giovedì 7 ottobre 2021

Lettera n. 4 alla Ragioneria Generale dello Stato sulla sua BUFALA (almeno) semestrale sulla Riforma delle pensioni Fornero



Pubblico la lettera che ho inviato poco fa al Ragioniere Generale dello Stato.

Lettera n. 4 alla Ragioneria Generale dello Stato sulla sua BUFALA (almeno) semestrale sulla Riforma delle pensioni Fornero.
7/10/2021 15:07

ALLA C.A. DEL RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO

P.C. SIG. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, SIG. PRESIDENTE DEL SENATO, SIG. PRESIDENTE DELLA CAMERA, SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, SIG. MINISTRO DELL’ECONOMIA, SIG. MINISTRO DEL LAVORO, COMMISSIONI PARLAMENTARI LAVORO, SEN. M. SACCONI, ON. C. DAMIANO, PROF. E. FORNERO, SINDACATI, MEDIA

 

Egr. Sig. Ragioniere Generale dello Stato,

Una famosa sentenza latina recita: Repetita iuvant. Allora ci riprovo.

Traggo dalla NADEF 2021   http://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/nadef_2021/NADEF_2021.pdf   (da pag. 66 a 72) Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico italiano e delle spese pubbliche connesse all’invecchiamento:

(PENSIONAMENTO DI VECCHIAIA)

1) La previsione della spesa pensionistica in rapporto al PIL, riportata in Figura R.1, sconta gli effetti delle misure contenute negli interventi di riforma adottati nel corso degli ultimi decenni. Si fa riferimento, in particolare, all’applicazione del regime contributivo (Legge n. 335/1995) e alle regole introdotte con la legge n. 214/2011 che, elevando i requisiti di accesso per il pensionamento di vecchiaia e anticipato, ha migliorato in modo significativo la sostenibilità del sistema pensionistico nel medio-lungo periodo, garantendo una maggiore equità tra le generazioni. 

Ri-ri-osservo che la Riforma delle pensioni Fornero (L. 214/2011, art. 24):

- non ha quasi toccato la pensione di vecchiaia, se non per l’accelerazione dell’allineamento graduale a 65 anni entro il 2018 delle donne del settore privato (dipendenti e autonome) e per la riduzione di 6 mesi (da 18 a 12 mesi) della “finestra” per gli autonomi, allineandoli a tutti gli altri (L. 214/2011, art. 24, comma 6); e

- con il comma 5 della L. 214/2011, art. 24, ha opportunamente abolito la “finestra” di 12 o 18 mesi e contestualmente (rispettivamente con il comma 6, lettere c e d, e con il comma 10) ha aumentato l’età base di vecchiaia e di anzianità (ora denominata “anticipata”) di 1 anno (rispettivamente da 65 a 66 e da 40 a 41), ma solo formalmente e senza evidenziarne il legame, così da un lato si è intestata entrambe le misure e dall’altro ha indotto in errore tutti, inclusi – strano ma vero – i docenti di Lavoro e Previdenza. E incluso, come si vede, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, recidivo da almeno tre anni.

Poi, contraddittoriamente, ella si è lamentata nel suo libro che l’aumento dell’età di pensionamento (a 66 anni per la pensione di vecchiaia e a 41 anni e 3 mesi per la pensione anticipata, in realtà decisi da SACCONI) le venisse erroneamente imputato.

«Rispondeva infine essenzialmente a criteri di trasparenza l’assorbimento delle cosiddette «finestre mobili» nei requisiti anagrafici e contributivi, una modalità che era stata adottata per aumentare un po’ surrettiziamente l’età di pensionamento. Nel commentare quest’ultima misura, mi sia consentita un’annotazione sullo stile di governo dei tecnici (e in ogni caso della sottoscritta): mentre le finestre erano state introdotte con lo scopo di ritardare il pensionamento senza farlo ben comprendere all’opinione pubblica, la loro cancellazione rispondeva a un criterio di trasparenza, riassumibile nel messaggio: «se hai maturato il diritto al pensionamento è assurdo che ti si chieda un anno di “attesa”, peraltro non contato a fini pensionistici». La nostra decisione pertanto fu di rendere esplicito l’anno in più richiesto [sic!; in effetti già deciso da Sacconi con la L. 122/2010, art. 12, commi 1 e 2]. Di fatto, questo non corrispondeva a un aumento dell’anzianità, eppure fu interpretato così, con il seguito di ulteriori aspre polemiche.» (Elsa Fornero, «Chi ha paura delle riforme: Illusioni, luoghi comuni e verità sulle pensioni», posizioni nel Kindle 3134).

(PENSIONAMENTO ANTICIPATO)

Anche per il pensionamento anticipato (ex anzianità), dell’aumento da 40 a 42 anni e 10 mesi per gli uomini (un anno in meno per le donne), 1 anno e 3 mesi sono di Sacconi e 1 anno e 10 (recte: 7) mesi sono di Fornero (o 7 mesi per le donne), oltre alla riduzione di 6 mesi per gli autonomi, allineandoli a tutti gli altri. 

(ESTENSIONE METODO CONTRIBUTIVO)

2) Il processo di riforma ha previsto altresì l’estensione, a partire dal 2012, del regime contributivo a tutti i lavoratori.

Si tratta dell’estensione pro-rata, a decorrere dall’1.01.2012, con l’art. 24, comma 2, del metodo contributivo NON “a tutti i lavoratori”, ma soltanto a quelli che erano esclusi dalla riforma Dini del 1995, che lo ha introdotto, cioè coloro che avevano un’anzianità contributiva al 31.12.1995 di almeno 18 anni, tutti relativamente anziani e ormai già tutti in pensione.

Questa è la misura della Riforma Fornero meno incisiva e più sopravvalutata da tutti. Come si ri-vede, anche dal Ministero dell’Economia e Finanze. Valga a dimostrarlo il previsto risparmio dalla mera estensione del metodo contributivo (mentre la vulgata è che la Riforma Fornero abbia salvato i conti pensionistici sostituendo il contributivo al retributivo per tutti), quantificato dalla relazione tecnica,[1] relativamente al periodo dal 2012 al 2018, in, rispettivamente, (al netto fisco) 5, 24, 39, 70, 116, 169 e 216 milioni, numeri che dimostrano la scarsissima incidenza della misura, pari ad appena l’1 per cento circa del risparmio annuo accreditato alla Riforma Fornero, e ormai azzeratosi.

