martedì 14 maggio 2019

Lettera alla Fondazione Di Vittorio e alla CGIL sulla loro notizia errata sulla decorrenza della periodicità biennale dell’adeguamento alla speranza di vita



Pubblico la lettera che ho inviato cinque giorni fa alla Fondazione Di Vittorio e alla CGIL dopo aver letto la loro analisi degli effetti di “Quota 100”, nella quale ripetono l’errore della Ragioneria Generale dello Stato sulla decorrenza biennale dell’adeguamento delletà di pensionamento alla speranza di vita. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.

Lettera alla Fondazione Di Vittorio e alla CGIL sulla loro notizia errata sulla decorrenza della periodicità biennale dell’adeguamento alla speranza di vita
Da:  v
9/5/2019 17:15
A:  presidenza.fammoni@fdv.cgil.it,    c.ghezzi@fdv.cgil.it     e altri 48+483

ALLA C.A. DI FULVIO FAMMONI, CARLO GHEZZI, EZIO CIGNA
CC: Parlamentari, Sindacati, Media, Fondazioni, INPS

Viene eliminato sino al 31.12.2026 il collegamento del requisito pensionistico per la pensione anticipata con l’incremento dell’attesa di vita (che sarebbe stato di 5 mesi nel 2019) previsto per ogni biennio dal 2019 in poi.
No, la periodicità biennale decorre dal 2022, come si evince agevolmente dalla norma (L. 214/2011, art. 24, comma 13), che viene interpretata in maniera erronea da RGS (in contraddizione con quanto la stessa RGS scriveva nella relazione tecnica della legge):
Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo le modalita' previste dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni ((, salvo quanto previsto dal presente comma)). A partire dalla medesima data i riferimenti al triennio, di cui al comma 12-ter dell'articolo 12 del citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, devono riferirsi al biennio.[…]”.
Aggiungo che un’altra errata interpretazione di RGS riguarda la norma che prescriverebbe che si calcolino soltanto gli aumenti e non anche le diminuzioni dell’aspettativa di vita, che invece dovrebbe valere soltanto in sede di prima applicazione: “In sede di prima applicazione tale aggiornamento non puo' in ogni caso superare i tre mesi e lo stesso aggiornamento non viene effettuato nel caso di diminuzione della predetta speranza di vita”.
Ho già segnalato due volte queste errate interpretazioni delle norme pensionistiche a RGS.

Lettera al Ragioniere Generale dello Stato e alla Direttrice Generale Previdenza (p.c. al Presidente della Repubblica e al Parlamento): errori interpretativi della norma sull’adeguamento dell’età pensionabile

Lettera n. 2 alla Ragioneria Generale dello Stato sulle sue errate interpretazioni di norme pensionistiche
Vista la sordità generale, ho inviato le due lettere, via pec, p.c. anche al Presidente della Repubblica, come extrema ratio. In data 5 marzo scorso, il Segretariato Generale del Quirinale mi ha informato che “questo Ufficio ha sottoposto quanto da Lei rappresentato al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per l’esame di competenza”.
Gli ho dovuto, però, riscrivere. Ecco la mia replica:
Replica alla risposta del Quirinale sulle errate interpretazioni della Ragioneria Generale dello Stato di norme pensionistiche
Ho inviato p.c. queste lettere anche ai Sindacati, incluso CGIL-SPI, e alla Fondazione Di Vittorio. Ed ho anche fatto omaggio del mio libro “LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO” sia a Maurizio Landini che a Roberto Ghiselli.
I quali, però, come tutti, continuano a citare esclusivamente la riforma Fornero e mai la ben più severa riforma SACCONI. Il che è:
·     errato, in particolare per il pensionamento di vecchiaia a 67 anni e l’adeguamento dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, nonché per il risparmio al 2060 (cfr. lettere a RGS);
·    autolesionistico per la CGIL (basta dare un’occhiata ai commenti in Rete), che fu l’unico Sindacato ad opporsi nel 2010 e 2011 alla riforma Sacconi ed è accusato di non essersi opposto adeguatamente alla riforma Fornero, alla quale viene imputato tutto, perciò avrebbe tutto l’interesse a fare chiarezza e ad attribuire in maniera corretta le norme pensionistiche.
Alla luce di quanto detto, cioè di un tema che fa registrare dal 2013-14 una DISINFORMAZIONE crescente prima nazionale, che coinvolge 60 milioni di Italiani, inclusi quasi tutti gli esperti previdenziali, e poi mondiale, mi permetto evidenziare ai dirigenti della CGIL e della Fondazione Di Vittorio l’opportunità di organizzare uno o più incontri-dibattiti informativi a Roma, a Napoli e nelle principali città sul tema delle riforme delle pensioni varate nel 2010 e 2011 (oltre che sulle manovre finanziarie della XVI legislatura e gli Obiettivi statutari della BCE) che dia a Cesare quel che è di Cesare. Per Roma suggerirei come moderatore Carlo Clericetti, che ha scritto la prefazione del mio libro e sul cui blog su Repubblica si è dispiegata nell’arco degli ultimi anni la mia piccola, diuturna opera di CONTROINFORMAZIONE, e, se ritenuto utile, do volentieri la mia disponibilità.
Cordiali saluti,
V.


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