giovedì 20 ottobre 2016

Dialogo n. 1 tra gio.d e me su Draghi senza più armi


Poiché può essere utile ogni tanto rivolgere lo sguardo all’indietro, riporto questo lungo dialogo tra gio.d e me, svoltosi nel mese di settembre 2014, sui poteri della BCE, il vero ganglio dell’attuale assetto oligarchico-burocratico UE, in calce a questo articolo.
Draghi senza più armi
Pubblicato da keynesblog il 17 settembre 2014
Antonio Lettieri da Eguaglianza e Libertà
Erano tempi ancora molto difficili a causa dell’inerzia della Banca centrale europea, che da più parti veniva sollecitata ad implementare una politica monetaria espansiva, da accompagnare con una politica fiscale altrettanto espansiva da parte degli Stati.
Nel mese di gennaio 2015, il Consiglio direttivo della BCE finalmente vince al suo interno le forti resistenze della Germania e decide di varare, a partire da marzo, il quantitative easing, cioè l’acquisto di attività, tra cui titoli di Stato.
Purtroppo, gli Stati dell’UE, succubi del predominio tedesco, non la seguono sulla stessa strada, in particolare l’Italia, il cui presidente del Consiglio Renzi a parole dichiara guerra all’austerità, ma nei fatti, sotto il controllo occhiuto della Commissione europea, continua a perseguire una politica di bilancio restrittiva. L’inerzia degli Stati depotenzia fortemente gli effetti del QE, che non riesce neppure a far risalire il tasso d’inflazione. Per cui, ironia della sorte, anche oggi, ma stavolta forse a ragione, si parla di BCE senza più armi. Ed il cerchio si chiude.
N.B.: Sbilanciamoci, in occasione della ristrutturazione del suo sito, ha cancellato quasi tutti i miei commenti scomodi.


Da almeno 2 anni, mi tocca riscontrare, anche in ambito accademico (!!), un’ignoranza dei poteri della BCE. Un mese fa, ho lanciato un Quesito-proposta di denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea per violazione del suo statuto (art. 2) e dei trattati UE (l’ho fatto anche qui, v. “John Maynard Giavazzi (o quasi)” e poi “Uscire dall’euro o “uscire” da questa BCE?”, v. anche il precedente post di questo blog “Siamo tutti keynesiani?”). Ho dovuto purtroppo registrare un riscontro quasi nullo. Come piccola soddisfazione, noto ora con piacere che Antonio Lettieri ha preso atto del mio, evidentemente, utile commento a questo stesso suo articolo, pubblicato su Sbilanciamoci, che l’ha determinato a cancellare una sua erronea affermazione (cfr. punto 3, quarto capoverso), concernente i poteri della BCE. Riporto l’incipit del mio commento e, per non ripetermi, il link all’articolo di Sbilanciamoci:
Tutto giusto e condivisibile, tranne un punto dirimente.
Citazione: “Dunque, la politica monetaria sembra svolgere, sia pure in ritardo e con i limiti statutari e della sorda opposizione della Bundesbank, il proprio ruolo”.
Antonio Lettieri lo ha mai letto attentamente lo statuto della BCE? […]
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Moneta-morbida-lavoro-duro-26135 .(Link sostituito da: http://old.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.357-13-settembre-2014/Moneta-morbida-lavoro-duro-26146.html, commenti cancellati).


Temo che il problema non sia tecnico, ovvero capire cosa puo’ e non può fare la Bce, ma politico, cioè di politica economica….se siamo tutti impegnati a vendere e a tenere i conti in ordine la banca centrale in quale modo ci può aiutare? Comprando debito estero per affossare il cambio? Quindi sempre al modello cinese si finisce…noi dovremmo sostenere l’export cinese e degli altri paesi in via di sviluppo, come fanno gli Usa, Uk e probabilmente anche il Giappone in un futuro molto prossimo, non competere con loro…se tutti vendono chi è che compra? La regola non scritta è chi ha moneta forte compra, gli altri vendono…finirà molto male

Mi meraviglio che tu dica questo, se hai letto i miei commenti precedenti.
1. Che il problema sia politico è evidente, direi ovvio.
2. Ma è ovvio solo a 2 condizioni: a) che anche Draghi (anzi, la sua metà buona – il buono Dottor Jekyll -, ché l’altra metà – il cattivo Signor Hyde – è prona al veto, appunto politico, della Germania) diventi, tecnicamente, keynesiano e prevalga – cosa (quasi) impossibile nella schizofrenia – sulla metà cattiva; e b) che si sgombri interamente – interamente! – il campo dall’asserito impedimento statutario, che è l’alibi perfetto – alimentato dall’ignoranza quasi universale (!!) dei suoi poteri – per l’inerzia della BCE. Cioè occorre che qualcuno dica e dimostri che il re è nudo. E’ incredibile – ma piacevole per me, poiché uno dei fondamenti della mia educazione è stata la famosa fiaba di Andersen de “I vestiti nuovi dell’imperatore”, più nota, appunto, come “Il re è nudo” – che stia toccando a me svolgere il ruolo del bambino che svela l’inganno (anche se credo che, nel mare magno del web, ve ne siano molti altri). Ma siccome è certo che questo non sia sufficiente a superare il veto politico della egoista ed egemone Germania, che non lo farà mai con le buone, l’unico modo per uscire dall’impasse ed evitare la probabile implosione dell’Euro (e poi forse dell’UE) è o minacciare di uscire dall’Euro o denunciare la Bce alla Corte di Giustizia Europea per flagrante violazione del suo statuto (art. 2).
3. Detto questo, che cosa debba fare la BCE (cioè il suo Consiglio Direttivo, formato da Draghi e dai 18 governatori dell’Eurozona) l’ho già scritto: QE e acquisto della parte di debito pubblico eccedente il 60% del Pil di tutti i 18 Paesi EUZ, attraverso titoli nuovi a lunga scadenza e a tasso zero o quasi, alleviando così sensibilmente la spesa degli interessi passivi, il cui risparmio va destinato alla crescita. In tal caso, si deve lasciare l’obbligo del pareggio di bilancio e cedere sovranità all’UE per il controllo preventivo e successivo del bilancio pubblico e delle variabili sottostanti, prevedendo, per un certo periodo, sanzioni non soltanto pecuniarie ma anche politiche (decadenza-rimozione dei responsabili). In alternativa, c’è soltanto che l’UE vari gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio), che mobilitano un ammontare complessivo di 3.000 mld (all’Italia spetterebbe il 17,9%, pari alla sua quota nella BCE). Siamo in guerra, anche se solo economica, che durerà a lungo, ed occorre un cambiamento radicale di mentalità e di soluzioni. Allora, à la guerre comme à la guerre.