[1] Relazione tecnica legge 214/2011 (pag. 42; recte: 46)
recte: pag. 46 https://democraticieriformisti.files.wordpress.com/2011/12/relazione-tecnica.pdf#page=46 https://democraticieriformisti.files.wordpress.com/2011/12/relazione-tecnica.pdf 

(ADEGUAMENTO ALLA SPERANZA DI VITA)

3) Infine, a partire dal 2013, tutti i requisiti di età (inclusi quelli per l’accesso all’assegno sociale) e quello contributivo per l’accesso al pensionamento anticipato indipendentemente dall’età anagrafica, sono periodicamente indicizzati alle variazioni della speranza di vita, misurata dall’Istat.

Vale forse la pena di ri-precisare che l’adeguamento alla speranza di vita è stato introdotto dalla Riforma Sacconi (L. 102/2009, art. 22-ter, comma 2, modificato sostanzialmente dalla L. 122/2010, art. 12, commi da 12-bis a 12-quinquies, e dalla L. 111/2011, art. 18, comma 4, per la decorrenza dal 2013), relativamente alla pensione di vecchiaia, alle “quote” (abolite dalla Riforma Fornero) e all’assegno sociale; che ha portato l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni nel 2019 e poi lo porterà oltre.

La Riforma Fornero lo ha esteso alla pensione anticipata e reso biennale. A decorrere dal 2022. Ma RGS lo fa decorrere erroneamente dal 2019 (v. appresso).

(DECORRENZA PERIODICITA’ BIENNALE)

4) Con medesima periodicità e analogo procedimento è previsto, inoltre, l’adeguamento dei coefficienti di trasformazione in funzione delle probabilità di sopravvivenza. Entrambi gli adeguamenti sono effettuati ogni tre anni dal 2013 al 2019, e ogni due anni successivamente, secondo un procedimento che rientra interamente nella sfera di azione amministrativa e che garantisce la certezza delle date prefissate per le future revisioni19.

19 L’adeguamento dei requisiti avente decorrenza 2016 (4 mesi ulteriori) è stato adottato, in ottemperanza al dettato normativo, con decreto direttoriale del 16 dicembre 2014, ossia almeno dodici mesi prima della sua entrata in vigore, mentre quello dei coefficienti di trasformazione è stato adottato con decreto direttoriale del 22 giugno 2015. Con la stessa procedura, l’adeguamento dei requisiti avente decorrenza 2019 (5 mesi ulteriori), è stato adottato con decreto direttoriale del 5 dicembre 2017 e quello dei coefficienti di trasformazione con decreto direttoriale del 15 maggio 2018. Da ultimo, con decorrenza 2021, sono stati adottati, con decreto direttoriale del 5 novembre 2019, pubblicato in GU il 14 novembre 2019, l’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento, avente incremento nullo, e, con decreto direttoriale del 1° giugno 2020, pubblicato in GU n.147 dell’11 giugno 2020, quello dei coefficienti di trasformazione.

L’interpretazione della chiarissima norma della Riforma Fornero (art. 24, comma 13) è palesemente errata, anche dal punto di vista semplicemente logico:

«Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo le modalità previste dall'articolo 12 della legge n. 122/2010.»

Non fino al 2019, come, illogicamente, ri-scrive RGS, o dal 2019, come sarebbe stato logico scrivere se la periodicità biennale fosse dovuta decorrere dal 2019, ma successivamente a quelli decorrenti dal 1° gennaio 2019. Vale a dire dal 2022. Come ho già più volte rilevato in passato, lo conferma la stessa relazione tecnica[1], sia a pag. 42 [recte: 38]:

«- il passaggio da una periodicità triennale ad una biennale sia dell’adeguamento dei requisiti agli incrementi della speranza di vita sia dell’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione con riferimento agli adeguamenti e agli aggiornamenti aventi decorrenza successiva a quelli decorrenti dal 1° gennaio 2019;» Relazione tecnica legge 214/2011 (pag. 42; recte: pag. 38) https://democraticieriformisti.files.wordpress.com/2011/12/relazione-tecnica.pdf#page=38

Sia, ancora più chiaramente scrivendo l’aggettivo «triennali» due volte nella stessa frase, a pag. 49:

«per i successivi adeguamenti triennali del 2016 e del 2019 la stima di tali adeguamenti incrementativi triennali è pari a 4 mesi [;] per gli adeguamenti successivi [dal 2022, ndA] opera la nuova periodicità biennale.»

Questa errata interpretazione del Ragioniere Generale dello Stato e della Direttrice Generale Previdenza, nei loro decreti direttoriali (tutti citati nella NADEF, nella nota 19 a pag. 68), riportata in tutte le leggi successive, incluse le Leggi di Bilancio, ha, da ultimo, col decreto direttoriale del 1° giugno 2020 concernente l’adeguamento dei coefficienti di trasformazione, come segnalato da tutti i media, tagliato (ingiustamente e perennemente) gli assegni pensionistici di coloro che sono andati in pensione dal 1° gennaio 2021, anche dei titolari di pensioni basse.

Ma sembra non importare a nessuno. Neppure ai Sindacati, da me da tempo informati, i quali - mi è stato riferito da un giornalista di Repubblica -, conoscerebbero la questione (sospetto grazie alle mie numerose lettere) ma intenderebbero usarla come moneta di scambio nelle future negoziazioni con il Governo. Per non parlare della professoressa Fornero, autrice della norma male interpretata e destinataria di tutte le mie lettere, inclusa la presente, sugli strafalcioni sulle pensioni e l’errata attribuzione a lei, da parte del mondo intero, di norme severe di SACCONI. Il quale è anch’egli sempre silente, anzi è anch’egli propalatore (consapevole), il 14 luglio 2017, stranamente aiutato dall’On. Damiano, attraverso la diffusione di un manifesto ai giornalisti che avevano convocato in una sala del Parlamento, quando erano entrambi presidenti della Commissione Lavoro, rispettivamente del Senato e della Camera, della BUFALA, ormai mondiale, che l’adeguamento alla speranza di vita l’abbia introdotto Fornero.

