domenica 28 febbraio 2021

Il bino Draghi

 


IL REALISMO GENEROSO DI DRAGHI
LA CRISI EUROPEA DEI VACCINI/FARE PRESTO FARE TUTTI INSIEME 
ROBERTO NAPOLETANO | 25 FEB. 2021 22:47 | 1
https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/politica/2021/02/25/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-il-realismo-generoso-di-draghi/ 

 

Direttore Napoletano, Lei ha troppo entusiasmo per Draghi.

Parliamoci chiaro. Draghi ha iniziato la sua presidenza della BCE l’1.11.2011, in sostituzione di Trichet. L'ho già scritto[1]: i FATTI attestano che il Consiglio Direttivo della BCE presieduta da Draghi ha deliberato una politica monetaria effettivamente espansiva (QE) nel gennaio 2015 e l'ha implementata ( = attivata) nel marzo successivo. Esattamente con 6 (anni) di ritardo rispetto alla FED e alla BoE. E l'ha fatto in misura insufficiente, poi si è corretto strada facendo. Nel frattempo, in alcuni Paesi, tra i quali l'Italia, ci sono state: una doppia, profonda recessione (la Grande Recessione) e conseguenze nefaste paragonabili a quelle di una guerra. Non dico che sia tutta o soltanto colpa della BCE di Draghi, ma essa ha contribuito nascondendo sistematicamente al popolo europeo che lo statuto della BCE contempla non uno soltanto (la stabilità dei prezzi) ma due obiettivi, ed il secondo fa riferimento alla missione dell’UE statuita dal fondamentale art. 3 del TUE, che è la piena occupazione e il progresso sociale, obiettivo statutario che essa BCE ha violato per 5 (cinque) anni!

Io giudico dai FATTI. Ci sono due Draghi: una metà buona e una cattiva. La scelta dell'"ignorante" Giavazzi, neo-liberista, propugnatore della fallace e ossimorica "austerità espansiva" (teorizzata dal suo amico e defunto Alesina) o della teoria altrettanto fallace dei moltiplicatori correlati a meno tasse e più tagli di spesa (applicate pedissequamente e improvvidamente dall'UE) come suo consigliere economico lascia presagire che, almeno in economia, stia prevalendo la sua metà cattiva. Perché Draghi dovrebbe sapere che Giavazzi, anziché fare ammenda e tacere, continua a propalare dal pulpito del Corriere della Sera le sue fesserie.

Vedremo gli sviluppi, ma la inviterei ad essere meno entusiasta a priori e più analista critico dei fatti e delle decisioni concrete, come prima dell’incompetente Conte, ora del bino Draghi.

 

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[1]https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/2020/12/16/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltavoce-dellitalia-ma-impariamo-a-spendere-i-soldi/  

https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/2021/02/03/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-draghi-come-de-gasperi-per-il-nuovo-dopoguerra/

  

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venerdì 19 febbraio 2021

Il debito pubblico italiano è sostenibile

 

Segnalo il comunicato di ieri della BCE.[1] Da esso si evince che l’utile netto della BCE, pari a 1,6 mld, in calo rispetto al 2019, è interamente distribuito alle banche centrali nazionali, tra cui la Banca d’Italia (nella misura del quasi 17,5% del totale, cioè la quota “corretta” di partecipazione dell’Italia nel capitale della BCE), la quale a sua volta lo girerà quasi integralmente al Tesoro.

Evidenzio che questo meccanismo virtuoso, che si estende ai titoli pubblici (di ammontare molto più elevato) acquistati direttamente dalla Banca d’Italia, alleggerirà ulteriormente il carico della spesa per interessi passivi, già ridottosi notevolmente dal 2012 (86 mld) grazie alla diminuzione dei tassi d’interesse sul debito, riducendo il circolo vizioso che ha caratterizzato per decenni il debito pubblico italiano, che cresce esclusivamente a causa degli interessi passivi, gravati da tassi di interesse elevati, doppi o tripli rispetto alla Francia e alla Germania. Alla fine del 2019, nonostante l’aumento del debito di circa 400 mld rispetto al 2012,[2] la spesa annua per interessi passivi è calata di 20 mld. E questo trend è il più probabile nei prossimi anni.[3]

Non dico che esso non sia un grosso problema, ma quando ascoltate o leggete i catastrofisti sul debito pubblico italiano fuori controllo, dite loro che ora esso è più sotto controllo di quanto lo fosse 10 anni fa, quando, peraltro, era giudicato tra i più sostenibili nel lungo periodo. Perché, finalmente, sono mutati sostanzialmente i fattori esogeni (politica monetaria della BCE, che è lascito della presidenza Draghi dal 2015, e politica economica della Unione Europea meno a trazione della Germania ordoliberista e antitaliana). 

