A causa delle
avarie frequenti della piattaforma IlCannocchiale,
dove - in 4 anni e 5 mesi - il mio blog Vincesko
ha totalizzato 700.000 visualizzazioni, ho deciso di abbandonarla gradualmente.
O, meglio, di tenermi
pronto ad abbandonarla. Ripubblico qua i vecchi post a fini di archivio, alternandoli (orientativamente a gruppi di
5 al giorno) con quelli nuovi.
Post n. 492 del 20-10-14 (trasmigrato da
IlCannocchiale.it)
Dialogo sui
poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE
Ho
già segnalato che, negli ultimi due-tre anni, ho dovuto rilevare spesso, anche
a docenti di Economia, i reali poteri della BCE, ignoti – pare - a quasi tutti,
che tanta importanza – nell’attuale, grave crisi economica - rivestono nella
vita dei popoli dell’Eurozona. Riporto una discussione svoltasi, l’altro ieri, ieri
e oggi, su questo tema nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica.it, in calce
al post
Carlo Clericetti - 17 OTT 2014
Finalmente l’Italia contesta (un po’) la Ue

Finalmente uno
squittio, per di più fasullo .
E col viatico delle parole di Draghi poi…
Caro Clericetti fin dalla crociera del Britannia il frammassone Draghi era in
tutte le ciurme che hanno assaltato il patrimonio pubblico italiano, assieme a
Visco Tremonti Prodi Amato e altri figuri simili .
Nella vicenda MPS il suo non-ruolo di vigilanza in un paese sovrano avrebbe
dovuto valergli l’arresto immediato, assieme a Tarantola e ai capi della CONSOB
, invece nemmeno un avviso di garanzia.
Lo scalpo della 300 l’ha voluto lui, salvo poi blaterare che “bisogna assumere
, non licenziare”.
Invece bisognerebbe proprio licenziare, a partire da lui e tutta la BCE che è
istituzionalmente uno strumento anti economico che assegna una autonomia
indebita ed esiziale al sistema finanziario privato elevato a istituzione
politica , e da quella posizione torce tutte le decisioni pubbliche ai suoi
fini, non solo finanziarie ma economiche, giuslavoriste , sociali, etiche ,
sanitarie…
Infatti è espressione di banche centrali privatizzate, senza contare il fatto
che diversi capi di governo europei che assieme ad esse concorrono alle nomine
, da noi Prodi Amato e Monti , sono organici a banche d’affari.
Il problema della UE non è spostare qualche deficit di uno o due punti in
percentuale ma di rovesciare un aborto privo di guida politica , un governo
illegittimo del sistema economico che marcia spedito verso la catastrofe, come
dimostra il progetto di mettere mano ai fondi pensioni o l’idea di mandare i
malati a casa dell’”economista” Gutgeld .
Mi permetto di segnalarle un bel libro appena uscito dell’economista Lidia
Undiemi “Il ricatto dei mercati” che spiega come Draghi la BCE e la UE. non
solo non abbiano le soluzioni ma siano il problema .

@sergionero (17 ottobre 2014 alle 22:05)
Che Draghi la BCE e la UE. “non abbiano le soluzioni è
falso. Che invece “siano il problema” è vero,
proprio perché hanno le soluzioni ma non le attuano.
Vincesko

Quello del ministro Padoan è meglio che niente, ma a me sembra un belato,
appetto a quel che servirebbe ed al sicuro ruggito dell’egemone Germania, che
controlla la Commissione Europea (vedi il mio commento in calce al post precedente) e la maggior parte dei posti di
comando operativi che contano in UE (v. l’articolo qui sotto). Segnalo:
Vincesko

Magnagrecia “non le
hanno” (riferito a BCE e banche centrali) in quanto non è loro compito e ruolo
averle, anche al netto del totale conflitto d’interessi lo scopo delle banche
centrali é istituzionalmente di contrastare l’’inflazione, non permettere lo
sviluppo .
Ciononostante nel sistema UE la BCE di fatto dirige la politica economica, come
guidare una macchina solo col sistema frenante .
Di fatto si è sviluppata l’idea della finanza come quarto potere, e proprio a
partire dalle banche centrali .
Chi ha a che fare con la banca d’Italia la vede per quello che è , un centro di
spesa senza qualità tranne una , la capacità di promuovere sé stessa .
Basti pensare alla curiosa di mitologia di Einaudi che quasi tutti considerano
“grande” senza sapere spiegare perché .
Draghi non è stupido , è peggio , è uno capace ma della controparte , il suo
valore ha quindi segno negativo .
Molto tempo fa quando era solo un comico ma che sapeva far pensare Grillo fece
notare come fosse osceno che le banconote recassero le firme di capi e persino
funzionari della Banda d’Italia piuttosto che di figure istituzionali , come
fosse anti democratico che il principale potere sovrano, il conio, fosse
sottratto al controllo popolare e per di più “di fatto”, senza una vera
previsione di legge, senza spiegazioni e contrappesi istituzionali, libera
banca centrale in libero (e povero) Stato .

@ Clericetti
>>> Quello
che conta è che non è abbastanza per tirarci fuori dalle peste>>>
Caro Clericetti, mi
dica…..
Quanto deficit servirebbe, per “tirarci fuori dalle pesti” ?
3,5% ?…… 4% ?…… 4,5% ?
E come andrebbe investito, questo deficit ?
In spesa pubblica “produttiva” ?
Rimane irrisolto il
quesito che le ho posto nella sezione precedente.
Se la fantomatica
“spesa pubblica produttiva” esiste, allora, perché, da Francoforte, dal
Bruxelles, non ci autorizzano a farla ?
Perché dall’Europa non ci dicono…… “Va bene, sforate il 3%, però a patto che
facciate spesa pubblica produttiva”……?
Le anticipo che,
quando ho posto ad altri questa domanda, ho avuto come risposta…… “il
complotto”.
Mi hanno risposto……
C’era il Bildelberg……
La trilaterale……
La crociera del Britannia……
Prodi, Ciampi, Andreatta, Draghi, erano servi delle grandi banche americane e
tedesche, ed hanno svenduto i gioielli dell’IRI……
La Germania vuole mettere in ginocchio l’industria italiana, che diversamente
sarebbe una pericolosa concorrente……
Ho avuto risposte di
questo tenore, che quando mi arrivano mi fanno dire……
“Ah, ho capito…… Il complotto…… Il complotto demo-giudo-pluto-massonico”.
Caro Clericetti,
risposte più concrete, alla mia domanda, non ne ho avute.
L’unica risposta che ho avuto alla mai domanda è……. il complotto
demo-giudo-pluto-massonico.
Caro Clericetti, anche
lei crede al complotto demo-giudo-pluto-massonico ?
Anche lei pensa che non ci autorizzano a fare più deficit perché vogliono
mettere in ginocchio l’industria italiana ?
·

Caro gorby, quanto
deficit servirebbe l’ho già scritto qualche articolo fa, e il criterio è quello
indicato più sopra da vincenzoaversa.
Il perché non ce lo vogliono far fare l’ho scritto una dozzina di volte in vari
articoli ma vedo che non l’ha colto. Lo ripeto ancora. Non è questione di
“complotti”, ma banalmente di scelte politiche. Chi è oggi al potere ritiene
che il modello sociale europeo costruito nel secolo scorso debba essere
distrutto e usa la crisi per perseguire questo scopo. Il loro obiettivo
primario quindi non è superare la crisi, non prima almeno di esser riusciti nei
loro intenti.

