A causa delle
avarie frequenti della piattaforma IlCannocchiale,
dove - in 4 anni e 5 mesi - il mio blog Vincesko
ha totalizzato 700.000 visualizzazioni, ho deciso di abbandonarla gradualmente.
O, meglio, di tenermi
pronto ad abbandonarla. Ripubblico qua i vecchi post a fini di archivio, alternandoli (orientativamente a gruppi di
5 al giorno) con quelli nuovi.
Post n. 494 del 25-10-14 (trasmigrato da
IlCannocchiale.it)
BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo
Clericetti)
La BCE è colpevole di gravi violazioni statutarie
e passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea
Dialogo
tra Carlo Clericetti e me sull’efficacia degli appelli e le violazioni
statutarie della BCE
Carlo Clericetti
22 OTT 2014
Un altro appello. Ecco perché non è inutile

Citazione: “Piuttosto l’unica direzione di marcia possibile”
L’appello non è l’unica soluzione,
anzi, come insegna l’esperienza, è la meno efficace. La soluzione di gran lunga
più efficace – ribadisco – è la denuncia della BCE, in forza dell’art. 35 dello
statuto BCE, alla Corte di Giustizia Europea per violazione dello statuto:
sicuramente dell’art. 2-Obiettivi e forse anche dell’art. 7-Indipendenza.
Il fatto che nessuno dei professori pensi a quest’altra soluzione molto più
efficace è dovuto, a mio avviso, essenzialmente a 2 motivi: il primo, al
paradosso che quasi nessuno di loro conosce affatto o bene lo statuto della BCE
ed, il secondo, al fatto che quei pochi che lo conoscono probabilmente non
sanno che è possibile o non ardiscono mettersi contro la BCE e Draghi,
promuovendo un’azione legale.
Tra quelli che non lo conoscono affatto o lo conoscono male, in base ad un
esame puntuale dei loro scritti, ci sono: Luigi Zingales, Joseph Stiglitz,
Romano Prodi(?), Nicola Melloni, Domenico Moro, Felice Roberto Pizzuti,
Lucrezia Reichlin(?), Riccardo Realfonzo, Luigi Pandolfi; Paolo Pini, che è uno
dei quattro promotori dell’Appello al Governo, e Antonio Lettieri (prima che
glielo spiegassi io).
Vincesko

@Carlo
Clericetti
Mi rivolgo a lei come giornalista esperto, oltre che come persona intelligente,
e, da umile “allievo” di Auguste Dupin, ma forse più propriamente in questo
caso da specialista del 2+2, quale mi considero e sono, le rivolgo 3 quesiti ed
un quarto nella conclusione:
1. Le sembra casuale che Mario Draghi ometta puntualmente, ogni qual volta
parla in pubblico dei compiti della BCE, l’obiettivo subordinato (e sappiamo
chi pretese che fosse tale: la Germania, assecondata dalla Francia) e menzioni
soltanto quello principale del controllo dei prezzi?
2. Le sembra casuale che nel sito della BCE – come ho già segnalato più volte –
ci sia stata alcuni mesi fa una strana modifica e del testo e del link delle
funzioni della BCE, che ha messo la sordina all’obiettivo subordinato e posta
l’enfasi sul fatto che l’obiettivo principale fosse importante anche per l’UE?
3. Le sembra casuale che sul sito della Unione Europea, al link trasmessomi
recentemente dal Centro di contatto EUROPE DIRECT http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/ecb/index_it.htm sia menzionato – al singolare! –
soltanto l’obiettivo principale (come ho contestato anche a Manuel Barroso
nella lettera che gli ho inviato ieri, v. PS)?
Conclusione: Qui è in atto da tempo un tentativo sistematico ed intenzionale di
disinformare l’opinione pubblica europea, di cui sono vittime anche i professori
universitari di Economia e maitre à penser vari,
da un lato, per giustificare la disastrosa politica economica basata
sull’ossimorica austerità espansiva e, dall’altro, obliterare (termine
squisitamente giuridico) scientemente le prove patenti delle violazioni
statutarie della BCE (e dell’UE).