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[1] Comunicato stampa 18 febbraio 2021
Bilancio della BCE per il 2020
• L’utile netto della BCE ammonta a 1,6 miliardi di euro (2,4 miliardi nel 2019) ed è distribuito integralmente alle banche centrali nazionali
• Gli interessi attivi netti sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria si collocano a 1,3 miliardi di euro (1,4 miliardi nel 2019)
• Il totale di bilancio della BCE è aumentato, portandosi a 569 miliardi di euro (457 miliardi nel 2019)
Il bilancio 2020 della Banca centrale europea (BCE), sottoposto a revisione, evidenzia un utile d’esercizio pari a 1.643 milioni di euro (2.366 milioni nel 2019). La diminuzione di 722 milioni di euro rispetto all’anno precedente è dovuta principalmente alla riduzione degli interessi attivi netti sulle riserve valutarie e sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria. Il Consiglio direttivo ha inoltre deciso di effettuare un trasferimento di 48 milioni di euro al fondo di accantonamento a fronte dei rischi finanziari della BCE, che ha determinato una diminuzione dell’utile della Banca per un importo equivalente.
Nel 2020 si rilevano interessi attivi netti per 2.017 milioni di euro (2.686 milioni nel 2019). Gli interessi attivi netti sulle riserve ufficiali sono diminuiti, portandosi a 474 milioni di euro (1.052 milioni nel 2019), per effetto della riduzione degli interessi derivanti dal portafoglio in dollari statunitensi. Gli interessi attivi netti generati dai titoli detenuti per finalità di politica monetaria sono scesi a 1.337 milioni di euro (1.447 milioni nel 2019), principalmente a seguito della flessione degli interessi attivi rivenienti dal Programma per il mercato dei titoli finanziari (Securities Markets Programme, SMP) dovuta ai rimborsi.
Gli utili realizzati su operazioni finanziarie ammontano a 342 milioni di euro (197 milioni nel 2019). L’aumento è da ricondurre in gran parte ai più elevati utili da prezzo sulla vendita di titoli denominati in dollari statunitensi, il cui valore di mercato ha beneficiato della diminuzione dei rendimenti obbligazionari in dollari statunitensi nel 2020
https://www.bancaditalia.it/media/bce-comunicati/documenti/2021/ecb.pr210218.it.pdf   

[2] Andamento del debito negli ultimi anni confrontato con il PIL (in milioni di €):

AnnoDebito (MEuro)PIL (MEuro)% sul PIL
20051.512.7791.429.479101,90%
20061.582.0091.485.377102,60%
20071.602.1151.546.177103,60%
20081.666.6031.567.761102,40%
20091.763.8641.519.702112,50%
20101.843.0151.548.816115,40%
20111.897.9001.580.220116,50%
20121.989.7811.613.265123,40%
20132.070.2281.604.599129,00%
20142.137.3221.621.827131,80%
20152.239.3041.655.355135,30%
20162.285.6191.695.787134,80%
20172.329.5531.736.593134,10%
20182.380.4921.766.168134,80%
20192.409.8411.787.664134,80%

https://it.wikipedia.org/wiki/Debito_pubblico

[3] Ma c’è un paradosso: gestire questo debito sempre più enorme costa sempre meno. È la stessa stima di UniCredit a disegnare tre scenari per il decennio 2021-2030. Nello scenario market-base, quello ritenuto più probabile, nei prossimi dieci anni l’Italia spenderà 630 miliardi di euro per pagare gli interessi sul suo debito pubblico, cioè meno dei 707 miliardi pagati per gli interessi tra il 2010 e il 2019 e dei 727 miliardi spesi nel decennio 2000-2009. Anche in rapporto al Pil la spesa annua per interessi sul debito pubblico cala: è prevista al 3,4% il prossimo decennio, è stata al 4,2% nel decennio che si conclude ora e del 5% in quello precedente. Negli altri due scenari indicati da UniCredit le cifre cambiano: la spesa complessiva scende a 563 miliardi nello scenario “benigno” mentre sale a 1006 miliardi in quello “negativo”. La prospettiva “benigna”, basata su uno spread Btp-Bund attorno ai 125 punti, è considerata più probabile, perché «in linea con ulteriori passi avanti presi dagli Stati membri verso una maggiore integrazione europea» (il report era stato scritto prima dell’accordo del 21 luglio sul Recovery Fund).
https://www.avvenire.it/economia/pagine/debito-pubblico-altro-record-ma-cala-la-spesa-per-interessi 

