sabato 21 marzo 2015

Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)


Voi già sapete che, da almeno un paio d’anni, ho – diciamo così - l’onore e l’onere di evidenziare, anche a docenti universitari di Economia, la loro scarsa conoscenza dello statuto della BCE, della quale o ignorano o, quel che sarebbe peggio, fanno finta di ignorare (ma, in generale, propendo per la prima ipotesi) i reali poteri-doveri, che sono ignoti – sembra - a quasi tutti e che – nell’attuale, grave crisi economica, dalla quale dopo ben sette anni stentiamo ad uscire – tanta importanza hanno per i popoli dell’Eurozona.
Mi riferisco in particolare all’art. 2-Obiettivi, che già dalla denominazione (al plurale) attesta che la BCE ha non un solo obiettivo – la stabilità dei prezzi – ma due obiettivi. Il secondo obiettivo è stabilito nello stesso articolo 2 dello statuto: Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, la Bce sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europeaTra questi, la “crescita economica equilibrata” e la “piena occupazione”; “la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri”.
L’altro ieri ho scoperto che nel novero di coloro che non conoscono bene lo statuto della BCE c’è addirittura il Prof. Sen. Mario Monti, insigne economista e cattedratico ed ex presidente del Consiglio (la prova la potete trovare quasi in fondo all’elenco), il quale si dice «non favorevole all' inserimento dell' obiettivo di crescita nella Banca centrale europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le responsabilità»”. Il che, da una parte, dimostra che, poiché tale obiettivo è contemplato dallo statuto, il Prof. Sen. Monti o non conosce lo statuto della BCE – il che è preoccupante - o ha mentito all’opinione pubblica – il che è grave; dall’altra, conferma che la BCE è passibile di attribuzione di responsabilità; e, da un’altra ancora, rafforza l’ipotesi che, dato il rischio di incolpazione non soltanto mediatica ma anche giuridica del Consiglio direttivo della BCE e del suo presidente per omissione di obblighi statutari, che aver obliterato quasi del tutto questo secondo obiettivo nei siti dell’UE e della BCE e completamente nei discorsi del presidente Draghi non è casuale, ma risponde ad un intento scientemente portato avanti per disinformare l’opinione pubblica europea, disinformazione della quale, come si vede appresso, restano vittime anche docenti universitari di Economia e perfino premi Nobel.
Oltre agli obiettivi, la scarsa conoscenza dello statuto riguarda: a) il potere di acquisto di titoli pubblici (art. 18), purché vengano effettuati sul mercato secondario; b) il divieto di finanziare gli Stati attraverso l’acquisto diretto (art. 21), cioè sul mercato primario; c) parallelamente al punto b), la convinzione quasi universale errata che la FED non abbia invece questo divieto; e d) che l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE è la Corte di giustizia europea (CGUE) (art. 35).
Andrebbe tenuto presente che lo statuto della BCE mutua, spesso letteralmente, tutte le disposizioni dei trattati di sua pertinenza, per cui, da una parte, è un’inutile complicazione riferirsi ai trattati quando si trattano i poteri-doveri della BCE; e, dall’altra, questa abitudine disincentiva la conoscenza dello statuto.
Infine, elemento molto importante, va considerato che attualmente la BCE sta disattendendo entrambi gli obiettivi statutari, non soltanto quello secondario ma anche quello principale.
Riporto, qui di seguito:
- Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
-         1 - Motivazioni della petizione
-         2 - Statuto BCE
-         3 - Obiettivo inflazione sotto 2%, ma vicino
-         4 - Federal Reserve Act (e divieto acquisto diretto titoli Tesoro USA)
-         5 - Trattato di Lisbona
-         6 - Trattato di Maastricht

- una selezione di articoli costituenti le prove della scarsa conoscenza dello statuto della BCE [NB: Sbilanciamoci, in occasione della ristrutturazione del suo sito avvenuta nel 2016, ha sia creato nuovi URL ai suoi vecchi articoli, sia cancellato i miei commenti scomodi]:

Aristotele, lezione di economia
02/01/2013
 […] Non sono cose da banchieri centrali, queste, specialmente di una Banca centrale come la BCE che nel suo statuto non solo non ha l’obiettivo della “vita” buona” di Aristotele, ma non ha neanche la piena occupazione che si trova nello statuto della Federal Reserve americana. Per la BCE quello che conta è solo la stabilità dei prezzi, in base a quanto stabilito dal trattato di Maastricht, che ha dato vita a più di un rovesciamento. […]
Vincesko
Venerdì, 04 Gennaio 2013
“Funzioni della BCE” […]
*Studente, responsabile ufficio stampa GFE presso Università di Pisa

