Tuttavia, l’età della pensione per
le donne nel settore privato resterà inferiore a quella degli uomini per molti
anni a venire (contrariamente a quanto accadrà nel settore pubblico). Oltre a
ciò, nei prossimi anni le norme che regolano l’andata in pensione
consentiranno di fatto di farlo in età ancora relativamente giovane. Il governo
sta studiando – per poter affrontare e risolvere queste lacune della recente
riforma – dei provvedimenti adeguati, per esempio una restrizione ulteriore dei
criteri di esigibilità della pensione di anzianità, o addirittura una loro
abrogazione totale, e una più rapida transizione verso il livellamento tra i
generi dell’età pensionistica standard?
Le 39 domande dell’Europa (alle quali l’Italia dovrà rispondere), ANSA

Una breve sintesi della lista di 39 domande che alla quale il governo dovrà rispondere entro l’11 novembre, sul Corriere della Sera del 09-11-2011
Tutte le risposte che l’Italia dovrà dare all’Europa

I mercati non bevono le trappole
Se la situazione sta precipitando al di là di ogni controllo non possono esserci dubbi su quello che i mercati ci stanno dicendo: considerano le dimissioni annunciate l'ennesimo trappolone. Sta alle opposizioni mettere il presidente Napolitano nelle condizioni istituzionali di agire
Carlo Clericetti

PALAZZO MADAMA
Mario Monti nominato senatore a vita
La mossa del Colle nei giorni della crisi
09 novembre 2011

Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia (cfr. nota [6]), includendo la “finestra” mobile di 12 mesi, gli uomini andranno già nel 2021 a 67 anni, per l’esattezza 66 anni e 11 mesi, e le donne del pubblico impiego a 66 anni e 11 mesi; quelle del privato a 64 anni e 8 mesi (nel 2026 a 67 anni e 4 mesi).

LE MISURE PER L'EUROPA / Funziona il pressing delle opposizioni
Ddl Stabilità, approvato entro domenica
Nel testo ci sono modifiche all'articolo 18
Ma Tremonti assicura: saranno approvate solo dopo un confronto con le parti sociali
09 novembre 2011 20:21
[…]. Dalle prime indicazioni sui contenuti è emerso che vi sarebbero previste anche alcune modifiche all'articolo 18 dello statuto dei Lavoratori. Queste, ha però precisato Tremonti, saranno approvate dopo un confronto con le parti sociali.
LE ALTRE MISURE - A riferire le prime indiscrezioni è stato il senatore dell'Idv, Elio Lannutti, secondo cui il nuovo testo recepisce i contenuti della lettera inviata dalla Bce all'Italia e si compone di 25 articoli e 10 punti. I capitoli di intervento riguardano la dismissione degli immobili pubblici, una maggiore apertura del mondo delle professioni tramite l'eliminazione delle tariffe minime, la semplificazione normativa, incentivi al projectfinancing e detassazione delle imprese costruttrici, rivisitazione della disciplina sull'apprendistato. E poi ancora un più efficiente utilizzo delle risorse comunitarie e un pacchetto per velocizzare il processo civile.
Capitolo pensioni. A partire dal 2026 si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni. Inoltre sono previsti meno tagli all'editoria. Entro tre mesi il ministero delle politiche agricole individuerà i terreni dello Stato a vocazione agricola e non utilizzabili per altre finalità da vendere. Infine le aree ed i siti del comune di Chiomonte, individuati per la realizzazione del tunnel della linea ferroviaria Torino-Lione, costituiscono «aree di interesse strategico nazionale». […].

Il testo del maxiemendamento

Aspettiamo di vedere se Mario Monti diventerà presidente del Consiglio, e le sue scelte, ma io non sono del tutto in disaccordo con quanto scrive Stefano Azzarà. Tranne nella chiusa, quando scrive: “Perché è questa questione che decide chi dovrà pagare la crisi”. L’hanno già deciso finora, addossando il maggior peso dei 200 mld di manovre sul ceto medio-basso e sui poveri!

blog personale di Stefano G. Azzarà / e-mail s.azzara@uniurb.it
Un colpo di Stato è un colpo di Stato. Bisogna chiedere elezioni subito
di Stefano G. Azzarà
I principi generali vanno applicati in maniera generale e con obiettività, senza lasciarsi condizionare dalle preferenze personali. Bisogna allora chiamare le cose con il loro nome: quello a cui stiamo assistendo in tempo reale, intontiti dalla retorica dell'interesse nazionale, è un colpo di Stato a tutti gli effetti. E' il colpo di Stato della BCE e della grande borghesia europea, che impone la propria dittatura commissaria all'Italia, annientandone la sovranità nazionale. Solo incidentalmente questo "golpe democratico" colpisce il governo Berlusconi: esso avrebbe colpito alla stessa stregua qualunque governo in carica.
La tecnica è quella più volte sperimentata: si crea lo stato d'eccezione e da esso si trae la legittimazione per sospendere la normalità costituzionale, forzando le procedure parlamentari. Nulla allora deve contare nel giudizio politico il fatto che la vittima immediata sia l'odiato Berlusconi. Questo fatto contingente, serve semmai a coprire la sostanza degli eventi e a suscitare il consenso più vasto, creando nell'opinione pubblica l'illusione che la sospensione della democrazia sia necessaria per la salvezza del paese e per il ripristino della democrazia stessa.
Ma questo colpo di Stato è in realtà contro l'Italia e contro le classi subalterne di questo paese e il suo obiettivo consiste nell'imporre quelle misure di austerità che il ceto politico, in condizioni normali, non avrebbe la forza mettere in atto.
Non è affatto paradossale che proprio coloro che hanno combattuto il tiranno, autoproclamandosi difensori della democrazia e delle sue regole, stiano ora appoggiando gli eventi per il solo fatto che viene colpito Berlusconi. Tra i danni peggiori dell'epoca berlusconiana, si può dire, c'è proprio l'antiberlusconismo volgare: l'atteggiamento di chi accetta qualunque cosa, basta che non sia Berlusconi a farla.
Bisogna opporsi al golpe e chiedere immediatamente le elezioni politiche. A quel punto, sarà la questione fiscale, la questione della redistribuzione della ricchezza, il banco di prova delle forze politiche. Perché è questa questione che decide chi dovrà pagare la crisi.