 

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mercoledì 17 febbraio 2021

Il Governo Draghi, un governo a trazione settentrionale

 


Questo governo non mi piace. Non sono ottimista. Tre su quattro sono ministri settentrionali.

Ad esempio, la settentrionale tosta Gelmini agli Affari Regionali, che ingloba l’autonomia differenziata, altrimenti detta secessione dei ricchi, farà peggio del pugliese Boccia, che è stato pessimo, ma alla fine è stato fermato dalla caduta del governo.

Quanti sanno che il tuttologo settentrionale veneziano Brunetta, docente ordinario di Economia del Lavoro, ha già fallito come ministro per la PA? La sua riforma, che io seguii passo passo, alla fine fu molto fumo e poco arrosto, tanto è vero che la PA è rimasta il problema n. 1 italiano. Si arrese ai sindacati anche sugli incentivi che premiano il merito, ma vengono dati a tutti, e fece riscappare in GB l’esperto che aveva chiamato apposta.[1] Però è “amico” di Draghi, del quale ha appoggiato la candidatura, e, come nel 2011, nel caso della famosa lettera della BCE, farà da tramite fra la coppia Draghi-Daniele Franco e quel che è rimasto di Berlusconi.

Il settentrionale leghista Giorgetti avrà la polpa del Ministero per lo Sviluppo economico, per soddisfare gli appetiti dei bulimici nordisti.

Voi pensate che, con tutti questi ministri settentrionali, al Sud arriveranno i soldi che gli spettano? Che, per la verità, manco col governo Conte2, pieno di ministri meridionali, arrivavano.

Visto che il presidente di Giunta regionale De Luca fa solo chiacchiere, assieme ai suoi colleghi meridionali, dobbiamo sperare nel poliedrico Giovannini, ministro romano delle Infrastrutture e dei Trasporti (che ha molta polpa), e nella incompetente Carfagna, una dei pochissimi meridionali, ministro per il Sud, che è abbastanza tosta.

Comunque, buon lavoro.

 

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LA POLEMICA Flop della guerra ai fannulloni "Commissione inutile, mi dimetto" Micheli a Brunetta: troppe pressioni e burocrazia. Nella bufera l'ente di valutazione della Pubblica amministrazione, riforma a rischio
di Paola Coppola - 15 gennaio 2011
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/01/15/news/brunetta_civit-11246926
 
LA RESA INCONDIZIONATA DI BRUNETTA TRADUZIONE DAL BURO-SINDACALESE IN ITALIANO DELL’ATTO DI CAPITOLAZIONE DEL MINISTRO NEI CONFRONTI DEI SINDACATI DELLA FUNZIONE PUBBLICA “Lettera sul lavoro” pubblicata sul Corriere della Sera del 7 febbraio 2011 https://www.pietroichino.it/?p=12686
 
Intesa Brunetta-Sindacati
CON UN ATTO DI VERA E PROPRIA CAPITOLAZIONE IL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA AZZERA LA PROPRIA RIFORMA: DOPO L’ABOLIZIONE DELLA “CAROTA”, DISPOSTA NELL’ESTATE 2010 DAL MINISTRO DELL’ECONOMIA, VIENE ABOLITO ANCHE IL “BASTONE” – E LA VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE VIENE AFFIDATA A ORGANISMI PARITETICI GOVERNO-SINDACATI
http://www.pietroichino.it/?p=12643
 
