mercoledì 1 luglio 2015

Dialogo sulle due Michelle


A causa delle avarie frequenti della piattaforma IlCannocchiale, dove - in 4 anni e 5 mesi - il mio blog Vincesko ha totalizzato 700.000 visualizzazioni, ho deciso di abbandonarla gradualmente. O, meglio, di tenermi pronto ad abbandonarla. Ripubblico qua i vecchi post a fini di archivio, alternandoli (orientativamente a gruppi di 5 al giorno) con quelli nuovi.

Post n. 395 del 24-10-13 (trasmigrato da IlCannocchiale.it)
Dialogo sulle due Michelle

Giornalista
Bonev e Hunziker, le due Michelle
Pubblicato: 18/10/2013 17:01

21:35 su 18/10/2013
Faccio 3 osservazioni:
1. Concordo su Michelle Hunziker, donna intelligente. E’ un problema di educazione familiare: post/9-La Hunziker e i maschi italiani: «Sono immersi nei tabù»
 
2. Ho letto solo il primo ‘post’ di Michelle Bonev nel suo blog con le sue “confessioni”: a parte il contenuto, come è rilevato nell’articolo, dal quale emerge nettamente la stridente contraddizione di una peccatrice che fa la fustigatrice dei costumi, giocando per giunta sulla mozione dei sentimenti e la stigmatizzazione delle disuguaglianze, ho notato che l’italiano di Michelle Bonev, tranne qualche virgola di troppo, è così perfetto da giustificare il sospetto che ella sia stata aiutata per costruire ad arte – come è stato adombrato da qualcuno - un piano di estorsione, più che di vendetta.
3. La Bonev, oltre che lamentare (= manifestare dispiacere, segnalare, denunciare qualcosa di negativo) “di essere stata abbandonata dal sovrano”, non fa che lamentarsi (=
• 1 Emettere gemiti e lamenti per un dolore fisico o morale;
• 2 Esprimere il proprio disappunto, protestare, lagnarsi, spesso con specificazione della causa; esprimere la propria delusione nei confronti di qlcu .
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/L/lamentare.shtml ).

***

19:31 su 18/10/2013
Vorrei sapere se la giornalista ha partorito, com'è stato il parto e se è tornata al lavoro dopo 4 giorni! Io no, anche se non ero disfatta, ero stanchissima, dovevo abituarmi ad un'altra vita, abiturami a dover accudire un'altro essere vivente dipendente da me (mio marito non poteva stare a casa a badarlo, come vorrebbe la sig.ra giornalista!)... Una volta tanto sdo ragione alle femministe: la iena ridens della televisione (perché oltre che ridere la Hunziker non mi dite che fa altro!) è tornata a un lavoro comodissimo (non si scrive mica lei i commenti e tutto il resto, lei fa la bella statuina che ride), pagatissimo, con stuoli di tate ad accudire l'ennesimo royal baby! Intanto, d'accordo che non è obbligatorio allattare, ma visto che l'allattamento al seno è fondamentale per la salute psichica e fisica dei neonati (e non lo dico io, lo dicono fior di neonatologi!), non è un bell'esempio per tante sciacquette che le andranno dietro. Già le donne vengono discriminate in base alla maternità, vedrete quanti datori di lavoro si lamenteranno (e non solo) perché le loro dipendenti vorranno usufruire delle facilitazioni di legge. Mia nonna (inizio secolo XX) partoriva e tornava nei campi dopo una settimana, ma avesse potuto restare a casa ne sarebbe stata ben contenta!

10:46 su 19/10/2013
Lei, come molti altri commentatori, continua a pretendere che il proprio episodio - o quello della nonna - debbano essere per forza generalizzati all'intero consesso femminile:
- LEI era stanchissima dopo il parto, e ci sta benissimo; la Hunziker non si può sentire fresca come una rosa? Quale diritto si arroga, lei, per affermare il contrario?
- SUA NONNA sarebbe stata volentieri a casa, visto anche il lavoro pesante che le toccava svolgere; la Hunziker, quindi, dovrebbe recitare la parte della mamma affaticata per far piacere a lei? O forse svolge un lavoro "leggero" che le ha consentito di riprendere l'attività immediatamente?
- SUO marito non ha potuto stare a casa a badare al bambino, e ci sta benissimo; lei conosce il marito della Hunziker ed è certa che neppure lui possa farlo?