Diretta non-stop 10 nov 2011

I MERCATI
A Milano riesce il rimbalzo. Tassi alle stelle per l'asta dei Bot
Giornata in altalena per gli investitori europei. Piazza Affari parte in flessione, sfonda quota 3% e poi ripiega. Contrastate le altre borse europee. Spread intorno ai 500 punti e rendimento del Btp inferiore al 7%. Collocati 5 miliardi di titoli a 12 mesi al 6,087% (contro il 3,570% di un mese fa)
10 novembre 2011

IL CASO
Monti: "Italia ha enorme lavoro da fare
Crescita nasca da rimozione privilegi"
Indicazioni chiare dall'ex commissario Ue: "Occorrono riforme strutturali, cancellare il problema italiano di chi protegge la propria circoscrizione elettorale". Le richieste dall'Europa e dalla comunità internazionale sono "giuste". E difende l'euro: "Senza, più inflazione e meno rispetto per generazioni future"
10 novembre 2011

Grafico: favorevoli e contrari

LA CRISI
Governo Monti, Berlusconi ci pensa
Lega e Di Pietro non ci stanno
Il cavaliere: "Scelta ineludibile". Lo stop della Lega: "Pronti all'opposizione. Si deve dare la parola al popolo". Sacconi: "E' un tecnocrate". Di Pietro: " Le elezioni sono un elemento di chiarezza. Bersani lo appoggia? Pd e Pdl non possono stare insieme, perché due maschi in camera da letto non fanno figli". Vertice a palazzo Grazioli: il premier cerca di convincere gli scontenti del Pdl
10 novembre 2011

IL CASO
Il popolo Idv contro Di Pietro: "Non è il momento della demagogia"
Sul web i militanti dell'Italia dei Valori contro l'annuncio dell'ex pm di non votare la fiducia ad un eventuale governo Monti di CARMINE SAVIANO
10 novembre 2011

Il 2.11 scorso, Ferruccio De Bortoli ha scritto sul Corriere il solito editoriale “fazioso”; ha ricevuto commenti durissimi, incluso il mio.

Fermare la deriva

Aspettavo da parecchio l’occasione per scrivergli direttamente. Ho colta quella del suo intervento a “Ballaro” e gli ho inviato questa lettera di critica per la sua posizione troppo sbilanciata a favore dei ricchi e di misure inique.
Lettera al direttore Ferruccio De Bortoli

Oggi, De Bortoli – effetto sicuramente del… clima di larghe intese -  ha scritto questo editoriale molto equilibrato (ne riporto la parte conclusiva):

Possiamo farcela
Ferruccio De Bortoli
10 novembre 2011 09:22
[…]. Il segnale dev'essere forte, immediato, comprensibile agli stranieri infastiditi dalle nostre alchimie e dai nostri ritardi. Un esecutivo di emergenza nazionale, con una guida autorevole, può convincere gli investitori esteri che facciamo sul serio. Ridare fiducia a famiglie e imprese. Restaurare l'immagine di un Paese che è solvibile, ricco di primati, valori e talenti. Le forze politiche più consapevoli possono appoggiarlo nel nome dell'interesse comune, disposte a rinunciare al piccolo cabotaggio dei veti incrociati, alla bassa speculazione elettorale. Un tempo sospeso, o una fase di neutralità, consentirebbe ai partiti di riprendere i termini di una normale contesa politica, avviandosi anche alle elezioni, dopo aver messo in sicurezza il Paese. Non si può minimamente pensare di uscire da una crisi di credibilità finanziaria così profonda senza accettare sacrifici, purché questi siano equi e proporzionali, trasparenti e utili per tornare a crescere, creare lavoro e reddito. Ma a una condizione: l'esempio lo deve dare subito la politica, tagliando i suoi costi. E non per finta.

10 novembre 2011
Il Monti pensiero, dalla crescita all'euro
Nelle ultime settimane, l'ex commissario europeo ha spiegato spesso quali sono le ricette per uscire dalla crisi. Basta privilegi. Assieme al risanamento dei conti deve viaggiare lo sviluppo. E l'euro non si tocca. Perché, afferma il neo senatore a vita negando ogni paradosso, "è un successo anche per la Grecia"
di Laura Pertici

Dopo aver letto questo articolo, ho inviato una lettera al vice presidente Olli Rehn.

IL CASO
Ue: l'Italia non raggiungerà il pareggio
"Si può fare di più sulle pensioni"
Il commissario europeo degli affari economici, OlliRehn, presenta le previsioni economiche dell'Unione europea: rinviato a dopo il 2013 l'azzeramento del deficit
10 novembre 2011

Lettera al vice presidente UE Olli Rehn

ISTAT
Produzione industriale -4,8% a settembre
Lavoro, sono 2,7 milioni gli inattivi
I dati Istat evidenziano un fortissimo calo rispetto ad agosto, mese che aveva fatto registrare un incremento del 3,9%. Il confronto con lo stesso mese del 2010 evidenzia una flessione del 2,7% (la più marcata da fine 2009). Sempre nel 2010 sono stati 1,2 milioni i lavoratori convinti che per loro non c'erano occasioni d'impiego
10 novembre 2011










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