sabato 16 settembre 2017

Lettera a Carmelo Barbagallo, segretario generale della UIL



Pubblico la lettera che ho inviato due giorni fa a Carmelo Barbagallo, Segretario generale della UIL, dopo la sua ennesima esternazione mendace sulle responsabilità della professoressa Elsa Fornero in tema di pensioni, questa volta relativa all’introduzione dell’adeguamento periodico dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita.
Poiché non è la mia prima lettera che gli invio su chi ha fatto che cosa in materia di pensioni, ma lui imperterrito continua a DISINFORMARE, ho calcato un po’ la mano e mandato la lettera per conoscenza agli altri due segretari generali, della CGIL, Susanna Camusso, e della CISL, Annamaria Furlan (ai quali avevo già scritto), colpevoli anch’essi talvolta dello stesso peccato di attribuire alla riforma Fornero misure varate dalla riforma Sacconi. Francamente, lo capisco, se è intenzionale, per la Furlan, la cui Confederazione, capitanata all’epoca da Raffaele Bonanni, fu complice, assieme alla UIL, con a capo Luigi Angeletti, della severa riforma delle pensioni Sacconi; non lo capisco per la Camusso, la cui Confederazione fu l’unica a opporsi e a manifestare contro la manovra del DL 78 del 31.05.2010, Legge 122/2010, il cui articolo 12 contiene la riforma Sacconi.

Riforma delle pensioni, adeguamento all'aspettativa di vita
Da:  v
14/9/2017  14:58
A:  segreteriagenerale@uil.it   CC  segreteria.camusso@cgil.it    segreteria.generale@cisl.it

Al Segretario Generale Carmelo Barbagallo
p.c. Alla Segretaria Generale Susanna Camusso
p.c. Alla Segretaria Generale Annamaria Furlan
Cito da Huffington Post: "Chiediamo il congelamento dell'aspettativa di vita - ha detto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, l'innalzamento automatico rischia di essere dirompente, l'ennesimo danno dopo la legge Fornero".
Egr. Segretario generale Barbagallo,
Sorprende che Lei, segretario generale della UIL, la confederazione sindacale che, avendo a capo Luigi Angeletti, avallò nel 2010 la severissima riforma delle pensioni SACCONI, ignori o faccia finta di ignorare che NON è stata la riforma delle pensioni Fornero (sulla quale Lei cerca di scaricare come al solito le proprie colpe ed i propri sensi di colpa), ma la riforma delle pensioni SACCONI, ministro del Lavoro del governo Berlusconi, a introdurre l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (DL 78/2010, art. 12).
(( art. 12, comma 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.
Peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori, incluso Lei, in una crociera apposita, a spese della UIL.
Per un'analisi comparativa, allego:
Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni
La reinvito, pertanto, ad evitare in futuro, assecondando la vulgata che ha fatto quasi 60 milioni di vittime, di attribuire alla millantatrice professoressa Fornero (che ha alimentato questa DISINFORMAZIONE, non limitandosi a modificare e/o integrare la legislazione precedente, ma ripetendo nel suo DL 201/2011, art. 24, misure già varate dalla riforma Sacconi e in vigore dall'1.1.2011) responsabilità che non ha ed a raccontare finalmente e semplicemente la verità.
Distinti saluti,
V.

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Note:

Nel 2010, inviai una serie di email molto critiche ai segretari generali della CISL, Raffaele Bonanni, e della UIL, Luigi Angeletti, coautori e “complici” di Tremonti, Sacconi e Marcegaglia nella stesura delle scandalosamente inique misure recate dal DL 78 (62 mld cumulati, addossati perfino sui poveri col taglio feroce del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni e lasciando quasi indenni i miliardari e i milionari); peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori in una crociera apposita, a spese della UIL.
Riporto una delle e-mail.
E-mail a CISL_Manovra finanziaria
Manovra finanziaria
Da v
27/5/2010 18:36
AL SEGRETARIO GENERALE
AL RESPONSABILE UFFICIO PREVIDENZA CISL
E' inaccettabile che lo slittamento delle pensioni di vecchiaia, previsto in 6
mesi nella stessa bozza del DL sulla manovra economica reperibile sui
principali giornali on-line e nel sito Tesoro.it fino a ieri sera, sia passato
– chissà perché e senza colpo ferire - a 12 mesi, con un minor introito per i
64enni, a vario titolo disoccupati, di migliaia o decine di migliaia di €,
mentre i percettori di reddito privati, anche milionari, non pagheranno un
centesimo per il risanamento dei conti.
E' inaccettabile che Luigi Angeletti, nonostante ciò, continui ad esprimere un
giudizio sostanzialmente positivo sulla manovra finanziaria.
Vien da chiedersi: ma che sindacato è diventata la CISL? E che sindacalista è
Raffaele Bonanni?
V.

