sabato 8 maggio 2021

PNRR, commento critico a un editoriale del direttore Roberto Napoletano

 

 

Pubblico questo mio commento critico ad un recente editoriale di Roberto Napoletano, direttore del Quotidiano del Sud.

 

I SOLDI CI SONO, SPENDIAMOLI BENE
Nella battaglia di oggi del Sud c’è la vittoria o la sconfitta dell’Italia e dell’Europa di Draghi della politica fiscale espansiva
ROBERTO NAPOLETANO | 27 APR. 2021 22:39 | 1
https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/economia/2021/04/27/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-i-soldi-ci-sono-spendiamoli-bene/

 

Egr. Direttore Napolitano,

dal testo del PNRR reperibile sul sito governo.it (https://www.governo.it/it/articolo/pnrr/16718 ), risulta che la quota del Sud è di 82 mld, pari al 40% del totale (incluso il fondo complementare), quota che dimostra inequivocabilmente che anche il PNRR Draghi-Franco tradisce lo scopo assegnato dall’UE al PNRR di ridurre i divari territoriali. (https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR_Mezzogiorno.pdf ). 

IL MEZZOGIORNO NEL PNRR
La quota Sud nelle 6 missioni (incluso fondo complementare) Tot. circa 82 miliardi - 40,0%
1 - Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura - 14,58 mld - 36,1%
2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica - 23,00 mld - 34,3%
3 - Infrastrutture per la mobilità sostenibile - 14,53 mld - 53,2%
4 - Istruzione e ricerca - 14,63 mld - 45,7%
5 - Inclusione e Coesione - 8,81 mld - 39,4%
6 - Salute - circa 6 mld – 35/37%* *Sulla base del riparto tra le Regioni

Lei ora si dichiara soddisfatto degli 82 mld. Ma un mese fa pubblicava questo articolo ben argomentato sulla base dei dati molto critico del PNRR del Governo Conte2 (beninteso io ero d’accordo, e l’avevo perfino scritto prima, v. il mio ennesimo commento in calce):
RECOVERY, IL SUD MALTRATTATO DA CONTE: ALTRO CHE 86 MILIARDI, GLIENE SPETTANO 152 

Un’altra notazione particolare la dedico al par. 2.3 del PNRR (pag. 217) Missione 5-INCLUSIONE E COESIONE e della Componente M5C2-INFRASTRUTTURE SOCIALI, FAMIGLIE, COMUNITA’ E TERZO SETTORE, alla quale il PNRR assegna 11,17 mld.

Investimento 2.3: Programma innovativo della qualità dell’abitare
L’obiettivo dell’investimento è la realizzazione di nuove strutture di edilizia residenziale pubblica, per ridurre le difficoltà abitative, con particolare riferimento al patrimonio pubblico esistente, e alla riqualificazione delle aree degradate, puntando principalmente sull'innovazione verde e sulla sostenibilità.
L’investimento si articola in due linee di interventi, da realizzare senza consumo di nuovo suolo: (i) riqualificazione e aumento dell'housing sociale, ristrutturazione e rigenerazione della qualità urbana, miglioramento dell'accessibilità e della sicurezza, mitigazione della carenza abitativa e aumento della qualità ambientale, utilizzo di modelli e strumenti innovativi per la gestione, l'inclusione e il benessere urbano; (ii) interventi sull’edilizia residenziale pubblica ad alto impatto strategico sul territorio nazionale.
La selezione delle proposte di finanziamento avverrà attraverso indicatori volti a valutare l’impatto ambientale, sociale, culturale, urbano-territoriale, economico-finanziario e tecnologico-processuale dei progetti. 

Al riguardo, reitero un mio commento di un mese fa. 

Citazione: Il ministro ha sottolineato l’esigenza di un intervento organico: «Si interviene sulle infrastrutture, la scuola, gli asili nido, l’agricoltura, le pubbliche amministrazioni, la sanità.»

 Gli USA investono 213 mld per l’edilizia popolare, l’Italia si preoccupa degli asili nido.