Le è tanto difficile concedere alle persone l'esercizio del libero arbitrio? Le risulta faticoso ammettere che la Hunziker, dall'alto delle sue possibilità economiche e lavorative - abbia avuto più facoltà di scelta di lei?
La Hunziker - sulla quale la pregherei di sospendere il giudizio personale, ché non ha niente a che vedere col contenuto dell'articolo - ha fatto una serie di scelte PERSONALI in piena libertà e coscienza; non è assolutamente corretto che lei o chiunque altro facciate le pulci alle scelte personali di una donna in un momento estremamente privato della sua vita. (continua)

10:48 su 19/10/2103
(segue) Gli eventuali uomini idioti che si lamenteranno delle loro sottoposte non devono certo essere un cruccio della Hunziker [alla quale lei altrimenti vorrebbe impedire di fare certe scelte solo in quanto personaggio pubblico], e mi lasci dire: le provvisioni di legge in materia di maternità esistono ESATTAMENTE a prevenire questi capricci dei datori di lavoro.

11:46 su 19/10/2013
Signora mia, lei conosce il mondo del lavoro NORMALE come io conosco de visu l'altra faccia della Luna, mi conceda. La maggioranza delle donne non PUÒ fare appello alla legge, tesoro: si chiama "o mangi questa minestra o salti dalla finestra"!

13:36 su 19/10/2013
La maggioranza delle donne non può fare appello alla legge perché lavora in nero o ha contratti assurdi: lei crede che a questa somma mancanza dello Stato, a quest'ingiustizia che intacca il mondo del lavoro sempre più aggressivamente, debba far fronte una starlette? Suvvia.

15:46 su 19/10/2013
Concordo totalmente. Aggiungo che il ruolo "conservatore" della donna, segnatamente in campo educativo - familiare, soprattutto, e scolastico - è, in base alla mia esperienza, in particolare al Sud, forse il principale problema italiano, assieme a quello della Chiesa cattolica. E, quindi, la variabile prioritaria da affrontare per la soluzione degli altri.

Superutente di HuffPost
04:54 su 20/10/2013
complimenti per aver trovato una descrizione cosi perfetta per la hunziker..."iena ridens" le sta benissimo perche', come dici, non sa far altro che ridere...oltre a mostrare tanta pelle.

14:28 su 25/10/2013
Dove - cela va sans dire - il "mostrare tanta pelle" gioca un ruolo forse prevalente nel suscitare la Sua antipatia verso MH. Mi permetto di suggerire anche a Lei di leggere il mio 'post'/9 con la sua intervista al Corriere, ove troverà linkati gli 8 post precedenti, che sono sicuro giudicherà utili ed interessanti...

Superutente di HuffPost
16:28 su 25/10/2013
lo ho letto...patetico a dir poco...e' chiaro che non ha nessun tipo di pudore visto che ancora minorenne pur di "arrivare" era disposta a dar l'impressione di andare con uno molto piu' vecchio di lei (e forse non solo impressione)...predolin se non ricordo male. Comunque e' vuota come una zucca e se non fosse per l'involucro che ha non sarebbe nel mondo dello spettacolo (non che serva avere chissa che intelligenza per far quello che fa lei). Oltretutto ha l'abitudine (da zuccona) di parlare mettendo tutto in categorie e dispensa giudizi...sembra quasi una psicologa fallita. Mi spiace l'articolo non ha fatto altro che confermare il fatto che e' tutta apparenza e poca sostanza. Iena ridens le sta divinamente!