E questo - l’interpretazione errata di RGS (e di DG Previdenza) - è di nuovo avvenuto nonostante (i) le mie lettere argomentate e provate al di là di ogni ragionevole dubbio; (ii) soprattutto, il sostegno del Quirinale, che, nel marzo 2019, ha trasformato una delle mie lettere (quella del 23.02.2018, cioè quando Ragioniere Generale dello Stato era l’attuale Ministro dell’Economia e delle Finanze, il quale, purtroppo, è stato il primo ad avallare l’interpretazione errata), in un esposto e lo ha trasmesso al Ministero del Lavoro “per l’esame di competenza”; (iii) la mia conseguente interlocuzione con la Direzione Generale Previdenza MinLav (destinataria anche della presente lettera pec), il cui funzionario delegato per la risposta ha peraltro riconosciuto che avevo ragione (“Lei non ha tutti i torti, ma perché nessuno se n’è accorto prima?”), ma la sua lettera di risposta già alla firma è stata bloccata dal suo direttore di Divisione (sic!); e (iv) la mia petizione del giugno 2020 alle Commissioni Lavoro della Camera e del Senato, per averne l’interpretazione autentica delle norme in discorso (decorrenza dell’adeguamento biennale ed esclusione, dal calcolo dell’adeguamento, delle diminuzioni della speranza di vita); ma, a distanza di oltre un anno, non hanno ancora “trovato” una proposta di legge alla quale va obbligatoriamente agganciato l’esame delle petizioni (ma i parlamentari non hanno l’iniziativa legislativa?). 

(RISPARMIO DALLE RIFORME DELLE PENSIONI)

5. Grazie al complessivo processo di riforma avviato nel 2004, la minore incidenza della spesa per pensioni in rapporto al PIL è valutabile in termini cumulati in circa 60 punti percentuali di PIL al 2060.

Infine, rilevo la solita sopravvalutazione di RGS sia della spesa pensionistica, che viene valutata al lordo dei 90-95 mld di voci spurie (soprattutto imposte, oltre 50 mld, poi assistenza e TFR) - posso confermarlo: a me l’INPS paga, dal 2012, la pensione netta… - e del relativo rapporto col PIL, sia del risparmio dalla Riforma Fornero, che è soltanto la settima riforma delle pensioni dal 1992 e certamente non la più severa e incisiva sia in termini di aumento dell’età di pensionamento, sia per il risparmio al 2060. Come è dimostrato facilmente dalla stessa stima di RGS che, in un precedente rapporto (vedi anche, sopra, il punto 1: ha migliorato in modo significativo la sostenibilità del sistema pensionistico nel medio-lungo periodo”), attribuisce alla Riforma Fornero soltanto “circa 21 punti percentuali di PIL[350 miliardi, poi scesi a 280 dopo i successivi provvedimenti di legge]” dei 60 complessivi stimati da RGS al 2060 (1.000 mld) dalle quattro riforme dal 2004 (Maroni, Damiano, SACCONI e Fornero).

E poiché la misura più importante di Maroni, lo “scalone”, fu abolita da Damiano prima che andasse in vigore e le Quote di Damiano sono state abolite da Fornero e comunque avevano determinato un risparmio negativo, ne deriva necessariamente che o il calcolo di RGS è sbagliato o la grandissima parte del residuo risparmio (700 mld) è ascrivibile alla severissima Riforma SACCONI, che né RGS né nessun altro cita mai! Tertium non datur.

Distinti saluti,

V. 

Post Scriptum

Per sapere chi materialmente redige la parte della NADEF relativa alle pensioni, ho ri-ri-ritelefonato alla RGS. Il mio terzo interlocutore (tel. 0647613232) mi ha detto che ha letto le mie lettere e che la mia tesi è errata perché smentita dalla modifica del comma 13 dell’art. 24 della L. 214/2011. Solo insistendo sono riuscito a farmi dire la norma di modifica, che sarebbe la L. 205/2017, art. 1, comma 146 (Governo Gentiloni). L’ho cercata e l’ho letta assieme a lui, ma non sono riuscito a convincerlo che non era affatto una novella (sic!), come sosteneva, confermante che la decorrenza dell’adeguamento biennale era il 2021, ma soltanto l’ennesimo esempio dell’errata interpretazione della norma della Riforma Fornero (art. 24, comma 13) riportata in tutte le leggi, incluse le Leggi di Bilancio. Riporto il comma 146 (che, peraltro, ripete anche l’errata interpretazione di RGS dell’esclusione, dal calcolo, delle diminuzioni della speranza di vita):

b) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Con riferimento agli adeguamenti biennali di cui al primo periodo del presente comma la variazione della speranza di vita relativa al biennio di riferimento e' computata in misura pari alla differenza tra la media dei valori registrati nei singoli anni del biennio medesimo e la media dei valori registrati nei singoli anni del biennio precedente, con esclusione dell'adeguamento decorrente dal 1º  gennaio 2021, in riferimento al quale la variazione della speranza di vita relativa al biennio 2017-2018 e' computata, ai fini dell'adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento, in misura pari alla differenza tra la media dei valori registrati negli anni 2017 e 2018 e il valore registrato nell'anno 2016. Gli adeguamenti biennali di cui al primo periodo del presente comma non possono in ogni caso superare i tre mesi, salvo recupero in sede di adeguamento o di adeguamenti successivi nel caso di incremento della speranza di vita superiore a tre mesi; gli stessi adeguamenti non sono effettuati nel caso di diminuzione della speranza di vita relativa al biennio di riferimento, computata ai sensi del terzo periodo del presente comma, salvo recupero in sede di adeguamento o di adeguamenti successivi».
https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&art.idGruppo=1&art.flagTipoArticolo=0&art.codiceRedazionale=17G00222&art.idArticolo=1&art.idSottoArticolo=1&art.idSottoArticolo1=10&art.dataPubblicazioneGazzetta=2017-12-29&art.progressivo=2#art

 

Lettere precedenti:
 
Lettera al Ragioniere Generale dello Stato sulle sue errate interpretazioni di norme pensionistiche
https://vincesko.blogspot.com/2018/03/lettera-al-ragioniere-generale-dello.html 
 
Lettera n. 2 alla Ragioneria Generale dello Stato sulle sue errate interpretazioni di norme pensionistiche
https://vincesko.blogspot.com/2018/10/lettera-n-2-alla-ragioneria-generale.html
 