 “Le iniziative annunciate nel corposo progetto dell’amministrazione prevedono 621 miliardi di dollari per i trasporti (è previsto il rinnovamento di 20mila miglia di strade e autostrade e 10mila ponti), 550 miliardi di dollari per il settore manifatturiero ‘avanzato’ in cui rientrano le aziende per la produzione medicale d’avanguardia, 100 miliardi di dollari per lo sviluppo della banda larga e una serie di interventi a sfondo sociale: 213 miliardi di dollari per l'edilizia popolare, 100 per le scuole, 400 per il sostegno ad anziani e disabili. E nelle intenzioni della nuova amministrazione non è che la prima metà di un piano complessivo che ammonterà a 4mila miliardi di dollari. La seconda parte, che sarà annunciata nelle prossime settimane, si chiamerà “American Family Plan”.”
https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/la-scommessa-di-biden-29871 

Lettera alla Ministra Mara Carfagna: PNRR, due proposte per il Mezzogiorno e l’Italia
https://vincesko.blogspot.com/2021/03/lettera-alla-ministra-mara-carfagna.html

(Ivi, la mia proposta di un Grande Piano Pluriennale di Case Popolari di Qualità). 


Post collegati:

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il monarca Giuseppe Conte
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2871228.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2020/12/il-piano-nazionale-ripresa-e-resilienza.html

PNRR, l’immobilismo del Governo Conte è figlio naturale dell’incompetenza
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2871425.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2020/12/pnrr-limmobilismo-del-governo-conte-e.html  

PNRR, la strategia dei tre passi prioritari
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2872106.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2021/02/pnrr-la-strategia-dei-tre-passi.html

PNRR, le maldestre manine di prestigiatore contro il superamento dei divari Nord-Sud
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2872801.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2021/04/pnrr-le-maldestre-manine-di.html

 

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http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2873003.html 

 

 

 


lunedì 19 aprile 2021

PNRR, le maldestre manine di prestigiatore contro il superamento dei divari Nord-Sud

 


Recovery Plan, numeri e percentuali al Sud diventano un balletto per colpa dei soliti furbetti
Fare confusione in questi casi è la cosa migliore per confondere le carte ed ecco che nei conti ci sono progetti già finanziati
PIETRO MASSIMO BUSETTA | 17 APR. 2021 20:13 | 1
https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/le-due-italie/economia/2021/04/17/sudismi-di-pietro-massimo-busetta-recovery-plan-numeri-e-percentuali-al-sud-diventano-un-balletto-per-colpa-dei-soliti-furbetti/

 

L’ho scritto subito (https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/politica/2021/04/13/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-morire-di-propaganda/ ) che il 40% al Sud di Draghi e ancor più di Franco (che è settentrionale, come la gran parte dei ministri del governo Draghi) è una fregatura e, come la ripartizione decisa dal precedente governo Conte2 a trazione asseritamente meridionale, non rispetta i criteri stabiliti da Bruxelles.

Che le cose sarebbero andate storte, lo scrissi già dopo aver letto la lista dei ministri: “Voi pensate che, con tutti questi ministri settentrionali, al Sud arriveranno i soldi che gli spettano? Che, per la verità, manco col governo Conte2, pieno di ministri meridionali, arrivavano.” (https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/politica/2021/02/12/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-il-ritorno-del-cavaliere-bianco/  ).

Qui ci devono essere le solite manine ministeriali, per la verità piuttosto maldestre, perché non sono i furbi presidenti di Giunta regionale dellEmilia Romagna e del Veneto a redigere il PNRR.

Il Quotidiano del Sud dovrebbe indagare su queste manine e chiederne conto a Franco, che è quello che ora dirige la redazione del piano, visto che non lo fa la semitosta ministra per il Sud, la salernitana Carfagna, che speravo fosse un po più tosta del siciliano Provenzano, del napoletano Amendola e del pugliese Boccia, ministri del governo Conte2.