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: LA RIFORMA PERDE I PEZZI
di Pietro Micheli 01.02.2011
Il miglioramento dei servizi pubblici è un obiettivo irrinunciabile per l'Italia. Ma la riforma della pubblica amministrazione si sta trasformando da storica opportunità a contenitore sterile di adempimenti burocratici. Mancano infatti tutte le condizioni necessarie per il suo successo: dal supporto politico alle risorse umane e finanziarie. A preoccupare è soprattutto l'impatto a lungo termine di una percezione della valutazione del personale come strumento utile solo a castigare. Unito all'erezione di barriere impenetrabili a qualsiasi strumento gestionale.
https://www.lavoce.info/archives/26740/pubblica-amministrazione-la-riforma-perde-i-pezzi/

 

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lunedì 15 febbraio 2021

PNRR, la strategia dei tre passi prioritari

 


COME DISINNESCARE LA BOMBA SOCIALE
Ristori senza copertura, cartelle fiscali in arrivo e incubo licenziamenti
ROBERTO NAPOLETANO | 14 FEB. 2021 21:47 | 1
https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/politica/2021/02/14/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-come-disinnescare-la-bomba-sociale/

Chi è dotato di un minimo di capacità di analisi, di logica e di onestà intellettuale non può non concordare col direttore Napoletano. La priorità deve essere il Mezzogiorno, per lo sviluppo dell'Italia intera.

Conte e Gualtieri erano inesperti. L'unica loro decisione giusta (che però forse l'avevano adottata per avere il monopolio sui 209 mld e più), la tecnostruttura di gestione dedicata, è stata affossata da Renzi, che ora pare fuori gioco.

Draghi e Franco sono di ben altro livello e possono anche contare sulla tecnostruttura della Banca d'Italia.

La burocrazia riesce a spendere neppure 2 miliardi all'anno di fondi europei, ora dovrebbe riuscire a spenderne oltre 15 volte tanto per 6 anni. Vi sembra possibile?

Occorrono dunque questi TRE passi prioritari.

1. Il primo passo è la RIPARTIZIONE territoriale delle risorse: sia per gli obiettivi stabiliti dall'UE, oltre che dalla nostra Costituzione (art. 119, riduzione dei divari territoriali), sia in base ai moltiplicatori (al Sud oltre 4, al Nord meno di 1), la quota maggioritaria deve essere assegnata al Mezzogiorno (l'UE ha attribuito al Sud il 66% del contributo a fondo perduto).

2. Il secondo passo è una logica conseguenza del primo passo: i progetti devono essere pochi e grandi, a partire dall'unificazione ferroviaria nazionale, obiettivo strategico indicato da Cavour 175 anni fa,[1] alle strade, ai porti, agli acquedotti, alle case popolari.

3. il terzo passo è la creazione di una tecnostruttura dedicata altamente competente (CDP, BEI, Banca d'Italia, Accademia, ecc.), svincolata dalle pastoie della inefficientissima burocrazia nazionale e regionale, in particolare dagli arroganti Mandarini ministeriali, che deve solo fornire le persone più adatte e competenti; regolata da norme europee.

Il PdC, i ministri e il Parlamento, definiti la strategia, le quote territoriali e i progetti, devono limitarsi a controllare severamente l'attuazione del PNRR, apportando, in caso di ritardi, le modifiche del caso ai soggetti e alle modalità di gestione e di controllo operativo.

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[1] Il sottosviluppo del Sud è figlio della mancata unificazione ferroviaria e culturale-antropologica nazionale.

Quella ferroviaria fu indicata come obiettivo strategico da Cavour 175 anni fa.

La seconda - come afferma Renato Brunetta, ed io in questo caso concordo pienamente con lui, ma vado oltre e propongo da una decina d'anni un Progetto Educativo pluriennale a domicilio rivolto alle mamme in gravidanza e nei primi tre anni di vita dei figli perché dopo è già tardi - riguarda in particolare l'asse Napoli-Caserta-Calabria.

L'Italia diventerà un Paese normale soltanto quando l'asse Napoli-Caserta-Calabria uscirà dal sottosviluppo ferroviario e culturale.

 

Cavour

«In Inghilterra non esistono più distanze. Le comunicazioni anche tra città lontane, come Londra e Liverpool, sono diventate più facili che tra quartieri diversi della stessa città. La posta parte da Londra due volte al giorno per quasi tutte le direzioni» (cit. in Romeo, Cavour e il suo tempo, 1° vol., 1977, p. 735). Così scriveva estasiato nel proprio diario l’unico che al tempo fu in grado di intuire pienamente le potenzialità del nuovo mezzo di trasporto e di disegnare in modo lungimirante una rete ferroviaria già italiana prima ancora dell’esistenza dell’Italia.

