lunedì 11 febbraio 2019

Risposta di Piero Righetti e mia replica su una sua notizia falsa sulla riforma Fornero


Pubblico la risposta di Piero Righetti alla mia lettera (riportata in calce) in cui ho criticato una sua notizia falsa sulla riforma Fornero, in un suo articolo pubblicato da Affari Italiani, e la mia lettera di replica. Ad oggi non ho ricevuto nessun’altra sua risposta.

Oggetto: Nessuna notizia falsa
Egr. Sig. V.,
il Direttore Perrino, che legge per conoscenza, mi ha inviato la sua email del 4/2 u.s. in cui  lei mi accusa di aver dato – nel mio articolo “Pensione anche a quota 94” –  una notizia falsa. Effettivamente sono un ex dirigente Inps ed un esperto previdenziale e del lavoro, collaboro con Affari Italiani e per decenni, tra l’altro, con Sole 24 Ore, Guida Normativa e Guida al Lavoro. Il mio articolo, che voleva solo sottolineare che ora – sia pure per soli 3 anni, almeno ad oggi – si può andare in pensione anche con quota 94 non è assolutamente né un trattato né una disquisizione giuridica e l’annuncio pensione a quota 94 è assolutamente esatto. Come anche la notizia della spallata. Lo stesso Governo e i due Vice Presidenti Di Maio e Salvini hanno più volte parlato di spallata alla Fornero. Del resto, come lei stesso ricorda, l’aumento dell’età pensionabile è attribuito alla Fornero sia dal Servizio Studi della Camera sia da professori di lavoro e previdenza a causa anche, lei aggiunge,  di “una formulazione insufficiente e poco chiara della legge Fornero”.
A chi ora può andare in pensione 8 anni prima non credo interessi più di tanto se il D.L. 4/2019 sia un vulnus a Fornero o a Sacconi. A loro credo basta sapere che possono presentare la domanda di pensione.
L’impatto della notizia che ho dato – e che il giorno dopo l’uscita del mio articolo su Affari Italiani è comparsa con grandi titoli sul Sole 24 Ore e Italia Oggi – è “in pensione 8 anni prima”
Questa notizia non è assolutamente falsa. Forse imprecisa e per i motivi che lei stesso ha ricordato.
Aggiungo che la legge Sacconi è antecedente quella della Fornero e che, di conseguenza, la Fornero, con la sua legge ha “incorporato” di fatto le modifiche Damiano e Sacconi e che pertanto quello in vigore ante D.L. 4/2019 è il sistema pensionistico Fornero (e non certo quello Sacconi), al quale dunque ben può dirsi che il Decreto 4/2019 abbia dato una spallata, e non piccola, visto l’art. 22!
La ringrazio comunque della sua attenzione e del tempo che mi ha voluto dedicare.
Piero Righetti
5 Febbraio 2019