Aggiungiamoci a monte
anche i concetti sbagliati dei conti! Errare è umano, perseverare è diabolico.
Ma è chiaro che la “manovra” di Renzi l’andremo a pagare noi: i 18 miliardi di
alleggerimento di tasse è fatto per dare alle imprese “più competitività”
(leggasi più profitti) e sulla carta buona parte sono in quegli 11 miliardi di
più debito che si trova nelle entrate! Detto questo è palese che tutta la
finanziaria è rivolta ad impoverire gli italiani. Non ci saranno nuove
assunzioni, con la scusa che il mercato “non tira”. Le aziende preferiranno
fare più profitti col personale che hanno, per effetto del calo delle tasse. Il
TFR in busta paga diventa una necessità per come il costo della vita aumenti
spudoratamente proprio nelle tariffe delle utenze! Moralmente quello che viene
attuato è inqualificabile. Scaricare l’obbligo dei risparmi sulle regioni
significa o più tasse, o meno servizi: più tasse tolgono a quei miseri aumenti
che ci saranno per alcuni con la manovra del TFR e gli 80 euro riconfermati
mentre impoveriscono chi non usufruisce di questi soldi in più! Servizi in
meno, sono in meno per tutti! Quindi, tenore di vita in peggioramento. E questa
panoramica mi fa sorgere la domanda: Ma la Germania è il Paradiso dei
cittadini? Il divario fra noi e i Tedeschi senz’altro si allarga in maniera
vistosa, visto che l’impoverimento dell’Italia corre
precipitevolissimevolmente. Ma con quale faccia tosta la Merkel mantiene il
welfare ai tedeschi, mentre le sicurezze sociali degli Italiani vanno in….
fumo? E nessuno fa il rilievo? Nessun reporter fa un’indagine capillare sul
welfare tedesco per raffrontarlo al nostro, per accusare punto per punto quello
che Renzi/Padoan/Cottareili (la nostra troika) sta facendo agli Italiani?
Basterebbe una tabellina con le voci!

@gorby
riguardo alle
dimensioni del deficit, ne servirebbe almeno il 6-7% (1-2% in più di quanto lo Stato
paga di interessi sul debito) per due-tre anni. Potrebbe essere usato per
ridurre le tasse sul lavoro (a carico sia di imprese che di lavoratori).
Questo darebbe un impulso notevole alla ripresa dei consumi ed alla diminuzione
della disoccupazione.
Il deficit dovrebbe essere finanziato non con l’emissione di nuovo debito, ma
con emmissione di moneta da parte della BCE, che ci dovrebbe fare il favore non
non rivolerla indietro. Non sarebbe uno scandalo, lo fanno tutte le banche
centrali (FED, Bank of England, le banche centrali asiatiche, etc…).
L’emmissione di moneta non sarebbe inflativa perché ci troviamo in una
situazione di disoccupazione elevata e consumi depressi. La prova è anche data
dal fatto che l’inflazione non è aumentata in USA, Gran Bretagna, Giappone,
Cina, etc.. nonostante le enormi quantità di denaro emesse dalle rispettive
banche centrali negli anni successivi alla crisi.
Riguardo al perché UE e BCE si ostinino ad imporre misure di austerità, non mi
piace fare processi alle intenzioni; forse per incompetenza, forse per non
perdere la faccia. Chiediti semmai come mai in tutto il resto del mondo nessuno
ha seguito l’austerità e tutti stanno messi molto meglio dell’Europa!

@sergionero (17
ottobre 2014 alle 23:21)
Mi pare di capire che
neppure l’economista Lidia Undiemi – come quasi tutti – conosce lo statuto
della BCE.
Lo ri-ri-allego:
PROTOCOLLO SULLO
STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Articolo 2
Obiettivi
Conformemente all’articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l’obiettivo principale
del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo
della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali
della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della
Comunità definiti nell’articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità
del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza,
favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di
cui all’articolo 4 del trattato.
[*] Secondo l’articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull’Unione europea,
oltre all’obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il
SEBC “sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di
contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità” agendo “in
conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera
concorrenza”.
Tali obiettivi (definiti dall’articolo 2 del Trattato di Maastricht) sono:
• uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell’insieme
della Comunità
• una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l’ambiente
• il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di
protezione sociale
• la coesione economica e sociale
• la solidarietà tra stati membri.
https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/it_statute_2.pdf
Vincesko

@vincenzoaversa (18 ottobre 2014
alle 09:50)
1) Non “ridurre le tasse sul
lavoro”, ma le tasse sui redditi bassi.
2) La BCE
non può dare soldi ai singoli Stati, poiché glielo vieta l’art. 21 del suo
statuto:
Articolo 21
Operazioni con enti pubblici
21.1. Conformemente all’articolo 101 del trattato, è vietata la concessione di
scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia da parte
della BCE o da parte delle banche centrali nazionali, a istituzioni o agli
organi della Comunità, alle amministrazioni statali, agli enti regionali,
locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di settore pubblico o ad
imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di
essi di titoli di debito da parte della BCE o delle banche centrali nazionali.
21.2. La BCE e le banche centrali nazionali possono operare come agenti finanziari
per gli organismi di cui all’articolo 21.1.
21.3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli enti
creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell’offerta di riserve da
parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e
dalla BCE lo stesso trattamento degli enti creditizi privati.
3) L’UE impone l’austerità perché
così vuole l’egemone Germania. La Germania lo vuole sia per ragioni
“filosofiche e “morali”, sia per ragioni di bottega.
Vincesko

magnagrecia “fatto
salvo l’obbiettivo della stabilità dei prezzi” .
Il problema é tutto qua, e pure messo bello in chiaro !
E limitiamoci a questo, il divieto di scoperto applicato agli Stati sarebbe una
barzelletta se non fosse una oscenità , di fatto Stati senza moneta ,
un’idiozia mai vista dai tempi di Gilgamesh a quelli di Andreatta.
In un sistema di mercato i valori oscillano, pretendere di fissarne uno a
priori scassa il sistema, soprattutto se a farlo è un’entità “tecnica”
istituzionalmente impedita ad auto correggersi , incapacitata al ragionamento
politico e illegittima nel momento che lo percorrerebbe .
La vera natura del problema è che non si possono concedere ad autorità tecniche
demandi di sovranità , come la sovranità non può essere frazionata a pezzi e
bocconi , almeno non oltre la storicamente rodata divisione di Montesquieu .
Fondamento del potere efficiente è la legittimità , non la “competenza” , che
in campo economico è una chimera, basti vedere la figura di palta degli
economisti davanti alla crisi del 2008 .
La storia di Myron Scholes e Fischer Black é la dimostrazione compiuta dei
limiti della tecnica finanziaria in materia economica, del resto se esistessero
veramente i tecnici avremmo l’economia di Piano e non interpelleremmo il libero
mercato .
http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/14/Grande_Azzardo_co_9_100314038.shtml
Ovviamente l’obbiettivo della stabilità dei prezzi sarà sempre perseguito, ma
non deve esserlo da una sotto-autorità però sciolta e autonoma rispetto alla
principale , questo è l’equivalente organizzativo di un danno cerebrale .