Bce, troppo poco e troppo tardi
08/11/2013
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Ultimi-articoli/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20882.html
"Come ben sappiamo, la Ecb è responsabile solamente della stabilità dei prezzi (e del sistema finanziario) e non si occupa di altre variabili macroeconomiche".
Solamente? Non proprio, c'è qualcuno allora che ciurla nel manico.
Funzioni della BCE […]
brevi risposte
Vero, la BCE ha anche altri compiti - fatta salva la stabilita' dei prezzi, pero'.
@ nicola melloni
Chiaro, ma era un assist a Lei, visto che l’inflazione è allo 0,7%.
Se non si è capito, chi ciurla nel manico è la Germania, che prende tutti i vantaggi dell’attuale assetto, ma non vuole assumersi gli oneri di Paese leader (anche se l’accordo recente tra la Merkel e la SPD contempla un aumento dei salari tedeschi).
*(DPhil, Oxford) è Visiting Lecturer in International Political Economy a London Metropolitan University, editorialista politico ed economico di Liberazione e contribuisce regolarmente a Carta e alle Lettere Internazionali del Mulino. In passato è stato Research Fellow presso l'Università di Bologna e ha partecipato a diversi progetti europei di cooperazione e sviluppo. Esperto di economie in transizione e del rapporto tra stato e mercato è autore, tra le altre cose, di Market Without Economy (2007, Ibidem Verlag).

3. Perchè e come l'euro va eliminato
di Domenico Moro*
Lunedì 14 Aprile 2014
 “La Bce, al contrario, ha come suo compito esclusivo il controllo dell’inflazione”
“questo comporterebbe mettere in discussione l’architettura dell’euro”.
*economista, membro della direzione nazionale del PdCI, autore di numerosi saggi come “Club Bilderberg. Gli uomini che comandano il mondo” e il “Nuovo compendio del “Capitale” di Karl Marx”.

La favola dell'equità e dello sviluppo
23/08/2014
1. “Entrambi sottolineano che aver creato la Bce in assenza di un interlocutore statale comunitario e averle affidato solo l’obiettivo di lotta all’inflazione e non anche alla disoccupazione”
2. “Ma Zingales sorvola su questo particolare e, comunque sia, propone che la Bce finanzi la spesa pubblica dei paesi europei ogni qual volta l’inflazione scenda sotto l‘1%; il che significa che avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”
Faccio rilevare anche a Lei [1] che non è vero che la BCE abbia come solo compito statutario quello del controllo dell’inflazione. Essa ha anche quello di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità"..
Già, la BCE “avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”, ma non perché lo suggerisce Zingales o altri, bensì perché, appunto, lo prescrive lo statuto della BCE (art. 2).
Qui, ho riportato il QUESITO APERTO A MARIO DRAGHI  sul perché lo abbia fatto (letto in diretta a Radio3-Tutta la città ne parla) e questo Quesito a Paolo Pini:
La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte Europea di Giustizia?
[2] Link (e testo) originario sostituito da quest’altro:
*E' professore di Politica economica presso la Facoltà di Economia dell'Università di Roma La Sapienza, Dipartimento di Economia Pubblica. Cura annualmente il Rapporto sullo Stato Sociale.

5. di Paolo Pini*
Il giorno dello “Sblocca Italia”
02/09/2014
link sostituito da:
Analisi molto interessante, come al solito. Ma dalla quale emerge una evidente incongruenza logica su un punto dirimente, cioè il ruolo della BCE, tra l’affermazione:
molti fanno erroneamente affidamento sulle azioni taumaturgiche di una BCE con le ali spuntate”,
il che, non solo non è vero, ma è contraddetto dal medesimo Autore in quest’altro periodo:
Quanto ciò che non ha fatto dopo con Draghi, o meglio ha lasciato che avvenisse nonostante gli allarmi, ovvero una progressiva discesa della dinamica attesa dei prezzi in fase di recessione ben al di sotto del target del 2%[2] tanto da portare l’inflazione effettiva dell’Eurozona allo 0,4% e molti paesi in piena deflazione, sotto lo 0%”.
*Professore ordinario di Economia Politica presso il Dipartimento di Economia e Management (DEM) dell’Università di Ferrara. Insegna Economia Politica e Economia del lavoro e dell’innovazione alla Facoltà di Economia. E' Vice-Presidente della Società Italiana degli Economisti (SIE) per il triennio 2013-2016. Fa parte della Direzione della rivista Economia Politica. Journal of Analytical and Institutional Economics, e del Comitato Scientifico della rivista Quaderni di Rassegna Sindacale. Lavori. Collabora a Sbilanciamoci.info.

6. di Paolo Pini
I ripensamenti a metà della Bce
13/09/2014
Diabolico perseverare/A partire dalla crisi del 2008, le politiche dell'eurozona sono state un fallimento su tutti i fronti. Le due risposte di Draghi
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/I-ripensamenti-a-meta-della-Bce-26138.html 
1) Non c'è nessun impedimento statutario, anzi la BCE è in flagrante violazione del suo statuto (art. 2) (cfr. "Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE"  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html  ).