Perché, dunque, lei asseconda, facendole da cassa di risonanza, questa
iniziativa consistente in un inefficace appello, che asseconda indirettamente e
inconsapevolmente (?) il disegno disinformativo della BCE e dell’UE, e non
grida invece, assieme a me, da par suo, che il re-BCE è nudo, colpevole di
gravi violazioni statutarie e perciò passibile di denuncia alla Corte di
Giustizia Europea?
Vincesko

·

Caro Vincesko, credo di essere tra i
pochissimi giornalisti a criticare costantemente e duramente la Bce, non solo
dai tempi della gestione demenziale di Trichet, ma quella di “San” Mario
Draghi. Perché continua a dare indicazioni politiche invece di premere per le
riforme della finanza e adottare quelle che competono alla banca centrale;
perché non ha risolto il problema delle agenzie di rating, nonostante lo avesse
indicato come rilevante da presidente del Financial stability board; perché ha
sposato l’interpretazione secondo cui la Bce non poteva finanziare i Fondi
salva-Stato; perché si è permesso di invitare i governi a cedere sovranità ai
tecnocrati; eccetera. Lei segue quello che scrivo, quindi queste cose le
ricorderà sicuramente. Ho anche scritto che la Bce è indipendente dagli Stati,
tranne che dalla Germania; e che non sta facendo quanto dovrebbe in relazione
all’inflazione, non rispettando le sue stesse deliberazioni. Non mi pare di
poter essere rimproverato di timore reverenziale verso la Bce. Nell’articolo ho
cercato di spiegare perché non considero inutile questo appello e i prossimi
che certamente arriveranno: finché avremo questi politici al potere non ci
potrà essere nessun cambiamento di linea, e siccome i politici al potere ce li
mandano gli elettori, è loro che bisogna convincere a cambiarli. Il potere
applica le regole secondo le sue convenienze, anche forzando le interpretazioni
di quelle stesse regole che ha scritto: nel caso della Germania lo abbiamo
verificato in vari casi, a cominciare dallo sfondamento del 3% non sanzionato
per finire con la regola del surplus eccessivo che viene platealmente ignorata
e sconfessata. Inoltre sono convinto che anche una politica monetaria espansiva
da sola non basterebbe a tirarci fuori dai guai: deve cambiare anche la
politica fiscale. Cioè, appunto, deve cambiare la politica. Senza quello, non
ne usciamo.

Caro Carlo Clericetti,
1. Premetto, scusandomi preventivamente della lunghezza della mia risposta, che
io la seguo da più tempo su “Eguaglianza e Libertà” e solo da pochi mesi qua,
quindi non conosco tutti i suoi articoli; leggo quelli suoi vecchi perché li
linka lei o perché frutto, casualmente, di una ricerca in Internet.
2. Assolutamente le riconosco coraggio, in generale e nelle critiche a Draghi e
alla BCE, anche per questo la leggo molto volentieri.
3. Tuttavia, scusi, anche lei, forse non conoscendo bene lo statuto della BCE
(?), ha posto finora – mi pare – l’accento soltanto sulle inadempienze di
Draghi relative all’obiettivo principale (controllo dei prezzi). Ma, come penso
di aver dimostrato allegando lo statuto della BCE, Draghi (con tutto il
Consiglio direttivo) è ora inadempiente anche – e soprattutto – relativamente
al secondo obiettivo (sostenere la crescita economica e dell’occupazione), e
ciò significa che sta disattendendo entrambi gli obiettivi statutari, con gravi
conseguenze sui popoli dell’Eurozona, in particolare i Piigs, visto che – come
ho scritto qui pochi giorni fa in calce al suo articolo precedente – la Francia
troverà il modo di arrangiarsi con l’aiuto della Germania (v. sanzioni – ancora
inapplicate dall’UE nel caso del suo precedente sforamento del 3% -, acquisti
ABS francesi da parte della BCE, ecc.).
4. Lei ritiene giustamente che la soluzione sia politica, ma la affida alla
crescita della maturità dell’elettorato, cioè la rinvia praticamente alle
cosiddette calende greche; ed invece, come anche lei sottolinea, le scelte sono
urgenti.