@sergionero (18 ottobre 2014 alle
13:53)
”magnagrecia “fatto salvo l’obbiettivo della stabilità
dei prezzi” .
Il problema é tutto qua, e pure messo bello in chiaro !
Appunto. Che
sia bello e chiaro! lo posso dire io (anche il punto esclamativo lo posso
mettere solo io…).
Eppure è semplice come fare 2+2. E davvero paradossale questa ignoranza di
quasi tutti, anche economisti famosi, di un elemento fondamentale come gli
obiettivi della BCE, e persino, come si vede, questa incapacità di leggerli
correttamente.
Intanto – per riepilogare -, ribadisco che gli obiettivi sono 2, non 1
soltanto, come pensano quasi tutti: uno principale – il controllo dei prezzi –
e l’altro subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania)
– “sostenere la crescita economica e un alto livello dell’occupazione”.
Poi, ripeto (vedi mio commento in calce a “Quelle riforme sono sbagliate: lo
dice il Tesoro” http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/06/quelle-riforme-sono-sbagliate-lo-dice-il-tesoro/), l ’obiettivo della stabilità è già
stato raggiunto, anzi, è anch’esso disatteso dalla BCE, poiché l’obiettivo, che
i trattati hanno lasciato decidere alla stessa BCE, è stato fissato dal
Consiglio direttivo della BCE “sotto il 2% ma vicino”, ed ora – anzi da tempo –
siamo, nell’Eurozona, prossimi allo zero.
Conclusione: la condizione sospensiva, costituita dal
raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi la
BCE è obbligata dal suo statuto a raggiungere il secondo obiettivo, che –
stante l’inflazione prossima allo zero – è del tutto concordante e convergente
con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi
zero a poco sotto il 2% .
Ne discende anche, detto per inciso, che, attualmente, la BCE ha gli stessi
poteri della FED e, come per la FED, entrambi gli obiettivi sono su un piano
perfettamente paritario.
Vincesko

Vincenzo se è un
“obbligo” statutario perché la BCE non procede ?
Forse neanche loro perdono tempo a leggere i loro statuti , del resto quale
autorità potrebbe mai costringerli a fare qualcosa ?
Sono un’autocrazia legibus solutus .
Non hai risposto neanche ad una delle mie osservazioni, a cominciare da quelle
sull’asserzione che precede il punto esclamativo , e cioè che la stabilità dei
prezzi “a prescindere” è una aberrazione economica mentre un’autorità monetaria
autonoma è una blasfemia istituzionale .
Gli stessi obbiettivi che la BCE si dà “…crescita sostenibile, non
inflazionistica, che rispetti l’ambiente
, il raggiungimento e il mantenimento di un elevato
livello di occupazione e di protezione sociale…” sono un atto eversivo, il
pronunciamento di una autorità abusiva che si accinge a soppiantare le
legittime istituzioni democratiche .
Se di ciò si occupa Draghi e la sua cosca noi cosa diamine andiamo a votare ,
l’avvenenza fisica dei candidati ?

L’impotenza (o la malafede ) della
BCE nell’adempiere ai suo ruolo (facendo finta di credere che sia di interesse
pubblico) sta nella incredibile ripetersi di finanziamenti agevolati alle
banche private , nel nome del credito all’economia , e la puntuale
constatazione che questi invece finiscono nell’impiego speculativo .
Non potendo immaginare che siano incompetenti bisogna desumere che servono
interessi altri rispetto a quelli pubblici conclamati , e il fatto che a
cominciare dal vertice passino tutti per le porte girevoli delle banche private
si può immaginare quali.

@sergionero (18 ottobre 2014 alle 15:31)
“Vincenzo, se è un “obbligo” statutario perché la BCE non procede
?”
1) Intanto, il mio nickname è Vincesko, anche per non confonderci, me e
vincenzoaversa (l’altro è il mio primo, vecchissimo, ma mi tocca usarlo perché
così vuole Repubblica.it).
2) La risposta è semplice: perché il cattivo Signor Hyde-Draghi (con qualche
tentativo di libera uscita del suo “doppio” buono Dottor Jekyll-Draghi, vedi ad
esempio il suo intervento di Jackson Hole, richiamato in questo post da Carlo Clericetti) e gli altri membri del
Consiglio direttivo stanno ubbidendo al Governo della Germania (che è un
soggetto politico, vedi ad esempio la telefonata di spiegazioni di Draghi alla
Merkel appena tornato da Jackson Hole, diffusa da tutti i media), violando così
un altro obbligo del loro statuto, recato dall’art. 7:
Articolo 7
Indipendenza
Conformemente all’articolo 108 del trattato, nell’esercizio dei poteri e
nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal trattato e dal
presente statuto, né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei
rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle
istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri né da
qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i
governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non
cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle
banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti.
3) E’ falso (ho usato e uso apposta questo termine per vincere le tue
“resistenze”) che la BCE sia”un’autocrazia legibus solutus”,
in primo luogo perché il suo statuto è stato fissato dai trattati e può essere
modificato seguendo la procedura prevista dallo statuto (come è scritto
chiaramente nei trattati dell’UE e nello stesso statuto della BCE, cfr. il Capo
VIII); e in secondo luogo, soprattutto, perché, secondo l’art. 35, essa è
subordinata dal punto di vista giurisdizionale alla Corte di Giustizia Europea:
Articolo 35
Controllo giudiziario e materie connesse
35.1. Gli atti o le omissioni della BCE sono soggetti ad esame o
interpretazione da parte della Corte di giustizia nei casi ed alle condizioni
stabilite dal trattato. La BCE può avviare un’azione giudiziaria nei casi ed
alle condizioni stabilite dal trattato. […].
4) Le tue osservazioni, scusami, sono superiori alla mia comprensione.
5) Io adesso, avendo una visione pragmatica e non ideologica o paranoica, sono
preso dal mio compito che mi sono assegnato – arduo, ho visto – di fare sia
opera di CONTROINFORMAZIONE, sia di portare avanti fino alla meta, nei limiti
strettissimi delle mie possibilità e delle norme europee, la mia iniziativa di
petizione alla Corte di Giustizia Europea, per la MESSA IN STATO D’ACCUSA DELLA
BCE PER VIOLAZIONE DEL SUO STATUTO (ART. 2), lanciata in data 10/10/2014 (cioè
3 giorni prima che i 4 docenti, tra cui Paolo Pini, al quale ho dovuto spiegare
i veri poteri della BCE [*], lanciassero il loro (secondo me inefficace) Appello per una “Bretton Woods” europea,
diretto al Governo italiano.
Vincesko