Crociere e gioielli con i soldi della Uil”, Barbagallo Angeletti e altri sei a processo per appropriazione indebita
Il segretario del sindacato: "Personalmente, non ho mai neanche pensato di poter utilizzare risorse della Uil per fini estranei agli interessi dell’organizzazione". L'ex numero uno: "Era per discutere in maniera approfondita, e per più giorni, dei contratti del pubblico impiego"
di F. Q. | 17 settembre 2016

A processo vertici Uil: "Crociere e gioielli con i soldi del sindacato"
Accuse al segretario Barbagallo e al suo predecessore Angeletti. "I due viaggi nei mari d'Europa sono costati 16mila euro ciascuno"
di GIUSEPPE SCARPA
16 settembre 2016


Post e articoli collegati:

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive

Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi

Lettera n. 2 al Ministro Maurizio Sacconi

Se il sindacato vuole avere un futuro
Pierre Carniti  -  15 settembre 2017


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lunedì 11 settembre 2017

Grecia, dopo la cura del memorandum



Dal 2014, la stretta imposta dalla troika alla Grecia è stata impressionante. Si è passati da un deficit massimo del 15,1% nel 2009 ad un avanzo complessivo (dopo aver pagato gli interessi passivi) del +0,7% nel 2016.
EUROSTAT – Deficit/Pil

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia...........-1,5..-2,7...-5,3..-4,2…-3,5..-2,9...-2,9...-3,0..-2,6...-2,4

Francia…...-2,5..-3,2...-7,2...-6,8...-5,1..-4,8...-4,0...-4,0..-3,5...-3,4

Spagna…...+2,0..-4,4.-11,0..-9.4…-9,6.-10,4..-6,9...-5,9..-5,1...-4,5

Gran Br…...-3,0..-5,0.-10,7..-9,6...-7,7...-8,3...-5,6...-5,6..-4,4..-3,0

Germania...+0,2..-0,2..-3,2...-4,2...-1,0...-0,1...-0,1...+0,3.+0,7.+0,8

Olanda …..+0,2..+0,2..-5,4..-5.0...-4,3…-3,9..-2,4...-2,3..-2,1..+0,4

Grecia…….-6,7.-10,2.-15,1.-11,2.-10,3..-8,9.-13,1..-3,7...-5,9..+0,7

Il tasso di disoccupazione è calato, ma è ancora superiore al 20%.
Le misure di austerità imposte dalla troika (tagli ripetuti dei salari e delle pensioni, aumento delle imposte e tasse, riduzioni di agevolazioni fiscali, ecc.) sono state controbilanciate da misure sociali, il governo Tsipras, ad esempio:
- ha introdotto il reddito sociale di solidarietà, ovvero un reddito minimo di 200 euro garantito già a 600.000 persone;
- ha reintrodotto nel sistema sanitario, due milioni e mezzo di cittadini greci (in precedenza chi perdeva il lavoro perdeva ogni forma di assicurazione sanitaria) oltre agli immigrati;
- è riuscito a riallacciare la corrente a 90.000 famiglie;
- ha impedito gli sfratti per gli affittuari insolventi pagando da 70 a 120 euro al mese ai proprietari degli immobili; e
- ha offerto un servizio mensa gratuito a 500.000 bambini delle scuole elementari dei quartieri più colpiti dalla crisi.