Nessuna struttura pubblica è mai indipendente dal potere politico, anche se nel suo statuto è scritto a caratteri cubitali, hanno scritto a caratteri cubitali una idiozia banalmente…l’unico modo per rendere una struttura pubblica indipendente è renderla elettiva, cioe’ creare un’altra struttura politica e dotarla di autonomia finanziaria…chi mette i dipendenti pubblici della Bce al loro posto infatti? Il potere politico, chi decide di rimuoverli o cambiarli? Il potere politico…le banche centrali sono espressione della politica del governo, e ti dico di più: è un bene che sia così, se non fosse così le nostre democrazie sarebbero zoppe, perché in caso contrario ci sarebbe un organo istituzionale dotato di amplissimi poteri del tutto autoreferenziale…

Vedo che tu – recidivo – ami le affermazioni ovvie (“Nessuna struttura pubblica è mai indipendente dal potere politico”), ma che, se le sottoponi a verifica e neanche tanto approfondita, lo sono – ovvie – a certe condizioni: nel caso della BCE, che a) la maggioranza dei membri del Consiglio direttivo esegua fedelmente i desiderata (poiché tali sono) del potere politico; b) rinunciando alla sua indipendenza sancita dalla legge, a partire dal momento stesso in cui il potere politico li ha nominati, c) sia disposta – per soddisfare quei desiderata – a disapplicare lo statuto, che, bada bene, contiene regole fissate nei trattati UE dal potere politico (ma in cui vige la regola dell’unanimità); d) assuma che per potere politico s’intenda, non l’unanimità dei Paesi EUZ, ma la Germania e satelliti, poiché i Piigs hanno altri desiderata.
Tu giustamente obietterai: non è quello che sta succedendo? Ed allora io ti porrei l’obiezione fondamentale in uno Stato (o Unione di Stati) di diritto, che è la seguente: che la ‘moral suasion’ (da te definita impropriamente dipendenza, senza virgolette) esercitata indebitamente dal potere politico minoritario ed egemone sulla BCE svanirebbe come neve al sole nel caso in cui si denunciasse la BCE all’unica Autorità ad essa sovraordinata: la Corte di Giustizia Europea, per flagrante violazione del suo statuto e dei trattati UE. Perché anche per i misfatti della BCE c’è un giudice a Berlino.
Ma già prevedo la tua affermazione “ovvia”: che anche la Corte di Giustizia Europea non è indipendente dal potere politico… O in questo caso ti arrenderesti? E, anziché continuare a fare affermazioni ovvie all’infinito, decideresti di dare una mano – se non altro diffondendo nel web la mia proposta – a realizzare quel che ora appare come l’unica via d’uscita rapida dal pantano in cui ci troviamo?


Sono convinto che anche il qe di cui parli tu (che comunque non verrà mai effettuato in un’Europa come questa qui, al massimo ripeto la Bce comprerà titoli di stato esteri non europei) non servirebbe a politiche fiscali invariate…occorre fare deficit, ampi e prolungati, li deve fare soprattutto la Germania, occorre smettere per 20 anni almeno di fare saldi commerciali positivi, lo deve fare soprattutto la Germania, questa è la precondizione necessaria e non sufficiente per uscire da questo enorme casino…poi la Bce può essere utile senzaltro, anzi essenziale, perché se fai deficit devi monetizzarlo, allora ha senso il tuo qe, ma da sola non puo’ decidere la politica economica e il modello di sviluppo del continente, non è che il re è nudo, il re non fa il suo dovere e il suo stato maggiore non puo’ prendere le decisioni al posto suo…

Sono d’accordo, tanto è vero che l’ho scritto pure qui 3 settimane fa, ma non pretendo che tu lo rammenti, anche se hai partecipato alla discussione; né si può scrivere ogni volta tutto, ripetendosi.
Il re è nudo ovviamente era riferito alla BCE.
Lo Stato maggiore è indipendente dai politici ed ha come riferimento esclusivamente il proprio statuto e la propria coscienza di funzionari pubblici lautamente pagati dalla collettività europea al cui servizio (teoricamente) essi operano.

vincesko 27 agosto 2014 alle 15:57
1. La BCE, nell’attuale struttura monca dell’assetto UE, è il vero ganglio del sistema, dire che non è ‘la’ causa dei problemi è vero, ma sicuramente è una delle concause, attualmente la principale, sia per quello che fa (continuare a suggerire l’austerità), sia per quello che non fa, violando il suo stesso statuto (art. 2).
2. La proposta di aumentare il credito è uno dei provvedimenti necessari, ma non sufficienti; occorre integrarlo con una politica fiscale, ma per attuarla è indispensabile, visti i vincoli UE, che la BCE dia i soldi –molti soldi – agli Stati, poiché solo lei ha i soldi, ad esempio per comprare il loro debito e alleviare la spesa per interessi, destinandone il risparmio alla crescita economica e dell’occupazione. In alternativa, in Italia, c’è il varo di una corposa imposta patrimoniale sui ricchi (5% delle famiglie), a bassa propensione al consumo; ovvero, in UE, il varo degli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio): fondo di 1,000 mld garantito dall’oro e da asset pubblici, per mobilitare (moltiplicatore 3) un ammontare complessivo di 3.000 mld, da destinare parte alla riduzione del debito pubblico e parte alla crescita economica e dell’occupazione.
vincesko 27 agosto 2014 alle 15:57
1. La BCE, nell’attuale struttura monca dell’assetto UE, è il vero ganglio del sistema, dire che non è ‘la’ causa dei problemi è vero, ma sicuramente è una delle concause, attualmente la principale, sia per quello che fa (continuare a suggerire l’austerità), sia per quello che non fa, violando il suo stesso statuto (art. 2).
2. La proposta di aumentare il credito è uno dei provvedimenti necessari, ma non sufficienti; occorre integrarlo con una politica fiscale, ma per attuarla è indispensabile, visti i vincoli UE, che la BCE dia i soldi –molti soldi – agli Stati, poiché solo lei ha i soldi, ad esempio per comprare il loro debito e alleviare la spesa per interessi, destinandone il risparmio alla crescita economica e dell’occupazione. In alternativa, in Italia, c’è il varo di una corposa imposta patrimoniale sui ricchi (5% delle famiglie), a bassa propensione al consumo; ovvero, in UE, il varo degli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio): fondo di 1.000 mld garantito dall’oro e da asset pubblici, per mobilitare (moltiplicatore 3) un ammontare complessivo di 3.000 mld, da destinare parte alla riduzione del debito pubblico e parte alla crescita economica e dell’occupazione.