Le risorse del PNRR, secondo l’UE, devono servire per ridurre i divari territoriali, e basta un piccolo calcolo economico per stabilire che questo si ottiene soltanto se il tasso di variazione medio annuo del PIL del Mezzogiorno è maggiore di quello del Nord e nella misura congrua e per un numero congruo di anni: non bastano certamente i 6 anni del PNRR a colmarlo, ma ci vogliono 52 anni se la differenza di tasso medio annuo è pari a +1%, 26 anni se è pari al +2%.

 

Post collegati:

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il monarca Giuseppe Conte
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2871228.html oppure
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PNRR, l’immobilismo del Governo Conte è figlio naturale dell’incompetenza
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https://vincesko.blogspot.com/2020/12/pnrr-limmobilismo-del-governo-conte-e.html  

PNRR, la strategia dei tre passi prioritari
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martedì 6 aprile 2021

Analisi quali-quantitativa/36 - Classifica Forbes 2021 dei ricchissimi

 


Ovunque c'è grande proprietà, c'è grande diseguaglianza. Per ogni uomo molto ricco ce ne devono essere per lo meno cinquecento poveri, e l'opulenza di pochi presuppone l'indigenza di molti” (Adam Smith). 

Jeff Bezos ancora al comando della nuova Forbes Billionaires: chi sono i più ricchi del mondo nel 2021
Di Forbes.it Staff
Questo articolo di Kerry A. Dolan è apparso su Forbes.com.
Ci sono ben 493 nomi nuovi in lista – un altro record -, vale a dire un nuovo miliardario ogni 17 ore. Tra questi, 210 vengono dalla Cina o da Hong Kong, 98 dagli Stati Uniti. La new entry più in alto in classifica, con 38,2 miliardi di dollari, è Miriam Adelson, del Nevada, che ha ereditato l’impero dei casinò del marito, Sheldon Adelson, morto a gennaio. Altri nuovi ingressi degni di nota sono quelli del produttore di film e programmi televisivi Tyler Perry, della co-fondatrice della app di incontri Bumble, Whitney Wolfe Herd (la più giovane miliardaria self-made al mondo), e dell’europeo Guillaume Pousaz, fondatore della società di pagamenti Checkout.com. Altre 250 persone che erano uscite dalla lista in passato sono ricomparse. È incredibile notare come, tutto considerato, l’86% dei miliardari sia più ricco di un anno fa.
Jeff Bezos è la persona più ricca del mondo per il quarto anno consecutivo, con un patrimonio di 177 miliardi di dollari: 64 miliardi in più dello scorso anno, grazie alla crescita delle azioni di Amazon.
https://forbes.it/2021/04/06/forbes-billionaires-list-2021-ricchi-mondo/
https://www.forbes.com/billionaires/

La top ten (tra parentesi, gli anni 2020, 2019 e 2018)
1  Jeff Bezos 177 (113 - 131 - 112) miliardi di dollari
2. Elon Musk 151 (24,6 - - ) miliardi di dollari
3. Bernard Arnault 150 (76 - 76 - 82,7) miliardi di dollari
4. Bill Gates 124 (98 - 96,5 - 90) miliardi di dollari
5. Mark Zuckerberg 97 (54,7 - 62,3 - 71) miliardi di dollari
6. Warren Buffett 96 (67,5 - 82,5 - 84) miliardi di dollari
7. Larry Ellison 93 (59 - 62,5 - 58,5) miliardi di dollari
8. Larry Page 91,5 ( - 50,8 - ) miliardi di dollari
9. Sergei Brin 89 ( - 49,8 - ) miliardi di dollari
10. Mukesh Ambani 84,5 (36,8 - - ) miliardi di dollari 