Camillo Benso conte di Cavour, verso la metà degli anni Quaranta, indovinando il destino unitario del Paese, affidava alle ferrovie, potente stimolo per l’economia e al tempo stesso elemento di civiltà e di progresso, un ruolo decisivo rispetto al processo di unificazione politica ed economica e le incorporava nel proprio modello di sviluppo. Il suo Des chemins de fer en Italie, pubblicato nel maggio 1846 sulla parigina «Revue nouvelle» in forma di recensione all’opera di Carlo Ilarione Petitti di Roreto, rappresenta la dimostrazione della chiarezza della visione cavouriana in tema di ferrovie e la sua completa capacità di padroneggiare la materia.

Cavour comprendeva la rilevanza della rete, quando ancora si ragionava prevalentemente in termini di acquisizioni singole, affidando alle ferrovie un ruolo cruciale rispetto al processo di unificazione politica ed economica. Si trattava per Cavour del punto di arrivo della sua elaborazione e si giovava della vasta esperienza maturata all’estero, grazie agli svariati viaggi compiuti e alle altrettanto numerose relazioni che intratteneva con personaggi influenti sparsi per l’Europa occidentale. Il famoso scritto ferroviario fu importante per il celebre politico piemontese anche perché era la prima volta che sosteneva pubblicamente il tema della nazionalità italiana, legandolo strettamente alla diffusione della più innovativa infrastruttura del tempo. Sulle ferrovie il conte puntava anche in termini morali: «Più di ogni altra riforma amministrativa – scriveva nell’articolo – e forse anche di larghe concessioni politiche, l’esecuzione delle strade ferrate contribuirà a consolidare questo stato di mutua confidenza fra i governi e i popoli, base delle nostre future speranze.

La mappa ferroviaria ideata da Cavour indicava come centrale l’unione delle linee piemontesi con quelle lombarde e altrettanto strategico era considerato il progetto che indicava di unire i porti tirrenici con quelli adriatici. Per il Meridione la considerazione non cambiava: il treno gli appariva il mezzo ideale per aggregare anche quelle regioni alla nuova nazione in fieri.

Un altro fattore decisivo fu il buon livello di preparazione, nei ranghi statali, di un personale tecnico in grado di realizzare i programmi di espansione ferroviaria e il graduale sviluppo di capacità adeguate tra gli imprenditori locali di lavori pubblici, istruiti in precedenza dagli appalti per la costruzione dei tronchi delle linee statali, cui si sommò la costituzione di un’azienda ferroviaria di Stato, capace di gestire, con risultati economicamente validi, le linee via via approntate. [...]»

https://www.treccani.it/enciclopedia/la-nascita-del-sistema-ferroviario-e-il-ruolo-della-tecnica_%28Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Tecnica%29/

 

 

Post collegati:

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il monarca Giuseppe Conte
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PNRR, l’immobilismo del Governo Conte è figlio naturale dell’incompetenza
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Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo
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domenica 27 dicembre 2020

PNRR, l’immobilismo del Governo Conte è figlio naturale dell’incompetenza

  


IN ALTO MARE CON IL SURPLACE NON GALLEGGI
ITALIA&EUROPA. Se si innesca una crisi di governo si sa come si parte ma non dove si finisce
ROBERTO NAPOLETANO | 26 DIC. 2020 23:24 | 1
https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/politica/2020/12/26/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-in-alto-mare-con-il-surplace-non-galleggi/  


PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

La PA italiana è la peggiore dEuropa. È come quella russa, ma del tempo di Gogol: inefficiente e corrotta. In tutti i manuali di Economia, da decenni, è indicata come la principale palla al piede dello sviluppo italiano. È dominata, in particolare al Sud, dalla cultura (in senso antropologico) del ferroviere-controllore. La spiegazione plausibile, infatti, ce la dà il grande Fedor M. Dostoevskij ne “I Demoni”, per bocca di Stepan Trofimovič Verchovenskij, parlando di ferrovieri (cito a memoria):

“Tu prendi un qualunque imbecille e lo metti dietro una scrivania a vendere biglietti ferroviari; la sua prima preoccupazione sarà quella di ‘nous montrer son pouvoir’.”