Dando uno sguardo all’indietro, va rimarcato, a mio avviso, anche:
- l'aspetto finanziario-economico, con, da una parte, il coinvolgimento per un importo significativo (86 mld) del MES (che, rammento, si somma a 2 precedenti salvataggi), non contemplato negli accordi precedenti; l'irrobustimento delle banche e l'alleggerimento del servizio del debito (tassi e scadenze) e, dall'altra, un corposo piano per la crescita (i 12,5 mld del fondo di garanzia di 50 mld, che è un’altra novità rispetto al testo precedente, e soprattutto i 35 mld di finanziamenti UE);[1]

Ecco il quadro dell'alleggerimento del servizio del debito (tassi e scadenze) per la Grecia grazie al memorandum accettato da Tsipras ed agli aiuti UE, con un’analisi comparativa tra gli stessi Paesi esaminati nella tabella precedente relativa al deficit/Pil.
BANCA D’ITALIA – Statistiche di finanza pubblica nei paesi dell’Unione europea - Spesa per interessi (in percentuale del PIL) Tav. 16
...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
Italia............4,8…4,9…4,4...4,3…4,7…5,2…4,8…4,6…4,1…4,0
Francia…....2,6…2,8…2,4…2,4…2,6…2,6…2,3…2,2…2,0…1,9
Spagna…....1,6…1,5…1,7…1,9…2,5…3,0…3,5…3,5…3,1…2,8
Gran Br…...2,2…2,2…1,9…2,9…3,2…2,9…2,9…2,7…2,3…2,5
Germania....2,7…2,7…2,6…2,5…2,5…2,3…2,0…1,8…1,6…1,4
Olanda….…2,0…2,0…2,0…1,8…1,8…1,6…1,5…1,4…1,3…1,1
Grecia…….4,5…4,8…5,0...5,9…7,3….5,1…4,0…4,0…3,6…3,2
Grecia. L’incidenza % degli interessi sul Pil è influenzata dal valore del debito pubblico (che per la Grecia è sensibilmente cresciuto), dai tassi (che si sono più che dimezzati) e dal valore del denominatore-Pil (che è diminuito). L’effetto combinato di questi tre fattori (di segno opposto) ha portato al più che dimezzamento dell’incidenza della spesa per interessi sul Pil rispetto al picco del 2011 (3,2 contro 7,3).
Italia. Nello stesso periodo, l’incidenza % della spesa per interessi dell’Italia - che dal marzo 2015, a differenza della Grecia, ha potuto beneficiare del calo dei tassi grazie al QE, ma non ha beneficiato di aiuti UE, anzi è contributrice netta dei vari fondi salva-Stato (60 mld), oltre alla sua quota di prestiti tramite la BCE (17%, considerando solo i Paesi Eurozona) -, è diminuita, per effetto degli stessi fattori di segno opposto (il debito pubblico è cresciuto, i tassi sono diminuiti e il denominatore-Pil è calato di circa il 10%), dal valore massimo nel 2012 del 5,2 al 4 nel 2016 (che è il valore record in UE dopo il Portogallo), cioè in misura inferiore a quella della Grecia.

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Note:
[1] L’accordo UE-Grecia non è stato una débacle per Tsipras


Post e articoli collegati:

Grecia, la lingua biforcuta non solo dei levantini ma anche dei nordici dell’UE

Il dettaglio dell’accordo tra Grecia e creditori
ARGIRIS PANAGOPOULOS IL 2 MAGGIO 2017

09.05.17
Raggiunto un nuovo accordo tra governo greco e troika: garantirà risorse fondamentali per ripagare debiti in scadenza. Il prossimo passo sarà la difficile trattativa sulla riduzione del debito. Ma non esistono scorciatoie per la soluzione delle crisi.

Eurogruppo, 15.6.2017
Grecia
L'Eurogruppo ha concluso le discussioni sul secondo riesame, attualmente in corso, del programma di aggiustamento macroeconomico della Grecia finanziato dal meccanismo europeo di stabilità.