Lettera n. 3 al Ragioniere Generale dello Stato e alla Direttrice Generale Previdenza sulla loro errata interpretazione della norma che adegua l’età di pensionamento alla speranza di vita
https://vincesko.blogspot.com/2019/11/lettera-n-3-al-ragioniere-generale.html  
 
Lettera al Ministro Roberto Gualtieri: Le BUFALE di RGS (e di tutti i media) sulla Riforma delle pensioni Fornero
https://vincesko.blogspot.com/2020/02/lettera-al-ministro-roberto-gualtieri.html 
 
Lettera ai Media sulle errate interpretazioni di norme pensionistiche e lo scarso rispetto del Ragioniere Generale dello Stato e della Direttrice Generale Previdenza per la Presidenza della Repubblica e la logica
https://vincesko.blogspot.com/2020/06/lettera-ai-media-sulle-errate.html 

Petizione al Parlamento:

Petizione al Parlamento sulle errate interpretazioni di norme pensionistiche del Ragioniere Generale dello Stato e della Direttrice Generale Previdenza
https://vincesko.blogspot.com/2020/06/petizione-al-parlamento-sulle-errate.html 

 

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http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2874505.html 

 

  



venerdì 17 settembre 2021

Dialogo breve con Marco Rogari del Sole 24 Ore sulla sua BUFALA sulla Riforma Fornero



 

Verso la riforma della previdenza
Pensioni, ecco il bilancio di Quota 100: spesi finora più di 11 miliardi
Dai dati Inps una platea composta per oltre due terzi da uomini, ma nel pubblico impiego a scegliere la pensione anticipata sono state 58.870 donne contro 48.367 uomini. Nella pubblica amministrazione la pensione lorda annua risulta leggermente più alta di quella media di tutti i quotisti
di Marco Rogari
14 settembre 2021

 https://www.ilsole24ore.com/art/pensioni-solo-pa-quota-100-e-donna-spesi-4-miliardi-i-dipendenti-pubblici-AEcNQhi 


·         VIVincesko

·         Martedì 14 settembre 2021 alle 23:09

No. E' la solita falsa notizia che gira da oltre un lustro. Sorprende che la alimenti anche Il Sole 24 Ore, al quale ho scritto il 30.8 scorso. L’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni è stata decisa dalla Riforma delle pensioni SACCONI: tramite la cosiddetta “finestra” di 12 mesi o di 18 per gli autonomi (inclusi 4 mesi in media che erano già stati decisi dalla Riforma delle pensioni Damiano, L. 247/2007), introdotta dalla L. 122/2010, art. 12, commi da 1 a 6, modificata dalla L. 148/2011, art. 1, comma 21, per l’estensione al comparto della scuola e dell’università; e 12 mesi tramite l’adeguamento alla speranza di vita, introdotto dalla L. 102/2009, art. 22-ter, comma 2, modificata sostanzialmente dalla L. 122/2010, art. 12, commi da 12-bis a 12-quinquies, modificata per la decorrenza dal 2013 (quando è effettivamente decorsa) dalla L. 111/2011, art. 18, comma 4. 

Dopo averlo pubblicato, mi sono accorto che avevo sbagliato l’articolo, era l’intervista a Ghiselli. Ma era tardi e ho rimandato al giorno dopo. 

Il giorno dopo, ho trovato la risposta di Marco Rogari.

·         ILIl Sole 24 Ore

·         Mercoledì 15 settembre 2021 alle 11:09

Non mi sembra che nell'articolo si faccia esplicitamente riferimento alla riforma Fornero per la singola soglia di vecchiaia a 67 anni. In ogni caso, si tende sempre a far riferimento alla legge Fornero di fine 2011 perché è l'ultimo intervento organico che è intervenuto su molti dei requisiti per la pensione, come quelli per le uscite di anzianità e per il pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti private, oltre che sull'estensione del metodo di calcolo "pro-rata". Una serie di misure che, come è noto, ha provocato complessivamente un innalzamento dell'età pensionabile. Ripeto: la riforma Fornero è l'ultimo intervento della serie cominciata nel '92 con il primo governo Amato e proseguita nel 1995 con il governo Dini (ministro del lavoro Treu) e negli anni successivi con i governi Prodi e Berlusconi ter (ministro del Lavoro Sacconi). Ma ogni volta non possono essere ricordati tutti in relazione ai singoli aspetti pensionistici toccati.
Marco Rogari
 

Alla quale ho replicato volentieri.

        

  • VI·

  •        ·         Vincesko

·         Mercoledì 15 settembre 2021 alle 13:09

Chiedo scusa, ho sbagliato l'articolo, intendevo commentare la Sua intervista del 9 settembre 2021 (che è partita a fianco in automatico https://www.ilsole24ore.com/art/ape-strutturale-il-quota-100-ma-maggioranza-chiede-piu-AEP8jeh) al responsabile Previdenza della CGIL Ghiselli (anche lui destinatario delle mie decine di lettere “circolari”, oltre che di una mia telefonata in diretta su Radio 1, e stranamente, assieme ai leader della CGIL, uno dei diffusori sistematici delle notizie false sulla Riforma delle pensioni Fornero, alle quali attribuisce le misure della severa Riforma SACCONI, contro la quale (in effetti contro le pesanti e inique manovre finanziarie del Governo Berlusconi che la contenevano) la CGIL fu l’unico sindacato a fare due scioperi generali). Lei, sia nella presentazione dell'intervista, sia in una delle domande a Ghiselli, che non ha obiettato nulla, ha affermato che l'età di pensionamento a 67 anni è stata decisa dalla Riforma Fornero, che - come Le ho scritto nella ennesima mia lettera "circolare" del 30.08.2021 ai media -, è una BUFALA ormai mondiale anche per colpa dei media italiani, incluso purtroppo Il Sole 24 Ore (v. le mie decine di lettere dal 2015, una delle quali era linkata in calce alla mia lettera del 30.8, anche a Davide Colombo), che io contrasto da solo da 9 anni, da ultimo con un libro-pamphlet.
Come ho scritto ripetutamente, anche nella lettera linkata del 2020, la Riforma Fornero è soltanto la settima e ultima riforma delle pensioni dal 1992 e NON la più severa e incisiva (v. anche il risparmio stimato da RGS); lo è diventata perché – grosso modo dal 2013-14 -, le vengono attribuite erroneamente da (quasi) TUTTI, inclusi i docenti di Lavoro e Previdenza, anche misure severe della Riforma Sacconi (e di Dini), tra cui in particolare l’età di pensionamento a 67 anni e l’adeguamento dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita.
In conclusione, mi aspetto che Lei, in futuro, vorrà informare i lettori italiani e internazionali che, dopo la scadenza di Quota 100, si scongiurerà il ritorno alla… SACCONI (nome sul quale da sette anni avete TUTTI decretato una sorta di damnatio memoriae).