22:30 su 25/10/2013
Persino psicologa fallita? Praticamente un mostro.
Ma Lei, con questa evocazione, mi conferma nella mia intuizione. Allora, se Lei vuole avere una dritta sulla presumibile genesi di questa Sua antipatia verso MH, mi permetto di risuggerirLe la lettura attenta degli 8 post, incentrati sulla tesi di Freud.

13:43 su 25/10/2013
@Marcella Rosignoli
L'epiteto (perché tale è) di "iena ridens" la dice lunga sull'antipatia che Lei nutre verso Michelle Hunziker e quindi sulla scarsa obiettività del Suo giudizio; ovviamente, non per "ridens", ma per "iena", che è una palese esagerazione e perciò, come tutte le esagerazioni, rinvia a motivazioni "sottostanti". Come ho scritto più sotto, io ritengo che MH sia una persona intelligente (oltre che anticonformista per la cultura italiana), almeno a giudicare dalla sua intervista al Corriere che ho linkato più sopra.


***

Superutente di HuffPost
Diciamo la nostra e ascoltiamo quella degli altri
11:43 su 19/10/2013
Mi sembra una lettura forzata dei fatti, per dimostrare una tesi precostituita.
Le critiche alla Hunziker fanno parte del chiacchiericcio di chi non ha niente da fare, mentre il dicorso della Bonev tocca temi molto seri, oltre ad alcuni aspetti privati di nessun interesse, tipo il fatto se la Pascale sia lesbica o meno.
Ma non si può certo dire che la Bonev sia stata risparmiata dalle critiche, viste le reazioni di tutto il PdL alla trasmissione, a cominciare da Belpietro, che si è messo avanti col lavoro già durante la trasmissione.
Non so quanto la Bonev sia sincera, né se abbia secondi fini, ma dice delle cose che - in qualsiasi paese non assuefatto agli inqualificabili comportamenti di Berlusconi - avrebbero creato uno scandalo politico enorme.
Il padrone di Mediaset, attraverso gli amici che ha messo nella RAI, fa finanziare all'azienda sua concorrente, con i soldi pubblici, un film solo per fare un favore ad un'amica che lo aiutava ad organizzare i suoi festini hard.
Questa cosa avrebbe creato in qualsiasi nazione (forse esclusa la Russia del suo amico Putin) un enorme scandalo.
L'unico rimprovero che si può fare a Santoro non è di fare una trasmissione come quella che ha fatto, ma di continuare a farle in un paese orma assuefatto a questo scandali, tanto che la reazione prevalente è ormai del tipo "Basta con queste storie".

16:56 su 19/10/2013
Ovviamente, non è l'unica determinante, ma, nel nostro Paese, c'è un nesso causale tra il ruolo preponderante - checché se ne dica - della donna-madre e/o donna-insegnante e/o donna-elettrice e/o donna-telespettatrice e la soglia elevata di tolleranza degli scandali del mammone SB.
Come piccolo esempio, segnalo che nessuna delle (poche) donne che hanno commentato qui abbia parlato della Bonev, tutte - negativamente - della Hunziker.

Superutente di HuffPost
Mummy 1st of all
21:32 su 19/10/2013
La Bonev non deve aver avuto un'infanzia e un'adolescenza sereni. Questa è una forte discriminante tra le due donne citate, anche se non può essere un alibi. Entrambe condividono un elemento: essersi avvicinate a un uomo più potente e famoso per emergere. Questo particolare parla da sé. Per il resto trovo il raffronto poco calzante e leggo tra le righe un po' di quella sana puzza sotto il naso che affligge molte donne.

Superutente di HuffPost
Mummy 1st of all
21:47 su 19/10/2013
intendevo dire "malsana" puzza sotto il naso.

13:28 su 25/10/2013
No, cara Simona, per il meccanismo del lapsus freudiano, io penso tu intendessi proprio "sana", perché stavi parlando di te stessa e del tuo atteggiamento critico nei riguardi e del comportamento di Michelle Hunziker e, di conseguenza, delle tesi dell'autrice dell'articolo. Cordialmente,
V.

23:23 su 19/10/2013
Sana o malsana, sempre puzza rimane e mi pare che dall'articolo ne emani abbastanza, posso dire di stampo conformistico?