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martedì 5 settembre 2017

Ritorno parziale della razionalità e del buonsenso. Censura di un mio commento da parte de LaVoce.info



Com’è noto ai lettori del mio blog, ho scritto qua più volte che, dopo la crisi della Grecia, sottovalutata e quindi ingigantita dalla Germania (all'inizio sarebbero bastati 30 mld, invece ce ne sono voluti 300),[1] a differenza degli USA (dove la crisi è nata), c’è stato: in tutta l'Eurozona, una politica monetaria restrittiva della BCE e una politica economica altrettanto restrittiva della Commissione Europea, in particolare in alcuni Paesi tra cui l'Italia, dove è stato implementato (in grandissima parte dal 2010) un consolidamento fiscale sesquipedale recessivo pari a 330 mld cumulati, per 4/5 e 267 mld ascrivibile al governo Berlusconi, ripartito in modo molto iniquo e quindi recessivo al massimo grado, e 1/5 e 63 mld ascrivibile al governo Monti, ripartito in modo più equo.[2]
Soltanto nel marzo 2015, cioè esattamente con 6 anni di ritardo rispetto alla FED, la BCE, finalmente affrancatasi dal “nein” tedesco", ha varato il QE.[3]
Mentre la Commissione Europea ha concesso all'Italia, discriminata rispetto alla Spagna e alla Francia (come dimostrano i dati EUROSTAT[4]), una misera flessibilità, per lo più sprecata in mance elettorali. 
Ne consegue che i governi Letta, Renzi e Gentiloni non hanno molti meriti, poiché campano di rendita su ciò che hanno fatto, nella scorsa legislatura, i governi Berlusconi (in maniera scandalosamente iniqua) e Monti; e hanno potuto distribuire, soprattutto agli imprenditori, ciò che prima andava obbligatoriamente a risanare i conti pubblici. Gli imprenditori hanno ripreso a investire una parte del regalo e ad assumere (ma, com’è noto, per avere un incremento strutturale dell’occupazione, occorre che ci sia un aumento del Pil di almeno il 2%); gli Italiani, sia quelli che i soldi li avevano e li hanno (i depositi bancari e postali, che già superavano i 1.000 mld, si sono incrementati di 100 mld), sia quelli alleggeriti dal peso iniquo del consolidamento, hanno ripreso un po’ a spendere.
Ora, secondo le anticipazioni che si leggono sui giornali on-line, da una parte, il governo Gentiloni intenderebbe continuare con la politica dei sussidi agli imprenditori, indicati come portatori di interessi fondamentali alla ripresa economica e dell'occupazione; dall’altra, si continuano a sprecare elogi alla politica monetaria espansiva della BCE, indicata come fattore esclusivo o preponderante della ripresa economica, e timori su Paesi come l’Italia, oberati da un enorme debito pubblico, per i rischi che possono rivenire dalla cessazione o ridimensionamento del QE.
Osservo che si esagera sia nell’un caso – gli imprenditori, che per loro natura sono essenzialmente egoisti e badano solo alla sopravvivenza e allo sviluppo delle loro aziende – che nell’altro - la BCE -. Neppure Adam Smith, economista e filosofo morale, padre del liberismo, aveva molta fiducia nell’altruismo disinteressato degli imprenditori (“un ordine di uomini il cui interesse non è mai esattamente uguale a quello del pubblico e che, generalmente, ha interesse a ingannare e anche a opprimere il pubblico, come in effetti ha fatto in numerose occasioni”, Ricchezza delle nazioni, conclusione del Libro I); mentre, sul simposio dei banchieri centrali a Jackson Hole, segnalo questo articolo del prof. Andrea Terzi su LaVoce.info, che evidenzia le novità lì emerse; e il mio commento, che purtroppo è stato censurato. Poiché la censura dei commentatori ritenuti eterodossi è un “vizietto” della liberista e liberale LaVoce.info, mi sono cancellato dalla sua newsletter.