Moneta morbida, lavoro duro
13/09/2014
Diabolico perseverare/A partire dalla crisi del 2008, le politiche dell'eurozona sono state un fallimento su tutti i fronti. Le due risposte di Draghi
Citazione: “Dunque, la politica monetaria sembra svolgere, sia pure in ritardo e con i limiti statutari e della sorda opposizione della Bundesbank, il proprio ruolo”.
Nota: Poi, Lettieri ha corretto lo stesso articolo, uscito su E&L.
*Editor of Insight and President of CISS - Center for International Social Studies (Roma). He was National Secretary of CGIL; Member of ILO Governing Body, Member of the OECD's Trade Union Advisory Council and Advisor of Labor Minister for European Affairs.(a.lettieri@insightweb.it)- http://antoniolettieriinsight.blogspot.it/

8. Con la deflazione gli speculatori attaccheranno i più deboli: occorre  reagire con rapidità
Articolo di Romano Prodi* su Il Messaggero del 31 agosto 2014
Il ruolo di armonizzare le diverse politiche ricade ancora una volta sulle spalle della BCE, anche se essa ha poteri assai più limitati di quelli della sua consorella americana [a mio avviso, questo non è vero in caso di deflazione, ndr].
Impariamo dagli antieuropeisti a essere coerentemente europei con una politica comune di rilancio dell’economia
Intervista di Giacomo Costa e Paolo Foglizzo a Romano Prodi su Aggiornamenti Sociali di maggio 2014
Così l’unica vera politica di difesa dell’Europa l’ha fatta la Banca centrale europea, che pure non è un organo democratico, utilizzando tutti i suoi poteri, peraltro piuttosto scarsi [A me non pare, dipende: a norma di statuto, la BCE ha ATTUALMENTE gli stessi poteri della FED per gestire efficacemente la politica monetaria e - con opportune misure - sostenere la crescita economica e dell'occupazione (secondo obiettivo); le uniche differenze è a) che - di norma - i suoi 2 obiettivi non sono formalmente paritari, tranne che - all'atto pratico - in caso di deflazione o inflazione sotto target, come ora, situazione in cui è necessaria una politica monetaria espansiva e i 2 obiettivi - l'obiettivo principale e quello subordinato - diventano pertanto concordanti e convergenti, ed acquisisce carattere di cogenza statutaria anche l’obiettivo secondario o subordinato di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità”; e b) che ha come interlocutori non uno soltanto ma 18 governi (ora - con la Lituania - diventati 19), e purtroppo uno di essi (la Germania), è divenuto, a causa della latitanza della Commissione europea e dell'egoismo miope della sua leadership, più uguale degli altri. Scriverò al professor Prodi e glielo chiederò direttamente, ndr]. Ha salvato l’euro, permettendo di conservarlo per il futuro. Questo mostra la trappola in cui siamo finiti e soprattutto è una ulteriore prova del fatto che l’Europa oggi è incapace di elaborare una visione di lungo periodo.
Prodi: 10 e lode a Mario Draghi
December 2, 2014
* Romano Prodi è un politico ed economista italiano, che ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana per due volte (dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008). Docente universitario di Economia e politica industriale all'Università di Bologna, è stato nel 1978 ministro dell'Industria nel Governo Andreotti IV; presidente dell'IRI dal 1982 al 1989 e dal 1993 al 1994. È stato presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004.

9. Il mito del “below 2%, but close”
Citazione: “Per questo alla BCE fu assegnato un solo obiettivo: la stabilità dei prezzi”
Noto con raccapriccio che neppure il Prof. Zingales (come quasi tutti, inclusi altri docenti ordinari di Economia e il premio Nobel Stiglitz) ha mai letto attentamente lo statuto della BCE o almeno le funzioni della BCE così come esse sono riportate nel suo sito.
[In calce, c’è il commento di Piero Postacchini, col quale avevo discusso del tema degli obiettivi della BCE, prima su LaVoce.info e poi su Keynesblog  http://keynesblog.com/2014/08/22/john-maynard-giavazzi-o-quasi/#more-5701 ]
* E’ un economista, accademico e blogger italiano. È Robert C. McCormack professor of Entrepreneurship and Finance presso la University of Chicago Booth School of Business. Dal 2012, è stato uno dei promotori del movimento politico italiano Fermare il Declino.