Caro Vincesko , quindi la colpa
sarebbe tutta della Germania.
Ma la Germania stessa sta perdendo colpi, a Berlino tutti scemi ?
È una bella contraddizione negare l’autocrazia e poi spiattellarmi l’art 7 che
la sancisce :
“né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi
decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o
dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro
organismo”
Quindi pieni poteri in materia monetaria a gente con pregressi e prospettive di
impiego in banche private, anche estere , delle quali curiosamente riesce a
fare costantemente l’interesse , a parte quello che Draghi/Jekill bofonchia di
tanto in tanto .
Sulla Corte di Giustizia Europea, beh , buona fortuna !
La cdge applica i dettami UE , quindi é ispirata dalle stesse fonti e dai
medesimi disegni che hanno prodotto la BCE , organismi che hanno nel DNA la
distruzione dei diritti dei Lavoratori e dello Stato sociale , con lo scopo di
farci a immagine degli USA , e non a caso prima rilevavi il parallelo con la
FED.
Ma Draghi compri pure qualche titoluccio , faccia alzare il deficit che farà
alzare qualche numeretto per qualche mese in qualche indice, intanto avrà
ottenuto la riforma della 300 , avrà cioè compiuto il ricatto sul governo
italiano , ci vorrebbe anche un articolo 7 che tuteli i governi democraticamente
eletti !
E poi col debito aumentato alla prima flatulenza dei mercati la crisi morderà
più di prima e saranno nuovi ricatti .
Clericetti ha descritto bene le intenzioni della BCE , sta a noi ribaltare il
tavolo e tornare sovrani o presentarci con qualche azzeccagarbugli in qualche
spelonca comunitaria a trattare gli sconticini .

@sergionero (18 ottobre 2014 alle
17:34)
1) Io sono
un miscredente e coltivo laicamente il dubbio, ma in questo caso sono
certissimo che la colpa è della Germania, cioè del suo establishment politico-industriale-finanziario.
Ovviamente, ai ricchi egoisti, bulimici e spietati va benissimo che il lavoro
sporco lo faccia la Germania, ma sarebbero pronti a sostituirla con qualunque
altro.
2) Ci sono alcuni (incluso il tuo amico Bagnai) che pensano che la Germania sia
talmente rigida e ottusa da continuare con il dogma dell’austerità anche quando
– come sta già succedendo – questa produrrà conseguenze negative anche su di
essa.
3) La contraddizione logica è soltanto nella tua testa: (quasi?) tutte le
banche centrali sono formalmente indipendenti. L’aspetto gravissimo è che la
BCE non lo è in concreto, ma ubbidisce alla Germania, e per far ciò arriva a
disattendere il proprio statuto.
4) Non mi pare che Carlo Clericetti dica cose diverse dalle mie, tranne per le
soluzioni: egli – che credo facesse parte di coloro che non avevano letto lo
statuto della BCE (ma può confermarlo solo lui) – preferisce gli appelli –
dimostratisi inefficaci finora – alla denuncia alla Corte di Giustizia Europea,
alla quale si è dovuta sottomettere anche l’arrogante Corte costituzionale tedesca
(ma il bravissimo Clericetti mi pare creda più nell’autorità della seconda che
della prima [*])..
5) Il resto sono delle considerazioni superiori alla mia capacità di
comprensione, almeno di quella razionale che escluda la psicologia.
Vincesko

@magnagrecia 12:15
1. secondo me la riduzione delle tasse sul lavoro (non solo alle imprese ma
anche ai lavoratori) sarebbe più efficace per rilanciare consumi ed
occupazione, ovviamente non disdegnerei anche una riduzione ai redditi più
bassi
2.so che la BCE non può finanziare il nostro deficit (né quello di altri Stati
dell’eurozona), ma è quello che dovrebbe fare se vivessimo “nel migliore dei
mondi possibili). Nella situazione attuale non mi dispiacerebbe la soluzione
dei Cerificati di Credito Fiscale proposta da Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi
(http://temi.repubblica.it/micromega-online/come-uscire-dalla-crisi-senza-uscire-dalleuro/).
3. Imponendo l’austerità, la Germania sta segando l’albero sul quale è seduta,
se ne accorgerà tra poco.

Magnagrecia é difficile non vedere
la contraddizione tra l’articolo 7 che hai postato e l’obbedienza alla Merkel
che sostieni.
Naturalmente questo non esclude che esista e io non smentirò certo le fonti
autorevoli che la rilevano, ma proprio ciò conferma una BCE che agisce al di là
del suo statuto , da qua il giudizio di autocrazia .
L’indipendenza delle banche centrali che richiami non confuta il mio rilievo a
questa caratteristica , se avessi letto almeno la metà di quello che ho scritto
la mia contestazione alla BCE é ontologica e deriva proprio dalla mia assoluta
ostilità all’idea di banca centrale indipendente, come si impose anche da noi
dall’inizio degli anni 80 .
Questa moda fu propedeutica alla globalizzazione e al canone finanziario
contemporaneo che ha sostituito agli investimenti pubblici il finanziamento
privato, una sorta di keynesismo bancario il sistema che ora sta saltando .

@vincenzoaversa (18 ottobre 2014
alle 19:04)
1. Ne abbiamo già discusso, secondo
il prof. Paolo Leon (e poi tanti altri) no, poiché la riduzione di imposte
sulle imprese non si tradurrebbe automaticamente in investimenti (perché
investire in nuovi impianti e assumere lavoratori se non c’è domanda?), e
inoltre tra i dipendenti bisognerebbe selezionare solo quelli a basso reddito.
2. Io direi di lasciar perdere il migliore dei mondi possibili, e di migliorare
questo in cui viviamo. Costringendo la BCE a fare quel che deve per statuto.
Altre soluzioni sono solo complementari. Avevo già letta quella dei CCF, ma a
me sembra anticostituzionale, poiché privilegia alcune categorie (lavoratori e
imprese) e ne esclude altre (pensionati e disoccupati).
3. Occorre far fare alla BCE ciò che deve prima che l’ottusa Germania caschi
insieme a noi e all’Euro.
Vincesko