29.08.17

Bell’articolo, chiaro e semplice. Dopo che la crisi economica – gestita in UE ideologicamente - ha distrutto quasi il 25% del tessuto produttivo italiano, 9 punti di PIL, centinaia di migliaia di posti di lavoro, letteralmente centinaia di vite umane, è il ritorno della razionalità e del buonsenso. Almeno per la politica monetaria della BCE (dal 2015).[5] Aggiungo due avvertenze. La prima avvertenza: il Draghi che parla a Jackson Hole è quello “buono”.[6] La seconda avvertenza, indicata già dall’articolo del prof. Terzi (“tanto più se le politiche fiscali continueranno a non essere all’altezza della fase congiunturale”), è l’inadeguatezza della politica economica Eurozona. In particolare per l’Italia, discriminata per ben 7 anni (cfr. i dati Eurostat che ho riportato in calce all’articolo “In Italia una lunga e lenta ripresa che non basta” http://www.lavoce.info/archives/48308/italia-lunga-lenta-ripresa-non-basta/) rispetto ad altri Paesi, proprio a causa, esclusivamente, dell’elevatissimo debito pubblico, che finora si doveva curare con dosi massicce di austerità ed ora invece – si sostiene anche a Jackson Hole – con una politica economica espansiva.

(Nota: Non lo vedo subito pubblicato, come di solito succede; ma, se lo reinvio, il server mi dice che è un doppione; forse il blocco è dipeso dall’aver indicato, come richiesto da loro, l’URL del mio blog http://vincesko.ilcannocchiale.it, cosa che però, strampalatamente, è ritenuta un tentativo di pubblicità: un altro esempio della strana “logica” degli adepti del neo-liberismo).[7]

[1] «Se la Germania fosse intervenuta all’inizio della crisi, ce la saremmo cavata con 30-40 miliardi; oggi i costi sono dieci volte di più».
L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE

[2] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

[3] QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED
Quantitative easing e uscita dalla crisi economica

[4] La Commissione Europea, durante la crisi, ha applicato le regole con 2 pesi e 2 misure (come attestato dalla Corte dei Conti UE, cfr. “Commissione UE, due pesi e due misure” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2843442.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2016/02/commissione-ue-due-pesi-e-due-misure.html ), concedendo all'Italia una misera flessibilità, peraltro sprecata in mance elettorali, e pretende di applicare all’Italia – attraverso formule cervellotiche (vedi il Pil strutturale) - lo stupido e nefasto fiscal compact, che va oltre il limite del 3% e prescrive l’equilibrio strutturale di bilancio, e che a fine 2017 si dovrà decidere (all’unanimità) se inserire o non nei trattati UE.
EUROSTAT – Deficit/Pil
...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
Italia...........-1,5..-2,7...-5,3..-4,2…-3,5..-2,9...-2,9...-3,0..-2,6..-2,4
Francia…...-2,5..-3,2...-7,2...-6,8...-5,1..-4,8...-4,0...-4,0..-3,5..-3,4
Spagna…...+2,0..-4,4.-11,0..-9.4…-9,6.-10,4..-6,9...-5,9..-5,1..-4,5
Gran Br…...-3,0..-5,0.-10,7..-9,6...-7,7...-8,3...-5,6...-5,6..-4,4..-3,0
Germania...+0,2..-0,2..-3,2...-4,2...-1,0...-0,1...-0,1...+0,3.+0,7.+0,8
Olanda …..+0,2..+0,2..-5,4..-5.0...-4,3…-3,9..-2,4...-2,3..-2,1..+0,4
http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/table.do?tab=table&plugin=1&language=en&pcode=teina200   

[5] Dialogo sulla politica economica del Governo e la politica monetaria della BCE

[6] Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde

[7] La religione neo-liberista
L’illogicità del neo-liberismo ha assunto dignità costituzionale


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martedì 29 agosto 2017

Il pendolo asimmetrico della severità




Lo sgombero dei rifugiati a Roma si poteva evitare?
Come siamo arrivati agli scontri di ieri, fra le soluzioni alternative proposte dal Comune e la decisione di usare gli idranti da parte della polizia
  VENERDÌ 25 AGOSTO 2017
(ANSA/ANGELO CARCONI)