Superutente di HuffPost
Mummy 1st of all
10:21 su 20/10/2013
esattamente..

00:32 su 24/10/2013
Nient'affatto, un articolo che non è critico (anzi) verso una donna che, appena 4 giorni dopo il parto, torna al lavoro lasciando alle cure di altri il proprio bambino, mi sembra, per l'Italia, molto anticonformistico. La riprova è nelle critiche della totalità delle commentatrici.

Per quanto riguarda le critiche alla Bonev, non c'entra nulla il conformismo, come qualcuno ventila: esse sono meritatissime da parte di un'ipocrita che fa la moralista ed è per giunta mossa forse da intenti ricattatori.

21:41 su 24/10/2013
Bene. E' il suo punto di vista che io rispetto, ma non condivido.
Cordialita'

13:22 su 25/10/2013
No, mi spiace, tutti i punti di vista sono soggettivi: la differenza risiede nel fatto se siano o non corroborati da dati fattuali e/o da prove logiche, per cui, ripeto: a) l'atteggiamento della Hunziker non è conforme alla cultura italiana, quindi è anticonformistico, e l'articolo - giocoforza - lo è altrettanto; e b) la riprova è che l'avete criticato tutte, dimostrando voi sì conformismo, che avete poi proiettato sulla giornalista.
Se posso aggiungere, io credo che voi siate prevenute nei riguardi di Michelle Hunziker, che ritenete quasi una stupida (vedasi l'epiteto più sopra di "iena ridens" rivoltole da Marcella Rosignoli, che ora andrò a commentare, sol perché ride molto); invece, io credo sia una persona intelligente, almeno a giudicare dall'intervista al Corriere che ho linkato più sopra. Cordialità.


Aggiornamento

Nel pdf riportato nell’articolo, c’è l’interrogatorio integrale di Michelle Bonev, che fornisce un  interessante spaccato del coté privatissimo di Silvio Berlusconi e di Francesca Pascale; vi si parla anche della RAI al tempo di Masi.
Mi sbagliavo, non per quanto riguarda la padronanza della lingua italiana di Michelle Bonev, ma pe ril disegno ricattatorio, da lei rifiutato - afferma - per la sua “scelta di vita”. Verso la fine dell’interrogatorio, ella racconta che tenta di entrare nella villa di Arcore per ottenere un aiuto da parte di Silvio Berlusconi, ma ingenuamente - mi pare -, poiché ella stessa racconta che tutte ottenevano soldi e regali solo ricattando Berlusconi, la stessa Pascale il suo ruolo speciale accanto a Berlusconi minacciando il suicidio ed altro, ed ormai la sua “ex” Francesca Pascale l’aveva spietatamente messa nella sua lista nera e decretato il suo ostracismo.

Dialogo su crisi economica, deflazione e arroganza della Germania


A causa delle avarie frequenti della piattaforma IlCannocchiale, dove - in 4 anni e 5 mesi - il mio blog Vincesko ha totalizzato 700.000 visualizzazioni, ho deciso di abbandonarla gradualmente. O, meglio, di tenermi pronto ad abbandonarla. Ripubblico qua i vecchi post a fini di archivio, alternandoli (orientativamente a gruppi di 5 al giorno) con quelli nuovi.

Post n. 394 del 23-10-13 (trasmigrato da IlCannocchiale.it)
Dialogo su crisi economica, deflazione e arroganza della Germania


Storico dell’economia, Università di Glasgow
Crisi economica, sistema monetario e deflazione
Pubblicato: 18/10/2013 12:29
http://www.huffingtonpost.it/valerio-cerretano/crisi-economica-sistema-monetario-e-deflazione_b_4121018.html?utm_hp_ref=italy

19:53 su 20/10/2013
Formulo alcune osservazioni:

1) Nella scorsa legislatura, sono state varate manovre finanziarie correttive per ben 330 mld (valore cumulato), 4/5 da Berlusconi e 1/5 da Monti, distribuite in modo molto iniquo, soprattutto da Berlusconi. Con i pesanti effetti recessivi che vediamo.
Ciononostante, io penso che noi Italiani dovremmo completare i compiti a casa (in particolare, imposta patrimoniale e prestito forzoso sulla metà del decile più ricco - la ricchezza degli Italiani è superiore a quella dei Tedeschi ed è un dato ben noto ai Tedeschi e a Der Spiegel, che periodicamente ce lo rammentano -, per finanziare la crescita ed il rafforzamento degli ammortizzatori sociali; riforma ed efficientamento della cruciale PA; riforma del processo civile; lotta severa all’evasione fiscale; ampliamento a tutti i livelli di criteri meritocratici e di maggiore efficacia-efficienza), avendo però come stella polare l’equità.

(continua/1)

10:12 su 21/10/2013
Ma la spesa sociale italiana non è in crescita?

Poi misure come la patrimoniale, che dovrebbe essere comunque contenuta per evitare intuibili movimenti di capitale, non dovrebbero concentrarsi sulla riduzione del debito pubblico?

Il processo civile, avendolo a suo tempo praticato, è già stato abbondantemente emendato; probabilmente i vantaggi concreti si manifesteranno solo con il processo cosiddetto telematico, più che con la mediazione obbligatoria. Ci sarebbe da allargare la platea degli atti da sottrarre al gravame delle impugnazioni.

19:53 su 20/10/2013
(segue/2)

2) Poiché, però, la soluzione della crisi è in UE, il problema è l’ottusità dei furbi tedeschi, maldestri apprendisti stregoni, che però possono farsi forti del fatto che le riforme essi le hanno già fatte (con la deflazione dei salari varata da Shroeder, che ha prodotto 7 milioni di mini job a 400€ mensili, ma compatibili col reddito minimo garantito e il sussidio all’affitto).

3) Primo Levi scrive (ne 'La Tregua') che i Tedeschi sono arroganti. Dostoevskij scrive ('Memorie dalla casa dei morti'): 'Di certo si doveva credere un uomo molto intelligente, come accade per solito a tutti gli uomini ottusi e limitati'. L'arroganza dei Tedeschi rasenta l'ottusità, ma ovviamente c'è anche un calcolo egoistico da 'bottegai': l’attuale UE li favorisce.

(continua/2)

10:17 su 21/10/2013
400 euro mensili non è uno stipendio, ma un sussidio.
Un attentato al sistema previdenziale.

Il sussidio per l'affitto è presente ancora anche in Italia, seppur a livello locale.

16:48 su 21/10/2013
No, è uno stipendio.
Cfr. "Dialogo sulle pensioni d’oro, gli ammortizzatori sociali e il caso tedesco"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2790913.html

17:11 su 21/10/2013
400 euro mensili sono un sussidio travestito da stipendio.
Cosa vuole che ci faccia un lavoratore con 400 euro al mese.

12:25 su 22/10/2013
Certo, nella sostanza, ma osservo:
1. i 400 € vengono pagati dall'azienda per un lavoro part-time;
2. permettimi di dirti che ignoravi i mini job tedeschi, non ammetti mai la tua ignoranza e accampi sempre scuse o ti arrampichi sugli specchi, ahi ahi ahi;
3. ripeto, essi sono compatibili col RMG (quasi 400 €) e col sussidio pari all'affitto (che in Germania è di solito più basso che in Italia e dove è stato costruito molto più del decuplo che in Italia di case popolari);
4. in Italia, i lavori precari vengono pagati più o meno quella cifra (anche meno o zero se sono mascherati da stage), per più ore, e non esiste l'RMG; i sussidi all'affitto sì, da parte del Comune, ma i fondi sono insufficienti e non coprono mai il 100% del costo;
5. allora, anziché lamentarti della sacrosanta IMU, battiti per l'introduzione dell'RMG ed il varo di un piano corposo di costruzione di alloggi pubblici, co-finanziato dall'IMU.