***

Egr. Sig. Righetti,
Errare è umano, ammettere gli errori è segno di intelligenza, poiché, in fondo, siamo tutti ignoranti. Io sono il principe degli ignoranti, vengo subito dopo Adriano Celentano.
Mi spiace, Lei ha scritto una NOTIZIA FALSA, che – vista la Sua ritrosia ad ammetterlo – Le rammento, riportandola di seguito:
Questa a mio avviso è la più rilevante modifica, la più violenta spallata alla Riforma Fornero: in pensione a 59 anni di età anziché a 67, e cioè 8 anni prima.” http://www.affaritaliani.it/economia/pensione-si-va-anche-a-quota-9-584756.html.
La notizia falsa che Le ho contestato è, non che va “in pensione 8 anni prima”, ma che Lei ha attribuito erroneamente alla riforma Fornero l’allungamento dell’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni. Il che è oggettivamente falso, poiché tale allungamento è frutto della ben più severa riforma SACCONI (tranne 4 mesi in media della riforma Damiano), oggetto da almeno 5 anni di una vera e propria damnatio memoriae.
E a nulla rileva, ai fini della corretta attribuzione di tale misura, che l’errata attribuzione l’abbiano fatta tutti, inclusi gli esperti, o che il Suo articolo sia stato ripreso dal Sole 24 ore, anche perché – evidentemente Lei non lo sa – anche Il Sole 24 ore, come tutti i media, anzi di più data la sua importanza in materia economica e previdenziale, è responsabile della DISINFORMAZIONE generale – e ormai mondiale - sulla riforma Fornero da almeno 5 anni. Cosa che gli ho contestato per iscritto fin dal 2015, prima in un commento in calce ad un loro articolo gravemente disinformativo, commento da loro censurato, e poi per lettera, anzi più lettere (qui trova tutte quelle da me inviate negli ultimi anni per contrastare l’universale DISINFORMAZIONE su questo tema, e altri due: http://vincesko.blogspot.it).
Inoltre, mi sorprende che Lei, esperto di analisi di norme giuridiche, adduca come attenuante o perfino esimente che la legge Fornero abbia «“incorporato” di fatto» la legge Sacconi, e arrivi addirittura a scrivere, sottolineandolo, che «quello in vigore ante D.L. 4/2019 è il sistema pensionistico Fornero (e non certo quello Sacconi).», che a me sembra una deduzione palesemente errata e perfino strampalata e in ogni caso destituita di fondamento in base agli effetti (vedi il Quadro sintetico dell’età di pensionamento in base alle norme e ai loro autori, riportato nella mia lettera precedente, e appresso). Che è analoga a quella formulata da altri esperti, tra i maggiori responsabili della vulgata che avrebbe fatto tutto Fornero sol perché la legge Fornero ha “confermato” alcune misure importanti della legge Sacconi, come l’adeguamento all’aspettativa di vita. Come se una legge in vigore avesse bisogno di essere “confermata” da una legge successiva. Il che è un obbrobrio tecnico-giuridico. Ed anche etico: si premia un plagio-furbizia, anziché – come faccio io da anni, anche contestandolo direttamente alla sua autrice, la professoressa Fornero, e alla sua vittima, il senatore Sacconi, che da anni fa lo gnorri – stigmatizzarlo.
Concludo con due ulteriori considerazioni, che a me sembrano risolutive, poi veda Lei.
La prima, è che tutti citano la riforma Fornero e obliterano la riforma Sacconi, che è più severa e incisiva e le cui norme vengono erroneamente attribuite da quasi tutti, in Italia e all’estero, in tutto o in parte, in particolare l’adeguamento alla speranza di vita, alla riforma Fornero. Ma osservo, al di là dell’interpretazione della complessa normativa: dei 1.000 mld di risparmi pensionistici stimati da RGS al 2060 dalle 4 riforme dal 2004 (Maroni, 2004, la cui misura principale, lo ‘scalone’, fu abrogato da Damiano prima che andasse in vigore; Damiano, 2007, le cui “quote” furono abolite da Fornero; Sacconi, 2010 e 2011; e Fornero, 2011), al lordo dell’errata attribuzione delle norme, soltanto 350 (poi calati a 280 dopo i vari interventi legislativi successivi) vengono ascritti alla riforma Fornero, i cui effetti peraltro si esauriscono nel 2045. Secondo Lei a chi vanno ascritti i residui 700 mld?
La seconda, come ho già rilevato nella mia lettera al direttore Perrino, è che è la stessa professoressa Fornero – ardisco pensare “incentivata” dalle mie decine di lettere circolari inviatele per competenza o conoscenza - che fa pulizia della Sua (e di altri) interpretazione fantasiosa della sua norma, lamentando nel suo ultimo libro l’errata attribuzione a lei dell’allungamento a 66 anni dell’età di pensionamento di vecchiaia (da 66 a 67 è aumentata in forza dell’adeguamento alla speranza di vita introdotto da Sacconi):
«Rispondeva infine essenzialmente a criteri di trasparenza l’assorbimento delle cosiddette «finestre mobili» nei requisiti anagrafici e contributivi, una modalità che era stata adottata per aumentare un po’ surrettiziamente l’età di pensionamento. Nel commentare quest’ultima misura, mi sia consentita un’annotazione sullo stile di governo dei tecnici (e in ogni caso della sottoscritta): mentre le finestre erano state introdotte con lo scopo di ritardare il pensionamento senza farlo ben comprendere all’opinione pubblica, la loro cancellazione rispondeva a un criterio di trasparenza, riassumibile nel messaggio: «se hai maturato il diritto al pensionamento è assurdo che ti si chieda un anno di ‘attesa’, peraltro non contato a fini pensionistici». La nostra decisione pertanto fu di rendere esplicito l’anno in più richiesto [sic; in effetti già deciso da Sacconi con la L. 122/2010, art. 12, commi 1 e 2, ndr]. Di fatto, questo non corrispondeva a un aumento dell’anzianità, eppure fu interpretato così, con il seguito di ulteriori aspre polemiche» (Elsa Fornero, «Chi ha paura delle riforme: Illusioni, luoghi comuni e verità sulle pensioni», posizione nel Kindle: 3134).
Spero vorrà contribuire in futuro a contrastare la DISINFORMAZIONE mondiale imperante sulla riforma delle pensioni Fornero e sulla riforma delle pensioni SACCONI.
La ringrazio dell’attenzione,
V.


PS: Come faccio di solito, invio questa mia lettera p.c. ai media e poi la pubblicherò nel mio blog. Per le osservazioni complete e le relative prove documentali della disinformazione mondiale, mi permetto segnalare il mio recente libro (con prefazione di Carlo Clericetti e commento finale di Elsa Fornero): https://www.amazon.it/dp/B07L3B5N5M.


Destinatari

5/02/2019  14:37
(n. 50)√

5/02/2019  14:46
(n. 50)  info@la7.it,

5/2/2019 14:48
(n. 50) 


Post collegato:
Lettera ad “Affari Italiani” su una notizia falsa sulla Riforma delle pensioni Fornero


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