Non avertene a male non c’è vis polemica nei miei interventi, cerco solo, come è mio costume di ragionare sulle cose…allora io dico semplicemente che prendersela con la Bce, con questa Bce a guida Draghi che è bene ricordarlo, è migliore 100 volte di quella precedente e tutto lascia presagire di una qualunque Bce a guida non-Draghi, è un errore strategico fatale in una guerra, visto che e’ così che hai detto la consideri tu.
È alquanto evidente che Draghi cerca di destreggiarsi tra mille difficoltà per tenere a bada un board recalcitrante, pieni di nemici veri non del sud-Europa bada bene, ma di tutta l’Europa, visto che la visione credo comune ad entrambi è che questa sorta di neoideologia calvinista-mercantilista, porterà allo sfacelo l’Europa intera…se non fosse stato per Draghi noi la guerra l’avremmo già abbondantemente persa, ora tu cosa vorresti fare? Denunciarlo? E perche’ di grazia? Perché non rispetta un codicillo del suo statuto? Uno statuto che cerca di garantire per legge l’impossibile, cioe’ che la banca centrale è indipendente dal potere politico? Scrive Casanova nella sua histoire, un libro che solo pochi riescono a cogliere per quel che è, vale a dire un ottimo manuale di filosofia, specie politica ed economica, scrive dicevo che solo un legislatore stupido fa una legge che non e’ possibile osservare! Per come la vedo io quindi, come strategia di “guerra” è molto piu’ utile denunciare al tribunale della stupidità coloro che hanno impostato l’unione europea su queste basi ridicole e con queste regole demenziali, dimostrandone appunto la loro demenzialita’ e mostrandone apertamente i danni che hanno già arrecato e quelli che produrranno in futuro. Dopodiché come in ogni guerra che si rispetti cercherei alleati, ce n’è uno in particolare dall’altra parte dell’Oceano bello grosso, che ci ha già aiutato parecchio in un’altra guerra mezzo secolo fa, guarda caso proprio contro dei nemici che popolavano la medesima regione dei nemici di oggi, strana la vita a volte eh? Credo che non vedrebbero l’ora di aiutarci ancora…


1. Gioco dell’oca.
E’ che a te – mi pare – piace il gioco dell’oca: un passo avanti e uno indietro, purché si resti alla casella di partenza. A me no. Ma non c’è problema.
Anche in quest’ultimo commento, tu fai un’obiezione sensata (se si denunciasse la BCE, ci sarebbero conseguenze sulla stessa), ma la “sporchi”, prima cambiando l’oggetto della denuncia (Draghi e non la BCE), poi ne trai conseguenze arbitrarie o almeno non automatiche (le dimissioni o forse addirittura la rimozione di Draghi) e pessimistiche (al suo posto arriverà uno peggiore). Certamente, un’eventuale pronuncia della Corte di Giustizia Europea sfavorevole alla BCE produrrebbe degli effetti seri, ma non necessariamente quelli che tu paventi. Sarebbe come affermare che ogni qual volta la Corte di Giustizia Europea sanziona l’Italia (è già successo decine. forse centinaia di volte) il governo o il ministro competente si dimette. Non è mai successo.

2. Guerra.
Intanto, preciso che quando parlo di guerra non mi riferisco alla BCE ma alla competizione-trasformazione epocale economica planetaria, che è la causa prima dell’attuale depressione economica italiana.
Per me, il quadro delle determinanti è questo: Si tratta di una crisi economica frutto in primo luogo, appunto, della trasformazione epocale planetaria in corso già da un decennio, che sta rivoluzionando la distribuzione della produzione, della ricchezza e del benessere consolidatasi negli ultimi 250 anni (a metà del 1700, il Paese più ricco al mondo era la Cina e uno dei più ricchi l’Indostan).
In secondo luogo, la crisi è esacerbata nell’Eurozona dall’assetto monco dell’UE, dell’Euro e della BCE, che non contempla i necessari correttivi degli squilibri tra i Paesi che hanno in comune la moneta, ma strutture economiche disomogenee.
Ed, in terzo luogo, dall’egoismo della egemone Germania (e suoi satelliti), che trae tutti i vantaggi da questo assetto monco e non intende rinunciarvi.
Osservo, infine, che, per quanto riguarda in particolare la situazione italiana, anche professori di Economia (da ultimo, 3 giorni fa Francesco Daveri sul “Corriere della Sera”, cfr. “Malati d’Europa e sorvegliati speciali”) danno la colpa a Monti e ignorano o fanno finta di ignorare che la vera causa dell’attuale recessione (oltre ad altre cause preesistenti) sono le sesquipedali ed inique manovre correttive varate dal governo Berlusconi-Tremonti nella scorsa legislatura (valore cumulato di 267 mld, contro i 63 mld di Monti), ma le cui misure permanenti dispiegano tuttora i loro effetti.