La PA è lo specchio dellItalia.

Una cultura di regole ambigue e di accese discussioni che non portano a nessun risultato preciso sembra fatta apposta per indurti a assumere un atteggiamento mentale basato sulla vendetta e il risentimento che succhia lenergia a ogni altro settore della vita. (Tim Parks).

Con uno strapotere dei Mandarini di Stato, i quali nell’esercizio abnorme e illogico del loro potere (“pour montrer leur pouvoir” ottuso) tengono in non cale perfino gli esposti adeguatamente motivati della Presidenza della Repubblica.[1]

Ed allora non bisogna meravigliarsi se da tutto ciò derivi lo spirito negativo che permea da 40 anni lintera società italiana, alimentato dalla terribile tv italiana che andrebbe chiusa per almeno 20 anni. Il contrario dello spirito positivo, che - secondo Robert Musil - è il vero fattore che fa forte un popolo.


IL PESCE PUZZA DALLA TESTA

Perché il Governo dovrebbe essere migliore della società che rappresenta? Soprattutto se al suo vertice c’è una persona che non ha le qualità e l’esperienza per pianificare e controllare progetti di sviluppo di alto livello, la cui gestione, necessariamente, deve coinvolgere le risorse umane più competenti.

Il PdC Conte, intellettualmente, non è né Prodi né Ciampi, neppure per la sensibilità alla Questione meridionale, intesa come fattore sia di equità che di sviluppo. Ed allora è “normale” se succede che al Sud vengano incredibilmente assegnate il 30% delle risorse perfino del PNRR, la cui missione principale è la riduzione dei divari territoriali. Anche per colpa dei presidenti di Giunta delle Regioni meridionali, di fatto incompetenti e psicologicamente vassalli di quelli spocchiosi, egoisti e sopravvalutati del Nord.


L’IMMOBILISMO È FIGLIO NATURALE DELL’INCOMPETENZA

A tutto questo si aggiunge la debolezza del quadro politico centrale. Con una maggioranza che deve sottostare ai ricatti del tagliatore di teste Renzi, il quale, dall’alto della sua incompetenza, affossa l’unica scelta intelligente (voluta dall’UE e adottata da tutti i Paesi) di Conte (anche se a modo suo, cioè dell’incompetente bulimico di poteri): vale a dire quella – considerata la storica inefficienza della PA – di far gestire il PNRR da un organismo dedicato, composto da persone altamente competenti. E l’incompetente Renzi muove come una marionetta l’incompetente e improvvida ministra Bellanova, che assicura che il problema storico dell’inefficienza della PA italiana, che, tranne qualche rara eccezione, non si riesce a risolvere da 150 anni, sarà risolto in pochi mesi. Se non fosse tragico, ci sarebbe da sganasciarsi dal ridere.

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[1] L'ineffabile Ragioniere Generale Biagio Mazzotta, che fa tanto il maestrino con il Parlamento bocciandone i provvedimenti a suo dire privi di copertura finanziaria, di concerto con la Direttrice Generale Previdenza Concetta Ferrari, interpretando alla belin di segugio la chiarissima norma della Riforma delle pensioni Fornero che modifica l’adeguamento periodico dell’età di pensionamento alla speranza di vita e dei coefficienti di trasformazione da triennale a biennale (L. 214/2011, art. 24, comma 13, ecc.) taglierà INGIUSTAMENTE le pensioni di coloro che andranno in pensione il prossimo 1.1.2021.

Ho scritto loro tre volte,[1] ed ho ottenuto anche l’appoggio del Quirinale. Ma se ne sono fregati non solo di me, il che forse è comprensibile, ma – incredibile ma vero - anche del Presidente della Repubblica.[2] (https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/economia/2020/12/23/leditoriale-del-direttore-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-pensavo-fosse-amore-invece-era-un-calesse/ ).