I 10 italiani tra i primi 705 (tra parentesi, gli anni 2020, 2019 e 2018)
40  (32  -  39  -  37)    Giovanni Ferrero 35,1 (24,5 - 22,4 - 23) miliardi di dollari (ora residente in Belgio)
62  (62   -   50   -  45)  Leonardo Del Vecchio 25,8 (16,1 - 19,8 - 21,2) miliardi di dollari
234 (133 - 107 - 127)  Stefano Pessina 9,7 (10,2 - 12,4 - 11,8) miliardi di dollari (ora residente a Monte Carlo)
256 (224 - 198 - 196)  Massimiliana Aleotti (Menarini) 9,1 (6,6 - 7,4 - 7,9) miliardi di dollari
323 (304 - 173 - 174)  Giorgio Armani 7,7 (5,4 - 8,5 - 8,9) miliardi di dollari
327 (308 - 257 - 190)  Silvio Berlusconi 7,6 (5,3 - 6,3 - 8) miliardi di dollari
539 (680 - 546 - 499)  Giuseppe De Longhi 5,2 (3 - 3,8 - 4,3) miliardi di dollari
550 (648 - .......- ......)  Gustavo Denegri 5,1 (3,1 - 2,6) miliardi di dollari
622 (…...-........-..….)  Patrizio Bertelli 4,6 miliardi di dollari
622 (…...-........-...…)  Miuccia Prada 4,6 miliardi di dollari
680 (…...-........-.......)  Luca Garavoglia 4,2 miliardi di dollari
705 (…...-........-…...)  Piero Ferrari 4,1 miliardi di dollari
https://forbes.it/2021/04/06/del-vecchio-il-piu-ricco-john-elkann-tra-le-new-entry-chi-sono-i-46-miliardari-ditalia-nella-classifica-billionaires-2021/

NB: Il valore della ricchezza è influenzato dal valore dell’Euro rispetto al Dollaro. 

I primi 10 hanno una ricchezza pari a 1.153 miliardi di dollari, con un incremento di 466,6 miliardi di dollari rispetto ai 686,4 del 2020 e di 409,2 rispetto ai 743,8 miliardi di $ del 2019.

I primi 10 Italiani hanno una ricchezza pari a 78 miliardi di dollari, con una diminuzione di 3,5 miliardi rispetto agli 81,5 miliardi del 2020 e di 16,4 rispetto ai 94,4 miliardi del 2019.

Per una comparazione con gli anni scorsi (ho modificato l’anno in quello della pubblicazione):

 
AnalisiQQ/35/Classifica Forbes 2020 dei ricchissimi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2869231.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2020/04/analisi-quali-quantitativa35-classifica.html
 
AnalisiQQ/34/Classifica Forbes 2019 dei ricchissimi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2865398.html oppure 
https://vincesko.blogspot.com/2019/03/analisi-quali-quantitativa34-classifica.html
 
AnalisiQQ/33/Classifica Forbes 2018 dei ricchissimi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2860581.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2018/03/analisi-quali-quantitativa33-classifica.html
 
AnalisiQQ/32/Classifica Forbes 2016 dei ricchissimi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2844235.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2016/03/analisi-quali-quantitativa32-classifica.html
 
AnalisiQQ/31/Classifica Forbes 2015 dei ricchissimi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828570.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/analisi-quali-quantitativa31-classifica.html
 
AnalisiQQ/26/Classifica Forbes2014 dei ricchissimi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2806290.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/analisi-quali-quantitativa26-classifica.html
 
AnalisiQQ/23/Classifica Forbes 2013 dei ricchissimi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2774560.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/analisi-quali-quantitativa23-classifica.html
 
AnalisiQQ/17/Classifica Forbes 2012 dei ricchissimi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2730276.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/analisi-quali-quantitative17-classifica.html
 
Classifica 2011 dei ricchissimi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2609397.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/analisi-quali-quantitativa12-classifica.html
 
Classifica 2010 dei ricchissimi
http://www.repubblica.it/persone/2010/03/11/news/forbes_ricchi-2588296
http://www.forbes.com/lists/2010/10/billionaires-2010_The-Worlds-Billionaires_Rank.html
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2553957
 
 
Post e articoli collegati:
 
Dossier Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/analisi-quali-quantitativa14imposta.html
 
Piketty, i ricchi si abbuffano e i poveri annaspano
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820021.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/piketty-i-ricchi-si-abbuffano-e-i.html
 
