lunedì 9 maggio 2016

La Procura di Trani, Deutsche Bank e Mario Seminerio, il terzo più “stupido” d’Italia


Ho riesumato la mia vecchia classifica de “Il più ‘stupido’ d’Italia” in onore di Mario Seminerio, titolare del blog “Phastidio”.

La banca tedesca Deutsche Bank, una delle più grandi banche del mondo, è stata messa sotto accusa dalla piccola Procura di Trani (cfr. http://www.repubblica.it/economia/2016/05/06/news/procura_trani_indaga_su_deutsche_bank_per_manipolazione_mercato-139189526/) per le vendite, e le comunicazioni connesse, dei BTP italiani nel primo semestre del 2011: l’ipotesi accusatoria è di manipolazione del mercato. Rammento che secondo molti analisti la vendita dei titoli di Stato italiani da parte della grossa banca tedesca innescarono l’attacco speculativo dei mercati finanziari all’Italia nel 2011, con una crescita esponenziale dello spread tra i BTP e i Bund tedeschi e il conseguente pericolo concreto di default, che resero necessario il varo in pochissimi mesi di manovre correttive pesantissime e provocarono la caduta del governo Berlusconi, sostituito dal governo Monti.
Questa notizia è stata commentata con la solita spocchia dal noto sito Phastidio.net, che critica la piccola Procura di Trani e assolve la Deutsche Bank:
Delitto di lesa sovranità Pubblicato il 6 maggio 2016
Il titolare di Phastidio, Mario Seminerio, andrebbe benissimo al terzo posto nella mia personale classifica di qualche anno fa de "Il più ‘stupido’ d'Italia" (“stupidi” ad honorem, De Mita, Pannella e Cossiga): quelli che ne sanno sempre una più intelligente degli altri, che vedeva fissi, al 1° posto, Antonio Martino ed, al secondo, Giuliano Amato; il 3° posto era variabile ed è stato via via occupato da: Giuseppe Gargani, Tremonti, Capezzone, ecc.
Traggo soltanto un punto del suo articolo, quello a mio avviso più importante, ed anche illuminante del modo di argomentare di Seminerio, l'acquisto di titoli di Stato italiani da parte della BCE nel 2011, ma ce ne sarebbero anche altri da commentare:
Citazione: “C’era un compratore “pesante”, a dire il vero, ed era la Bce con il suo Securities Markets Program (SMP): gli acquisti alla fine sarebbero ammontati a 110 miliardi di euro, rimasti in portafoglio all’Eurotower”.

La BCE (Trichet), nell’ambito del Securities Market Programme (SMP) volto a raffreddare le tensioni sui titoli pubblici, acquistò, nel 2010, titoli di Stato greci, irlandesi e portoghesi; da agosto 2011 a gennaio 2012, titoli italiani e spagnoli (poco più di 200 mld, che sono ancora in portafoglio alla BCE). Ecco i dati:
Paese…………Valore nominale …...Valore di libro ….Scadenza
……………………..(mld) ……………. (mld) …………(anni)
Irlanda………………..14,2 …………… 13,6……….........4,6
Grecia……………......33,9 …………......30.8.……………3,6
Spagna ………………44,3 ……………..43,7 …………....4,1
Italia………………..102,8 ……….…….99,0 …………....4,5
Portogallo……………22,8 ………….….21,6 ………..…..3,9
Totale ……………...218,0 …….....…...208,7 …………....4,3
Quindi, gli acquisti da parte della BCE sono avvenuti molto dopo le vendite di Deutsche Bank, a partire da agosto 2011 (esattamente il 22 agosto, vedi articolo di Antonio Forte) e solo dopo il varo da parte del governo italiano della seconda di altre due manovre correttive pesantissime per 80+60 mld (DL 98 del 6/7/2011 e DL 138 del 13/8/2011), varate dal governo Berlusconi-Tremonti nell’arco di appena 40 giorni, dopo quella pesantissima del 2010 di 62 mld cumulati (DL 78 del 31.5.2010). Rammento che la famosa lettera-diktat della BCE al governo italiano è del 5.8.2011;[*] lettera che chiedeva pesanti e urgenti interventi al governo italiano proprio per calmare i mercati finanziari; se non ci fosse stata la lettera-diktat, si sarebbe anche potuto pensare ad un “fisiologico” uso degli SMP; essendoci stata la lettera-diktat, si potrebbe invece concludere: se non è ricatto (o “complotto”, come afferma FI[**]) questo, poco ci manca.