@sergionero (18 ottobre 2014 alle
19:30)
1) La colpa
è tua che, anziché ringraziarmi per le informazioni che ti sto fornendo, fai
irresistibilmente l’intelligentone: se controlli, sono stato io per primo a
rilevare la violazione dell’art. 7; anziché scrivere“È una
bella contraddizione negare l’autocrazia e poi spiattellarmi l’art 7 che la
sancisce”, avresti dovuto ringraziarmi dell’informazione e scrivere
semplicemente: “Sono d’accordo con te.”. Tu, scusami, hai un approccio
vagamente paranoico, esattamente da intelligentone di estrema sinistra, a cui
non va mai bene nessuna soluzione. Stiamo ai fatti: l’autocrazia – ripeto –
riguarda i poteri fissati dallo statuto deciso dai governi (in primis dalla
Germania, appoggiata dalla Francia), che possono essere modificati seguendo la
procedura prevista e comunque sono sottoposti al controllo giurisdizionale
della Corte di giustizia (ah, già, tu ritieni che anche questa sia inaffidabile
perché aggiogata dal potere finanziario…). Com’è per tutti i poteri similmente
autocratici, tipo i Governi, che hanno i poteri fissati dal loro statuto, che è
la Costituzione (decisa dal Parlamento), e li esercitano discrezionalmente, nei
limiti della legge e dei regolamenti e sottoposti al controllo del Parlamento,
del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale, ecc. (mo’, per
favore, non venirmi a obiettare sugli strapoteri del PdR…).
2) Anche i ladri agiscono al di là dei loro poteri, ma li si può perseguire. E’
esattamente ciò che io propongo: PERSEGUIRE LA BCE PER VIOLAZIONE DEL SUO
STATUTO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA.
3) Tu invece, da intelligentone, vedo che, anziché firmare la petizione,
preferisci ammannirci le tue idiosincrasie filosofiche sui massimi sistemi
politici, e ti lamenti pure che io non ti legga. Ti leggo, ma non sono in grado
di capirti.
PS: Ovviamente, alla Corte di
Giustizia si può ricorrere anche individualmente, però dimostrando di subire un
danno concreto dalla condotta omissiva della BCE.
Vincesko

Magnagrecia il mio non
è l’ approccio di un paranoico, ne abbiamo uno che gira da queste parti e puoi
vedere che è altra cosa .
Io traggo le conseguenze di quello che Clericetti rileva, ovvero che in questo
sistema la sovranità è negata, il cosiddetto mercato finanziario possedendo il
conio pubblico tramite la BCE (ovvero tramite la UE ) riscrive le nostre leggi
, il nostro stile di vita e attacca il nostro sistema produttivo.
La categoria è quella dell’Invasione, dell’Alto Tradimento dal punto di vista
della politica collaborazionista della quale il PD ora rappresenta il nucleo .
Vorresti reagire a ciò con l’avvocato facendo leva sui codicilli ?
Anche se ammiro il tuo impegno e la competenza che dimostri non posso
sottoscriverlo perché così facendo riconoscerei la UE che è il nemico da
abbattere .
Non lo farei comunque anche perché la coreografia sarebbe del dramma
politico/giudiziario americano , nel senso degli USA , a sud e nord del
continente sono anche americani ma un poco migliori .
Le piccole catarsi del paese del dollaro, Pinco Pallino contro la grande
multinazionale , anni di processi e alla fine il torto sanato per sempre , con
standing ovation dei consumatori/spettatori .
Il vero dramma è che non si accorgono che è una farsa, poi tornano alla loro
vita indebita , ai cibi ogm , al loro lavori senza diritti , nemmeno quello di
andar a pisciare e con obblighi che arrivano a definirne l’abbigliamento .

@sergionero (19
ottobre 2014 alle 07:06)
1. No, mi spiace, anche io concordo con quel che Carlo Clericetti rileva,
ma io propongo una soluzione concreta, tu nessuna, se non quella di lamentare
le nequizie del potere finanziario, che, beninteso, vedo e denuncio anch’io.
2. Esiste una specularità tra te ed il “tagliatore dei salari (degli altri)”:
egli, per qualunque problema, ha sempre un’unica soluzione: tagliare i salari
(ora, per stornare un po’ l’attenzione dalla sua ossessione, ha aggiunto la
spesa pubblica, però improduttiva – dice – credendo di fare bella figura ed
evitare le “bastonature” – ma se scavi un po’ si sa bene che la spesa pubblica
improduttiva è fatta soprattutto di salari, quindi sempre lì torniamo: tagliare
i salari. Ed adatta tutte le analisi per arrivare alla sua soluzione… geniale.
Anche se si parlasse di come cucinare gli spaghetti, sarebbe capace di fare
entrare nella ricetta il taglio dei salari, che è la sua variabile
indipendente.
3. Tu, invece, hai come variabile indipendente l’analisi della malvagità e
iniquità (appunto nequizia) del “sistema”, ma sei incapace, in generale, di
trarre “conseguenze” concrete dall’analisi tua o altrui, ed, in particolare,
nel caso dell’UE, della BCE e dell’Euro, che odii e dei quali ti auguri il
fallimento. Per cui aborri qualunque, non dico soluzione palingenetica, ma
semplici ed efficaci correttivi che possano migliorare il “sistema” e
scongiurare il ritorno allo status quo ante. E
per giustificarti accusi gli altri (in questo caso me) di “reagire con l’avvocato facendo leva sui codicilli”,
quando tu non fai altro che trovare qualunque mezzo e scappatoia e persino il
pelo nell’uovo pur di aspettare seduto comodamente sulla riva del fiume il
cadavere trino dell’UE, dell’Euro e della BCE.
Vincesko
Caro magnagrecia la mia soluzione é
concretissima ; il ritorno alla lira .
E l’uscita dalla UE .
Lo dice con più perizia di me la Undiemi, ma anche diversi economisti hanno nel
corso degli anni dato l’euro per spacciato . e dal 2008 sempre di più .
Sulla tua idea ti ho già detto che la trovo più che rispettabile, e se non si é
capito ti presento ancora una volta la mia stima per l’impegno che ci metti .
Chiaramente non é la mia posizione, ma é rispettabilissima e da te e Clericetti
bene argomentata.
Per quel che riguarda il mio impegno non ho difficoltà ad ammetter una certa
pigrizia, più che votare non so cosa fare poi,ultimamente “grazie” alle riforme
di Renzi devo occuparmi del mantenimento del mio posto di lavoro , non mi resta
molto spazio per la militanza .
Sperando di essermi spiegato ed evitare un dibattito che rischia di diventare
eccedente ti saluto con stima e auguro una buona serata, a te e a tutti gli
amici del blog, blogmaster in testa.
·