3. Soluzioni.
USA. Ora, in questo quadro piuttosto complicato, tu sostieni che la soluzione non debba essere quella “interna” di denunciare la BCE, che è – rammento – solo un’extrema ratio, ma che appare come l’unica via d’uscita dal pantano, perché, pur essendo venute meno le basi teoriche della politica di austerità propugnate dalla corrente mainstream e applicate ai Paesi in crisi economica negli ultimi decenni prima dal solo FMI ed ora dalla troika (FMI, UE e BCE), ed abbandonate anche da famosi neo-liberisti che le propugnavano (Giavazzi, Tabellini, Zingales, Alesina, Guiso), i quali chiedono ora un intervento pubblico, sia al governo italiano, sia alla BCE, gli organismi internazionali ciurlano nel manico e sono renitenti a cambiare la terapia (non più tardi di pochi giorni fa, al summit UE a Milano, hanno detto esplicitamente che non possono allentare i cordoni della borsa perché se no gli Stati frenerebbero gli sforzi di risanamento; ma sostieni, dicevo, che debba essere quella “esterna” di chiedere un intervento degli USA. Ma mi è facilissimo eccepire che gli USA lo stanno chiedendo da 5 anni alla Germania di cambiare politica economica, ma invano. A dimostrazione di ciò, riporto quanto l’ex Segretario al Tesoro USA ha scritto nel suo libro, che ha avuto molta eco sui media italiani, poiché vi si parla anche del supposto complotto per far cadere Berlusconi:
“L’ex ministro Usa: funzionari europei ci proposero di far cadere Silvio”
Nell’estate del 2011la situazione era peggiorata, però «la cancelliera Merkel insisteva sul fatto che il libretto degli assegni della Germania era chiuso», anche perché «non le piaceva come i ricettori dell’assistenza europea – Spagna, Italia e Grecia -stavano facendo marcia indietro sulle riforme promesse». (cfr. il mio post “Analisi parziale del complotto contro Berlusconi”).
In esso, Geitner rivela anche il suo lavoro di persuasione su Draghi perché facesse, insieme, quel che serviva per uscire dalla crisi economica. Draghi qualcosa, infatti, fece, ma fu tantissimo come mere dichiarazioni, rivelatesi determinanti a spegnere l’incendio dello spread, troppo poco come misure effettive anti-crisi.
Referendum. Infine, osservo che anche gli economisti italiani, visti vani gli appelli, i libri, gli innumerevoli articoli scritti per convincere il potere politico a cambiare rotta, hanno deciso intelligentemente di indire il referendum contro l’austerità, pur consapevoli che si tratta di un atto simbolico (verrebbero abrogate soltanto le parti peggiorative degli stessi obblighi UE, decise dal governo Monti), ma che ciononostante potrebbe rivelarsi, se non decisivo, almeno molto più produttivo di effetti concreti positivi. .
Conclusione.
Per concludere, ripeto ciò che ho già scritto qui in calce a “John Maynard Giavazzi (o quasi)”:
Dato l’evidente, enorme squilibrio delle forze e degli interessi contrapposti, io sommessamente penso che occorra seguire l’esempio dei vecchi socialisti e sindacalisti a cavallo tra l’800 e il ‘900 (fino ad allora le leggi e l’apparato poliziesco venivano usati esclusivamente dai padroni contro i lavoratori): UTILIZZARE AL MEGLIO LE LEGGI E GLI ORGANI DEPUTATI A FARLE RISPETTARE.
Quindi, da una parte, occorre contare ed appoggiarsi il più possibile sull’unico organo europeo, pur con i suoi limiti decisionali, davvero democratico: il Parlamento Europeo. Dall’altra, attaccare e stanare il ganglio vitale: la BCE. Perciò sto proponendo di denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea per violazione del suo statuto e dei trattati UE.
https://keynesblog.com/2014/08/22/john-maynard-giavazzi-o-quasi/#comment-22499

PS: Attenzione, per incolonnare correttamente le risposte, basta cliccare sul riquadro “Rispondi” presente nella e-mail di segnalazione del commento.

Premessa: scrivo dal cellulare, non ricevo alcuna mail né trovo l’opzione rispondi su tutti i commenti.
Cercando di essere più schematico e conciso possibile:
1. Non è che a me piace il gioco dell’oca, sono le soluzioni estemporanee che inevitabilmente giungono ad un punto morto;
2. Guerra: occorre intendersi chi sono i nemici, che risultati si vogliono raggiungere e qual è la strategia migliore da mwttere in campo per ottenerli, se no si corre il rischio di impallinare i tuoi incursori avanzati nelle file nemiche; allora la guerra la dobbiamo fare ad un certo modo di intendere la macroeconomia e la globalizzazione più in generale, che ci porterà allo sfacelo sociale e a tensioni geopolitiche sempre più forti. La Bce è uno strumento al servizio della politica, tecnicamente indipendente ma de facto asservita al pensiero dominante, è scontato che sia così, e’ ripeto corretto che sia così, altrimenti avremmo un organismo autoreferenziale che decide buona parte della politica economica di un continente; è poi inutile cercare di modificare lo strumento senza modificare le intenzioni di chi adopera lo stesso, e d’altra parte se vinciamo la nostra guerra, cioè riusciamo a cambiare le vision strategiche dei policy makers europei, a quel punto lo strumento sarà adoperato nel modo opportuno; la guerra dunque non è una crociata santa contro la globalizzazione, che è un fatto ineluttabile e tutto sommato anche positivo, se siamo autenticamente solidali e promotori dell’uguaglianza dei diritti, impossibile da ottenere senza una più compiuta uguaglianza economica globale, ma dei modi con i quali la globalizzazione stessa va gestita, che non è certo questa folle idea di competere tutti contro tutti in una perenne lotta all’ultimo sangue.
3. Sottovalutiamo sempre troppo l’enorme potenziale di moral suation del mondo anglosassone nei confronti del resto del mondo…soprattutto nei confronti di una nazione per la quale il mondo anglosassone rappresenta il miglior cliente, del resto è curioso come lei stimi significativi i referendum sul nulla e le denunce più o meno a casaccio e sottovaluti invece il potere coercitivo di una eventuale strategia comune, politica e diplomatica, ma in seguito anche economica di Usa, uk, Francia, italia, spagna, nei confronti di una parte tedesca…


Premessa: E’ sufficiente cliccare sul primo “Rispondi” che trovi scorrendo verso l’alto. Le e-mail di segnalazione di un nuovo commento pervengono solo a chi ha ‘postato’ commenti in precedenza. (in calce a un determinato ‘post’).
1. Anche con quelle non estemporanee.
2. Guerra. Non bisogna complicare le cose semplici. Io di solito, quando affronto un problema complesso cerco di dividerlo in parti più semplici senza perdere di vista le interrelazioni. Sono d’accordo con te che la globalizzazione può essere un’opportunità, ma il gioco dev’essere equo. Ed ora non lo è. E’ nemico chi non rispetta questo principio, Può essere la Cina, ma può essere anche la Germania o la BCE.
3. Premesso che io non disdegno l’aiuto di nessuno, né tanto meno di una potenza come gli Usa, ti ho dimostrato che finora la pressione USA sulla Germania è stata del tutto inefficace. Nella scorsa puntata di “Ballarò”, Prodi ha detto 3 cose importanti: a) che il sistema UE nelle intenzioni originarie dei leader doveva essere completato passo passo, b) che ora è incompleto e c) perché manca una vera leadership e non va bene che sia la Germania da sola (non c’è più neppure la diarchia con la Francia) a comandare. Che si fa, si continua ad aspettare che l’intervento USA sortisca qualche effetto o si sperimenta qualche altra strada per evitare che la barca affondi? Anche i popoli, non soltanto gli individui, hanno una psicologia. Primo Levi scrive (ne ‘La Tregua’) che i Tedeschi sono arroganti. Dostoevskij scrive (‘Memorie dalla casa dei morti’): “Di certo si doveva credere un uomo molto intelligente, come accade per solito a tutti gli uomini ottusi e limitati”. L’arroganza dei Tedeschi rasenta l’ottusità, ma ovviamente c’è anche un calcolo egoistico da ‘bottegai’: l’attuale UE li favorisce ed essi inclinano irresistibilmente a prendere solo i vantaggi e non ad assumersi anche gli oneri di Paese leader. E’ vano e/o ci vuole troppo tempo (per) convincere i Tedeschi; qualcuno arriva ad affermare che essi sono talmente arroganti e ottusi che non cambieranno neppure quando ci smeneranno anche loro (come in parte sta già succedendo). Nessuno convincerà la Germania, allora cerchiamo un’altra opzione. Io l’ho individuata nella denuncia della BCE; non sono un esperto, ma ritengo che anche un gruppo di cittadini, o forse persino uno solo, possa presentare un esposto-denuncia contro la BCE alla Corte di Giustizia Europea. Chissà, forse “chianci-piero” l’ha già fatto e ce lo tiene nascosto (v. discussione in https://keynesblog.com/2014/08/22/john-maynard-giavazzi-o-quasi/#more-5701 ).
Tu, intanto, elabora la tua strategia meditata, realizzala e facci sapere. Auguri.