13:10 su 22/10/2013
hai semplicemente frainteso il senso del mio post dando per certo che lo ritenessi un sussidio. Avendo l'abbonamento al Sole 24 ore l'argomento è spesso trattato e approfondito.(anche piuttosto criticamente). Ciò conferma una tua tendenza alla supponenza.

E' precariato in Italia come in Germania, si vive male in Italia come in Germania, dove del resto non mi pare che tali contratti portino alla stabilizzazione dell'occupazione.
Sono ideologicamente contrario ad ogni forma di sussidio, se non per motivi realmente gravi.

Sulle case popolari le cose non sono così semplici: è difficile stare sul mercato delle locazioni per un privato a canone di mercato, mi pare ben difficile per un ente chiudere almeno in pareggio con canoni così bassi. Devono pagare IMU e manutenzione, due voci piuttosto gravose. Si veda la situazione dell'ALER milanese.
L'imu se lo mangiano per altre spese, altro che case popolari.

12:27 su 22/10/2013
PS:
Sulle riforme Haartz e i cosiddetti lavori minori, v. l’analisi linkata nel mio ‘post’ precedentemente allegato:
“Il ruolo del diritto del lavoro e della sicurezza sociale nella crisi economica
L’esperienza tedesca”
Maximilian Fuchs
Relazione AIDLASS
Bologna 16/17 maggio 2013
http://www.aidlass.it/convegni/archivio/2013/2013/Fuchs_Aidlass_2013.doc
se il link non è attivo, cliccare qui sotto:

12:56 su 22/10/2013
Sono palliativi forse utili per studenti o per il primissimo impiego. Noi abbiamo i voucher ad esempio.
Non ti affrancano dalla famiglia o dall'integrazione del sussidio sociale.

Pensare di combattere la disoccupazione con questi salari è illusorio, senza contare le future rendite pensionistiche.

15:36 su 22/10/2013
Dovrebbe essere così, ma la realtà è un'altra, un po' più complessa ed articolata. Mi limito ad osservare:
1. I ricchi e i poteri forti stanno impoverendo il 90% della popolazione europea e arricchendo il 10% o anche meno.
2. I mini-job sono arrivati in Germania ad un picco di ben 7 milioni. In Italia, i precari (incluse le più o meno false partite IVA) sono altrettanto, diffuse anche – forse soprattutto – nei servizi.
3. La Germania – Paese esportatore - se ne è servita (e se ne serve) per deflazionare i suoi costi di produzione e diventare competitiva rispetto agli altri Paesi UE.
4. Le disuguaglianze là sono cresciute, ma mantiene la pace sociale attraverso il suo robusto welfare, che noi ci sogniamo (RMG di circa 370€, ma integrato da un patrimonio notevole di case popolari e un sussidio all’affitto. Da noi, sono cresciute lo stesso, non c’è l’RMG e, per il niet degli immobiliaristi e dei costruttori edili, nonché la miopia e l’egoismo dei proprietari che temono la svalutazione delle loro case, investiamo da 25 anni 1/30 della Germania, 1/40 della Francia e persino 1/10 della Spagna, l’unico Paese che ci batte per numero di case di proprietà.
5. Può rinfacciare ai partner europei di aver già fatto le cosiddette riforme ed imporre misure analoghe agli altri (v. Grecia, Portogallo, ecc.).
(continua)

12 ore fa (11:49)
Le case popolari servono a chi non ha reddito sufficiente per locare un immobile nel mercato libero, non c'è una competizione diretta (o non dovrebbe esserci) con la proprietà privata.
Poi ci sono gli immobili pubblici da dismettere: si possono utilizzare questi per l'edilizia sociale; o forme di collaborazione pubblico\privato, come in alcune regioni o comuni.

15:57 su 22/10/2013
(segue)
6. Anziché - come ho già scritto - assumersi gli oneri derivanti dal suo status di Paese leader e adottare misure conseguenti (cioè aumento dei salari e della domanda), cosa che l’SPD ha appena chiesto nella trattativa con la Merkel.
7. Noi - ripeto - dovremmo, dopo aver completato, nel senso già da me indicato, i compiti a casa nostra, prendere in seria considerazione l'opzione di rispondere di brutto, assieme agli altri Paesi in difficoltà, poiché i Tedeschi, come tutti gli arroganti, conoscono soltanto il linguaggio della forza.