Ecchediamine, uno non
può andare un weekend al mare che vi scatenate coi commenti e mi fate restare
indietro! Almeno un paio di risposte provo a darle.
@gorby: gli investimenti pubblici sono la sola cosa che in questo momento, nella
situazione data (cioè con la Ue che non fa nulla, la Bce che non fa quello che
dovrebbe, la Germania che blocca qualsiasi ipotesi di soluzioni razionali e
ragionevoli) l’Italia può fare per non continuare ad affondare. Lei dice che
non c’entrano con il modello europeo? Le sfugge il nesso fondamentale. Se in
quel modo si uscisse dalla crisi verrebbe meno la terribile pressione che
impone di fare strame dei diritti dei lavoratori e dell’intervento pubblico in
economia e nel sociale. E’ questo che intendo quando dico che la crisi viene
usata per finire di distruggere il modello sociale europeo. L’altra terribile
arma è il Trattato Usa-Ue in corso di approvazione.
@Vincesko: Voglio ricordare la vecchia battuta sulle leggi, che ai nemici si
applicato e per gli amici si “interpretano”. Temo che valga anche per le
prescrizioni dello Statuto Bce, e ne abbiamo già avuta una prova quando è stato
dichiarato improponibile un finanziamento diretto della Banca centrale ai Fondi
salva-Stati, che in base allo statuto sarebbe stato invece assolutamente
legittimo. Ad oggi non abbiamo prove che anche la Corte di giustizia sia
succube delle pretese tedesche, e quindi va benissimo tentare di ricorrervi, ma
non riesco ad essere ottimista sul risultato. Quanto all’appello a cui ho
aderito, non mi aspetto certo che ottenga chissà quali risultati, ma bisogna
pur dare una testimonianza di dissenso rispetto a quello che si sta facendo.
Sulla Corte tedesca: non mi pongo il problema se abbia o meno più potere di
quella europea. La questione è che può dare alla Germania l’alibi per non
rispettare le decisioni comuni (e anche questo è un aspetto incredibile
dell’ordinamento – anzi del “disordinamento” – europeo, come accadde nel ’92.
Ricorderete che gli accordi Sme prevedevano che tutte le banche centrali
dovessero intervenire in modo illimitato per difendere la parità delle monete
del sistema quando la speculazione minacciava di far scendere il cambio di una
o più di esse al di sotto della soglia minima di oscillazione. Ebbene, a un
certo punto la Bundesbank si tirò fuori, proprio in base a una delibera della
Corte che aveva escluso gli interventi illimitati (quindi: la decisione della
Corte era contraria al trattato sullo Sme a suo tempo sottoscritto dal governo
tedesco. A me sembra inconcepibile, ma nessuno disse niente, né quando quella
decisione fu deliberata, né quando fu fatta valere. Il risultato fu il crollo
dello Sme). Siamo sempre lì: la Germania è “più uguale” degli altri, e nessuno
protesta.
@vinvenzoaversa: I CCF equivarrebbero all’emissione di moneta, e non credo che
ce lo permetterebbero. Inoltre mi sembra fondata anche l’obiezione sul dubbio
di costituzionalità, qualora non venissero dati a tutti. Se invece fossero
limitati al pagamento dei debiti della PA forse potrebbe essere una strada
praticabile. Comunque non mi ritengo abbastanza competente per esprimere un
giudizio definitivo.

@sergionero (19 ottobre 2014 alle
20:37)
Capisco la tua posizione, e che
cerchi tutti i libri e gli articoli che la corroborino, ma mi permetto di
osservare:
1. Premesso
che giudico l’uscita dall’UE un’ipotesi astratta e sbagliata, anche io, che –
ignorandone tutte le implicazioni – sono stato sempre filo-Euro, sono convinto
ora che l’Euro sia destinato al fallimento, ma nel frattempo (visto che anche
premi Nobel che oltre un anno fa l’avevano considerato prossimo si sono sbagliati)
che si deve fare?
Nel post precedente di questo blog (http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/14/def-litigare-per-niente/ ) ho ribadito:
L’Euro non funziona, e non funziona perché – come l’UE e la BCE –
è un sistema monco, senza correttivi, fatto a misura della Germania. O implode
da solo o se ne esce o lo si completa. Le modalità e le conseguenze delle prime
2 ipotesi sono quasi del tutto ignote e dipendono molto – come spiega il prof.
Brancaccio – dalla strada che si decide di imboccare nella tutela degli
interessi italiani in gioco. Chiaro è invece che cosa occorra fare per
completarlo. Ed ha a che fare innanzitutto col ruolo della BCE, il vero ganglio
del sistema ed il cui malfunzionamento assicura l’attuale strapotere
all’egemone, egoista ed arrogante Germania. Nel frattempo, che si fa?
A differenza tua, io ritengo che sia un dovere – al fine di limitare i danni
per i popoli dell’Eurozona, in particolare per i ceti più deboli – impegnarsi
per ottenere dei correttivi e che questi – valutata la situazione – debbano
riguardare innanzitutto la BCE, che costituisce il ganglio del sistema Euro.
Per ottenere ciò, io penso sia molto più intelligente ed efficace sfruttare gli
strumenti che le norme mettono a disposizione, piuttosto che, da una parte,
imbarcarsi in inani tentativi di modifica dei trattati o, dall’altra, limitarsi
ai soliti appelli, rivelatisi del tutto improduttivi di effetti.
2. Ferma restando la libertà di
ciascuno, ed anche considerato che persino persone che la apprezzano – chissà
perché – non la firmano (!), firmare una petizione richiede non più di un
minuto.
3. E, infine, sulla scelta della
soluzione, ripeto, la mia posizione (come ho già scritto nel mio commento del
18 ottobre 2014 alle 19:03) non coincide con quella di Carlo Clericetti.
Vincesko