5. Ritiene anche che la Germania non farà mai approvare il P.A.D.R.E., come
probabilmente non lo farà per gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio
Curzio), garantiti dall’oro e da quote di aziende pubbliche degli Stati, per
non parlare degli Eurobond (caldeggiati anche dal premio Nobel Stiglitz), privi
invece di garanzie collaterali, e perciò particolarmente invisi ai Tedeschi.
6. Dunque, che si fa? A) Io ho lanciato il 10/10, apposta per superare il veto
della arrogante ed egoista Germania, una petizione alla Corte di Giustizia
Europea contro la BCE per violazione dello statuto, ma la proposta ha raccolto
finora soltanto 15 adesioni (ho constatato che anche parecchi che la apprezzano
non la firmano). B) Esaminati, però, attentamente le risposte e i link che ho
ricevuto dal Centro di contatto EUROPE DIRECT, ho scoperto che non è possibile
inviare alla Corte di Giustizia Europea petizioni, ma è possibile inviare
ricorsi diretti, tramite però un avvocato, nel caso si sia subito un danno
diretto dalle azioni o omissioni della BCE (o dell’UE), e non è il mio caso.
C) Per cui, ieri, ho partecipato a Napoli alla riunione dell’Associazione di
Civati “E’ possibile” ed ho proposto al suo coordinatore nazionale Paolo
Cosseddu di farla propria, la denuncia della BCE, trasmettendogli poi via
e-mail la documentazione e scrivendo: “Nell’incontro di Napoli, mi pare di aver
capito che la corrente Civati non abbia né la struttura né l’orientamento a
intraprendere iniziative dirompenti di tal genere, ma certo sarebbe un bel
botto se Civati intraprendesse un’azione legale del genere e ottenesse un
pronunciamento appena appena negativo da parte della Corte di giustizia contro
la BCE, utile anzi necessario per uscire dalla crisi economica”.
7. In conclusione, io non ritengo che sia del tutto sbagliato aderire agli
appelli, se non altro perché possono essere uno strumento per far maturare la
consapevolezza dell’opinione pubblica, tuttavia li reputo inefficaci a
raggiungere lo scopo che si prefiggono, mentre reputo la denuncia della BCE
alla Corte di giustizia la strada più celere ed efficace per superare il veto
della Germania, che blocca indebitamente l’azione della BCE, indispensabile per
uscire velocemente dalla crisi economica e scongiurare il destino altrimenti
inevitabile della depressione economica e del declino.
Vincesko
·

Le posso dare la mia opinione sul
perché la sua petizione ha raccolto poche firme? Lei ha scritto un programma
politico, elencando vari provvedimenti. Molti possono non essere d’accordo con
l’una o con l’altra delle misure che lei propone. Io credo che se si limitasse
a una petizione sul mancato perseguimento degli obiettivi della Bce, e in
particolare il secondo di cui non si è mai parlato (non a caso), raccoglierebbe
molti più consensi.

@Carlo Clericetti
Grazie del suggerimento. In effetti, ho solo indicato le tre proposte a mio
avviso risolutive per reperire le risorse finanziarie per uscire dalla crisi
economica (imposta patrimoniale corposa sui ricchi, EuroUnionBond di Prodi e
Quadrio Curzio e intervento congruo della BCE) e sono legate da un e/o, ma la
lunghezza del testo può ingenerare l’impressione che siano di più, quasi un
programma politico… Il problema è che era la mia prima petizione e non
conoscevo la procedura, quindi ho modificato più volte il testo ed una volta
anche il titolo, aggiungendo man mano altre osservazioni. Questo soprattutto
perché Change.org richiedeva un indirizzo email del destinatario ed ho perciò
contattato la Corte di Giustizia Europea, ricevendo dal Centro di contatto
EUROPE DIRECT, dopo uno scambio di email (che riporterò assieme a questo
dialogo in un prossimo post del mio blog), tra l’altro, l’informazione che non
era possibile inviare alla Corte di giustizia delle petizioni e dovevo
trasformarla in una denuncia formale, che – come forse è noto – va
circostanziata il più possibile. All’insuccesso delle firme di adesione, come
lei dice, ha contribuito quasi certamente l’antipatia individuale (da me messa
in conto, comunque) vuoi dei poveri per l’imposta patrimoniale sui ricchi, vuoi
per Prodi, vuoi per l’invito a sottoscrivere indirettamente una denuncia della
BCE alla Corte di giustizia (come recitava già il titolo). Per averne la
riprova, la petizione in sostituzione della precedente (già in gestazione) la
farò tenendo conto di questa prima esperienza.