19:52 su 20/10/2013
(segue/3)

4) Secondo Der Spiegel, la Merkel, evidentemente non contenta degli obblighi derivanti dal fiscal compact, propone una modifica dei trattati Ue in senso ancora più restrittivo:
http://www.repubblica.it/economia/2013/10/19/news/la_merkel_propone_modifica_trattati_ue-68950729/

A proposito di Der Spiegel, riporto la e-mail che gli inviai il 23-6-2012, in calce all’ennesimo articolo anti-italiano:

Due osservazioni:
1) Soltanto il controllo dei media e l’ammuina dei poveri rendono possibile il dominio di un’infima minoranza di straricchi potenti, egoisti, bulimici e spietati sul resto dell’umanità. Murdoch è uno di loro.
2) Questi bottegai tedeschi hanno imparato bene il detto napoletano del ‘chiagne e fotte’. Qualcuno può spiegare al direttore di Der Spiegel: a) che gli Italiani (non tutti) sono talmente ricchi che si stanno comprando mezza Berlino?; b) che l’Italia contribuisce al fondo salva-stati, in ragione della sua quota nella BCE, esattamente come la Germania, in ragione della sua quota?; c) che la “bottegaia” Merkel è il problema, non la soluzione, non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa? [1]
[1] Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html

(continua/3)

19:49 su 20/10/2013
(segue/4)

5) Infine, la Germania non vuole assumersi l’onere di Paese guida, forse per ottusità, sicuramente per egoismo ed arroganza. Occorre forse un’azione forte, nel senso suggerito dalla tedesca Ulrike Herrmann, corrispondente economica per il quotidiano “Tageszeitung?
“Consigli per il nuovo premier: ‘L’Italia dovrebbe ricattare la Germania minacciando l’uscita dall’euro’”
http://keynesblog.com/2013/02/18/consigli-per-il-nuovo-premier-litalia-dovrebbe-ricattare-la-germania-minacciando-luscita-dalleuro/

(Fine/4)


Post e articoli collegati:

Le determinanti dello spread

Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi

Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel

L’egoismo e l’arroganza dei Tedeschi ed i compiti a casa nostra

Enrico Sergio Levrero* - 16 Maggio 2014


E’ giusto preoccuparsi soltanto dei giovani?


A causa delle avarie frequenti della piattaforma IlCannocchiale, dove - in 4 anni e 5 mesi - il mio blog Vincesko ha totalizzato 700.000 visualizzazioni, ho deciso di abbandonarla gradualmente. O, meglio, di tenermi pronto ad abbandonarla. Ripubblico qua i vecchi post a fini di archivio, alternandoli (orientativamente a gruppi di 5 al giorno) con quelli nuovi.

Post n. 393 del 22-10-13 (trasmigrato da IlCannocchiale.it)
E’ giusto preoccuparsi soltanto dei giovani?

Avvocato
19
Un'intera generazione di giovani rischia il naufragio. Ma la politica guarda altrove
Pubblicato: 22/10/2013 06:00

E’ giusto preoccuparsi soltanto dei giovani? Provo a fissare alcuni punti dello scenario italiano.