Post collegati:

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il monarca Giuseppe Conte
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La cultura del ferroviere-controllore
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mercoledì 23 dicembre 2020

La resipiscenza tardiva del Governatore Ignazio Visco sugli obiettivi della BCE

 


Com’è noto ai lettori di questo blog, denuncio da sette anni la BUFALA, ormai mondiale, che la BCE ha un unico obiettivo statutario, la stabilità dei prezzi, bufala che ha come vittime quasi tutti gli economisti italiani e forse del mondo.[1]

Come forse è altrettanto noto, il protagonista assoluto della diffusione consapevole di questa BUFALA è l’ex presidente della BCE Mario Draghi.[2] Subito dopo viene il presidente della banca centrale tedesca Jens Weidmann.[3]

Voi non ci crederete, ma nel novero degli inconsapevoli propalatori sono incline a credere ci sia anche l’ex DG di Bankitalia Salvatore Rossi,[4] ma non sono sicurissimo che lo faccia inconsapevolmente.

In ogni caso, sono invece quasi sicuro che esponenti sia della BCE che della Banca d’Italia lo facciano inconsapevolmente, influenzati dai loro capi e dai documenti che sia la BCE che la Banca d’Italia diffondono periodicamente e che spiegano che la BCE abbia un unico obiettivo, e spesso lo fanno citando il vecchio testo superato dello statuto della BCE e non l’ultimo modificato dopo il Trattato di Lisbona.

Come è successo qualche mese fa alla Banca d’Italia.[5] Alla cui risposta molto deludente fui costretto a replicare manifestando la mia insoddisfazione.[6]

Leggo abbastanza assiduamente le dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e perciò non mi risulta che egli abbia partecipato, assieme alla protagonista BCE, a propalare la bufala. Anzi, se gli si può addebitare qualcosa è proprio che non ha mai fatto chiarezza sugli obiettivi della BCE.

Fa eccezione soltanto un suo recente colloquio, il 28.09 scorso, con Repubblica, in cui egli ha finalmente precisato che la BCE in questa fase, come la FED, ha due obiettivi, non uno soltanto: la stabilità dei prezzi e la crescita.

Bce: Visco, in questa fase e' come la Fed, ha due obiettivi
(AGI) - Roma, 28 set. - La Bce? In questa fase "e' esattamente come la Fed: il nostro obiettivo e' accrescere la domanda e l'occupazione per ottenere una stabilita' dei prezzi in linea con i nostri obiettivi". Lo dichiara in un colloquio con Repubblica, a margine del Festival Economia di Trento, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, per il quale si dice sempre che gli Stati Uniti "hanno un obiettivo duale; noi singolo. Ma non e' cosi'. Noi abbiamo un obiettivo primario che e' la stabilita' dei prezzi. Ma poi abbiamo quello, scritto nel Trattato, in base al quale, pur soggetti alla stabilita' dei prezzi, dobbiamo fare di tutto per contribuire agli obiettivi dell'Unione europea". E gli obiettivi, semmai, "sono la piena occupazione con uno stato sociale soddisfacente, e la stabilita' finanziaria". Pertanto, "esattamente come la Fed". Percio' quello di dire che la Fed ha due obiettivi inflazione e occupazione e la Bce uno solo, per Visco "e' un falso dilemma". (AGI)Rm3/Gip.[7]

Che è esattamente ciò che sostengo io dal 2013[8] e, da ultimo, anche in un mio saggio del 2018.[9] Osservo, infatti, che è una fase (di deflazione o troppo bassa inflazione) che dura dal lontano 2013, talché nel novembre 2014 presentai una petizione al Parlamento Europeo contro la BCE per violazione del proprio statuto, che è ancora all’esame della Commissione PETI, dopo due tentativi del segretariato di commissione di archiviarla, a seguito della risposta evasiva, incoerente e insufficiente della BCE, come da me segnalato e motivato alla predetta Commissione,[10] i cui coordinatori decisero di mantenerla all’esame.

Infatti, la BCE di Draghi ha continuato a violare il proprio statuto, derivato dai Trattati, ed ha aspettato altri due anni per dare avvio al QE (marzo 2015), con esattamente 6 anni di ritardo rispetto alla FED e alla BoE, ed ancor più alla BoJ. Nel frattempo, in Italia, c'è stata una doppia, profonda recessione, con conseguenze negative equivalenti a quelle di una guerra. E per salvarsi la coscienza e nascondere le sue responsabilità ha occultato accuratamente il secondo obiettivo statutario (si vedano i miei post sotto), ingannando quasi tutti, inclusi gli esperti e premi Nobel.