10. Neppure il premio Nobel Stiglitz conosce bene lo statuto della BCE (leggi il mio commento e gli obiettivi della BCE e della FED allegati):
L’imperfezione dei mercati
26/09/2014
L'età della depressione/La miscela esplosiva contemporanea: un modello che mescola declino economico e speculazioni della finanza, una produzione ridotta all'osso controllata dalle grandi imprese, una società disuguale, frammentata e disorientata. Pubblichiamo stralci della lezione di Joseph Stiglitz tenutasi alla Camera il 23 settembre
11. Bce: Fisher (Fed), bene Draghi ma poteri limitati
Articolo pubblicato il: 25/09/2014
"Draghi sta agendo correttamente ma ha poteri limitati" rispetto alla Fed per il diverso mandato dell'Eurotower. Così Richard W. Fisher, presidente e ad della Federal Reserve Bank of Dallas ad un incontro sull'impatto nella zona euro della politica monetaria Usa.
La Bce e' più "giovane" della Fed e dunque "Draghi sta cercando di seguire un percorso" all'interno del suo mandato ed "ha strumenti limitati", ha aggiunto Fisher. Ma non solo, ha osservato, per Draghi "e' più difficile agire perché ha davanti 18 stati membri".

12. La cosa giusta che non facciamo
di Lucrezia Reichlin*
03 ottobre 2014
I trattati non si cambiano in cinque minuti e sono il frutto di un compromesso faticoso, ma, o all’interno delle vecchie regole o dandosene delle nuove, dobbiamo uscire dall’eccezionalità di un’Unione in cui la politica della banca centrale è limitata da vincoli dettati da interpretazioni di parte del Trattato.
Questa della Prof. Reichlin è l’analisi più corretta dei poteri della BCE da me letta [prima di leggere quella di PierGiorgio Gavronsky], ma anch’essa non del tutto, almeno apparentemente, visto che ha lavorato alla BCE.
*Dal 1994 è docente di economia all'Université libre de Bruxelles. Dal 2005 al 2008 è stata Direttore generale alla Ricerca alla Banca Centrale Europea di Francoforte, durante la presidenza di Jean-Claude Trichet, una delle 12 direzioni generali della BCE.[3] Dal 2008 è professore di economia alla London Business School.

Riccardo Realfonzo* - 02 ottobre 2014
Anche per questo, fu pacifico accettare che l’Unione Monetaria si dotasse di una BCE simile alla Bundesbank: una banca “conservatrice” – nel gergo degli economisti – che non finanzia la spesa pubblica e che ha nel controllo dei prezzi il suo obiettivo statutario.
OBIETTIVI BCE [Riporto per intero il mio commento, poiché è ancora in attesa di moderazione dal 4/10 scorso]
Negli ultimi 2 anni m’è toccato rilevare spesso (anche con docenti di Economia e persino un premio Nobel come Stiglitz, ma almeno lui è statunitense, v. penultima newsletter di Sbilanciamoci), che la BCE ha non uno soltanto ma 2 obiettivi, uno principale e uno subordinato: il primo è quello, a tutti noto, del controllo dell’inflazione: il secondo è quello, raggiunto il primo obiettivo, di sostenere la crescita e l’occupazione. Attualmente, in deflazione o quasi, a statuto vigente, compito statutario della BCE (art. 2 – Obiettivi [al plurale]) è quello di, avendo raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione, che deve essere poco sotto il 2%, “sostenere le politiche economiche generali della Comunità” che “sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Ne discende, che (ripeto: a norma di statuto vigente, senza invocare alla solita arrogante e furba Germania modifiche delle regole) la BCE è in flagrante violazione del suo statuto, poiché deve – deve! – finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Attraverso misure efficaci, in particolare, l’acquisto della quota di debito pubblico eccedente il 60% del rapporto debito/Pil, sotto forma di titoli pubblici nuovi a lunga scadenza e a tasso zero o quasi, emessi, non dai singoli Paesi (alla BCE sono vietati gli acquisti di titoli dei singoli Stati sul mercato primario), ma dall’Eurozona (senza sterilizzazione), sostitutivi di quelli vecchi molto più onerosi, per alleviare sensibilmente l’onere di interessi passivi (86 mld annui per l’Italia) e rendere possibile una congrua politica fiscale degli Stati, per accrescere la domanda aggregata.
(Per i dettagli dei riferimenti statutari BCE e FED, v. “Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html ).
* Professore ordinario di Fondamenti di Economia Politica presso l'Università degli Studi del Sannio, dove attualmente è preside di Economia aziendale.