1. Secondo la Banca d’Italia, [1] il gap principale italiano rispetto ai Paesi di confronto è il tasso di attività femminile, in particolare al Sud, dove è pari soltanto ad 1/3 delle donne tra 15 e 64 anni; in nessun altro Paese esiste un divario così elevato tra Nord e Sud (27 punti). L'Italia presenta il maggior tasso di disoccupazione femminile dopo Malta in UE27.
2. Il tasso di disoccupazione dei giovani 15-29 anni raggiunge ormai il 40%, ma esso è calcolato, come avverte l’ISTAT, non sul totale dei giovani, bensì sul numero dei giovani occupati.
3. Gli over 40 rimasti senza lavoro sono stimati in un milione.
4. I lavoratori precari in senso stretto sono tra i 3 e i 4 milioni, ma se si includono le partite IVA più o meno false, essi raggiungono forse i 7 milioni, senza tutele di welfare (RMG, sussidio all’affitto o casa popolare).
5. Anche in Germania, nostro Paese concorrente e punto di riferimento, i cosiddetti lavori minori (mini job) [2] sono arrivati a 7 milioni, con un salario di 400€ mensili, però compatibile col RMG (circa 370€) e il sussidio all’affitto o la concessione di una casa popolare (c’è un patrimonio notevole di case popolari).
6. In Italia, invece, l’RMG non esiste (come in Grecia e Ungheria) e, per il niet degli immobiliaristi e dei costruttori edili, nonché la miopia e l’egoismo dei proprietari che temono la svalutazione delle loro case, in alloggi pubblici investiamo da 25 anni 1/30 della Germania, 1/40 della Francia e persino 1/10 della Spagna, l’unico Paese che ci batte per numero di case di proprietà.
7. Studi seri ravvisano ormai una correlazione tra l’incidenza elevata di lavoro precario e il declino del tessuto industriale, con scarsa innovazione di prodotto e di processo e inevitabile enfasi della competitività basata sulla riduzione dei costi.

CONCLUSIONE. La crisi economica dura da 5 anni e perdurerà a lungo; in una situazione siffatta, il nostro Paese rischia di andare a fondo (stanno chiudendo o delocalizzando migliaia di imprese) e c'è bisogno, non di pannicelli caldi, ma di misure incisive e ‘rivoluzionarie’ per evitarlo dell'ordine di 150-200 mld, che, dopo manovre correttive della scorsa legislatura per un ammontare di ben 330 mld, distribuite in maniera molto iniqua (ceti medio e basso ad alta propensione al consumo, e persino sui poveri col taglio feroce della spesa sociale), con pesanti effetti recessivi, vanno presi ai ricchi (gli unici che ora hanno i soldi), mediante un’imposta patrimoniale ed un prestito forzoso sul decile o sulla metà del decile più ricco delle famiglie, a bassa propensione al consumo e perciò con scarsi effetti recessivi (come anche qualche sparuto borghese illuminato propone). [3] Risorse che vanno utilizzate per ridurre l’enorme debito pubblico e i correlati, ingenti interessi passivi (89 mld nel 2012) e per co-finanziare, assieme ad una revisione intelligente della spesa pubblica, la crescita (riducendo le imposte sui redditi bassi per far ripartire la domanda) e indispensabili misure di welfare anticrisi, quali l’RMG e l’edilizia sociale, particolarmente e gravemente disallineati rispetto a UE27.

[1] Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali
“Il dualismo economico italiano, che vede una quota rilevante della popolazione risiedere in un’area molto povera rispetto alla media nazionale, si presenta assai più grave rispetto agli altri paesi con livelli di sviluppo similari e si avvicina invece alle condizioni di disparità che caratterizzano i paesi economicamente meno avanzati” (pag. 430).
“I maggiori divari di reddito che il nostro paese mostra nel confronto internazionale sembrano quindi dipendere per intero dall’anomala dimensione della distanza fra regioni nelle diverse componenti del tasso di occupazione: la quota di forza lavoro occupata e, soprattutto, il tasso di attività della popolazione in età da lavoro. Quest’ultima variabile, in particolare, mostra un divario tra Mezzogiorno e Centro Nord di quasi 27 punti percentuali (Tavola 11), mentre nei paesi di confronto esso è mediamente inferiore a 5 punti” (pag. 435).
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/seminari_convegni/mezzogiorno/2_volume_mezzogiorno.pdf
link sostituito da:

[2] “Il ruolo del diritto del lavoro e della sicurezza sociale nella crisi economica. L’esperienza tedesca” di Maximilian Fuchs
http://www.aidlass.it/convegni/archivio/2013/2013/Fuchs_Aidlass_2013.doc
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