mercoledì 6 maggio 2015

Gli sciali siciliani

A causa delle avarie frequenti della piattaforma IlCannocchiale, dove - in 4 anni e 5 mesi - il mio blog Vincesko ha totalizzato 700.000 visualizzazioni, ho deciso di abbandonarla gradualmente. O, meglio, di tenermi pronto ad abbandonarla. Ripubblico qua i vecchi post a fini di archivio, alternandoli (orientativamente a gruppi di 5 al giorno) con quelli nuovi.

Post n. 170 del 19-07-12 (trasmigrato da IlCannocchiale.it)
Gli sciali siciliani


Sono secoli (per saperlo basta aver letto anche superficialmente qualche libro di storia o qualche buon romanzo sulla Sicilia) che i Siciliani si riparano dietro l'autonomia [1] formale o sostanziale per combinarne di tutti i colori e, quando possono, scialare a piene mani (in proporzione al potere esercitato dal ceto di appartenenza, beninteso, quindi in misura molto diseguale).

Bisognerebbe informarli che stiamo vivendo un tornante della storia, che sta producendo un riequilibrio in ambito planetario della produzione, della ricchezza e del benessere, dall'Occidente all'Oriente (la Cina sta tornando ad essere il Paese più ricco del mondo, com’era nel ‘700). Non ci possiamo - proprio non ci possiamo - più permettere di pagare stipendi pubblici o pensioni di decine di migliaia di € al mese. [2] O di mantenere organici pubblici iperdimensionati. [3] O di distruggere ricchezza (potenziale), utilizzando soltanto nella misura del 9% i fondi UE. [4] La festa è finita.

Il commissariamento non è, come ha detto ieri uno dei vice capi scialoni, il capogruppo PD all’Ars (Assemblea regionale siciliana) Antonello Cracolici, un "pannicello caldo", [5] o addirittura, come ha affermato oggi l’attuale capo pro tempore degli scialoni siciliani, il governatore Raffaele Lombardo, “un golpe” [6] - prefigurando chissà una riedizione riveduta e corretta dei Vespri siciliani? [7] o forse rinverdendo i fasti, si fa per dire, del separatismo siciliano? [8] -, ma la scelta obbligata per risolvere la Questione meridionale. [9] Il problema, piuttosto, è come... nominare il commissario.

[1] Autonomia speciale siciliana
[2] Che spendacciona la Regione Sicilia
[3] Sicilia, più dipendenti del governo inglese
[4] Il festival degli sprechi
[5] Lombardo grida al complottone
[6] Lombardo: “Commissario sarebbe un golpe”
[7] I Vespri siciliani
[8] L’indipendentismo siciliano
[9] Lettera di PDnetwork
[Nota 18] Questione femminile e Mezzogiorno
[…]
Rapporto SVIMEZ 2010 - Sintesi
Sul Manifesto, Giorgio Ruffolo sottolinea, nel rapporto SVIMEZ 2010, la proposta di una soluzione innovativa per risolvere la Questione meridionale.
Come abbiamo accennato nel post riportato più sopra, dato il sostanziale fallimento delle modalità con le quali si è affrontato finora questa questione, occorre prefigurare soluzioni innovative, che riguardino in primo luogo: a) l'assunzione della Questione meridionale come questione strategica nazionale; b) una rivoluzione culturale; c) investimenti infrastrutturali adeguati; d) una Pubblica Amministrazione efficiente; e soprattutto e) una classe dirigente all'altezza del compito; se occorre, il commissariamento delle Regioni inadempienti.
La proposta della SVIMEZ, evidenziata dall'articolo di Ruffolo, pone l'accento sull'ultimo punto.
Giorgio Ruffolo: RAPPORTO SVIMEZ “Una macroregione per curare il Sud” - 23.07.2010
“(…). Il Rapporto, però, non si limita a tracciare il desolante quadro. Diversamente dal riformismo chiacchierone, esso avanza le proposte di una radicale svolta della politica meridionalistica. Si tratta di tornare a una visione unitaria della "questione meridionale". A un piano del Mezzogiorno e ad una Agenzia destinata a dirigere e a gestire progetti strategici: acque, rifiuti, difesa del suolo, infrastrutture strategiche. Una riedizione aggiornata della "Cassa" posta sotto il controllo di un Consiglio con i rappresentanti del Governo (Ambiente e Infrastrutture) e delle otto Regioni. Si ricostituirebbe così uno spazio di programmazione unitario del Mezzogiorno, una "macroregione".
La proposta si avvicina molto a quella, ancor più radicale, che è stata da me avanzata (discussa su queste pagine) che prevede una riforma costituzionale, con la formazione di uno Stato federale composto da due macroregioni (del Nord e del Sud), legate da un patto e mediate da un governo nazionale con un presidente della Repubblica eletto dal popolo.
Il Rapporto Svimez costituisce un'occasione per realizzare un riforma costituzionale ispirata a un federalismo autenticamente unitario; per fare finalmente del problema meridionale una grande occasione di sviluppo per tutto il paese e per l'Europa”
.


Articolo collegato:

Costi e rimborsi
Le indennità (indifendibili) dei deputati della Sicilia
All'Ars anche chi vive a Palermo ha 3.500 euro per il soggiorno
Gian Antonio Stella
05 gennaio 2012


Aggiornamento:

Sicilia
Lombardo-clan, parla l'assessore
di Lirio Abbate
«Tanti favori ai boss. E i tentativi legalitari tutti bloccati. Questo è stato ed è ancora oggi il governatore della Sicilia». A dirlo non è un suo avversario, ma un tecnico che stava in giunta con lui fino a oggi
(04 ottobre 2012)


Appendice


"Se integralmente e lungimirantemente attuata"
Appunto. E' un 'se' enorme e decisivo. Finora non ne sono stati capaci. La domanda conseguente è: ne saranno capaci?
La domanda, beninteso, riguarda tutti i meridionali.
Io, meridionale, basandomi concretamente e sui dati consuntivi e sulla mia lunga esperienza, temo di no.
In ogni caso, similmente a come successe col pentapartito (1.a Repubblica), fatto fuori, prima che dalla Magistratura,  dall'esaurimento delle risorse finanziarie, saranno i vincoli di bilancio (dettati dall'Europa) e la scarsità di risorse, oltre eventualmente alle regole severe del federalismo (sanzioni), a determinare l'abbandono delle gestioni allegre, l'uscita di scena di politici inefficienti e scialacquatori alla Lombardo e l'introduzione di paradigmi amministrativi innovativi, che portino a superare le pretese autonomistiche quando non si hanno le capacità (per secoli) di farne un buon uso, a danno di tutta la Nazione.


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