Post e articolo collegati:

Note sul potere in UE, scontro Juncker-Merkel

Critiche severe all’economia italiana da importanti giornali di Spagna, Francia, Gran Bretagna e USA

UE, che fare contro e con le regole europee

Renzi’s ‘Anti-Austerity’ Charade And The Truth About Italy’s Deficit
by Thomas Fazi on 6 October 2016

Ne riporto l'ultima parte:
"Tornando alla più recente legge finanziaria in Italia: la sua natura restrittiva è confermata dalla crescita stimata dell'avanzo primario, 1,5-1,7 per cento nel 2017. Questo è destinato a deprimere ulteriormente l'economia italiana, come il governo sa perfettamente. Niente meno che il ministro delle finanze del paese, Pier Carlo Padoan, ha riconosciuto in una recente intervista con il quotidiano Il Messaggero che 'la riduzione della spesa pubblica in Italia ha portato a tassi di crescita inferiori rispetto ad altri paesi'. Quel che è peggio, però, è il fatto che questa ulteriore stretta fiscale avrà luogo nonostante una riduzione stimata della spesa per interessi del paese nel periodo 2015-2017 di circa il 2 per cento del PIL , grazie alle politiche di ultra-bassi tassi di interesse della BCE. Questo per quanto riguarda lo 'spazio fiscale' che il QE avrebbe dovuto liberare per i governi; nella migliore delle ipotesi si potrebbe sostenere che l'austerità sarebbe stata ancora maggiore senza di essa.
Ma questo ultimo sviluppo non dovrebbe essere una sorpresa. Nonostante la roboante retorica anti-austerità del primo ministro, la verità è che da quando è arrivato al potere il saldo primario in Italia è stato in costante aumento e il bilancio complessivo in costante diminuzione. Qualcosa che la performance economica disastrosa del Paese negli ultimi anni mostra fin troppo bene.
Pertanto si può concludere che: (a) Renzi non ha mai avuto alcuna intenzione di sfidare seriamente l'austerità, che fa di lui il più inaffidabile venditore di fumo dopo Berlusconi; o (b) la sua idea di sfidare l'austerità è denunciare costantemente le regole, mentre dice di essere l'unico governo in Europa a seguirle, forse in un tentativo perverso di dimostrare la loro inutilità commettendo harakiri economico. In entrambi i casi, l'Italia è saldamente in corsa per un secondo decennio perduto a causa delle politiche affossatrici di Renzi".


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lunedì 10 ottobre 2016

Sudditi dell’UE e della BCE o cittadini sovrani?


SUDDITI O CITTADINI SOVRANI?
9 ottobre 2016

1. Le sigle attuali dei Trattati europei sono: TUE (Trattato dell’Unione europea) e TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea). (Versione consolidata del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (pubblicati on line il 27 febbraio 2013) http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/08/st06/st06655-re07.it08.pdf).
2. L’art. 130 del TFUE è stato travasato nell’art. 7-Indipendenza dello Statuto della BCE; l’articolo 128 del TFUE nell’articolo 16-Banconote dello Statuto BCE.
3. La BCE è indipendente dal potere politico, analogamente a quasi tutte le altre banche centrali, ma questo va sempre contemperato con - e subordinato a - l'interesse superiore di fare il bene del popolo, come recita il sito della BoE (“Promoting the good of the people of the United Kingdom by maintaining monetary and financial stability” http://www.bankofengland.co.uk/). Inoltre, l’indipendenza della BCE dal potere politico vale biunivocamente, quindi quando la BCE “condiziona” l’esercizio dell’attività politica compie un vulnus dei principi della democrazia e delle rispettive responsabilità in capo alla BCE, per la politica monetaria, e agli Organi politici, per tutto il resto.
4. Gli inadempimenti statutari maggiori della BCE hanno riguardato l’art. 2-Obiettivi (al plurale!), che coinvolge il fondamentale art. 3 del TUE, che, in aderenza ai "valori" contenuti nel preambolo della Carta dei Diritti Fondamentali, definisce ed esplicita la “missione” complessiva dell’Unione europea, finalizzandola a due obiettivi prioritari: la piena occupazione e il progresso sociale, essendo la BCE un semplice strumento di questa missione e la stabilità dei prezzi un mero sub-obiettivo.
5. In forza dell’art. 340 del TFUE, “la Banca centrale europea deve risarcire, conformemente ai principi generali comuni al diritto degli Stati membri, i danni cagionati da essa stessa o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni”.
6. Non è vero che gli atti della BCE sono inappellabili. Il controllo giudiziario sulla BCE è esercitato dalla Corte di giustizia europea (CGUE) (art. 35 dello Statuto BCE, protocollo 4, allegato al Trattato di Lisbona https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf).
7. Ne discende che più che gli articoli o gli appelli occorrerebbe vagliare la strada maestra della legge e, se del caso, implementare un’azione collettiva di responsabilità contro la BCE per violazione dei Trattati e dello Statuto, da presentare al Parlamento europeo per la sanzione politica e alla Corte di giustizia europea per la sanzione giudiziaria.
PS: Art. 104 del Trattato UE? Ci deve essere un errore.