Vincesko
·

Non so se sia una
procedura praticabile, ma forse la petizione si potrebbe rivolgere alla nostra
Corte Costituzionale, con la motivazione che il comportamento della Bce mette
in pericolo la nostra sovranità. Insomma, fare come i tedeschi, in modo da far deflagrare
l’assurdità che gli impegni internazionali di un governo possano essere
smentiti, a posteriori, dalla Corte costituzionale di un paese (semmai il
governo in questione dovrebbe acquisire un parere preventivo). In realtà la
petizione dovrebbe essere diretta al presidente della Repubblica, ma mandarla a
Napolitano sarebbe come mandarla alla Merkel.

@Carlo
Clericetti
Non sono un esperto, ma ritengo che un cittadino non possa adire la Corte
Costituzionale neppure per inviarle una petizione. Sono andato poco fa nel sito
della Corte ed ho cliccato sul pulsante “Rapporto con i cittadini”: viene
spiegato soltanto Come assistere alle udienze pubbliche.
Comunque, esiste anche il pulsante “Scrivi alla Corte” ed almeno in via
informale lo si potrebbe fare, ma non credo che ne possa sortire alcun effetto.
Invece è possibile inviare una petizione, che è addirittura classificato Uno dei diritti fondamentali dei cittadini europei, sia
individualmente che come gruppo, al Parlamento Europeo, che ha nella sua
struttura una apposita commissione per le petizioni.
A seconda delle circostanze, la commissione per le
petizioni può:
• chiedere alla Commissione europea di avviare un’indagine preliminare e
fornire informazioni riguardo al rispetto della legislazione comunitaria
pertinente o contattare SOLVIT,
• deferire la petizione ad altre commissioni del Parlamento europeo con
richiesta di informazioni o di ulteriori azioni (una commissione parlamentare
può ad esempio tenere conto di una petizione nell’ambito delle proprie attività
legislative),
• in casi eccezionali, elaborare e presentare una relazione completa al
Parlamento da sottoporre a votazione in Aula o effettuare un sopralluogo
informativo nel paese o nella regione in questione e pubblicare una relazione
della commissione contenente le sue osservazioni e raccomandazioni,
• o compiere qualsiasi altro passo giudicato opportuno per risolvere un
determinato problema o fornire una risposta adeguata al firmatario della
petizione.
Ovviamente, il Parlamento Europeo,
al termine della procedura, non può applicare sanzioni alla BCE, ma certo una
sua eventuale deliberazione non sarebbe senza conseguenze, soprattutto se
potesse “passare la palla” in qualche modo alla Corte di giustizia, unica
Autorità – che io sappia – che (a norma dell’art. 35 del medesimo statuto) può
esaminare ed interpretare lo statuto della BCE ed applicare eventuali sanzioni.
Pertanto, ero già orientato ad inviare la petizione al Parlamento Europeo e,
per conoscenza, alla Corte di Giustizia Europea ed al Governo italiano;
aggiungerei ai destinatari la Corte Cost. italiana. Escluderò sicuramente il
Presidente della Repubblica, poiché l’ho già fatto nel 2010 ed è stato tempo
perso e fatica sprecata. Anticiperò qui il testo della petizione (che redigerò
dopo aver letto e approfondito i vari aspetti, incluso il formulario del
Parlamento Europeo).
Vincesko
PS: Ho appena
telefonato alla Corte Cost.: mi hanno detto che la si può inviare, ma che non
avrà nessun effetto concreto.
Pubblico il testo
della petizione. L’aiuto che mi servirebbe, prima di lanciarla, è quello di
dare un’occhiata critica “esterna” al testo, incluso il titolo, che deve essere
il più efficace possibile, e vostri franchi e puntuali suggerimenti.
PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E p.c. ALLA CORTE DI
GIUSTIZIA EUROPEA, ALLA CORTE COSTITUZIONALE ITALIANA E AL GOVERNO ITALIANO
Premesso che:
- il presidente Mario Draghi omette puntualmente, ogni qual volta parla in
pubblico dei compiti della BCE, di citare l’obiettivo subordinato (e sappiamo
chi pretese che fosse tale: la Germania, assecondata dalla Francia) e menziona
soltanto quello principale del controllo dei prezzi;
- nel sito della BCE, c’è stata alcuni mesi fa una strana modifica e del testo
e del link delle funzioni della BCE, che ha messo la sordina all’obiettivo
subordinato e, per contro, posta l’enfasi sul fatto che l’obiettivo principale
fosse importante anche per l’UE (noi abbiamo conservato e possiamo produrre la
vecchia versione);
- sul sito della Unione Europea, al link trasmessoci recentemente, su nostra
richiesta, dal Centro di contatto EUROPE DIRECT (http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/ecb/index_it.htm), è menzionato – al
singolare! – soltanto l’obiettivo principale;
- la conclusione che noi ne traiamo è che è in atto da tempo un’opera
sistematica ed intenzionale di disinformare l’opinione pubblica europea, di cui
– incredibilmente – sono vittime anche i professori universitari di Economia e maitre à penser vari (tra tantissimi altri, i
Professori Joseph Stiglitz, Luigi Zingales, Romano Prodi(?), Nicola Melloni,
Domenico Moro, Felice Roberto Pizzuti, Lucrezia Reichlin(?), Riccardo
Realfonzo, Paolo Pini), da un lato, per giustificare la disastrosa politica
economica basata sull’ossimorica austerità espansiva e, dall’altro, obliterare
scientemente le prove evidenti delle violazioni statutarie della BCE (e
dell’UE).
Premesso anche che:
- gli obiettivi della BCE sono 2 (due), non 1 (uno) soltanto, come pensano
quasi tutti: uno principale – il controllo dei prezzi – e l’altro subordinato
(fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania) – “sostenere la
crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”;
- l’obiettivo della stabilità dei prezzi è già stato raggiunto, anzi, è
anch’esso disatteso dal Consiglio direttivo della BCE, poiché l’obiettivo, che
i trattati hanno lasciato decidere alla stessa BCE, è stato fissato dal
Consiglio direttivo della BCE “sotto il 2% ma vicino”, ed ora – anzi da tempo –
siamo, nell’Eurozona, prossimi allo zero (con vantaggio dei Paesi creditori –
Germania e Paesi del Nord – e svantaggio dei Paesi debitori – Piigs);
- pertanto, la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento
dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata
dal suo statuto a raggiungere il secondo obiettivo – “crescita economica e un
elevato livello dell’occupazione”, che – stante l’inflazione dell’Eurozona
prossima allo zero – è, peraltro, del tutto concordante e convergente con
l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi
zero a poco sotto il 2%;
- ne discende anche, detto per inciso, che, attualmente, la BCE ha gli stessi
poteri della FED e, come per la FED, entrambi gli obiettivi – controllo dei
prezzi e crescita economica e dell’occupazione – sono su un piano perfettamente
paritario;
- è la BCE, a causa della sua inazione o azione insufficiente, il
maggior responsabile del perdurare della depressione economica italiana e della
crisi economica dell’Eurozona, con gravi conseguenze sui popoli europei, nel
cui interesse teoricamente essa opera;
- la BCE, infine, sembra ubbidire alla Germania, anziché al suo statuto (vedi,
da ultimo, la telefonata del presidente Draghi, reduce dal convegno di Jackson
Hole, alla cancelliera Merkel per giustificare le sue dichiarazioni ritenute da
tutti i commentatori eterodosse rispetto alla linea dell’austerità propugnata
dalla Germania).
Tutto ciò premesso, noi chiediamo:
1. di accertare e di dichiarare se questo disegno disinformativo della BCE e
dell’UE risponde al vero;
2. di
accertare e di dichiarare se la BCE è colpevole di violazione statutaria (art.