  

Post collegato: 

Lettera al Corriere della Sera, a Repubblica e al Sole 24 Ore sulla loro ennesima BUFALA sulla Riforma delle pensioni Fornero
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2874170.html
https://vincesko.blogspot.com/2021/09/lettera-al-corriere-della-sera.html

  

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http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2874295.html 

 

 


mercoledì 15 settembre 2021

Lettera a Leonardo Colmegna del Corriere della Sera sulla sua falsa notizia sulla Riforma delle pensioni Fornero

 


Pubblico la lettera che ho inviato, l’11.9 scorso, a Leonardo Colmegna del Corriere della Sera, sulla sua falsa notizia sulla Riforma delle pensioni Fornero. Ho scritto “falsa notizia” e non “notizia falsa”, cioè intenzionale, ma francamente non so dire se avesse letto la mia lettera del 30 agosto 2021, allegata qui, o una delle tante precedenti.


Lettera a Leonardo Colmegna del Corriere della Sera sulla sua falsa notizia sulla Riforma delle pensioni Fornero.
Da: v
11/9/2021 17:55
A  lcolmegna@corriere.it,   lcolmegna@rcs.it     e altri 48

 

ALLA C.A. DI LEONARDO COLMEGNA

P.C. DIRETTORE E CAPOREDAZIONE ECONOMIA

 

Egr. Dott. Colmegna,

Traggo dal Suo articolo di ieri Pensioni, in vista un’altra riforma? Tutte le strade per lasciare il lavoro in anticipo di Leonardo Colmegna |10 settembre 2021 https://www.corriere.it/economia/pensioni/cards/pensioni-vista-un-altra-riforma-tutte-strade-lasciare-lavoro-anticipo/opzioni-tavolo_principale.shtml

Non solo la Lega, ma pure i sindacati tuonano contro il ritorno ‘tout court’ alla legge Fornero (niente pensione prima dei 67 anni), invocando nuove forme di flessibilità.

Legge Fornero? No, è una BUFALA gigantesca, ormai mondiale, per colpa anche – ma non solo - dei media e dei sindacati italiani. Poiché né il direttore, né il caporedattore Economia, destinatari delle mie decine di lettere circolari (questa è l’ultima: Lettera al Corriere della Sera, a Repubblica e al Sole 24 Ore sulla loro ennesima BUFALA sulla Riforma delle pensioni Fornero https://vincesko.blogspot.com/2021/09/lettera-al-corriere-della-sera.html), non ritengono loro dovere non continuare a diffondere fake news, trasmettendole almeno ai giornalisti che scrivono di pensioni, provvedo io di nuovo.

In primo luogo, mi permetto di osservare che non è la legge ma la Riforma (delle pensioni) Fornero, emanata con l’art. 24 della L. 214/2011, che ha convertito il DL 201/2011 c.d. Salva-Italia, appellativo peraltro reboante e infedele (cfr. le mie decine di lettere “circolari” sulle manovre finanziarie della XVI legislatura).

In secondo luogo, come ho scritto nella lettera allegata, “l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni è stata decisa dalla Riforma delle pensioni Sacconi: tramite la cosiddetta “finestra” di 12 mesi o di 18 per gli autonomi (inclusi 4 mesi in media che erano già stati decisi dalla Riforma delle pensioni Damiano, L. 247/2007), introdotta dalla L. 122/2010, art. 12, commi da 1 a 6, modificata dalla L. 148/2011, art. 1, comma 21, per l’estensione al comparto della scuola e dell’università; e 12 mesi tramite l’adeguamento alla speranza di vita, introdotto dalla L. 102/2009, art. 22-ter, comma 2, modificata sostanzialmente dalla L. 122/2010, art. 12, commi da 12-bis a 12-quinquies, modificata per la decorrenza dal 2013 (quando è effettivamente decorsa) dalla L. 111/2011, art. 18, comma 4.”.

Mi fermo qua, rinviando per le altre osservazioni alla predetta lettera allegata sopra.

Cordiali saluti,

V.

 

PS: Nota per la segreteria del direttore del Corriere della Sera: ho ricostruito l’indirizzo email di Leonardo Colmegna; se non è corretto, prego di inoltrargli la presente lettera, grazie.

 

lcolmegna@corriere.it, lcolmegna@rcs.it
P.C. lfontana@corriere.it, nsaldutti@corriere.it, segretdir@rcs.it, m.molinari@repubblica.it, f.manacorda@repubblica.it, fabio.tamburini@ilsole24ore.com, alberto.grassani@ilsole24ore.com,
segreteriaministro@lavoro.gov.it, com_lavoro@camera.it, comm11a@senato.it, maurizio.sacconi@senato.it, damiano_c@camera.it, elsa.fornero@unito.it, segreteria.landini@cgil.it, nazionale@spi.cgil.it, segreteria.generale@cisl.it, segreteriagenerale@uil.it, segreteria.ghiselli@cgil.it, previdenza.sanita.pa.mezzogiorno@cisl.it, fiscoprevidenza@uil.it, seg.direttore@ansa.it, segreteria.redazione@adnkronos.com, dir@agi.it, segreteria@askanews.it, segreteria.direzione@dire.it, massimo.giannini@lastampa.it, segreteria.direttore@ilmessaggero.it, pmagnaschi@class.it, edebiasi@class.it, segreteria@ilfattoquotidiano.it, direzione@quotidiano.net, online@ilcarlino.net, online@lanazione.net, online@ilgiorno.net, segreteria@iltempo.it, lettere@avvenire.it, direzione.politica@ilmattino.it, segreteria@ilgiornale.it, lettere@ilmanifesto.it, segreteria@ilsecoloxix.it, mattia.feltri@huffingtonpost.it, cerasa@ilfoglio.it, christian.rocca@linkiesta.it, sofri@ilpost.it, direzione@affaritaliani.it, direzione@liberoquotidiano.it, redazione@laverita.info, info@quotidianodelsud.it
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venerdì 3 settembre 2021