Luigi Pandolfi - 21 ottobre 2014
L’Europa potrebbe emulare, seppur tardivamente, gli Stati Uniti? No, almeno nelle condizioni date. Non potrebbe farlo perché l’Europa non è uno stato sovrano, con una banca centrale che, come la Fed, ha nella sua mission il perseguimento della piena occupazione mediante la conduzione della politica monetaria. [Riporto per intero il mio commento, fino a quando verrà pubblicato]
Mi pare di capire che neppure l’economista Luigi Pandolfi – come quasi tutti – conosce lo statuto della BCE. Spiegazione: gli obiettivi della BCE sono due, uno principale e uno subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania); la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale (controllo dei prezzi), è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2 - Obiettivi) a raggiungere il secondo obiettivo ("sostenere la crescita economica e un elevato livello dell'occupazione"), che – stante l’inflazione nell’Eurozona prossima allo zero - è del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2%  (“below 2%, but close”), non determinato dai trattati UE ma lasciato decidere alla stessa BCE.
Ne discende anche che, attualmente, la BCE ha gli stessi poteri della FED e, come per la FED, entrambi gli obiettivi sono su un piano paritario.
Lo ri-allego:
PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Articolo 2 - Obiettivi
Conformemente all’articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 4 del trattato.
[*] Secondo l’articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull’Unione europea, oltre all’obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC “sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità” agendo “in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza”.
Tali obiettivi (definiti dall’articolo 2 del Trattato di Maastricht) sono:
• uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell’insieme della Comunità
• una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l’ambiente
• il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale
• la coesione economica e sociale
• la solidarietà tra stati membri.
PS: Segnalo che il mio commento con lo statuto BCE è ancora in attesa di pubblicazione dal 4 ottobre scorso.
* Giornalista e politologo (l’ho ricavato dal suo blog su Il Fatto Quotidiano).

Draghi apre al quantitative easing “all’americana”
19/11/2014
Draghi ha incassato l’ok ad una politica di quantitative easing “all’americana”, estesa cioè anche ai titoli di stato. Un importante passo avanti, ma non sufficiente
link sostituito da:
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Draghi-apre-al-quantitative-easing-all-americana-27129.html
Citazione: “In questo senso, se è vero che il programma Omt rappresenta un passo avanti rispetto al mandato della Bce, che vieta l’acquisto di titoli di stato senza se e senza ma”.
E’ falso che lo statuto della BCE vieti l’acquisto di titoli di Stato. Questo divieto (art. 21 dello Statuto) è limitato al mercato primario, esattamente come per la FED, che NON può acquistare titoli del Tesoro direttamente dal Tesoro, ma soltanto sul “mercato aperto” (open market) (cfr. allegato in fondo).
Thomas Fazi
Ciao Vincesko: bè, la legalità dell'acquisto di titoli di stato da parte della Bce (anche sul mercato secondario) è quantomeno dubbia, come dimostra la sentenza della Corte di giustizia tedesca, ora al vaglio della Corte di giustizia europea.
Risposta a Thomas Fazi
1) Premesso che l’arrogante Corte Cost. tedesca - ancorché non si sia limitata a presentare il ricorso alla Corte di Giustizia, ma abbia, in ben 40 pagine, indicate anche le soluzioni - non ha nessun potere di interpretazione dei trattati UE, traggo da: “Karlsruhe: doppia sfida all’Europa” - 18.02.14 - di Pietro Manzini http://www.lavoce.info/karlsruhe-europa-bce-euro/  “Lo scorso gennaio, la Corte costituzionale tedesca ha posto alla Corte di giustizia UE due questioni relative alla legittimità della decisione della Bce sul programma cosiddetto Omt (Outright Monetary Transaction), che prevede la possibilità da parte del sistema delle banche centrali europee di acquisto illimitato di titoli di debito pubblico nel mercato secondario a favore di quegli Stati che aderiscano alle politiche di condizionalità fissate dall’European stability mechanism. Con la prima questione, la Suprema Corte tedesca vuole sapere se la decisione rientra nella politica monetaria, ovvero se deve ritenersi di politica economica; con la seconda, invece, vuole che gli eurogiuridici di Lussemburgo stabiliscano se il programma Omt è compatibile con il divieto di facilitazione finanziaria previsto dall’articolo 123 del Trattato sul funzionamento della UE”.
Da cui emerge che le contestazioni della Corte non riguardano il potere della BCE – sancito dal dettato chiarissimo dell’art. 21 – di acquistare titoli sovrani sul mercato secondario, ma soltanto se questi possano essere illimitati e se rispondano al mandato della BCE di gestire la politica monetaria. […]
* Thomas Fazi è un saggista, traduttore e autore di documentari. La casa editrice inglese Pluto Press ha pubblicato il suo primo libro, The Battle for Europe