[**] Analisi parziale del complotto contro Berlusconi


Post scriptum:

Antefatto

Due anni ci fu questa polemica tra Mario Seminerio e Carlo Clericetti:

Mario Seminerio
May 22, 2014

Bundesbank ed aste tedesche, replica di Carlo Clericetti
May 29, 2014

Purtroppo non potetti postare nel sito Phastidio, dove non sono consentiti i commenti (ahi ahi ahi), questo mio commento:

Nel post originario:
1) “In Germania è prassi che l’agenzia federale preposta al collocamento del debito pubblico (la Finanzagentur) trattenga presso di sé parte del controvalore di un’asta. (http://www.deutsche-finanzagentur.de/en/institutional/secondary-market/secondary-market-activities-finance-agency/) Tale controvalore è stato dal 2005 mediamente pari al 20% della singola emissione. Abbastanza per dire che si tratta di caratteristica strutturale del sistema tedesco di classamento del debito pubblico”.

Questa non è un’esimente. All’opposto, c’è l’aggravante della continuazione.

Nella replica:
2) “dire che le banche centrali “possono manovrare le condizioni di liquidità in modo da facilitare il collocamento dei titoli” è esattamente equivalente a suggerire che il secondario è manipolabile, spiacente per la sua sottigliezza”.

Balla! Manipolare (Diz. Treccani):
b. Adattare, volgere in senso favorevole a sé stessi, mediante imbrogli e intrighi, allo scopo di ottenere vantaggi personali: m. i fatti, le notizie; m. l’informazione;m. i risultati delle elezioni. Con uso meno proprio, m. le masse, m. le coscienze, manovrarle abilmente, agire su di esse soprattutto col presentare la verità, i fatti, le notizie in modo conforme ai proprî interessi.
c. non com. Ordire, macchinare: m. una truffa, un imbroglio.
http://www.treccani.it/vocabolario/manipolare2/

3) “è molto poco realistico sostenere o suggerire che questa attività condizioni il trend sottostante dei rendimenti di mercato”.

Semi-balla! Che equivale sempre a una balla intera. E allora perché lo fa? Ha tempo da perdere?

4) “che senso ha citare l’Economist, dicendo che “se n’è occupato in passato”, e scordarsi di linkare il pezzo?”

Peccato veniale, il passo dell’articolo era citato per esteso nel post “L’eccezione tedesca nel collocamento dei titoli di statodi Manfredi De Leo - 07 dicembre 2011 http://www.economiaepolitica.it/index.php/europa-e-mondo/leccezione-tedesca-nel-collocamento-dei-titoli-di-stato/ linkato nel post di Clericetti.

5) “Certo, come no. Capita, peccato e pazienza (tanta)”.

Brutto indizio. Non si scopra troppo…

6) “E’ vero che, alla fine, tutto si risolve in una partita di giro in cui la banca centrale gira i proventi al Tesoro nazionale”.

Quindi, in sostanza, la “monetizzazione” c’è, in particolare se la Banca centrale ricompra i titoli alla scadenza.

7) “E comunque tenga presente che, prima dello sputtanamento, viene sempre l’autosputtanamento”.

Brutto indizio… Appunto…


Appendice

domenicobasile 8 maggio 2016 alle 14:57
@Vincesko
La questione della Buba è complicata e non sono certo di aver capito tutto.
La polemica era scoppiata già nel 2011 quando gli investitori autorizzati cominciarono a trascurare le aste tedesche lasciando nelle mani della Finanzagentur quote rilevanti di inoptato che la Buba pre-optava per rivenderle successivamente sul mercato secondario.
Ovvio che tale pratica (anche se iscritta da lunga data nelle abitudini della Banca) costituiva una violazione palese delle nuove regole in seno all'eurozona.
Infatti, il trattato di Lisbona (2007) aveva definito nell'articolo 123 i vincoli ed i limiti d'azione delle Bcn e della stessa BCE sul mercato primario.
Il "sotterfugio" (comunque inaccettabile) veniva dal fatto che
- la Bundesbank agiva come primary dealer (una specie di agente privilegiato di collocamento) per ripiazzare l'invenduto in piccole quote presso investitori che non avevano partecipato all'asta.
- questa tecnica permetteva al governo di non registrare perdite dirette sul Conto dello Stato e di trasferirle nei conti della Buba che ovviamente rivendeva i titoli a sconto rispetto ai prezzi di mercato.
Secondo me, dato lo sgangherato sistema bancario tedesco, si trattava di un espediente (ancora più criticabile) per contribuire al rafforzamento patrimoniale delle Landerbanks e delle Casse di risparmio, cedendo loro quote dell'inoptato a prezzi vantaggiosi.
Una maniera elegante di ricapitalizzarle in barba alle regole ed allo spirito dei trattati in vigore...


Post e articoli collegati:

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Riporto un mio precedente commento esplicativo sul tema, pubblicato nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica.it:

Ad integrazione del mio commento precedente, allego un altro mio precedente commento nel blog di Carlo Clericetti sul tema del declassamento dell’Italia da parte delle società di rating, con La storia dei rating sull'Italia dal 1995 al 2011:


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