Piketty: "L'economia è soffocata dal denaro. Come ai tempi di Marx"
Lo studioso francese analizza tre secoli di evoluzione dei paesi occidentali: "La rendita cresce più del Pil, per questo aumenta la disuguaglianza"
di Fabio Gambaro
06 marzo 2014
http://www.repubblica.it/cultura/2014/03/06/news/piketty_l_economia_soffocata_dal_denaro_come_ai_tempi_di_marx-80333829/
 
Les limites du classement des milliardaires par « Forbes »
Le palmarès des grandes fortunes établi chaque année par le magazine américain est entaché de nombreuses limites méthodologiques.
LE MONDE | 06.03.2018 à 16h44 • Mis à jour le 07.03.2018 à 06h37 |
Par MaximeVaudano et JérémieBaruch
http://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2018/03/06/les-limites-du-classement-des-milliardaires-par-forbes_5266520_4355770.html
 
 
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martedì 30 marzo 2021

Lettera alla Ministra Mara Carfagna: PNRR, due proposte per il Mezzogiorno e l’Italia

 


 ALLA SIGNORA MINISTRA PER IL SUD MARA CARFAGNA

P.C. SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Oggetto: Due proposte per il Mezzogiorno e l’Italia.

 

Egr. Signora Ministra Carfagna,

Dato lo scarso spazio a disposizione nell’apposito form, mi pregio sottoporre al Suo vaglio, più estesamente, i due seguenti progetti, nell’ambito del Fondo Nazionale di Ripresa e Resilienza.

PREMESSA

PNRR: LA STRATEGIA DEI TRE PASSI PRIORITARI

La burocrazia riesce a spendere neppure 2 miliardi all'anno di fondi europei, ora dovrebbe riuscire a spenderne oltre 15 volte tanto per 6 anni. Non sembra possibile.
Occorrono, dunque, questi TRE passi prioritari:

1. il primo passo è la RIPARTIZIONE territoriale delle risorse: sia per gli obiettivi stabiliti dall'UE, oltre che dalla nostra Costituzione - riduzione dei divari territoriali -, sia in base ai moltiplicatori (al Sud oltre 4, al Nord meno di 1, cfr. precedente bozza PNRR), la quota maggioritaria deve essere assegnata al Mezzogiorno (non a caso, l'UE ha attribuito al Sud il 66% del contributo a fondo perduto);

2. il secondo passo è una logica conseguenza del primo passo: i progetti devono essere pochi e grandi, a partire dall'unificazione ferroviaria nazionale, obiettivo strategico indicato da Cavour 175 anni fa, alle strade, ai porti, agli acquedotti, alle CASE POPOLARI (1,5% del totale degli immobili residenziali in Italia, contro il 32% dell’Olanda, il 23% dell’Austria, il 19% della Danimarca, il 16% della Francia), al PROGETTO EDUCATIVO rivolto, a domicilio, alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (dopo è già tardi);

3. il terzo passo è la creazione di una tecnostruttura gestionale dedicata altamente competente ed efficiente (CDP, BEI, Banca d'Italia, Accademia, ecc.), svincolata dalle pastoie della inefficientissima burocrazia nazionale e regionale, che deve solo fornire le persone più adatte e competenti, prendendo i migliori, che abbia ramificazioni anche nelle Regioni; regolata da norme europee.

 

PROGETTI

 

DUE PROPOSTE PER IL MEZZOGIORNO E L’ITALIA

(che quasi nessuno fa)

La Questione meridionale - lo dimostrano la storia economica e l’analisi di tutti gli indicatori dall’unità d’Italia (cfr., tra gli altri, questo eccellente studio della Banca d’Italia, che dà uno sguardo anche alla ex Germania Est, destinataria di imponenti risorse dopo l’unificazione, molto superiori a quelle asseritamente riversate nel nostro Mezzogiorno) - non è soltanto un problema di risorse finanziarie. Occorre agire congiuntamente sulla leva economico-finanziaria e su quella educativa. Sono cose che propongo, nel mio piccolo, da 10 anni (le ho proposte anche al precedente PdC e al precedente ministro per gli Affari Europei).