2-Obiettivi e art. 7-Indipendenza) e perciò anche
passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea (art. 35 dello Statuto
BCE).
Con alta deferenza,
V.
Allegati:
- Statuto BCE
- Obiettivo inflazione sotto 2%, ma vicino
Vincesko
·

Avrei qualche
suggerimento, ma mi scriva in privato all’indirizzo che è sul mio sito
personale.

Appendice
--------------------------------------------------
Date: Friday, 10/10/2014 11:20:12
From: <v >
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Vi prego comunicarmi con cortese sollecitudine il Vostro indirizzo email per
poterVi trasmettere una petizione.
Grazie e distinti saluti
V.
--------------------------------------------------
Da: citizen_reply@edcc.ec.europa.eu
Data: 10/10/2014 16.27
A: <v>
Ogg: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Gentile Signor V.,
La ringraziamo per il Suo messaggio.
Sulla base dei dati da Lei forniti nella sua mail, non siamo riusciti a
comprendere esattamente che tipo di petizione vuole inviare e a chi.
Se vuole presentare una petizione al Parlamento europeo, troverà il
formulario da riempire al seguente link:
Tenga presente tuttavia che si può presentare una petizione al Parlamento
europeo solo “su una materia che rientra nel campo d'attività dell'Unione
europea”, come può leggere qui:
Se nella sua mail si riferiva a qualcos’altro o ad altro tipo di petizione,
ci riscriva con maggiori informazioni.
Ci auguriamo che queste informazioni possano esserLe di aiuto. La preghiamo
di contattarci nuovamente in caso avesse domande sull’UE.
Distinti saluti,
Il Centro di contatto EUROPE DIRECT
http://europa.eu - il tuo link diretto all'UE!
Clausola di non responsabilità
La preghiamo di notare che le informazioni fornite da EUROPE DIRECT non sono
giuridicamente vincolanti.
--------------------------------------------------
Date: Friday, 10/10/2014 17:21:10
From: <v>
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Grazie per la cortese risposta. La petizione è diretta alla Corte Europea di
Giustizia (ero convinto di essere entrato nel suo sito, perciò non l'ho
specificato). Ho bisogno dell'indirizzo email, da comunicare a Change.org.
Grazie anticipatamente. Distinti saluti
V.
--------------------------------------------------
Da: citizen reply@edcc.ec.europa.eu
Data: 13/10/2014 10.30
A: <v>
Ogg: [Case ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Gentile Signor V.,
La ringraziamo per il Suo messaggio.
Non ci è ancora del tutto chiaro che tipo di contatto cerchi, all’interno
della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE), e che tipo di petizione
voglia trasmettere.
Può forse esserle utile sapere, infatti, che i privati cittadini, le
imprese o le organizzazioni possono portare un caso all'attenzione della Corte
solo se ritengono che un'istituzione dell'UE abbia leso i loro diritti. La
Corte di giustizia, infatti, si occupa di giudicare le controversie tra i
governi dei paesi membri e le istituzioni dell'UE e interpreta il diritto
dell'UE perché esso venga applicato allo stesso modo in tutti i paesi dell'UE.
Per farlo essa opera in collaborazione con i giudici degli Stati membri. Per
evitare interpretazioni divergenti, i giudici nazionali possono, e talvolta
devono, rivolgersi alla Corte per chiederle di precisare una questione di
interpretazione del diritto dell'Unione, al fine di poter, ad esempio,
verificare la conformità con tale diritto della loro normativa nazionale
(rinvio pregiudiziale). Detto rinvio può essere effettuato solo da un giudice
nazionale. Per ulteriori informazioni legga qui:
Se ritiene ancora che la Corte di Giustizia sia il contatto giusto cui
trasmettere la sua petizione, troverà i contatti del caso qui:
Nel menù superiore, cliccando su “come contattarci”, troverà anche un
formulario.
Ci auguriamo che queste informazioni possano esserLe di aiuto. La preghiamo
di contattarci nuovamente in caso avesse domande sull’UE.