Appendice

Ho capito l’errore relativo all’art. 104 leggendo l’allegato linkato al sito dell’Avv. Mori. Si tratta dell’ex art. 104 del Trattato di Maastricht, ora sostituito dall’articolo 126 del Trattato di Lisbona (TFUE, vedi testo linkato sopra). Ma, ovviamente, non c’entra nulla la BCE, che non ha nessun potere di imporre agli Stati membri il rispetto dei parametri di Maastricht e sue modificazioni (ad esempio, Six Pack e Fiscal Compact). Ha solo – diciamo così - la facoltà, di cui si avvale amplissimamente nei suoi rapporti periodici, di CRITICARE e la mancata osservanza dei detti parametri e le omesse applicazioni delle sanzioni agli Stati membri da parte della Commissione europea e del Consiglio europeo.

Segnalo solo alcune delle incongruenze contenute nell’Esposto dell’Avv. Mori. 
1. “Come noto la leva monetaria determina direttamente il tasso di occupazione in una nazione. Con maggior precisione la leva monetaria consente di gestire l’inflazione”. Falso, che lo possa fare da sola. 
2. “Nello stesso periodo luglio-agosto 2011 la DeutsheBank cedeva circa l’88% dei titoli di stato italiani nel suo portafoglio”. Falso, come peraltro è scritto (ho letto adesso) in altro post nel sito di Mori, tali vendite avvengono nel 1° semestre 2011, quindi non c’è un nesso causale diretto con la crescita dello spread, anche se probabilmente fanno da innesco alla valanga speculativa successiva sui titoli di Stato italiani. 
3. “Detta lettera [del 5/8/2011 della BCE] sarebbe stata sottoscritta sia dal Governatore in carica Jean Claude Trichet che da quello che lo sarebbe divenuto a breve ovvero Mario Draghi (In allora Governatore di Banca Italia). L’austerità, dopo aver completamente distrutto l’economia greca, arrivava dunque anche in Italia”. Falso, l’austerità in Italia arriva nel 2010, dopo la crisi del debito greco, con la prima manovra correttiva del governo Berlusconi, la più scandalosamente iniqua, il DL 78 del 31.5.2010, di 24,9 mld (62,2 mld cumulati, secondo il “Sole 24 ore”), cui fanno seguito la legge di Stabilità 2011 e il DL 98 del 6.07.2011 (80 mld), seguito dopo circa 40 giorni dal DL 138 del 13/8/2011 (60 mld), che appunto consegue ai diktat della lettera della BCE. Ma a causa della credibilità prossima allo zero del premier Berlusconi, in rotta con la diarchia Merkel-Sarkozy, e alla quasi latitanza della BCE (che comunque comincia a comprare titoli pubblici italiani il 22/8/2011 e li protrae fino al febbraio 2012, per un ammontare di 102,8 mld), tutto è inutile e Berlusconi rassegna le dimissioni. 
4. Il Gruppo Bildemberg e la Commissione Trilaterale, secondo il Gran Maestro massone Gioele Magaldi (cfr. il libro “Massoni”) sono emanazioni di secondo livello della Massoneria, verso cui hanno un rapporto ancillare. 
5. “Specificamente alla CNN Monti ha addirittura dichiarato testualmente il seguente concetto: “Bene stiamo guadagnando posizioni migliori in termini di competitività grazie alle riforme strutturali. Stiamo effettivamente distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale”.”. Falso, basta leggere e ascoltare l’intervista di Monti alla CNN per constatarlo (cfr. “Monti ha detto che anche se il suo paese stava stimolando la competitività attraverso riforme strutturali, "stiamo distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale." "Quindi, ci deve essere una operazione di domanda in tutta Europa, una espansione della domanda", ha detto. Gli Stati Uniti e l'Italia erano tra i paesi che maggiormente facevano pressioni sulla Germania per un atteggiamento più accomodante sulla crescita al vertice del Gruppo del G8 qui questo fine settimana. Tuttavia, il G8 non è riuscito a raggiungere il consenso sulla questione”. «Monti confessa alla CNN: "Stiamo distruggendo la domanda interna"»
https://www.youtube.com/watch?v=LyAcSGuC5zc). 
6. Fu il debole Berlusconi, nel Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011, a negoziare e ad accettare il fiscal compact (equilibrio del bilancio, che peraltro fu resa condizione necessaria per poter beneficiare, ove occorresse e lo si richiedesse, dell’aiuto del MES), poi votato e introdotto in Costituzione nel 2012 durante il governo Monti, col voto favorevole di PDL, PD e Scelta Civica. CONSIGLIO EUROPEO 24 E 25 MARZO 2011 CONCLUSIONI http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it%/ec/120304.pdf. Questa informazione non è inclusa nella relativa voce di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Patto_di_bilancio_europeo
7. In conclusione, riporto gli ammontari delle manovre correttive varate nella scorsa legislatura (i numeri sono più eloquenti di tante parole): Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura): - governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%); - governo Monti 63,2 mld (19,2%); Totale 329,5 mld (100,0%). LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

Do il link per le prove documentali sulle manovre correttive: http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html. Segnalo altre 2 incongruenze nell’Esposto. 
1. E’ lui la causa dell’errore, poiché scrive: “L’Art. 104 del TUE ha altresì attribuito tutti i poteri di raccomandazione e di imposizione di politiche fiscali d’austerità a BCE, di fatto sottraendo definitivamente la sovranità alle nazioni dell’Europa che da tale momento venivano ufficialmente consegnate ai mercati”. Tranne un solo riferimento nel comma 14 dell’ex art 104 del Trattato di Maastricht (ora sostituito dall’art. 126 del TFUE) ad un ruolo consultivo della BCE per la stesura del protocollo sui disavanzi eccessivi, che riporto per intero, “14. Ulteriori disposizioni concernenti l'attuazione della procedura descritta nel presente articolo sono precisate nel protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi allegato ai trattati. Il Consiglio, deliberando all'unanimità secondo una procedura legislativa speciale e previa consultazione del Parlamento europeo e della Banca centrale europea, adotta le opportune disposizioni che sostituiscono detto protocollo”, non c’è scritto da nessuna parte, e non poteva essere altrimenti, che “L’Art. 104 del TUE ha altresì attribuito tutti i poteri di raccomandazione e di imposizione di politiche fiscali d’austerità a BCE”. 
2. Anche per quanto riguarda le pensioni, la riforma delle pensioni SACCONI (DL 78/2010, art. 12, e i 2 DL del 2011) è molto più severa e incisiva della tanto vituperata riforma delle pensioni FORNERO (DL 201/2011, art. 24) (Cfr. http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html). CONCLUSIONE. Ho incrociato in passato un paio di volte scritti dell’Avv. Marco Mori. E ne ho tratto la constatazione che, assieme a varie cose buone, in particolare quando cita esperti come il Prof. Giuseppe Guarino, scrive tante fesserie gravi, segnatamente in temi economici. Dal mio archivio traggo, in conclusione, questa sua perla:Imposte sulla casa si avvicina la scadenza. Io non pagherò e voi?giugno 12, 2015 posted by Avv. Marco Mori http://scenarieconomici.it/imposte-sulla-casa-si-avvicina-la-scadenza-io-non-paghero-e-voi/. In calce all’articolo c’è un mio commento. 