 

1. GRANDE PIANO PLURIENNALE DI CASE POPOLARI DI QUALITA’

Soltanto il 73% degli Italiani abita in case di proprietà;[1] in alcune Regioni del Sud, intorno al 60%. La prima infrastruttura deve essere un Grande Piano Pluriennale di Case Popolari di Qualità. Le case popolari e ultrapopolari in Italia sono appena l’1,5% dei 35 milioni di immobili residenziali,[2] contro il 32% in Olanda, il 23% in Austria, il 19% in Danimarca e il 16% in Francia.[3] Nel 2010, in Francia - ed è il record - si sono costruiti 131.500 alloggi pubblici, cioè quanti, al ritmo attuale, se ne costruiscono in Italia in 50 anni. Negli altri Paesi europei, infatti, vengono costruiti molti più alloggi popolari, per calmierare i prezzi degli affitti e tutelare i ceti più poveri.

Il numero delle case popolari e ultrapopolari è diminuito rispetto a quindici anni fa, a seguito della loro vendita (privatizzazioni).

Il divario con gli altri Paesi UE risulta ancora più marcato in termini di spesa per l’housing sociale, con un rapporto spesa/Pil dell’Italia pari (2005 e 2009) ad un misero 0,02%, contro una media dello 0,57% UE27.[4]

Poi ci si scandalizza della guerra tra poveri dell’occupazione abusiva delle case popolari, mentre bisognerebbe scandalizzarsi per l’estrema penuria di alloggi pubblici e sollecitare vigorosamente un corposo piano pluriennale di alloggi pubblici.

Pertanto, l’obiettivo prioritario in Italia deve essere un GRANDE PIANO PLURIENNALE DI CASE POPOLARI DI QUALITA’, sulla falsariga del piano Fanfani[5] (all’epoca ministro del Lavoro e della Previdenza sociale), adattato alle esigenze attuali, anche in termini di consumo di suolo, e tenendo conto eventualmente della grande disponibilità di case sfitte o invendute (così si depotenzia la contrarietà della potente lobby delle banche e degli immobiliaristi, oltre che dei proprietari di casa, beneficiari senza alcun merito, da 60 anni, della legislazione urbanistica sul regime dei suoli).

Come disse una ragazza ricca alla trasmissione “Ballarò”, si è poveri quando non si possiede una casa. O, aggiungo io, quando con un basso reddito non è possibile pagare un affitto sociale.

È una misura che verrebbe approvata sicurissimamente dall’UE, perché è inclusa nelle proposte del gruppo di studio, presieduto da Romano Prodi, per conto della Commissione Europea.[6]

Ed è, soprattutto, una misura che coniuga assistenza (che è uno dei compiti istituzionali - e costituzionali - dello Stato), equità e sviluppo produttivo.

Il piano andrebbe affidato, almeno, ad un Sottosegretario di Stato forte politicamente ed efficiente.

 

2. PROGETTO EDUCATIVO

Oltre alle carenze evidenti della capacità amministrativa delle Regioni del Sud, cui si può sopperire, nel breve periodo, gemellando Regioni del Sud e Regioni del Nord e/o unificando e centralizzando le migliori competenze per l’amministrazione delle risorse destinate al Sud, svincolate finalmente dal criterio iniquo, sperequato e incostituzionale della spesa storica per il riparto della spesa ordinaria e che prevedano una quota addizionale per la spesa per investimenti (art. 119 Cost.), occorre implementare una rivoluzione culturale (in senso lato) ed un correlato PROGETTO EDUCATIVO.

Esso deve avere come soggetto e oggetto principale la DONNA meridionale, al fine di incrementare il capitale umano e il capitale sociale.