Distinti saluti,
Il Centro di contatto EUROPE DIRECT
http://europa.eu - il tuo link diretto all'UE!
Clausola di non responsabilità
La preghiamo di notare che le informazioni fornite da EUROPE DIRECT non sono
giuridicamente vincolanti.
--------------------------------------------------
Date: Monday, 13/10/2014 11:31:44
From: <v >
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Grazie mille per la Vostra cortese risposta. Ho letto le competenze della
Corte di
Giustizia Europea, che esclude un ESPOSTO dei singoli cittadini europei, ma non
ho trovato la soluzione, che concerne CHI e COME ha la competenza di vigilare
sull’operato
della BCE (che deve essere indipendente dal potere politico) e sanzionare le
eventuali
sue omissioni/violazioni del suo statuto fissato dai trattati UE e che hanno un
effetto negativo sui popoli europei e sui singoli cittadini. Pertanto, Vi
trasmetto il link con l’oggetto della petizione, pregandoVi di volermi inviare
un semplice indirizzo e-mail a cui inviare la petizione, eventuali suggerimenti
e di voler considerare che ero già consapevole che trasmetterla alla Corte di
giustizia avrebbe un valore essenzialmente simbolico.
Corte di Giustizia Europea: Messa sotto accusa della BCE per
violazione del suo statuto (art. 2)
--------------------------------------------------
Da: citizen_reply@edcc.ec.europa.eu
Data: 13/10/2014 18.04
A: <v>
Ogg: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Gentile Signor V.,
La ringraziamo per il Suo messaggio.
Tuttavia la preghiamo di considerare che, in qualità di servizio
d’informazione generale dell’UE, EUROPE DIRECT può solo fornire informazioni
fattuali sull’UE, per esempio sulle sue leggi e sulle attività delle sue
istituzioni, e non siamo in posizione di scegliere per lei dei contatti
adeguati a cui inviare la sua petizione e/o di valutare il contenuto del link
della petizione che ci ha inviato. Possiamo (come abbiamo fatto nell’ultima
mail) solo informarla sulle competenze dei vari organi/istituzioni delle UE di
modo che lei possa decidere i contatti più adeguati per il suo caso.
Per informazioni su come funziona la Banca Centrale europea può consultare
il seguente sito:
Vogliamo sottolineare che, come spiegato nella nostra precedente mail, i
privati cittadini, le imprese o le organizzazioni possono portare un caso
all'attenzione della Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE) se ritengono
che un'istituzione dell'UE abbia leso i loro diritti. Il Tribunale, in
particolare, si occupa dei ricorsi diretti proposti dalle persone fisiche o
giuridiche e rivolti contro gli atti delle istituzioni e degli organismi e
organi dell'Unione europea (di cui esse sono destinatarie o che le riguardano
direttamente e individualmente), come può leggere qui:
Troverà ulteriori contatti qui:
Se dovesse ritenerlo in caso, inoltre, può presentare una petizione al
Parlamento europeo secondo le modalità spiegate nel nostro primo link:
Se lo dovesse ritenere il caso, inoltre, può portare le questioni contenute
nella sua petizione all’attenzione dei membri del Parlamento europeo che
rappresentano lei e il suo paese. Può usare il seguente sito per trovare
contatti adeguati:
Scelga il paese per avere una lista di deputati.
Infine, vorremmo attirare la sua attenzione sul forum "La vostra voce
in Europa", dove è possibile partecipare ad una vasta gamma di
consultazioni, discussioni e altri strumenti che consentono di svolgere un
ruolo attivo nel processo decisionale europeo :
Ci auguriamo che queste informazioni possano esserLe di aiuto. La preghiamo
di contattarci nuovamente in caso avesse domande sull’UE.
Distinti saluti,
Il Centro di contatto EUROPE DIRECT
http://europa.eu - il tuo link diretto all'UE!
Clausola di non responsabilità
La preghiamo di notare che le informazioni fornite da EUROPE DIRECT non sono giuridicamente
vincolanti.
--------------------------------------------------
Date: Monday, 13/10/2014 18:24
From: <v>
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Perfetto! Vi ringrazio moltissimo
Distinti saluti
V.