Uno Stato forte fa rispettare le regole, in primis dagli autoctoni e poi – naturale conseguenza – da tutti gli altri.
In Italia è casuale: nel senso che un certo giorno (un giorno al mese o un giorno all’anno o un giorno ogni 4 anni…) l’Autorità costituita decide di essere severa, e guai a chi ci capita, perché, avendo i sensi di colpa per coda di paglia (prima fa incancrenire le situazioni e poi interviene[1]), di solito usa la mano pesante.
Si oscilla dal lassismo – protratto nel tempo (nel caso del palazzo di Roma occupato, quattro anni) - al rispetto delle regole imposto col manganello.[2] E’ un festival dell’illogicità, al massimo grado nelle materie in cui è implicata la Chiesa cattolica, forse la fucina principale che col suo lavorio millenario ci ha resi quasi estranei alla logica greca e alla concretezza e severità romana, intendo di Roma antica, non a caso caput mundi per 1.239 anni.
Quando ri-avremo una cultura basata sulla pianificazione, l’analisi razionale dei problemi, l’individuazione delle soluzioni (tecniche e finanziarie), ed una burocrazia, motivata soltanto dal senso del dovere e dall’etica della responsabilità, capace di attuarle in maniera efficace, efficiente e secondo standard qualitativi adeguati?
[1] Che, com’è noto, è la maniera meno efficiente e più diseducativa, essendo quella più efficiente e “pedagogica” la cosiddetta teoria delle finestre rotte.
[2] Ho notato che con i governi di Centrosinistra, fin da quando è stato ministro dell’Interno Giorgio Napolitano, la musica è la stessa e lo strumento è il manganello, spesso usato in modo incongruo.
Napolitano, da comunista a custode della conservazione e degli interessi del potere egemone

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PIANO CORPOSO DI EDILIZIA PUBBLICA DI QUALITA’
Quello della casa è uno dei problemi più grossi, che dovrebbe costituire un obiettivo prioritario della politica.
Nel famoso programma di quasi 300 pagine, che fu elaborato dal Cantiere dell'Unione, il problema casa vi fu inserito per forte sollecitazione della base (La casa: un diritto di tutti, pagg. 178-180).
Il governo Berlusconi, non appena insediato, varò il “Piano casa”, che si è rivelato un bluff, perché è tale solo nel nome, essendo un piano di aumento delle... volumetrie; in più tagliò, per il 2009, 550 milioni già stanziati allo scopo dal governo Prodi nel 2007.
Occorre riprendere quelle proposte. In particolare: a) investire molto di più in edilizia pubblica; b) utilizzare la leva fiscale per scoraggiare il nero; c) ridurre il carico fiscale sugli affitti; d) disincentivare il numero di case tenute sfitte.
In Italia, negli ultimi 10 anni, dopo i vari piani di alienazione, anziché crescere, il loro numero si è dimezzato e a fine 2016 ci sono – pare - circa 500.000 alloggi popolari pubblici (454.000 della cat. A/4-Abitazioni di tipo popolare e 85.000 della cat. A/5-
Abitazioni di tipo ultrapopolare)
Dalla fine degli anni '80, anche se i lavoratori pagavano per l'edilizia pubblica i contributi GESCAL (fino al 1994), se ne costruiscono pochissimi: in media 2.000 all'anno, contro 10 o 15 o 20 volte tanto in altri Paesi europei, come la Gran Bretagna, la Francia, la Germania o i Paesi scandinavi (in Danimarca, ho letto che 1/3 delle case sono alloggi pubblici).
Negli altri Paesi europei, infatti, vengono costruiti molti più alloggi popolari, per calmierare i prezzi degli affitti e tutelare i ceti più poveri.
Occorre implementare un Piano Casa simile a quello Fanfani (https://it.wikipedia.org/wiki/INA-Casa), adattato alla situazione attuale, cioè che comprenda la rottamazione delle case non a norma (http://www.lavocedinewyork.com/lifestyles/scienza-e-salute/2013/07/11/rottamare-le-citta-per-salvarsi-dai-terremoti-lutopia-di-aldo-loris-rossi/) e l’acquisizione di immobili nuovi invenduti con caratteristiche idonee.
La proprietà della casa, a ben vedere, o un affitto agevolato (affitto sociale) sono spesso per milioni di persone percettrici di redditi bassi (salari o pensioni) ciò che fa o potrebbe fare la differenza tra un'esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà.

Negli ultimi 20 anni, si sono costruiti, a causa del predominio delle banche, degli immobiliaristi e dei costruttori, meno di 1/10 di alloggi pubblici rispetto agli altri Paesi europei più evoluti;
Dal rapporto 2011-2012 della CIES (“Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale” 2011-2012 http://impiego.formez.it/sites/all/files/Rapporto2011_2012.pdf, tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è stata, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!
(dal dossier La casa è un diritto essenziale
L’Italia è un Paese governato dagli immobiliaristi e dai costruttori edili. E dalle banche.