16. crisimoneta di (***)
Una moneta statale per uscire dalla crisi
22/11/2014
L'emissione da parte dello Stato di "Certificati di credito fiscale" consentirebbe di creare una moneta nazionale complementare all'euro e di conseguenza nuova capacità di spesa senza generare debito. Un manifesto - appello di Gallino Bossone, Cattaneo, Grazzini e Sylos Labini
link sostituito da (commenti eliminati):
http://old.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.374-24-novembre-2014/Una-moneta-statale-per-uscire-dalla-crisi-27240.html
Commento: Io direi di lasciar perdere il set delle proposte immaginifiche e di migliorare ed implementare quelle, ancorché difficili, praticabili e congrue per uscire dal pantano: a) all’interno, un’imposta patrimoniale straordinaria corposa sul 5% più riccvo delle famiglie; e/o b) costringere la BCE a fare quel che deve per statuto (art. 2), se necessario denunciandola alla Corte di giustizia (art. 35 Statuto BCE), prima che l’ottusa Germania caschi insieme a noi e all’Euro: a) riportare il tasso d’inflazione poco sotto il 2% e b) sostenere la crescita economica ed un elevato livello dell’occupazione. Altre soluzioni – purché realizzabili - sono solo complementari.
risposta a Vincesko
Sulla BCE mi sembra che la Germania non lo permetterebbe mai.
Replica a Stefano Sylos Labini*
5. Infine, la BCE. E’ chiaro che la Germania non è d’accordo acché la BCE adempia il suo statuto. Ma proprio per questo io da mesi propongo di denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea, unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente ad essa (art. 35 Statuto BCE).
Stefano Sylos Labini
precisazioni
sulla BCE la questione è complicata
Obiezioni
Sulla BCE, vista la normativa, se si rigetta il complesso d'inferiorità verso l'egemone Germania, che per gli Omt (Outright Monetary Transaction), tramite la Corte Cost., ha presentato ricorso alla Corte di giustizia, e si rispetta la condizione che le regole non valgano soltanto per i Paesi deboli ed i poveri cristi ma per tutti, la questione è, invece, semplice e chiara. E per denunciare la BCE alla Corte di giustizia per violazione statutaria non bisogna chiedere il permesso a nessuno, neppure all'arrogante Germania o alla Commissione europea "controllata" dalla Germania, com'è nel caso dei CCF, che in ogni caso mi auguro vengano implementati.
* Geologo, ricercatore presso l'Enea - Studioso di economia ambientale ed energia. Scrive su quotidiani nazionali e riviste economiche su innovazione, economia industriale, moneta e finanza.

17. BCE e FED, Quantitative Easing o Prestatore di Ultima Istanza? La confusione regna sovrana…
di Francesco Saraceno*
Sarebbe auspicabile che, come la Fed, la BCE assumesse sia il ruolo di prestatore di ultima istanza che il compito di sostenere la crescita attraverso un’espansione monetaria. Ma purtroppo, oggi questo non è all’ordine del giorno. La BCE non sostiene la crescita della zona euro, in parte perché il suo mandato è limitato al solo obiettivo di inflazione (e ho già detto molto tempo fa che questo è semplicemente pazzesco). Ma, ancora più importante, perché non vuole farlo. La BCE e il suo Presidente sono intrappolati nell’ortodossia che soffoca l’Europa dagli anni ottanta. L’unica soluzione che propongono sono le riforme strutturali, e ancora le riforme strutturali.
Ho letto solo adesso. Citazione: “La BCE non sostiene la crescita della zona euro, in parte perché il suo mandato è limitato al solo obiettivo di inflazione (e ho già detto molto tempo fa che questo è semplicemente pazzesco)”.
Neppure Francesco Saraceno ha mai letto attentamente lo statuto della BCE.
Non c'è nessun impedimento statutario, anzi la BCE è da tempo in flagrante violazione del suo statuto (art. 2-Obiettivi). […]
(*) OFCE, Observatoire français des conjonctures économiques – centre de recherche en économie de Sciences Po, Paris

18. LA "SORPRESINA" (di Angela): TTIP E ACCORDI DI CAMBIO VINCOLANTI. DALLA GRECIA ALL'ARGENTINA.
Orizzonte48*
Giovedì 27 Novembre 2014
Leggi il Dialogo acceso tra Quarantotto (Luciano Barra Caracciolo) e me sui poteri della BCE
* Luciano Barra Caracciolo, presidente di Sezione del Consiglio di Stato

19. I dolori del giovane Draghi
Maurizio Sgroi*  24/11/2014
1) Citazione1: “Quello più amaro che confessa con maschia determinazione è l’inflazione. I maledetti prezzi che declinano, tenendosi ben lontani dal target del 2%, o poco giù di lì, che poi è l’unico compito a casa che i governi europei hanno messo per iscritto alla Bce”.
Mi permetto segnalare anche a lei che la BCE ha non uno soltanto ma 2 obiettivi statutari, uno principale e uno subordinato: il primo è quello, a tutti noto, del controllo dell’inflazione: il secondo è quello, raggiunto il primo obiettivo, di sostenere la crescita e l’occupazione.
Attualmente, in deflazione o quasi, a statuto vigente, senza chiedere il permesso a nessuno, neppure all'arrogante Germania, compito statutario della BCE (art. 2) è quello, avendo raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (compito primario) - che deve essere “sotto il 2%, ma vicino” e adesso siamo o prossimi allo zero o, in Italia, in deflazione – di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità" che “sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”
Ne discende anche che ATTUALMENTE (cioè in deflazione o quasi), poiché i due obiettivi adesso sono concordanti e convergenti, la BCE ha gli stessi poteri della FED (anche per la FED vige il divieto di acquisto diretto dei titoli del Tesoro). […]
* Giornalista socioeconomico, titolare del blog The Walking Debt.