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sabato 1 ottobre 2016

Dialogo sul debito di uno Stato o di una famiglia e sul default

  
Marco D.
Una famiglia funziona così. I genitori si fanno in quattro e lasciano qualcosa ai figli. I genitori non indebitano i figli. QUESTA non è retorica.
Non vedo quale eccezionalità possiamo invocare. L'Italia è un posto relativamente inefficiente e improduttivo. Lo è rimasta pervicacemente per decenni.
Certo, inguaiare i figli è una soluzione semplice. I figli non votano. Quale governante sfugge a questa sirena? Magari anche la Merkel, a questo punto, è interessata. Ma forse il trucco è già stato usato dai nostri padri. Forse i figli inguaiati siamo noi, e non c'è altro da grattare.
Siamo sicuri che gli investitori siano talmente disperati da continuare a mostrarci fiducia? Eppure abbiamo visto cosa fanno i tassi ad ogni stormir di fronda.
Vogliamo prendere questa strada? Sia. Ma bisogna essere davvero molto convinti, e convincenti.


Vincesko
Segnalo:
Non credete alla favola dei figli che nascono con un debito di 35mila euro
scritto da Vito Lops il 09 Marzo 2016
http://www.alleyoop.ilsole24ore.com/2016/03/09/non-credete-alla-favola-che-vostro-figlio-nasce-con-un-debito-di-35mila-euro/ 


Marco D.
Ha ragione. Nella logica dell'articolo, e in un empito di ottimismo, avevo descritto la situazione in termini non abbastanza realistici, omettendo gli esiti più funesti. L'articolo da lei giustamente segnalato completa utilmente il quadro. Ne elenco e commento analiticamente le principali asserzioni:
- Tutti gli Stati sono indebitati. Vero. Quando la bolla delle bolle dovesse scoppiare non spazzerebbe via certo solo noi, purtroppo.
- Il debito non deve essere estinto. Vero. Non ne è prevista l'estinzione. Da nessun emittente. Nemmeno il più forte. I nostri risparmi, in termini reali, non esistono. L'emittente non ha in programma, né è praticamente nelle condizioni, di restituirceli. Mai. È la definizione di bolla. Sai che non vedrai indietro i tuoi soldi, ma fai finta di no. La questione rimane nascosta fin quando l'emittente è in grado di pagare almeno gli interessi. Diventa conclamata quando si dimostra incapace di pagare anche solo quelli. Gli unici a rivedere fisicamente i propri risparmi saranno i primi dieci ad uscire. Tra questi non certo io.
- Il debito è verso noi stessi. Vero. Una riformulazione del punto precedente. Come se un folle, disponendo di centomila euro, se li prestasse per provare la sensazione di averne il doppio.
Diciamo allora meglio. Ogni nato ha un credito inesigibile pari alla quota di titoli che erediterà dai genitori.


Vincesko
1. Lo stato non è una famiglia, ha il potere impositivo, quindi teoricamente non può fallire (salvo casi rari), almeno finche c'è ricchezza da cui attingere.
2. Inoltre, ha una banca centrale che lo tutela dagli speculatori; come si vede, lo fa perfino la BCE germanofona, dopo il famoso "Whatever it takes" di Draghi del luglio 2012 e soprattutto il varo del QE (marzo 2015, deciso in gennaio).[1]
3. La ricchezza netta delle famiglie italiane è pari a circa 8.700 mld, cioè a circa 4 volte il debito pubblico.[2]
4. Il patrimonio pubblico disponibile è anch'esso un multiplo del debito pubblico.
5. La quota del debito pubblico italiano in mano alle famiglie (residenti) è pari a quasi il 10% del totale, quasi il 60% in mano a istituzioni finanziarie residenti (banche, assicurazioni, Banca d'Italia, ecc.), solo 1/3 in mano a soggetti esteri.[3]
6. Secondo la Commissione europea e Centri studi tedeschi, il debito pubblico italiano è, rispettivamente, tra i più sostenibili e il più sostenibile nel lungo periodo tra i Paesi UE, molto più di quello tedesco (la ragione è nell'evoluzione della spesa, soprattutto pensionistica), cfr. http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/02/28/debito-italiano-a-rischio-anzi-il-piu-sostenibile/.


Marco D.
1 Vero. Lo stato non è una famiglia. È un capofamiglia, che prima di scappottare prosciuga moglie e figli.
2 Dipende. Tecniche dilatorie hanno senso se hai un piano. L'accensione ha senso se hai un motore.
3 Vero, ai valori attuali. Teorici. Nessuno di quei valori, tranne forse qualche titolo estero, resisterebbe al fallimento. Immagina il prezzo degli immobili?
4 Questo mi stupisce, e mi piacerebbe conoscere la fonte. Perché non abbiamo venduto? Perché non vendiamo? Ci piace pagare interessi? Temo che la ragione sia la stessa del punto 3.
5 Vero, ma non vedo dove sia il vantaggio. Se fallisce lo stato, perdiamo anche i depositi bancari, tutti i vestiti in titoli. Dovrei plaudire?
6 Conoscevo alcuni di questi dati, e sono stato lieto di apprendere che altri li confermano. D'altro canto tra la data della mia pensione e quella del mio decesso, una crociera nel mediterraneo ci sta giusta. Ci mancherebbe che non si riesca a pagarmi la pensione per qualche mese. Ma, come avrà capito, per me la finanza in blocco, quando esula dal suo compito specifico, che è quello di alimentare attività produttive, è stregoneria. Pensiero magico.
Qui il punto è che mancano produttività, innovazione e politica. Gli esperti, gli analisti, quelli che lo fanno per mestiere, sembrano d'accordo con me. Altrimenti lo spread, quello che cresce ad ogni starnuto, si calcolerebbe sui BTP. Invece si calcola sui Bund.