La donna, infatti, nel suo duplice ruolo di madre e poi di insegnante, è il principale agente educativo e culturale nelle famiglie (è lì, coinvolgendo i padri, e i nonni quando presenti, molto più che negli asili nido, che è necessario intervenire, in un’intelligente ottica di prevenzione/efficacia/economicità), e va supportata attraverso un lavoro di assistenza a domicilio, durante la gravidanza e nei primi tre anni di vita dei figli, che è il periodo critico per lo sviluppo affettivo (principale mattone della personalità), intellettivo (è il periodo principale in cui si sviluppano le sinapsi e gli assoni - che collegano i 100 miliardi di neuroni di cui ciascuno di noi è dotato alla nascita ma quasi privi di sinapsi -, a condizione che essi vengano “fissati” dall’educazione, vale a dire dall’interazione con l’ambiente, gli altri si atrofizzano) ed etico-normativo (l’altro mattone della personalità).[7]

 

Esprimo la speranza che i due sopra descritti, fondamentali progetti vengano inclusi in quelli approvati e finanziati.

La ringrazio dell’attenzione e Le porgo i miei migliori saluti e auguri di buon lavoro,

V.

 

____________________________

Note 

[1] ISTAT-CENSIMENTO DELLE ABITAZIONI 2011
http://www.istat.it/it/archivio/108392

EUROSTAT
https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Housing_statistics https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/images/0/00/Fig18_2_1.png

[2] Statistiche catastali 2018
Tabella 5: Numero unità immobiliari residenziali per categoria catastale e per tipologia di intestatari e variazione % annua Categoria Intestatari Totale Var % stock 2018/2017 PF PNF BCC
A/1 28.613 5.429 8 34.050 -1,8%
A/2 11.958.361 887.467 2.462 12.848.290 0,7%
A/3 11.679.209 1.068.467 3.709 12.751.385 0,4%
A/4 5.120.707 445.754 2.718 5.569.179 -0,5%
A/5 728.970 80.945 366 810.281 -2,6%
A/6 571.492 34.257 114 605.863 -3,2%
A/7 2.342.454 65.422 260 2.408.136 1,0%
A/8 28.364 6.225 15 34.604 -0,5%
A/9 1.648 848 3 2.499 -0,2%
A/11 19.562 4.984 40 24.586 0,5%
Totale 32.479.380 2.599.798 9.695 35.088.873 0,3%
https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Schede/FabbricatiTerreni/omi/Pubblicazioni/Statistiche+catastali/Statistiche+catastali+2018/Statistiche_Catastali_2018_18072019_.pdf
link sostituito da:
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/263802/Statistiche_Catastali_2018_18072019.pdf/92569312-eb38-f34d-1ea5-d69c9e3f8db9

[3] Edilizia sociale nell'Unione Europea (pag. 23)
http://fupress.net/index.php/techne/article/viewFile/11486/10976
link sostituito da:
https://search.proquest.com/openview/11de67b2778040203932ea2fc95c26fb/1?pq-origsite=gscholar&cbl=756407

[4] Rapporto CIES 2011-2012
Secondo il Rapporto CIES 2011-2012 (tabella 3.4), la spesa per l’housing sociale in Italia nel 2005 e nel 2009 è stata appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo! http://sitiarcheologici.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf#page=105
http://sitiarcheologici.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf

[5] Il piano INA-Casa: 1949-1963
http://www.treccani.it/enciclopedia/il-piano-ina-casa-1949-1963_%28Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Tecnica%29/
Ina-case, quando l’utopia
50 anni fa si chiudeva il piano ideato da Fanfani per l’edilizia popolare
https://www.lastampa.it/cultura/2013/02/20/news/ina-case-quando-l-utopia-1.36122560

[6] New Deal sociale da 150 miliardi l’anno, il piano di Prodi per salvare l’Europa
Il dossier preparato da un team di esperti: investire su salute, istruzione ed edilizia
https://www.lastampa.it/esteri/2017/12/23/news/new-deal-sociale-da-150-miliardi-l-anno-il-piano-di-prodi-per-salvare-l-europa-1.34086452
Il “New Deal” di Prodi: investire 150 miliardi per rilanciare l’Europa sociale
http://www.romanoprodi.it/notizie/il-new-deal-di-prodi-investire-150-miliardi-per-rilanciare-leuropa-sociale_14786.html (ivi il rapporto, nel quale è interessante notare (pag. 32) che nella classifica della Social housing as a proportion of overall housing stock ai primi tre posti ci sono l’Olanda col 34,1%, l’Austria col 26,2% e la Danimarca col 22,2%, mentre l’Italia non figura affatto).