Domenico Mario Nuti*
THURSDAY, DECEMBER 18, 2014
“la Bce è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza che è comune alle maggiori banche centrali del mondo, ma perché, modellata sulla Bundesbank, è ancor più di quest’ultima separata dalla politica fiscale, priva del potere di acquistare titoli di Stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti (come la Fed e le banche centrali del Giappone o dell’Inghilterra)”.
*Professore di sistemi economici comparati alla facoltà di Economia dell'Università di Roma La Sapienza
NB: Dopo il nostro scambio di email (che ho riportato nel blog di Carlo Clericetti http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/ ), il prof. Mario Nuti, sia nel post del suo blog, sia nel successivo articolo su Sbilanciamoci http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27667 link sostituito da (commenti eliminati): http://old.sbilanciamoci.info/Rubriche/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27688.html), ha aggiunto, dopo “privo del potere”, l’aggettivo “illimitato”, ma neppure questo è vero, poiché, come ho commentato in calce al suo articolo, “2. In nessun articolo del suo statuto (che mutua letteralmente le disposizioni dei trattati), è contemplato il divieto di acquisto illimitato dei titoli di Stato. L’equivoco nasce dal fatto che si confonde la Corte Cost. tedesca, che ha appunto ritenuto illegittimo l’acquisto illimitato di titoli pubblici da parte della BCE (OMT) e che ha giurisdizione soltanto in Germania, con la Corte di Giustizia Europea (CGUE), che è l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE (art. 35 Statuto BCE), alla quale infatti ha dovuto presentare ricorso la stessa Corte Cost. tedesca”.

21. LA CRISI I SALVATAGGI OCCORRE INTERVENIRE PIUTTOSTO RAPIDAMENTE PERCHÉ IL CONTAGIO SI STA DIFFONDENDO JORG ASMUSSEN, BOARD BCE L' INTERVENTO IL PRESIDENTE DELLA BOCCONI: MONETA UNICA STRUMENTO DI STABILITÀ
«La crisi dell' euro? Può mandare in frantumi il senso dell' Unione»
Basso Francesca
(11 ottobre 2011)
“E se Bruni si chiede se si debbano «rivedere le strategie della Bce includendovi la stabilità», Monti* si dice «non favorevole all' inserimento dell' obiettivo di crescita nella Banca centrale europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le responsabilità»”.
*Mario Monti: economista, accademico e politico, ex professore di Economia politica presso le Università di Torino e Bocconi, ex rettore Università Bocconi, ex Commissario Europeo, ex Presidente del Consiglio, Senatore a vita.

22. Ho ritrovato oggi [06/04/2015] questa vecchia intervista al prof. Luciano Gallino*, dalla quale emerge che neppure lui conosce bene lo statuto della BCE:
“Il maggior limite della Bce deriva dal suo statuto, che le impone come massimo scopo quello di combattere l’inflazione, laddove una banca centrale dovrebbe avere tra i suoi scopi anche la promozione dello sviluppo e dell’occupazione”.

23. Neppure lo statunitense Warren Mosler, fondatore della  Modern Monetary Theory (MMT), conosce bene lo statuto della BCE.
«Il mandato della Banca centrale è solo quello di garantire la stabilità dei prezzi».


Appendice

Sulla deliberazione quantitativa dell’obiettivo dell’inflazione, riporto l’interessante e documentato commento di Zoe Keller, in calce all’articolo di Luigi Zingales, riportato più sopra Il mito del “below 2%, but close” 18/08/2014 / L. ZINGALES
http://europaono.com/2014/08/18/mito-del-below-2-but-close/ , ed uno stralcio della recente intervista di Draghi a Handelsblatt, la quale è un’ennesima dimostrazione del “chiagne e fotte” tedesco.

