martedì 20 febbraio 2018

Lettera a Sergio Luciano de Il Sussidiario sulle sue fake news sulle pensioni




Pubblico la lettera che ho inviato lo scorso 15 febbraio a Sergio Luciano, del giornale on-line Il Sussidiariodopo aver letto un suo articolo con varie fake news sulle pensioni. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.

Lettera a Sergio Luciano su alcune sue fake news sulle pensioni
Da: v
15/2/2018 15:51
A:  segreteria.redazione@ilsussidiario.net,    segreteria.direzione@ilsussidiario.net,    sala@ilsussidiario.net   CC direttore@ilsussidiario.net  

ALLA C.A. DEL DOTT. SERGIO LUCIANO
P.C. DIRETTORE E CAPOREDATTORE

Egr. Dott. Luciano,
Premesso che faccio controinformazione sulle pensioni da sei anni, mi spiace rilevare che Lei ha inanellato una serie di notizie false-fake news nel Suo articolo “LEGGE FORNERO/ Il “dilemma pensioni” ignorato da tutti i partiti
Ne faccio un’analisi puntuale.

Citazione1: “dando dei bugiardi sia a Silvio Berlusconi che a Matteo Salvini e Giorgia Meloni”.
Il bugiardo lo meritano tutto, soprattutto Salvini,[1] con l’ausilio saltuario della Meloni,[2] ma non soltanto perché vogliono abolire la riforma Fornero, bensì anche perché fanno una cortina fumogena per nascondere la ben più severa riforma SACCONI, che essi votarono nel 2010 e 2011, della quale attribuiscono furbescamente misure severe alla riforma Fornero, in particolare l’adeguamento automatico dell’età di pensionamento alla speranza di vita.[3]

Citazione2: “i risparmi resi possibili dalla legge Fornero, dal 2012 (anno di entrata in vigore) al 2060, sono di circa 350 miliardi di euro a valori correnti, pari a complessivi 21 punti di Pil”.
Il risparmio della riforma Fornero (con tutte le riserve del caso connesse sia all’interpretazione delle norme – vedi la modifica della decorrenza della periodicità da triennale a biennale dell’adeguamento automatico, L. 214/2011, art. 24, comma 13 -, sia alla possibile commistione tra di esse) è solo un terzo del risparmio complessivo dalle quattro riforme dal 2004, stimato da RGS in 60 punti di Pil al 2060, pari a 1.000 mld.[4] Inoltre, vanno detratte le cifre già stanziate dal 2012 per le salvaguardie degli esodati e per altre misure, per cui l’importo residuo scende a 280 mld. Infine, vedasi anche citazione5.

Citazione3: Ricordiamoci una cosa: il governo Monti verrà ricordato essenzialmente per la legge Fornero, l'unica parte delle raccomandazioni europee spedite nell'estate del 2011 dalla Commissione europea a Roma a essere stata "eseguita". [...] L'unica ragione per la quale l'algido Monti riuscì sia pure male e lentamente a compiere la missione che gli era stata affidata, e cioè chiudere il famoso spread tra il rendimento dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, è che fece la riforma Fornero.”.
Fake news triplice. (i) Nell’estate del 2011 c’era ancora il Governo Berlusconi; (ii) le “raccomandazioni” (UE e BCE) furono quasi tutte eseguite dal Governo Berlusconi, tranne, in materia previdenziale, l’abolizione delle pensioni di anzianità e l’allineamento delle donne del settore privato a tutti gli altri, a causa del veto di Bossi; e (iii) durante il Governo Monti (la cui bussola e programma era la lettera del 5.8.2011 della BCE), dopo un iniziale calo, lo spread riprese a crescere, fino al risolutivo “whatever it takes” di Draghi del luglio 2012.
Ma il discorso è lungo e complesso. In questo documento di 18 pagine[5] ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura, con notizie e nessi forse sorprendenti (anche sulle pensioni, in merito alle quali l’errore dei 67 anni entro il 2026 anziché 2021, riportato dall’ANSA e da tutti i media, ebbe un’influenza importante sulla sorte del governo Berlusconi), contro le bufale sul governo Berlusconi e il governo Monti propalate da sette anni, che hanno fatto quasi 60 milioni di vittime.