@Carlo Clericetti
Concordo in toto col suo commento del 20 ottobre 2014 alle 14:44 [che ho letto
dopo aver postato il mio delle
15:28].
Vincesko
[1] Chi non
conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)
Aristotele, lezione di economia
02/01/2013
[…] Non sono cose da banchieri centrali,
queste, specialmente di una Banca centrale come la BCE che nel suo statuto non
solo non ha l’obiettivo della “vita” buona” di Aristotele, ma non ha neanche la
piena occupazione che si trova nello statuto della Federal Reserve americana.
Per la BCE quello che conta è solo la stabilità dei prezzi, in base a quanto
stabilito dal trattato di Maastricht, che ha dato vita a più di un
rovesciamento. […]
*Studente,
responsabile ufficio stampa GFE presso Università di Pisa
Bce, troppo poco e troppo
tardi
08/11/2013
"Come ben
sappiamo, la Ecb è responsabile solamente della stabilità dei prezzi (e del
sistema finanziario) e non si occupa di altre variabili macroeconomiche".
*(DPhil, Oxford) è
Visiting Lecturer in International Political Economy a London Metropolitan
University, editorialista politico ed economico di Liberazione e contribuisce regolarmente a Carta e alle Lettere
Internazionali del
Mulino. In passato è stato Research Fellow presso l'Università di Bologna e ha
partecipato a diversi progetti europei di cooperazione e sviluppo. Esperto di
economie in transizione e del rapporto tra stato e mercato è autore, tra le
altre cose, di Market
Without Economy (2007,
Ibidem Verlag).
Perchè e come l'euro va eliminato
di Domenico Moro*
Lunedì
14 Aprile 2014
“La Bce, al contrario,
ha come suo compito esclusivo il controllo dell’inflazione”
“questo comporterebbe mettere in discussione l’architettura
dell’euro”.
*economista, membro della direzione nazionale del
PdCI, autore di numerosi saggi come “Club Bilderberg. Gli uomini che comandano
il mondo” e il “Nuovo compendio del “Capitale” di Karl Marx”.
La favola dell'equità e dello
sviluppo
23/08/2014
Citazioni:
1.
“Entrambi sottolineano che aver creato la Bce in assenza di un interlocutore
statale comunitario e averle affidato solo l’obiettivo di lotta all’inflazione
e non anche alla disoccupazione”
2.
“Ma Zingales sorvola su questo particolare e, comunque sia, propone che la Bce
finanzi la spesa pubblica dei paesi europei ogni qual volta l’inflazione scenda
sotto ‘1%; il che significa che avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”
Faccio
rilevare anche a Lei [1] che non è vero che la BCE abbia come solo compito
statutario quello del controllo dell’inflazione. Essa ha anche quello di
“sostenere le politiche economiche generali della Comunità"..
Già,
la BCE “avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”, ma non perché lo suggerisce
Zingales o altri, bensì perché, appunto, lo prescrive lo statuto della BCE
(art. 2).
Qui,
ho riportato il QUESITO APERTO A MARIO DRAGHI
sul perché lo abbia fatto (letto in diretta a Radio3-Tutta la città ne
parla) e questo Quesito a Paolo Pini:
La
BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e
costosa, è possibile denunciarla alla Corte Europea di Giustizia?
[2]
Link (e testo) originario sostituito da quest’altro:
*E' professore di Politica
economica presso la Facoltà di Economia dell'Università di Roma La Sapienza,
Dipartimento di Economia Pubblica. Cura annualmente il Rapporto sullo Stato
Sociale.
Il giorno dello “Sblocca Italia”
02/09/2014
Analisi
molto interessante, come al solito. Ma dalla quale emerge una evidente
incongruenza logica su un punto dirimente, cioè il ruolo della BCE, tra
l’affermazione:
“molti
fanno erroneamente affidamento sulle azioni taumaturgiche di una BCE con le ali
spuntate”,
il che, non solo non è vero, ma è contraddetto dal medesimo
Autore in quest’altro periodo:
“Quanto
ciò che non ha fatto dopo con Draghi, o meglio ha lasciato che avvenisse
nonostante gli allarmi, ovvero una progressiva discesa della dinamica attesa
dei prezzi in fase di recessione ben al di sotto del target del 2%[2] tanto
da portare l’inflazione effettiva dell’Eurozona allo 0,4% e molti paesi in
piena deflazione, sotto lo 0%”.
*Professore ordinario
di Economia Politica presso il Dipartimento di Economia e Management (DEM)
dell’Università di Ferrara.
Insegna Economia Politica e Economia del lavoro e dell’innovazione alla Facoltà
di Economia. E' Vice-Presidente della Società Italiana degli Economisti (SIE)
per il triennio 2013-2016. Fa parte della Direzione della rivista Economia Politica. Journal
of Analytical and Institutional Economics, e del Comitato Scientifico della
rivista Quaderni di
Rassegna Sindacale. Lavori. Collabora a Sbilanciamoci.info.
I ripensamenti a metà della
Bce
13/09/2014
Diabolico perseverare/Secondo Draghi le stime
della disoccupazione strutturale sono circondate da considerevole incertezza e
la sua dimensione è sovrastimata
1)
Non c'è nessun impedimento statutario, anzi la BCE è in flagrante violazione
del suo statuto (art. 2) (cfr. "Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui
poteri della BCE"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html ).
Moneta morbida, lavoro duro
13/09/2014
Diabolico perseverare/A partire dalla crisi del
2008, le politiche dell'eurozona sono state un fallimento su tutti i fronti. Le
due risposte di Draghi
Tutto
giusto e condivisibile, tranne un punto dirimente.
Citazione: “Dunque, la politica monetaria sembra svolgere,
sia pure in ritardo e con i limiti statutari e della sorda opposizione della
Bundesbank, il proprio ruolo”.
Nota:
Poi, Lettieri ha corretto lo stesso articolo, uscito su E&L.
Con la deflazione gli speculatori attaccheranno i
più deboli: occorre reagire con rapidità
Articolo di
Romano Prodi su Il Messaggero del
31 agosto 2014
Il ruolo di armonizzare le diverse politiche ricade ancora
una volta sulle spalle della BCE, anche se essa ha poteri assai più limitati di
quelli della sua consorella americana[questo non è vero in caso di deflazione].
Il mito del “below 2%, but close”
Citazione: “Per questo alla BCE fu assegnato un solo
obiettivo: la stabilità dei prezzi”
Noto con raccapriccio che neppure il Prof. Zingales (come
quasi tutti, inclusi altri docenti ordinari di Economia e il premio Nobel
Stiglitz) ha mai letto attentamente lo statuto della BCE o almeno le funzioni
della BCE così come esse sono riportate nel suo sito.
Neppure il premio Nobel Stiglitz conosce bene lo statuto della BCE (leggi
il mio commento e gli obiettivi della BCE e della FED allegati):
L’imperfezione dei mercati
26/09/2014
L'età della depressione/La miscela esplosiva contemporanea: un modello che
mescola declino economico e speculazioni della finanza, una produzione ridotta
all'osso controllata dalle grandi imprese, una società disuguale, frammentata e
disorientata. Pubblichiamo stralci della lezione di Joseph Stiglitz tenutasi
alla Camera il 23 settembre
2)
Statuto BCE
Neppure
Joseph Stiglitz conosce bene lo statuto della BCE. Essa non ha “come unico
mandato l'inflazione”, questo è soltanto l’obiettivo principale (tenere l’inflazione
poco sotto il 2%); ne ha un altro, subordinato (fu deciso che fosse tale per
imposizione della Germania), che è quello, raggiunto il primo, di sostenere la
crescita economica e dell’occupazione. Ora, con l'inflazione prossima allo zero
o in deflazione, la BCE sta disattendendo entrambi i suoi obiettivi statutari!
La cosa giusta che non facciamo
di
Lucrezia Reichlin
03
ottobre 2014
I trattati non si cambiano in cinque minuti e sono il frutto
di un compromesso faticoso, ma, o all’interno delle vecchie regole o dandosene
delle nuove, dobbiamo uscire dall’eccezionalità di un’Unione in cui la politica
della banca centrale è limitata da vincoli dettati da interpretazioni di parte
del Trattato.
Questa
della Prof. Reichlin è l’analisi più corretta dei poteri della BCE da me letta
[prima di leggere quella di PierGiorgio Gavronsky], ma anch’essa non del tutto.
Riccardo Realfonzo - 02 ottobre 2014
Anche per
questo, fu pacifico accettare che l’Unione Monetaria si dotasse di una BCE
simile alla Bundesbank: una banca “conservatrice” – nel gergo degli economisti