Vincesko
1. E’ esattamente il contrario: a un debito corrisponde sempre un credito, sono moglie e figli che, attraverso l’evasione fiscale e contributiva (180 mld annui), si sono arricchiti a spese dell’indebitato capofamiglia, acquistando con il denaro evaso beni reali (case e gioielli) e finanziari (titoli pubblici e privati). Col denaro evaso, in soli 12 anni si azzera il debito pubblico.
2. Tecniche dilatorie? E’ tra i suoi compiti d’istituto, vedansi la FED, la BoJ, la BoE, ecc.
3. Dov’è il problema? Non c’è nessun fallimento.
4. Mi sono lasciato prendere un po' la mano; comunque:
a) Quanto vale il patrimonio (non finanziario) dell’Italia (e degli italiani)? Quasi 9600 miliardi di euro
Luca Tremolada - 5 giugno 2015
http://www.infodata.ilsole24ore.com/2015/06/05/quanto-vale-il-patrimonio-non-finanziario-dellitalia-e-degli-italiani-quasi-9600-miliardi-di-euro/
A questi vanno aggiunti 3.500 mld di ricchezza finanziaria (fonte Banca d’Italia) in possesso delle famiglie (esclusa ad es. Banca d'Italia, che detiene alcune decine di mld di titoli pubblici e che, come forse è noto, versa o retrocede gli interessi all'Erario; anche la BCE fa lo stesso per TUTTI i titoli pubblici in suo possesso, dopo aver trattenuto la sua quota statutaria, pari al massimo al 13%,[4] e versa all'Italia il 17% circa), che portano il totale a 13.100 mld, pari a quasi 6 volte il debito pubblico. Circa il 10% di tale ricchezza è pubblica. A questo, va aggiunto l’ingente patrimonio monumentale e artistico, del quale mancano stime.
NB: Avevo dato prima un valore della ricchezza netta delle famiglie pari a 8.700 mld. La fonte è la Banca d’Italia. Tale importo include quasi 5.000 mld di ricchezza immobiliare, inferiore però di 1.250 mld al valore stimato dall’Agenzia delle Entrate (6.250 mld). Risolsi l’arcano telefonando alla Banca d’Italia: la differenza è dovuta, non ai prezzi, ma al numero degli immobili (usano 2 banche dati diverse).
b) Questo dato è un po’ vecchio:
Il patrimonio dello Stato vale 1.800 mld, quasi come il debito dell'Italia
29/09/2011

http://www.milanofinanza.it/archivio/il-patrimonio-dello-stato-vale-1-800-mld-quasi-come-il-debito-dell-italia-201109291418167715 
A questo, va aggiunto l’ingente patrimonio monumentale e artistico, del quale mancano stime.
Tutto questo fa da garanzia al debito pubblico.
5. a) Il Giappone ha quasi il 250% di rapporto debito/Pil,[5] ma il debito è quasi tutto in mano a residenti, che patriotticamente si accontentano di interessi bassissimi. Noi Italiani, invece, siamo pochissimo patriottici, pensiamo soltanto al nostro particolare e a come fregare il capofamiglia. b) Aridagli, lo Stato non fallisce.
6. Sono d’accordo per il compito della finanza, che è diventata purtroppo la padrona del mondo. E’ questo il problema prioritario, che esige la separazione netta tra banca commerciale e banca d’investimento, non il debito pubblico dell’Italia. Sono d’accordo anche su ciò che manca.


Marco D.
L'evasione è sicuramente parte consistentissima di quel che chiamo inefficienza. Peraltro rimango dell'avviso che lo stato sia un capofamiglia.
Il mio intervento è nel contesto della proposta di S., e nell'ottica del fallimento che potrebbe seguirne. Indebitarsi ancora? Gli investitori ci seguirebbero? No. Quasi scappottavamo con la Lehman, vogliamo provare di nuovo il brivido? Non so fino a che punto i patriottici risparmiatori giapponesi siano coscienti del fatto che i loro crediti sono inesigibili, ma non mi lamento di essere nato in un posto dove il patriottismo non raggiunge certi apici. Temo poi, senza esserne esperto, che i giapponesi siano comunque più efficienti di noi.
La BCE non potrà continuare a gonfiare la bolla per sempre, poi saremo di nuovo al vento.
I valori delle garanzie da lei elencati sono rassicuranti, ma destinati tutti a crollare alle brutte. Ripeto: se lo immagina l'andamento dei valori immobiliari?
Lieto della discussione. Qui mi defilo.


Vincesko
Concludo anch’io dicendo:
- L’evasione è un’inefficienza che scaturisce da un patto tacito tra lo Stato inefficiente e i contribuenti che possono decidere l'imponibile ed evadere; basta rompere questo patto con sanzioni adeguate mutuate, chessò, dagli USA.
- Il capo di una famiglia – ripeto - non ha il potere impositivo sugli altri. Vista la consistente ricchezza privata degli Italiani (tra le più cospicue al mondo e maggiore di quella tedesca e simmetrica all'enorme debito pubblico), è una differenza abissale.
- Nell’articolo di R.S. non c’è alcuna menzione diretta o indiretta dell’ipotetico fallimento dell’Italia.
- La BCE è pagata lautamente per fare il suo dovere con indipendenza (art. 7 del suo Statuto), non di ubbidire al volere e all’interesse della Germania. E la Corte di Giustizia europea ha rigettato il ricorso dell’arrogante Corte Cost. tedesca contro gli OMT (acquisto illimitato di titoli pubblici), anche se ha raccomandato di non esagerare.
- Infine, i valori immobiliari – almeno doppi che in Germania - è giusto che siano calati e che calino ulteriormente, visto che sono gonfiati dalla bolla immobiliare creata ad arte dalle banche e dagli immobiliaristi e consentita dall’inefficienza – diciamo così – del Parlamento che legifera alla belin di segugio in materia urbanistica, consentendo di premiare e arricchire pochi privilegiati attraverso la privatizzazione della rendita fondiaria e punire il pubblico pubblicizzando i costi e scaricando gli oneri delle infrastrutture primarie e secondarie e i disagi sulla collettività.
Alla prossima.

[1] Quantitative easing e uscita dalla crisi economica

[2] La ricchezza delle famiglie italiane

[3] Fubini del Corriere della Sera disinforma sul debito pubblico per parare il culo ai ricchi

[4] Statuto BCE

[5] Giappone, è allarme debito. L'FMI: verso il 300% del pil entro il 2030
23 luglio 2015


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