Citazione4: “Che sarebbe stata una riforma travagliata lo si capì sin dalla grottesca conferenza stampa nella quale la ministro del Lavoro Elsa Fornero - peraltro brava persona e brava economista - fu però così stressata dal contesto da scoppiare in lacrime”.
La professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice[6] (vedi appresso) e l’Italia il Paese del melodramma. Questo, assieme alla formulazione, che inclina talvolta al plagio (vedi, ad esempio, l'aumento di un anno dell'età di pensionamento, compensata dall'abolizione della “finestra” Damiano-SACCONI, senza però esplicitarlo), del testo della legge (L. 214/2011, art. 24), alla sovraesposizione mediatica successiva della professoressa Fornero, che non ha mai rinviato i millanta intervistatori ai veri autori delle norme che le venivano indebitamente attribuite, alla DISINFORMAZIONE della potentissima propaganda berlusconiana e del centrodestra, con l’ausilio di noti esperti, e alla memoria corta dei giornalisti,[7] ha fatto sì che la riforma Fornero fagocitasse le sei precedenti riforme dal 1992, inclusa la ben più severa riforma SACCONI (2010 e 2011), e fosse travisata e sopravvalutata nell’opinione generale nazionale ed estera.

Citazione5: “Per dare qualche dato essenziale basti pensare che la riforma realizza un taglio della spesa per le pensioni in rapporto al Pil che prosegue per ben tre decenni, dal 2012 in poi. Nel 2020 il solo effetto della Fornero si calcola possa incidere l'1,4% del Pil, il che significherebbe, se il prodotto restasse invariato, circa 22 miliardi”.
(i) L’effetto della riforma Fornero arriva fino al 2045; quello della riforma SACCONI arriva al 2060. (ii) I circa 22 mld includono 5 mld di blocco della perequazione, dichiarato incostituzionale; peraltro, il blocco della perequazione recato dalla L. 214/2011, art. 24 (Fornero), che riguardava le pensioni superiori a 3 volte il minimo, è stato giudicato incostituzionale con la sentenza n. 70/2015; e aveva abrogato un analogo provvedimento di blocco della perequazione recato dal DL 98/2011 (L. 111/2011) del governo Berlusconi-Sacconi, meno severo, poiché il blocco riguardava le pensioni superiori a 5 volte il minimo, che forse avrebbe superato il vaglio della Corte Cost., com’era successo in passato per provvedimenti analoghi.

Citazione6: “La gente comune, che giustamente non si occupa di politica previdenziale, non sa - oltretutto - che la riforma Fornero inasprì ma non inventò una serie di innovazioni normative che erano state introdotte nel 2010 dalla precedente riforma, quella fatta da Roberto Maroni e Maurizio Sacconi, ministro e sottosegretario del centrodestra”.
E' corretta e opportuna la prima parte, ma anche Lei, purtroppo, non rammenta che Maroni fu ministro del Lavoro nel 2004, e nel 2010 è ministro dell’Interno; nel 2010, è Sacconi il ministro del Lavoro.[8]

Citazione7: “La Fornero ha però anche introdotto un nuovo regime delle quote, ossia di quel numerino che rappresenta la somma tra l'età anagrafica e l'anzianità lavorativa che determina il diritto ad andare in pensione d'anzianità”.
Le “quote” (somma di età anagrafica e anzianità contributiva) sono state abolite dal 2012 dalla riforma Fornero. I due modi ordinari di pensionamento sono (i) la pensione di vecchiaia e (ii) la pensione anticipata (ex anzianità).