Se il destrorso Renzi volesse far seguire alle promesse i fatti, dovrebbe:
- come minimo, rimangiarsi l’improvvida, similberlusconiana abolizione della TASI sulla casa principale, 3,7 mld all’anno
Abolizione IMU-TASI, l’allievo Renzi ha superato il maestro Berlusconi
- come medio, dovrebbe, in più, varare un’imposta patrimoniale di scopo sui ricchi (10% delle famiglie): almeno 6 mld all’anno (che fu proposta dalle associazioni degli imprenditori nel 2011, quando Casa Italia bruciava, come contropartita delle cosiddette riforme strutturali, poi se ne sono dimenticati... http://www.confindustria.it/Conf2004/DbDoc2004.nsf/0/b4cb2e9b9b84e42cc125791e004f26b4/%24FILE/ProgettoImprese.pdf);
- come massimo, dovrebbe, in più, fregarsene del limite del 3% ed aumentare il deficit di 10 mld all’anno.
Con le risorse già disponibili e questi 20 mld annui addizionali, dovrebbe lanciare un piano keynesiano pluriennale, impiegandoli in: (a) investimenti mirati, in base al moltiplicatore, all’innovatività e al livello di sostituzione di importazioni; (b) sussidi ai poveri, ad altissima propensione al consumo; e (c) PROGETTO DI GESTIONE DEL TERRITORIO. Negli ultimi decenni, tra la destra e la sinistra, non è emersa, in particolare a livello locale, una marcata differenza nel modo di governare il territorio italiano, elemento fondamentale non soltanto per le sue intrinseche finalità, ma anche per lo sviluppo del turismo e la qualità della vita delle persone, influenzata sia dal controllo del proprio tempo (spostamenti da e per i luoghi di lavoro), sia dalla relazione - sottovalutata – tra il territorio (urbanistica e architettura) e la psicologia delle persone.
Occorre agire su tre direttrici:
1. la prima, emanando una rigorosa legge sul regime dei suoli, basata su tre pilastri: la prevalenza dell'interesse pubblico; la titolarità esclusiva pubblica delle scelte attinenti al governo del territorio; la pianificazione, in coerenza con i benchmark europei;
2. la seconda, realizzando un piano corposo di edilizia residenziale pubblica di qualità (sovvenzionata, convenzionata e autocostruita);
3. la terza, attuando un piano di rottamazione edilizia (v. Rottamare le città per salvarsi dai terremoti. L’“utopia” di Aldo Loris Rossi http://www.lavocedinewyork.com/lifestyles/scienza-e-salute/2013/07/11/rottamare-le-citta-per-salvarsi-dai-terremoti-lutopia-di-aldo-loris-rossi/).