Lettera al Corriere della Sera, a Repubblica e al Sole 24 Ore sulla loro ennesima BUFALA sulla Riforma delle pensioni Fornero

 


Pubblico la lettera che, interrompendo una pausa di oltre un anno, ho inviato ai tre principali giornali nel loro settore (ma è comune a tutti i media) sull’ennesima notizia falsa sulla Riforma delle pensioni Fornero, alla quale essi continuano ad attribuire, nonostante le mie decine di segnalazioni, anche le misure varate dalla severa Riforma Sacconi. Perché lo fanno? Al solito l’ho trasmessa anche a Fornero, Sacconi e Damiano. La prof.ssa Fornero mi ha risposto (è la seconda volta), per ribadire il suo punto di vista e ringraziarmi. Ho replicato ribadendo il mio, che è basato rigorosamente sulle prove documentali ed è diverso dal suo, e reinvitandola a contrastare seriamente e decisamente queste notizie false sulla sua riforma, che le causano da oltre un lustro minacce e maledizioni (che, a stretto rigore - ovviamente si fa per dire -, andrebbero rivolte al senatore Sacconi). E mi sono anche permesso di suggerirle come contrastarle.

 

Da v
30/8/2021 11:42
A  lfontana@corriere.it,   nsaldutti@corriere.it     e altri 48

 

-         Il Corriere della Sera

-         La Repubblica

-         Il Sole 24 Ore

p.c. ministro Lavoro, parlamentari, media, sindacati, Prof.ssa Elsa Fornero, Sen. Maurizio Sacconi, On. Cesare Damiano

 

Oggetto: Lettera al Corriere della Sera, a Repubblica e al Sole 24 Ore sulla loro ennesima BUFALA sulla Riforma delle pensioni Fornero.

Debbo purtroppo rilevare l’ennesima BUFALA del Corriere della Sera, di Repubblica e del Sole 24 Ore (e di tutti gli altri media) sulla Riforma delle pensioni Fornero.

Come Vi ho già segnalato decine di volte, l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni è stata decisa dalla Riforma delle pensioni Sacconi: tramite la cosiddetta “finestra” di 12 mesi o di 18 per gli autonomi (inclusi 4 mesi in media che erano già stati decisi dalla Riforma delle pensioni Damiano, L. 247/2007), introdotta dalla L. 122/2010, art. 12, commi da 1 a 6, modificata dalla L. 148/2011, art. 1, comma 21, per l’estensione al comparto della scuola e dell’università; e 12 mesi tramite l’adeguamento alla speranza di vita, introdotto dalla L. 102/2009, art. 22-ter, comma 2, modificata sostanzialmente dalla L. 122/2010, art. 12, commi da 12-bis a 12-quinquies, modificata per la decorrenza dal 2013 (quando è effettivamente decorsa) dalla L. 111/2011, art. 18, comma 4.

La Riforma Sacconi ha anche deciso, quasi senza gradualità, l’allineamento ai dipendenti pubblici maschi dell’età di pensionamento di vecchiaia da 60 a 65 anni delle dipendenti pubbliche (L. 102/2009, art. 22-ter, comma 1, modificata dalla L. 122/2010, art. 12, comma 12-sexies). Più “finestra” di 12 mesi e adeguamento alla speranza di vita (12 mesi al 2019).

Evidenzio anche, ancora una volta, che la Riforma Fornero:

- non ha quasi toccato la pensione di vecchiaia, se non per l’accelerazione dell’allineamento graduale a 65 anni entro il 2018 delle donne del settore privato (dipendenti e autonome) e per la riduzione di 6 mesi (da 18 a 12 mesi) della “finestra” per gli autonomi, allineandoli a tutti gli altri (L. 214/2011, art. 24, comma 6); e

- con il comma 5 della L. 214/2011, art. 24, ha opportunamente abolito la “finestra” di 12 o 18 mesi e contestualmente (rispettivamente con il comma 6, lettere c e d, e con il comma 10) ha aumentato l’età base di vecchiaia e di anzianità (ora denominata “anticipata”) di 1 anno (rispettivamente da 65 a 66 e da 40 a 41), ma solo formalmente e senza evidenziarne il legame, così da un lato si è intestata entrambe le misure e dall’altro ha indotto in errore tutti, inclusi – strano ma vero – i docenti di Lavoro e Previdenza.

Poi, contraddittoriamente, si è lamentata nel suo libro che l’aumento dell’età di pensionamento (a 66 anni per la pensione di vecchiaia e a 41 anni e 3 mesi per la pensione anticipata, in realtà decisi da SACCONI) le venisse erroneamente imputato. O, per l’errata attribuzione a lei dell’adeguamento all’aspettativa di vita, per quanto mi consta, soltanto nelle sue interviste alla piccola emittente Radio Monte Carlo (https://www.radiomontecarlo.net/audio/claudio-micalizio/240920/elsa-fornero-docente-di-economia-politica-alluniversita-di-torino-la-riforma-delle-pensioni.html) e a Radio1-Zapping (https://www.raiplayradio.it/audio/2018/06/ZAPPING-RADIO1-del-22062018-9ac8611a-dca7-42b3-a048-0dfe45bc156f.html).

Continuo a chiedermi perché la professoressa Fornero, pur presente assiduamente sui media nazionali e consapevole della sua gravità ed estensione, ometta di contrastare seriamente e sistematicamente (cosa che, come ella sa, faccio io, da solo, da 9 anni) la grandissima BUFALA, ormai divenuta mondiale, sulle pensioni italiane e sulla sua riforma in particolare, rendendo a Sacconi tutto ciò che fu, con oggettiva spietatezza (inclusi, tra gli altri, 10.000 esodati, anch’essi attribuiti a Fornero, e altre varie decine di migliaia di pensionandi inattivi e perciò ultrasessantenni affatto privi di reddito), deciso da Sacconi; oltre che, qualche anno prima, da Dini, per l’introduzione del metodo contributivo, che ella ha soltanto esteso, pro-rata dall’1.01.2012, a coloro - relativamente pochi e anziani e ora (2021) già tutti in pensione - che nel 1995 ne erano stati esclusi.