Citazione8: “Dopo la Fornero per andare in pensione anticipata servono 42 anni e 10 mesi di contributi (per le donne uno in meno), che dal 2019 saliranno a 43 anni e tre mesi”.
E’ opportuno puntualizzare che dei 3 anni e 3 mesi in più degli uomini rispetto al 2010, quasi 2 anni sono di Sacconi, 4 mesi in media di Damiano (L. 247/2007) e soltanto 1 anno di Fornero [rectius: 1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 2 anni sono di Fornero o 1 anno e 6 mesi relativamente agli autonomi]; dei 2 anni e 3 mesi in più delle donne rispetto al 2010, quasi 2 anni sono di SACCONI, 4 mesi in media di Damiano e zero di Fornero [rectius: 1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 1 anno o 6 mesi sono di Fornero].
Dei 67 anni di vecchiaia nel 2019, degli uomini e delle donne del settore pubblico, i 2 anni in più sono di SACCONI, tranne 4 mesi in media di Damiano, zero di Fornero. Dei 67 anni delle donne del settore privato, la riforma Fornero ha solo accelerato gradualmente entro il 2018 l’allineamento a 65 anni a tutti gli altri, già previsto entro il 2026 (2023, includendo l’adeguamento automatico) da SACCONI, ma comunque i 2 anni in più sono di SACCONI, tranne 4 mesi in media di Damiano.

Citazione9: “Secondo Stefano Scarpetta, Direttore del dipartimento occupazione, lavori e affari sociali dell'Ocse?, intervistato dall'Agi pochi giorni fa, il vero punto debole della riforma Fornero è che, se ha messo i conti in sicurezza, ha posto le premesse per un grave problema di inadeguatezza delle pensioni”.
Anche l’OCSE, come Eurostat, UPB e talvolta INPS, (i) ignora l’esistenza della riforma SACCONI, semplicemente chiamandola Fornero;[9][7]; (ii) logica strana: se la riforma Fornero dà un risparmio solo di 1/3 del totale, i conti pensionistici sono stati messi in sicurezza molto di più dai residui 2/3, la cui quota prevalente è della riforma SACCONI, anche se quasi nessuno la cita e l’RGS non lo scrive.  

Citazione10: “Ecco: lavorare fino a settant'anni e ritrovarsi una pensione da fame.
(i) L’età di pensionamento a 67 anni e poi via via a 70 anni e oltre è frutto della riforma SACCONI, in particolare dell’adeguamento automatico introdotto, con un richiamo al DL 78/2009, che l'aveva già previsto, dalla L. 122/2010, art. 12, comma 12bis. Il metodo contributivo – come correttamente ha scritto Lei - è stato introdotto dalla riforma Dini del 1995; la riforma Fornero lo ha soltanto esteso a coloro che ne erano esclusi, vale a dire coloro che al 31.12.1995 avevano già almeno 18 anni di contributi, quindi tutti relativamente anziani. La riforma Fornero ha solo un po’ aggravato (importo minimo dell’assegno pensionistico) le condizioni per poter accedere alla pensione prima dei 70 anni, ma, per contro, ha anche reintrodotto un po’ di flessibilità, prevista in maniera strutturale e significativa dalla riforma Dini, ma abolita dalla riforma Maroni nel 2004.

Spero di esserLe stato utile e che voglia contribuire in futuro a chiarire gli autori delle norme pensionistiche, in particolare SACCONI.
Cordiali saluti
V.

PS: Ritengo doveroso informarLa che pubblicherò questa mia lettera e la Sua eventuale risposta nel mio blog.

________________________

Note:
[1] Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero
[2] Lettera all'On. Giorgia Meloni sulle pensioni: propaganda o truffa politico-elettorale?
[4] Questo articolo mi è stato chiesto da un sito, dopo una mia segnalazione rettificativa (il titolo e alcune piccole modifiche sono redazionali). Vi analizzo anche il risparmio stimato dalla RGS.
Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti
di Vincesko - 27 October 2017
Qui sotto, c’è anche (migliorato qualitativamente) il grafico della RGS e altre mie osservazioni critiche sul risparmio calcolato dalla RGS.
Lettera a Davide Colombo del Sole 24 ore su un suo articolo con qualche fake news sulle pensioni
[5] L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione
[6] Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive
[7] I sette noti esperti, alcuni dei quali sono parlamentari o ex parlamentari, sono: Cazzola, Giannino, Boeri, Garibaldi, Ichino, Damiano e Sacconi. Vi si aggiungono ISTAT, EUROSTAT, UPB, INPS, OCSE.
Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero
[9] Lettera a Stefano Scarpetta dell’OCSE sulla sua fake news sulla spesa pensionistica italiana, sua risposta e mia replica

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