 

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[1] Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825230.html oppure
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/chi-non-conosce-lo-statuto-della-bce.html

[2] Mario Draghi confessa che la BCE vìola il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2831066.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/mario-draghi-confessa-che-la-bce-viola.html

[3] Il bugiardo e imbroglione Jens Weidmann e la massima di Goebbels
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2845940.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2016/04/il-bugiardo-e-imbroglione-jens-weidmann.html

[4] Lettera al Dottor Salvatore Rossi e al Professor Jean Paul Fitoussi sulla BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2866297.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2019/06/lettera-al-dottor-salvatore-rossi-e-al.html 

[5] L’ignoranza dello Statuto della BCE sembra aver fatto un’altra vittima illustre: la Banca d’Italia. Come istituzione, poiché era già successo col suo ex direttore generale (v. appresso). Pubblico la lettera che ho inviato pochi giorni fa alla nostra banca centrale, dopo aver letto un suo documento in cui è stato commesso un errore di citazione del predetto statuto. Errore che mi è servito per sviluppare un esame critico dello statuto, della sua scarsissima conoscenza, alimentata dalla stessa BCE, e delle conseguenze della sua errata interpretazione ed applicazione. Esame che ho concluso con questo invito: Pertanto, sarebbe benvenuta una Vostra analisi critica dell’art. 2 Statuto BCE, fedele alla lettera e allo spirito dello Statuto BCE, derivato dai Trattati, a beneficio soprattutto del tedesco Jens Weidmann e dell’olandese Klaas Knot. Rispettivamente, presidente della banca centrale tedesca e presidente della banca centrale olandese.

Lettera alla Banca d’Italia sulla sua errata citazione dello Statuto BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2868142.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2019/12/lettera-alla-banca-ditalia-sulla-sua.html

[6] Replica alla risposta della Banca d’Italia sugli obiettivi e i poteri-doveri statutari della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2868821.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2020/03/replica-alla-risposta-della-banca.html

[7] Non voglio pensare che nella “conversione a U” del governatore Visco abbia influito il mio invito a fare chiarezza sull’art. 2 dello Statuto BCE, ma ripeto ciò che ho scritto nella mia lettera alla Banca d’Italia, alla quale ha poi fatto seguito la sua risposta deludente. Come fu deludente la risposta della BCE alla mia petizione al Parlamento Europeo contro la BCE.

Pertanto, sarebbe benvenuta una Vostra analisi critica dell’art. 2 Statuto BCE, fedele alla lettera e allo spirito dello Statuto BCE, derivato dai Trattati, a beneficio soprattutto del tedesco Jens Weidmann e dell’olandese Klaas Knot. Rispettivamente, presidente della banca centrale tedesca e presidente della banca centrale olandese.

Per chi è abbonato segnalo il link a Repubblica:
https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/09/27/news/visco_bce_come_la_fed_punta_alla_crescita_e_all_occupazione_-268743908/

Bce: Visco, in questa fase e' come la Fed, ha due obiettivi
lunedì 28 settembre 2020
http://www.regioni.it/ue-esteri/2020/09/28/bce-visco-in-questa-fase-e-come-la-fed-ha-due-obiettivi-619216/

[8] Bce, troppo poco e troppo tardi
di Nicola Melloni 08/11/2013
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20880.html 

[9] Dal quale traggo:
Ne discende che, in deflazione o con tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (fissato a poco sotto il 2 per cento), la condizione sospensiva («fatto salvo» - «without prejudice», nella versione inglese -), costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi il rapporto duale-gerarchico tra i due obiettivi si modifica e diventa, come per la FED, paritario. Pertanto, la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2) a sostenere il raggiungimento del secondo obiettivo - «crescita economica» e «piena occupazione». E poiché l’inflazione dell’Eurozona è stata per cinque anni sotto zero (deflazione) o prossima allo zero o molto sotto il target (che rende necessaria una politica monetaria espansiva) il secondo obiettivo era (è tuttora) del tutto concordante, convergente e complementare con l’obiettivo principale, che è quello di riportare l’inflazione, da sotto zero o quasi zero o molto inferiore, a poco sotto il 2 per cento.

- Ne deriva come corollario che, in situazioni di deflazione o di tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target, come per la FED, i due obiettivi – controllo dei prezzi e crescita economica e dell’occupazione - sono su un piano paritario e la BCE ha i medesimi poteri-doveri della FED.

[10] Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2845674.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2016/04/replica-alla-risposta-della-bce-alla.html

 

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http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2871353.html