[7] La mancanza di organizzazione, concretezza, pragmatismo deriva dal clima? Non so, può darsi che sia una concausa. Io però penso che sia un prodotto essenzialmente della cultura (nel duplice senso: classico e soprattutto moderno), nelle forme e nello stadio in cui è in un dato periodo storico (pensiamo ai Romani o agli Arabi).

Ma naturalmente è estremamente difficile, anzi impossibile, creare un sistema-Paese efficiente se ognuno si crede un dio, quindi perfetto (cfr. Il Gattopardo). È il principe di Salina che parla:

«Rimasero [gli ufficiali inglesi] estasiati dal panorama, della irruenza della luce; confessarono però che erano stati pietrificati osservando lo squallore, la vetustà, il sudiciume delle strade di accesso. […] Vengono [i garibaldini] per insegnarci le buone creanze ma non lo potranno fare, perché noi siamo dèi. […] i Siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti.»

È quasi superfluo aggiungere che, come scriveva Dostoevskij, tutti gli ottusi si credono perfetti. Il Sud è strapieno di individui, a tutti – proprio tutti – i livelli, che si credono perfetti.

Che fare? Diffondere, attraverso l’educazione, tonnellate, vagoni, bastimenti di logica e pragmatismo! Ripeto: non soltanto la logica (greca), ma anche il pragmatismo (anglosassone) o, se si preferisce, la concretezza romana (della Roma antica, naturalmente); il rispetto delle regole; l’etica della responsabilità; la propensione al rischio.

E intervenire alla radice sulla relazione tra ruolo e partecipazione della donna e indice di sviluppo di un Paese, che caratterizza negativamente il Sud, similmente ai Paesi arabi.

Educazione. «Lo scopo principale della vita da cui dipendeva ogni felicità» (Lev Tolstoj, Anna Karenina).

Ciascuno di noi è il prodotto di due fattori: i geni e l’educazione. Il primo è una variabile non controllabile, un dato immodificabile, a meno che non si prenda in considerazione l’eugenetica; il secondo è invece una variabile controllabile, attraverso l’interazione con l’ambiente: familiare, scolastico, sociale. Possiamo chiamare questa interazione «educazione».

Il processo educativo dovrebbe svolgersi considerando, nell’ordine indicato, questi tre ambiti.

Fascia d’età critica. Il periodo fondamentale è dalla gravidanza a 3 anni! È in questo lasso di tempo che si formano le sinapsi e gli assoni, che legano i neuroni, ma essi si fissano a condizione che vengano utilizzati/stimolati dall’educazione, altrimenti si atrofizzano.

Corollario: elementare decidere di intervenire sui soggetti giusti, nella fascia d’età giusta e nel luogo giusto.

PROGETTO EDUCATIVO. La mia proposta è questa: in Italia ogni anno nascono ormai poco più di 400.000 bambini, quindi ci sono poco più di 400.000 madri in gravidanza, occorre e conviene investire su di loro, attraverso un programma strategico pluriennale di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (e ovviamente ai padri), che poi, su questa solida base, si svilupperà – ma solo dopo – attraverso la scuola e gli altri organismi sociali.

A tale scopo, verrebbe selezionato e formato rigorosamente (con stage anche all’estero), attingendo tra gli psicologi, i pedagoghi, gli assistenti sociali, ecc., un piccolo esercito di 25.000-50.000 Assistenti-educatori a domicilio (sulla falsariga degli Health Visitor finlandesi), diretti secondo standard elevati di efficacia-efficienza-qualità e basandosi sul concetto di prevenzione, più semplice ed efficace e meno costoso degli interventi ex post.

Come progetto pilota, suggerisco di cominciare dalla Calabria e dall’asse Napoli-Caserta. L’Italia diventerà un Paese normale soltanto quando la Calabria e l’asse Napoli-Caserta usciranno dal sottosviluppo ferroviario e/o culturale-antropologico.

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