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lunedì 21 agosto 2017

L’unica e vera rivoluzione sarebbe che i poveri non pagassero per i ricchi


Un mio interlocutore, il povero (nel senso di non ricco) silvestro001, protettore dei ricchi, vuole vincere facile e per convincere se stesso e tutti noi che è giusto non amare la sinistra, sventola il solito spauracchio del comunismo e della rivoluzione ed emette la sua sentenza: “la sinistra ha fallito la sua rivoluzione. Non avete né le idee, né le competenze e né gli uomini per poter fare qualcosa di diverso”. Secondo lui, tutta la sinistra o è comunista e rivoluzionaria o non è. Sembra un alias di Bertinotti vecchia maniera. E’ una tesi, la sua, che porta acqua al gigantesco mulino dei ricchi - nell'ultimo trentennio i ricchi sono diventati sempre più ricchi e la disuguaglianza è aumentata - seminando paura e stravolgendo la realtà, che è questa.
Tranne nel cosiddetto “trentennio glorioso”, i ricchi hanno sempre fregato i poveri, piegando ai loro interessi le leggi. Il padre del liberismo e filosofo morale Adam Smith scriveva nel 1700 che gli imprenditori riuscivano facilmente a coalizzarsi per evitare l'aumento dei salari, mentre ai lavoratori era addirittura vietato per legge.
I padroni, essendo in numero minore, possono coalizzarsi più facilmente; e la legge, del resto, autorizza o almeno non proibisce le loro coalizioni, mentre proibisce quelle degli operai. Non esistono leggi del parlamento contro le coalizioni volte ad abbassare il prezzo del lavoro, mentre ne esistono molte contro le coalizioni volte ad elevarlo”. (Ricchezza delle Nazioni, Libro I, VIII Del salario del lavoro).
Nel dialogo tra il prof. Francesco Daveri e me (cfr. 1 oppure 2), che ha confermato che tra i 60 milioni di Italiani che sono rimasti vittime della DISINFORMAZIONE berlusconiana su chi veramente ha messo le mani nelle loro tasche ci sono - pare - anche tutti i docenti di Economia, abbiamo avuto uno scambio in particolare sulla prima manovra correttiva varata dal governo Berlusconi-Tremonti dopo la crisi della Grecia, la più scandalosamente iniqua della storia repubblicana. Una manovra di 62 mld cumulati addossata sui ceti medio e basso e perfino sui poveri, risparmiando del tutto i ricchi. Riporto un passo della mia lunga replica:
6. Prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia (DL 78/2010)
Fu una manovra scandalosamente iniqua che, da un lato, segnò un cambio di fase (la “osabilità” delle misure, fino a poco prima ritenute dal governo impossibili, agevolata – unico Paese in Europa - dalla quasi assenza di reazioni dei sindacati, tranne pochissime iniziative della CGIL, e del popolo italiano in generale, cosa di cui Tremonti menava vanto), sia a livello interno che europeo; dall’altro, fu l’inizio di una serie di tagli miliardari sia della spesa sanitaria che della spesa scolastica, controbilanciati dal taglio dell’ICI (ai più abbienti, 2,2 mld) o da sprechi come il “salvataggio” dell’ALITALIA (almeno 5 mld), o il doppio G8 (almeno 0,5 mld) o il Trattato di amicizia Italia-Libia (su iniziativa di Prodi, che però alla fine rifiutò di firmarlo perché troppo oneroso per l’Italia: 250 mln $ all’anno per 20 anni) o non ottimali perché basati su tagli lineari e non selettivi.
Per quanto attiene alle misure decise da Tremonti nel 2010 (DL 78 del 31.05.2010, convertito dalla legge 122/2010), accennate nel mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, riporto il poscritto di uno dei tre commenti in calce all’articolo citato di HP:
PS:
I mutati rapporti di forza tra le classi si sono fatti sentire anche sulla gestione della crisi economica. In Italia, la distribuzione dei pesi del sesquipedale consolidamento fiscale fu fortemente iniqua, segnatamente per le manovre correttive del governo Berlusconi, mentre molto più eque furono quelle varate dal governo Monti (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).
Ad esempio, il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122/2010, il più scandalosamente iniquo, contemplò, tra l’altro, non soltanto il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, ma anche il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (cioè i poveri), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011, mentre ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari o milionari, non venne chiesto letteralmente neppure un centesimo (il contributo di solidarietà, varato in 2 DL separati prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – infatti, sarebbe bastato metterli insieme - per farlo cassare, come poi avvenne). Così successe per la tassazione delle stock option, per le quali fu prevista una soglia troppo alta.
Come si vede, dal tempo di Adam Smith non è cambiato nulla: pur essendo il nostro un regime democratico parlamentare, i ricchi, capitanati da un PdC miliardario e da un ministro dell’Economia milionario, dettano legge e, con una legge del parlamento, addossano (quasi) tutto il peso del risanamento dei conti pubblici sulle spalle dei non ricchi ed esentano se stessi. E, ciliegina sulla torta, riescono a nascondere il misfatto e raccontano che non hanno mai messo le mani nelle tasche degli Italiani. E che la colpa è stata di un altro, di nome Mario Monti. E 60 milioni di allocchi, inclusi i docenti di Economia, se la bevono.
L’unica e vera rivoluzione sarebbe di riuscire a far sì che i poveri non pagassero per i ricchi.


Post collegato:

Ricchi e poveri


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