Tuttora, peraltro, nonostante la mia assidua opera di CONTROINFORMAZIONE, anche per mezzo di un centinaio di lettere “circolari” inviate a migliaia di destinatari, che per colpa soprattutto dei media (in particolare dei direttori, dei capiredazione Economia e dei giornalisti economici) si sta rivelando una vera fatica di Sisifo, pochissimi sanno che la spietatezza del Governo Berlusconi-Tremonti-Sacconi, assecondata da Confindustria, CISL e UIL, nel suo mastodontico aggiustamento molto iniquo dei conti pubblici del 2010 e 2011 (oltre 200 mld cumulati, contro i 63 appena di Monti, molto più equi), non interessò soltanto le pensioni e i pensionandi ma anche milioni di altri individui, appartenenti quasi tutti ai ceti medio e popolare, inclusi perfino i poveri (a partire dal 2008, furono quasi azzerati dal ministro Tremonti i relativi fondi sociali).

Ma poi la colpa di tutto, da un decennio, è stata impropriamente addossata - consapevolmente da pochi del centrodestra, oltre che da CISL e UIL, e inconsapevolmente da tutti gli altri 60 milioni di Italiani, inclusi la CGIL e man mano i media (sedicenti fieri avversari delle fake news) con colpevole ostinazione degna di miglior causa, e poi all’estero - sui “cattivissimi” Monti e Fornero, che purtroppo diedero e danno una mano con le loro millanterie e reticenze, come è dimostrato per tabulas dai documenti, dagli articoli di giornale e dai dossier delle leggi del Servizio Studi del Parlamento. 

1) Pensioni, cosa succede dopo Quota 100? Le opzioni per lasciare il lavoro (e le riforme in arrivo)

Di Redazione Economia | 3 agosto 2021

Pensione di vecchiaia

Partiamo dalla pensione «classica». L’uscita principale stabilita dalla Riforma Fornero è quella della pensione di vecchiaia che richiede, fino al 2022, 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi, sommati anche presso più gestioni INPA e Casse professionali, grazie al cumulo contributivo.

https://www.corriere.it/economia/pensioni/cards/pensioni-cosa-succede-quota-100-opzioni-lasciare-lavoro-riforme-arrivo/gli-effetti-quota-100-opzioni-lasciare-lavoro_principale.shtml

 

2) Senza correttivi dal primo gennaio si torna alla Fornero. Salvini: “Usiamo i soldi del reddito di cittadinanza”. Il rilancio dei sindacati: lasciare una finestra aperta per chi ha maturato almeno 41 anni di contributi

di Valentina Conte - 29 AGOSTO 2021

ROMA – Il dopo Quota 100 somiglia già a un tagliando per il governo Draghi. Se non si interviene, dal primo gennaio 2022 si torna alla legge Fornero, con un salto di cinque anni dai 62 ai 67 – per andare in pensione.

https://www.repubblica.it/economia/2021/08/29/news/governo_parte_il_cantiere_pensioni_la_lega_avvisa_draghi_su_quota_100-315691769/

 

3) La riforma della previdenza

Pensioni: nella maggioranza prende quota l’Ape sociale, no al ritorno alla Fornero

In attesa della ripresa del confronto tra governo e sindacati sul dopo Quota 100, i partiti cominciano a definire le loro posizioni e, pur premendo per nuove Quote, guardano all'attuale cassetta degli “attrezzi previdenziali”

di Marco Rogari - 25 agosto 2021

https://www.ilsole24ore.com/art/pensioni-maggioranza-prende-quota-l-ape-e-cresce-no-ritorno-secco-fornero-AEhuOfe

Spero, ma francamente non molto, che vogliate in futuro evitare di alimentare la DISINFORMAZIONE mondiale sulla Riforma delle pensioni Fornero.

Intanto, Vi invito a sostenere la mia petizione al Parlamento contro l’errata interpretazione di norme pensionistiche da parte del Ragioniere Generale dello Stato e della Direttrice Generale Previdenza, che comporta un taglio ingiusto degli assegni pensionistici a coloro che sono andati in pensione dall’1.01.2021, e poi ai futuri pensionati (inclusi Voi che leggete, io sono già in pensione).

Petizione al Parlamento sulle errate interpretazioni di norme pensionistiche del Ragioniere Generale dello Stato e della Direttrice Generale Previdenza
https://vincesko.blogspot.com/2020/06/petizione-al-parlamento-sulle-errate.html

Cordiali saluti,

V.

 

PS: Potete trovare, oltre che sul resto dei principali provvedimenti anti-crisi della XVI legislatura, l’intera analisi sulle riforme delle pensioni SACCONI e Fornero e sulla natura e le probabili cause dei fraintendimenti circa gli autori e l’entità dei rispettivi provvedimenti legislativi nel mio saggio LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO [che è una miniera di dati sulla importante XVI legislatura, Governi Berlusconi e Monti, oltre che di prove documentali nelle sue 480 note].

 

Documenti collegati (fra i tanti):

Lettera: Le BUFALE del Corriere della Sera (e di tutti i media) sulla Riforma delle pensioni Fornero _28-01-2020
https://vincesko.blogspot.com/2020/01/lettera-le-bufale-del-corriere-della.html 

Lettera: Le BUFALE del Sole 24 Ore (e di tutti i media) sulla Riforma delle pensioni Fornero_20-01-2020
https://vincesko.blogspot.com/2020/01/lettera-le-bufale-del-sole-24-ore-e-di.html 

Pensioni, dopo una mia lettera Repubblica rettifica una notizia falsa che circola sui media da sei anni_04-11-2017
http://vincesko.blogspot.com/2017/11/pensioni-dopo-una-mia-lettera.html

 

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Post e articolo collegati:
 
Lettera ad Antonio Signorini e Gian Maria De Francesco de Il Giornale sulle loro fake news sulle pensioni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2862456.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2018/06/lettera-ad-antonio-signorini-e-gian.html 
Ivi l’intervista di Elsa Fornero a Radio Monte Carlo e il mio severo commento critico.

