mercoledì 22 gennaio 2020

Lettera all’On. Marco Osnato (FdI) sul suo intervento alla Camera sulle case popolari





Pubblico con un discreto ritardo la lettera che inviai nell’ottobre 2019 al deputato di Fratelli d’Italia Marco Osnato su un tema che mi è molto caro, considerata la sua gravità in termini di estrema penuria e di decisività sull’esistenza economicamente sostenibile di milioni di poveri: le case popolari. Ad oggi non ho avuto nessuna risposta.

Lettera all’On. Marco Osnato (FdI) sul suo intervento alla Camera sulle case popolari
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11/10/2019 14:21
A  osnato_m@camera.it   Copia  maria.alberticasellati@senato.it   e altri 48+390

ALLA C.A. DELL’ON. MARCO OSNATO
CC: PARLAMENTARI, MEDIA, SINDACATI, PROFESSORI, ALTRI

Egr. On. Marco Osnato,
Ho ascoltato su Radio Radicale il Suo intervento di ieri alla Camera dei Deputati sulla Nota di variazione al DEF 2019. Ne riporto, quasi integralmente, la parte relativa alle case popolari:
«Infrastrutture … Non abbiamo visto niente su un altro tema che a noi è sicuramente caro, che è quello dell’edilizia residenziale pubblica, non c’è stanziato un Euro per le nuove edificazioni … e purtroppo solo nella Milano dove io vivo ci sono 22 mila persone in lista d’attesa sulle case popolari … una casa che è un diritto, in primis per gli Italiani che hanno pagato per tanti anni la Gescal, che maldestramente un Governo di sinistra tolse, togliendo i finanziamenti proprio all’edilizia residenziale pubblica. E in questo Paese, dopo i grandi piani d’investimento degli anni ’20 e del Piano Fanfani sull’edilizia residenziale pubblica, non si è fatto più niente. E quindi noi abbiamo bisogno di dare delle case agli Italiani e poi anche agli stranieri che ne hanno diritto».[1]
Mi permetto informarLa che il 6 settembre u.s., in riferimento a questo problema enorme delle case popolari, ho inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e p.c. al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato e ad altri, che accludo, assieme alla risposta del PdC e alla mia replica.[2]
In essa, ho evidenziato che in Italia risultano censiti alloggi pubblici popolari e ultrapopolari, spesso fatiscenti, per
appena 526.699 unità, pari all’1,5 per cento del totale di 35 milioni di immobili residenziali, contro il 10, 20, 30 per cento di altri Paesi UE (al 1° posto c’è l’Olanda col 32%); negli altri Paesi europei, infatti, vengono costruiti molti più alloggi popolari, per calmierare i prezzi degli affitti e tutelare i ceti più poveri.
Il numero delle case popolari e ultrapopolari è diminuito rispetto a quindici anni fa, a seguito della loro vendita (privatizzazioni).
Il divario con gli altri Paesi UE risulta ancora più marcato in termini di spesa per l’housing sociale, con un rapporto spesa/Pil dell’Italia pari (2005 e 2009) ad un misero 0,02%, contro una media dello 0,57% UE27”.

Mi permetto di aggiungere:
- che la Gescal non è stata chiusa da un Governo di sinistra ma dal Governo Andreotti I, con DPR del 30.12.1972 con effetto dal 31 dicembre 1973, e che il contributo Gescal fu abolito, dopo le proteste dei sindacati e dei lavoratori, perché non veniva più utilizzato per il suo scopo;[3]
- che anche su altre leggi, forse ancora più importanti, emanate dal Parlamento il Gruppo FdI pecca di approssimazione informativa;[4]
- che il Governo Berlusconi-Bossi-Fini stornò, nel 2008, 550 milioni stanziati dal precedente Governo Prodi per l’edilizia residenziale pubblica, che è stato l’ultimo provvedimento di una certa portata in materia (cfr.[2], nota 10);
- che sull’IMU-TASI (da Lei criticata nel Suo intervento, sollevando il solito polverone sull’introduzione di un’imposta patrimoniale, che invece, a mio avviso, sarebbe cosa buona e giusta se fosse limitata al decile più ricco, che si è arricchito con la crisi, anche perché ha partecipato poco al mastodontico risanamento dei conti pubblici[4]) si fa un piagnisteo ingiustificato da tutti i punti di vista (secondo il MEF, il gravame medio annuo è stato pari nel 2012 ad appena 225€ e l’85% ha pagato meno di 400€, cfr. anche la nota 8 della predetta lettera e i post collegati), alimentato colpevolmente da voi politici di destra; e che io suggerisco di ripristinarla sulla casa principale (4 mld), almeno sui ricchi e i benestanti, che ne pagano i 2/3, proprio per co-finanziare un grande piano pluriennale di case popolari di qualità, sulla falsariga del Piano Fanfani, anche da Lei evocato nel Suo intervento; e
- che, infine, l’attuale Governo M5S-PD-LeU intende prevedere un Piano Casa,[5] con una dotazione di un miliardo, ma esso, sia per il contenuto, sia per l’ammontare della spesa, mi sembra soltanto una timida anticipazione e del grande Piano Casa prospettato recentemente dal Segretario del PD Nicola Zingaretti[2], e del Suo auspicio che vengano costruite molte case popolari e, soprattutto, del grande Piano Pluriennale di Case Popolari di Qualità necessario per cominciare a ridurre lo scandaloso divario dell’Italia rispetto agli altri Paesi UE.
Cordiali saluti,
V.
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Note

[1] 10 Ottobre 2019 - Seduta 236ª - Nota di aggiornamento del Def 2019 (documento, discussione, votazioni)
10:41 Marco Osnato (FDI)

[2] Lettera al PdC Giuseppe Conte: proposta di un Piano Pluriennale di Case Popolari di Qualità
Risposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
Replica alla risposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
[3] Gescal
Art. 13 DPR 30.12.1972, n. 1036-Norme per la riorganizzazione delle amministrazioni e degli enti pubblici operanti nel settore della edilizia residenziale pubblica https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1972-12-30;1036
Nel 1973, l'ente Gescal viene soppresso, ma il contributo continuerà ad essere versato praticamente fino al 1992. https://it.wikipedia.org/wiki/Gescal
Taglio ai contributi, addio Gescal
11 luglio 1998
[4] Lettera all’On. Francesco Lollobrigida di FdI sulle sue false notizie sul Governo Monti
[5] Il governo prorogherà ecobonus e sisma bonus. Un miliardo per i quartieri a rischio
10 Ottobre 2019


Destinatari:
(n. 50)


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