D’accordo che il mandato BCE andrebbe rivisto, ma l’interpretazione del target BCE di questo post (basta che un paese sia vicino al 2% anche se l’HICP dell’area euro crolla a -5%; oppure: una deflazione del 10% è ok…) non convince proprio. È vero che c’è un po’ di dislivello tra il “below” e il “close”, ma non ha quella portata. Basta fare riferimento agli atti e alle spiegazioni dell’epoca della modifica per capire.
L’attuale definizione del target si trova nella delibera della BCE del maggio 2003 (
http://www.ecb.europa.eu/press/pressconf/2003/html/is030508_1.en.html ), nella slide 5 (
http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2003/html/sp030508_2slides.pdf ).
Il relativo Bolletino fa rapida sintesi (http://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/mobu/mb200305en.pdf ) così:
“… regarding the primary objective of price stability, the Governing Council confirmed that it defines price stability as announced in 1998, namely as a year-on-year increase in the HICP for the euro area of below 2%. At the same time, it clarified that in the pursuit of price stability it aims to maintain inflation rates at levels close to 2% over the medium term. This clarification underlines the ECB’s commitment to provide a sufficient safety margin to guard against the risks of deflation. It also addresses the issue of the possible presence of a measurement bias in the HICP and the implications of inflation differentials within the euro area.”
Dalle fonti citate si ricava chiaramente che:
1) la “stabilità dei prezzi” è da 0 a 2% (year on year *increase* below 2%) dell’HICP per l’area euro: mai si è pensato che la deflazione sia stabilità dei prezzi.
2) la BCE ha l’obiettivo di mantenere i tassi a livelli vicini al 2% nel medio termine, per garantirsi un margine per i seguenti motivi (recentemente ricordati da Draghi):
– tenersi lontano dal rischio deflazione
– avere un cuscinetto rispetto a errori di misurazione
– riassorbire eventuali differenziali interni
Papademos: “We have confirmed the definition of price stability. At the same time we have clarified that, within that definition, the aim of our policy will be inflation close to 2% from below”
3) praticamente e più precisamente questo comporta continuare a (dicono di averlo sempre fatto) darsi come obiettivo “inflation expectations remaining in a narrow range of between roughly 1.7% and 1.9% in the medium term” (Issing)
4) un tasso di inflazione che restasse sotto l’1% in modo persistente sarebbe molto preoccupante.
Issing: “… if we were to identify a risk of inflation approaching very low levels on a sustainable basis and threatening to fall below 1% in a persistent way, then we should of course be extremely concerned. With our clarification now, that we aim to keep inflation at close to 2%, I think it is clear enough that we are not blind in the eye which identifies deflationary problems. We have both eyes – as Paul Samuelson said in a slightly different context – watching deflationary as well as inflationary developments.”
5) da nessuna parte il target BCE è definito per singoli paesi: la comunicazione è costante nel riferirlo alla “euro-area as a whole”. Es. Issing: ” is not question of sectors and countries, it is a question of the monetary area. In all large monetary areas in the world, you have regions with low and even sometimes negative developments in prices, and others with higher price developments. This is not specific to the euro area, but it has nothing to do with deflation. Deflation is a concept related to monetary policy for the average of the whole monetary area.”
Questi concetti sono stati ribaditi da Draghi e Constancio (che era nel Governing Council già nel 2003, in quanto allora governatore della Banca centrale del Portogallo) nella press conference del novembre 2013 (e in varie altre occasioni):
– 
http://youtu.be/totxfi6J6GE?t=29m20s (domanda 6) Draghi
– 
http://youtu.be/totxfi6J6GE?t=58m30s (domanda 15) Costancio
Inoltre la forward guidance della BCE è da vari mesi chiarissima nel ribadire i concetti precedenti e che la risposta all’inflazione troppo bassa è il quantitative easing (non il monetary e credit easing di giugno 2014): vedi 3 contingenze nel discorso di Draghi aprile 2014:
http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2014/html/sp140424.en.html
Perchè allora non hanno ancora agito? Si giustificano con l’argomento che le aspettative sul medio-lungo termine non sarebbero ancora disancorate, ma è un termine che si allontana sempre di più e sta diventando sempre più un’arrampicata sugli specchi.
L’ultima fg dice: “Moreover, the Governing Council is unanimous in its commitment to also using unconventional instruments within its mandate, should it become necessary to further address risks of too prolonged a period of low inflation. We are strongly determined to safeguard the firm anchoring of inflation expectations over the medium to long term.”


***

Interview with Handelsblatt
Interview with Mario Draghi, President of the ECB
Published on 2 January 2015

In reality, your expansionary monetary policy, which is pumping trillions of euro into the markets, is just buying the governments more time – and it seems that no one is really using this time. Do you feel alone in your fight to save Monetary Union?
Draghi: We have a mandate. It is to keep inflation close to but below 2%. That is our legal obligation. And we must deliver, within our mandate given by the European Treaty. But it is quite clear that our monetary policy would be much more effective if the governments implemented structural reforms.

The ECB acts and waits ...
Draghi: It acts and delivers. The others must also do their duty.

The question is why you see price stability at 2% inflation at all. 0% would be much better, wouldn’t it?
Draghi: The 2% target was decided by the Governing Council in 2003. It would certainly not help confidence if targets were changed when it becomes difficult to meet them! Otherwise, when we had 3% inflation, we could have set 3% as the target. We must be reliable. Inflation has been low for some time now. This is partly due to falling oil prices and corrections of high prices in some countries, but also to weak demand. Core inflation has been around 0.7% for a year.
No major central bank has an objective of 0%. The reason is simple. If one aims at 0%, half the time inflation will be positive and half the time it will be negative. And when inflation is negative and interest rates have fallen to zero, one cannot lower interest rates to bring inflation back to zero.


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(Post trasmigrato da IlCannocchiale.it:
Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)


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