Lettera n. 2 a Valentina Conte di “Repubblica” sulle sue notizie false sulle pensioni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2864666.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2018/12/lettera-n-2-valentina-conte-di.html  

La sfida della Fornero: "Tanto fango su di me, ma gli imbroglia-popoli come Salvini non vinceranno mai”
"Con me ha usato un linguaggio più brutto del solito. Ma i grillini sono animati da passione sincera". Il lungo sfogo dell’ex ministro assediata sotto casa, quattro anni dopo la sua riforma delle pensioni. “Insulti e minacce”
- 02 APRILE 2016
http://www.repubblica.it/economia/2016/04/02/news/la_sfida_della_fornero_tanto_fango_su_di_me_ma_gli_imbroglia-popoli_come_salvini_non_vinceranno_mai_-136727604/


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giovedì 22 luglio 2021

La BCE continua il suo lento percorso di revisione delle proprie regole di politica monetaria neoliberiste e monetariste

 


Segnalo il documento diffuso in data odierna dalla Banca d’Italia “Dichiarazione sulla strategia di politica monetaria della BCE”.

Da esso si possono trarre tre importanti osservazioni, oltre a quella che la BCE, a partire dal 2015, continua il suo lento percorso di revisione delle proprie regole di politica monetaria neoliberiste e monetariste.

i) Viene confermato che la BCE non ha un unico obiettivo, la stabilità dei prezzi, come pensano quasi tutti, per colpa principale della stessa BCE e del suo allora presidente Mario Draghi, ma due obiettivi. Il secondo è rappresentato, in definitiva, dalla piena occupazione e dal progresso sociale, che costituiscono il nocciolo della missione dell’Unione Europea, fissata dal fondamentale art. 3 del TUE.

ii) L’obiettivo di inflazione a medio termine per l’Eurozona (finora, “sotto ma vicino al 2%”, vale a dire 1,7-1,8%) viene elevato al 2%.

iii) Infine, viene stabilita la regola della simmetria, per cui si interverrà in caso di scostamenti dall’obiettivo d’inflazione sia positivi che negativi.

 

2.    2.      La strategia di politica monetaria della BCE è ispirata e vincolata dal mandato conferitole dal Trattato sull'Unione europea e dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. L'obiettivo primario della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi nell'area dell'euro. Fatto salvo tale obiettivo, l'Eurosistema sostiene le politiche economiche generali nell'UE al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea. Questi obiettivi includono una crescita economica equilibrata, un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. L'Eurosistema inoltre contribuisce a una buona conduzione delle politiche perseguite dalle autorità competenti per quanto riguarda la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e la stabilità del sistema finanziario.

5.     5.      Il Consiglio direttivo ritiene che il miglior modo per mantenere la stabilità dei prezzi sia perseguire un livello dell'inflazione del 2% a medio termine. Il Consiglio direttivo persegue tale obiettivo in modo simmetrico. La simmetria implica che scostamenti negativi e positivi da questo obiettivo siano considerati ugualmente inopportuni. L'obiettivo di inflazione del 2% offre un chiaro ancoraggio per le aspettative di inflazione, che è essenziale per mantenere la stabilità dei prezzi.  


Articolo e post collegati:

La resipiscenza tardiva del Governatore Ignazio Visco sugli obiettivi della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2871353.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2020/12/la-resipiscenza-tardiva-del-governatore.html

Nel Direttivo della Bce tornano a volare i falchi dell'austerity: segnale d'allarme per Roma
25 luglio 2021
https://www.iltempo.it/economia/2021/07/25/news/falchi-austerity-direttivo-banca-centrale-europea-allarme-italia-germania-tassi-inflazione-28097233/


Post su Draghi e la BCE 

Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/lo-schiaffo-benvenuto-di-draghi-alla.html 

Quesito aperto a Mario Draghi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2815556.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/quesito-aperto-mario-draghi.html
 
Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816710.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/mario-draghi-dottor-jekyll-e-signor-hyde.html
 
Draghi e l’obiettivo dell’inflazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819224.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/draghi-e-lobiettivo-dellinflazione.html
 
Draghi, incongruenze o misfatti?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2822406.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/draghi-incongruenze-o-misfatti.html
 
Mario Draghi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823764.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/mario-draghi.html
 
Mario Draghi e Jens Weidmann
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825389.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/mario-draghi-e-jens-weidmann.html
 
Mario Draghi confessa che la BCE vìola il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2831066.html   oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/mario-draghi-confessa-che-la-bce-viola.html

Il bino Draghi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2872228.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2021/02/il-bino-draghi.html

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Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/dialogo-tra-il-prof-paolo-pini-e-me-sui.html
 
Appelli o minacce forti?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820604.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/appelli-o-minacce-forti.html
 
Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820833.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/dialogo-sui-poteri-gli-obiettivi-e-le.html
 
BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo Clericetti)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821145.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/bce-il-re-e-nudo-dialogo-con-carlo.html 
 
Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html
 
QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2822739.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/qe-gli-obiettivi-ed-i-poteri-della-bce.html
 
Ancora sugli errori dei professori di Economia circa i poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824814.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/ancora-sugli-errori-dei-professori-di.html
 
Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825230.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/chi-non-conosce-lo-statuto-della-bce.html
 
Dialogo acceso tra Quarantotto (Luciano Barra Caracciolo) e me sui poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825594.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-acceso-tra-quarantotto-luciano.html
 
Dialogo con Vincenzo Comito sulla BCE, Draghi, Weidmann e il QE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826584.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-con-vincenzo-comito-sulla-bce.html
 
Quantitative easing e uscita dalla crisi economica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826693.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/quantitative-easing-e-uscita-dalla.html
 
Dialogo (botta e risposta) sulla Grecia e la BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2827251.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-botta-e-risposta-sulla-grecia-e.html
 
La BCE a trazione tedesca le spara grosse
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829649.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/la-bce-trazione-tedesca-le-spara-grosse.html
 
Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2837437.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/09/sono-lue-e-la-bce-non-rispettare-i.html
 
Risposta della BCE alla petizione sulla BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2845626.html  oppure
http://vincesko.blogspot.com/2016/04/risposta-della-bce-alla-petizione-sulla.html
 
Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2845674.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2016/04/replica-alla-risposta-della-bce-alla.html  

Sudditi dell’UE e della BCE o cittadini sovrani?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2850893.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2016/10/sudditi-dellue-e-della-bce-o-cittadini.html 


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http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2873780.html