– che non finanzia la spesa pubblica e che ha nel controllo dei prezzi il suo
obiettivo statutario.
OBIETTIVI BCE [Riporto per intero il mio commento,
poiché è ancora in attesa di moderazione dal 4/10 scorso]
Negli ultimi 2 anni m’è toccato rilevare spesso (anche con docenti di Economia
e persino un premio Nobel come Stiglitz, ma almeno lui è statunitense, v.
penultima newsletter di Sbilanciamoci), che la BCE ha non uno soltanto ma 2
obiettivi, uno principale e uno subordinato: il primo è quello, a tutti noto,
del controllo dell’inflazione: il secondo è quello, raggiunto il primo
obiettivo, di sostenere la crescita e l’occupazione. Attualmente, in deflazione
o quasi, a statuto vigente, compito statutario della BCE (art. 2 – Obiettivi
[al plurale]) è quello di, avendo raggiunto l’obiettivo del controllo
dell’inflazione, che deve essere poco sotto il 2%, “sostenere le politiche
economiche generali della Comunità” che “sono un elevato livello di occupazione
e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Ne discende, che (ripeto: a norma di statuto vigente, senza invocare alla
solita arrogante e furba Germania modifiche delle regole) la BCE è in flagrante
violazione del suo statuto, poiché deve – deve! – finanziare la crescita
economica e dell’occupazione. Attraverso misure efficaci, in particolare,
l’acquisto della quota di debito pubblico eccedente il 60% del rapporto
debito/Pil, sotto forma di titoli pubblici nuovi a lunga scadenza e a tasso
zero o quasi, emessi, non dai singoli Paesi (alla BCE sono vietati gli acquisti
di titoli dei singoli Stati sul mercato primario), ma dall’Eurozona (senza
sterilizzazione), sostitutivi di quelli vecchi molto più onerosi, per alleviare
sensibilmente l’onere di interessi passivi (86 mld annui per l’Italia) e
rendere possibile una congrua politica fiscale degli Stati, per accrescere la domanda
aggregata.
Luigi Pandolfi - 21 ottobre 2014
L’Europa
potrebbe emulare, seppur tardivamente, gli Stati Uniti? No, almeno nelle
condizioni date. Non potrebbe farlo perché l’Europa non è uno stato sovrano,
con una banca centrale che, come la Fed, ha nella sua mission il perseguimento
della piena occupazione mediante la conduzione della politica monetaria. [Riporto per
intero il mio commento, fino a quando verrà pubblicato]
Mi
pare di capire che neppure l’economista Luigi Pandolfi – come quasi tutti –
conosce lo statuto della BCE. Spiegazione: gli obiettivi della BCE sono due,
uno principale e uno subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione
della Germania); la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento
dell’obiettivo principale (controllo dei prezzi), è (più che) soddisfatta,
quindi la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2 - Obiettivi) a raggiungere il
secondo obiettivo ("sostenere la crescita economica e un elevato livello
dell'occupazione"), che – stante l’inflazione nell’Eurozona prossima allo
zero - è del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che
ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2% (“below 2%, but close”), non determinato dai
trattati UE ma lasciato decidere alla stessa BCE.
Ne
discende anche che, attualmente, la BCE ha gli stessi poteri della FED e, come
per la FED, entrambi gli obiettivi sono su un piano paritario.
Lo
ri-allego:
PROTOCOLLO
SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE
EUROPEA
Articolo
2
Obiettivi
Conformemente
all’articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l’obiettivo principale del SEBC è
il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della
stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della
Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della
Comunità definiti nell’articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità
del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza,
favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di
cui all’articolo 4 del trattato.
[*]
Secondo l’articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull’Unione europea, oltre
all’obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC
“sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di
contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità” agendo “in
conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera
concorrenza”.
Tali
obiettivi (definiti dall’articolo 2 del Trattato di Maastricht) sono:
•
uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell’insieme
della Comunità
•
una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l’ambiente
•
il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di
protezione sociale
•
la coesione economica e sociale
•
la solidarietà tra stati membri.
PS:
Segnalo che il mio commento con lo statuto BCE è ancora in attesa di
pubblicazione dal 4 ottobre scorso.
BCE e FED, Quantitative Easing o Prestatore di Ultima
Istanza? La confusione regna sovrana…
di
Francesco Saraceno*
Sarebbe
auspicabile che, come la Fed, la BCE assumesse sia il ruolo
di prestatore di ultima istanza che il compito di sostenere la crescita
attraverso un’espansione monetaria. Ma purtroppo, oggi questo
non è all’ordine del giorno. La BCE non sostiene la crescita
della zona euro, in parte perché il suo mandato è limitato al solo obiettivo di
inflazione (e ho già detto molto tempo fa che questo è
semplicemente pazzesco). Ma, ancora più importante, perché non vuole farlo. La BCE e il suo Presidente sono intrappolati nell’ortodossia che soffoca l’Europa
dagli anni ottanta. L’unica soluzione che propongono
sono le riforme strutturali, e ancora le riforme strutturali.
Domenico
Mario Nuti*
THURSDAY,
DECEMBER 18, 2014
“la
Bce è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza
che è comune alle maggiori banche centrali del mondo, ma perché, modellata
sulla Bundesbank, è ancor più di quest’ultima separata dalla politica fiscale,
priva del potere di acquistare titoli di Stato come invece fanno altre banche
centrali pure indipendenti (come la Fed e le banche centrali del Giappone o
dell’Inghilterra)”.
*Professore di
sistemi economici comparati alla facoltà di Economia dell'Università di Roma La
Sapienza
NB:
Dopo il nostro scambio di email (che ho riportato nel blog di Carlo Clericetti http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/ ), il prof.
Mario Nuti, sia nel post del suo blog, sia nel successivo articolo su
Sbilanciamoci http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27667 ), ha aggiunto,
dopo “privo del potere”, l’aggettivo “illimitato”, ma neppure questo è vero,
poiché, come ho commentato in calce al suo articolo, “2. In nessun articolo del
suo statuto (che mutua letteralmente le disposizioni dei trattati), è
contemplato il divieto di acquisto illimitato dei titoli di Stato. L’equivoco
nasce dal fatto che si confonde la Corte Cost. tedesca, che ha appunto ritenuto
illegittimo l’acquisto illimitato di titoli pubblici da parte della BCE (OMT) e
che ha giurisdizione soltanto in Germania, con la Corte di Giustizia Europea
(CGUE), che è l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE (art.
35 Statuto BCE), alla quale infatti ha dovuto presentare ricorso la stessa
Corte Cost. tedesca”.
LA CRISI I SALVATAGGI OCCORRE INTERVENIRE PIUTTOSTO
RAPIDAMENTE PERCHÉ IL CONTAGIO SI STA DIFFONDENDO JORG ASMUSSEN, BOARD BCE L'
INTERVENTO IL PRESIDENTE DELLA BOCCONI: MONETA UNICA STRUMENTO DI STABILITÀ
«La crisi dell' euro? Può mandare in frantumi
il senso dell' Unione»
Basso Francesca
(11 ottobre 2011)
“E se Bruni si chiede se si debbano «rivedere
le strategie della Bce includendovi la stabilità», Monti* si dice «non
favorevole all' inserimento dell' obiettivo di crescita nella Banca centrale
europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le
responsabilità»”.
*Mario Monti:
economista, accademico e politico, ex professore di Economia politica presso le
Università di Torino e Bocconi, ex rettore Università Bocconi, ex Commissario
Europeo, ex Presidente del Consiglio, Senatore a vita.
Post collegati
Appelli o
minacce forti?
Lettera a José-Manuel Barroso