domenica 26 luglio 2015

La legalizzazione della droga è una scelta razionale e di buonsenso


A causa delle avarie frequenti della piattaforma IlCannocchiale, dove - in 4 anni e 5 mesi - il mio blog Vincesko ha totalizzato 700.000 visualizzazioni, ho deciso di abbandonarla gradualmente. O, meglio, di tenermi pronto ad abbandonarla. Ripubblico qua i vecchi post a fini di archivio, alternandoli (orientativamente a gruppi di 5 al giorno) con quelli nuovi.

Post n. 471 del 04-08-14 (trasmigrato da IlCannocchiale.it)
La legalizzazione della droga è una scelta  razionale e di buonsenso


Prendendo spunto da un recente articolo del New York Times sulla marijuana libera, pubblico un  mio vecchio commento postato, tra gli altri, in calce a questi due articoli, il primo di un blog dell’Huffington Post e l’altro del Corriere della Sera.

Scrittore, life coach, giornalista. Presidente di Agape Coaching
Papa Francesco e la liberalizzazione delle droghe: quando il buon senso è scambiato per proibizionismo
Pubblicato: 29/07/2013 13:19

IL DIBATTITO
«Marijuana libera per tutti» La svolta del New York Times
Anche il 54% degli americani a favore della legalizzazione
di Massimo Gaggi
28 luglio 2014


Non sono un esperto, ma vorrei fare alcune osservazioni. Preliminarmente c’è da fare una distinzione terminologica: liberalizzazione e legalizzazione. Il termine da usare è il secondo poiché serve ad indicare proprio la NON libertà di commercio, che dovrebbe diventare una privativa dello Stato. Riporto questo che, a parte il termine, mi sembra definisca bene la sostanza dell’obiettivo:
“2 - Invece "liberalizzare" il consumo di sostanze stupefacenti NON significa vendere marijuana nei supermercati!!! Non significa legalizzare il mercato della droga! Significa modificare la legge che definisce la vendita ed il consumo come reati punibili penalmente, dando allo Stato la competenza esclusiva di gestirne la distribuzione. In particolare da un lato questo sottrarrebbe alla malavita organizzata il mercato delle droghe leggere (una delle sue principali fonti di reddito), e dall'altra darebbe agli ospedali la possibilità di somministrare sotto osservazione dosi di "droghe pesanti" per assistere al meglio i tossicodipendenti nel tentativo di farli smettere”.[1]

Un'analisi obiettiva, razionale, storica, a-ideologica, pragmatica non può non indicare come la soluzione principale al problema delle mafie sia la legalizzazione del consumo delle droghe. A questa risoluzione sono pervenuti in passato anche eminenti uomini di destra (ad esempio Teller, il padre della bomba H) ed ora, addirittura, sia l’ONU, [2] sia uno Stato sovrano come il Messico, infestato dal narcotraffico, [3] poi imitato da altri Paesi.

Quando fu eletto Reagan, una delle decisioni più reclamizzate del presidente del Paese più ricco e potente del mondo fu quella di nominare il cosiddetto "zar" antidroga, dandogli molti poteri e molti mezzi. Fu un completo fallimento.
Quando una sostanza - la droga - solo per effetto del proibizionismo moltiplica per migliaia di volte il suo valore commerciale ed il profitto che ne può derivare, non c'è zar o aumento dei mezzi di contrasto che tenga. Occorrerebbe intelligentemente prenderne atto e decidere finalmente di legalizzare le droghe, che toglierebbe alle mafie la principale fonte di reddito, talmente cospicua da renderle spesso più potenti degli Stati.

Detto questo, per completezza è normale prevedere che la legalizzazione del commercio della droga avrebbe certamente l’effetto di provocare la nascita (o meglio la permanenza) di un mercato parallelo (o nero) senza garanzie e controlli e privo di strumenti terapeutici dissuasivi-disincentivanti-antidipendenza, dal momento che aliquote (presumibilmente non trascurabili?) di consumatori, per sottrarsi all’iter inevitabilmente invasivo della privacy connesso alla somministrazione attraverso il canale ufficiale, preferiranno continuare ad approvvigionarsi al mercato parallelo (o nero), che sicuramente reagirà, almeno in un primo momento, alla legalizzazione tenendo bassi i prezzi. Occorrerà tenerne conto ed apprestare le contromisure più adatte.


Infine, per quanto riguarda la prevenzione e sulla scia dell’affermazione di Papa Francesco sull’educazione dei giovani, traggo dal mio ‘post’ “Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo” (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html ):
[…] Va da sé che, normalmente, madri (genitori) "cattive" educano figli "cattivi", a meno che - come afferma Alice Miller - questi ultimi non siano così fortunati da incontrare un modello di riferimento compensativo positivo, dentro o fuori la famiglia, "”un testimone soccorrevole, un qualcuno che ama ed ha fiducia in loro".  Ella afferma ancora che: "Se il bambino ha ricevuto molto amore nell'infanzia, soprattutto nei primi tre anni di vita, una volta a scuola non verrà influenzato da compagni distruttivi; non avrà bisogno di droghe per colmare i vuoti, coltiverà un atteggiamento di fiducia, cercherà persone amorevoli e le troverà. Perché sa che l'amore esiste e come ci si sente ad amare e ad essere amati"”. […]


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07 agosto 2014

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19 agosto 2015


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CRONACA - ALFONSO BIANCHI  5 aprile 2016


Giustappongo due articoli de La Stampa, uno pro legalizzazione e uno contro:

Cannabis, se è legale fa meno male
MASSIMO RUSSO  -  16/07/2015

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ANTONIO MARIA COSTA  -  25/07/2016


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