sabato 30 settembre 2017

UE, rilancio del progetto europeo



Les principales propositions d’Emmanuel Macron pour relancer le projet européen
Le président de la République a exposé à la Sorbonne une série de propositions et une méthode pour élaborer une feuille de route sur dix ans pour l’Union européenne.
Le Monde.fr avec AFP | 26.09.2017 à 17h26 • Mis à jour le 26.09.2017 à 20h46

Il sogno europeo sta rischiando di svanire; “il peccato originale è nell’ispirazione che ha informato tutta la costruzione europea, determinata dal progetto conservatore e neo-oligarchico dei massoni Kalergi, Monnet, Schumann e altri, con un’impostazione liberistica e deregolamentata del mercato, un Parlamento europeo privo di poteri e la prevalenza della burocrazia. Come poi è effettivamente avvenuto”.[1]
“L'interprete di questa visione neoliberista ed elitaria è diventata da anni la Germania, da quando, nel 2005, Angela Merkel ha iniziato la sua esperienza di governo alla guida dei Tedeschi”.[2]
Il discorso di Macron è importante, ma a condizione che alle parole seguano i fatti e soprattutto che la Francia non faccia prevalere il suo interesse di bottega (prestigio e scudo finanziario tedesco) al progetto di riforma dell’Unione Europea, un progetto che abbia come traguardo di medio termine un assetto federale (Stati Uniti d’Europa), anticipandone prima possibile elementi che riequilibrino i rapporti economici sbilanciati e insostenibili a lungo che caratterizzano l’attuale Eurozona.[3]
Per l’Italia, il nocciolo della questione è che con l'attuale assetto monco dell'Euro, tarato sull'economia tedesca, l'Italia (con gli altri Pigs) sta a metà del guado. O si torna indietro o si va avanti verso un’Europa federale. Abbiamo, perciò, tutto l’interesse a sostenere il presidente francese Macron, se rimane coerente, anche per rompere la diarchia franco-tedesca, in cui la Francia svolge il ruolo di chaperon interessato della egemone Germania.
Credo che Gentiloni e Macron non debbano farsi soverchie illusioni. C'è da chiedersi: perché l'egoista ed arrogante Germania dovrebbe accettare la riforma dell'attuale assetto dell'UE e, in questo ambito, dell'Euro che la favorisce e ne ha determinato la supremazia in Europa, che essa ha ricercato a più riprese fin dal tempo di Carlo Magno, passando per Otto von BismarckAdolf Hitler?
Gli arroganti capiscono solo il linguaggio della forza.
Per cui io non ho molta fiducia che la “bottegaia” Merkel agevoli il rilancio del progetto europeo. Come ha dichiarato lei stessa al vertice di Tallin “occorre parlare dei dettagli”;[4] e il ministro delle Finanze Schaeuble a SKY-TG24,[5] a sua volta, ha detto che la politica economica dell’UE non cambierà e che la Germania sarà favorevole a mettere in comune le Forze Armate. Evidentemente, per giovarsi dello scudo atomico francese e ridurre le spese: Ma il campo militare è solo una parte, piccola anche se importante, del nuovo assetto che si deve realizzare. E' sul resto che si gioca la vera partita per il popolo dell'Eurozona. Che ha già pagato un prezzo salato all'egemonia della Germania. Che ha voluto finora solo i vantaggi e rifiutato gli oneri della sua egemonia. La massone reazionaria Merkel (assieme al Maestro Venerabile Schaeuble) è stata dal 2005 la curatrice della costruzione in ambito UE di questo assetto leonino di autoesclusione della Germania dalle perdite, per giunta raccontando al popolo tedesco l'opposto.[6]

[1] Il piano Kalergi e la genesi dell’Unione Europea oligarchica

UE malata, governata dalla destra reazionaria, con la complicità dei sedicenti socialisti

[2] Unione Europea: rischio di disintegrazione, ma va salvata su nuove basi

[3] I difetti strutturali dell’Euro

[4] A Tallinn il vertice delle incognite. Merkel chiede tempo sulle riforme
Cena informale dei Ventisette prima del summit odierno su digitale e Web tax. La cancelliera: bene le idee dell’Eliseo, ma dobbiamo ancora parlare dei dettagli
MARCO BRESOLIN  -  29/09/2017

[5] Germania, Schäuble: "La politica delle finanze non cambierà dopo le elezioni"
WOLFGANG SCHAUBLE A SKY TG24 HD: UE/ BENE MACRON ALLA SORBONA, URGENTE UNA DIFESA UNICA EUROPEA
Venerdì, 29 settembre 2017 - 15:29:00

[6] Allego questa analisi tecnico-economica molto interessante e molto istruttiva che svolge una critica severa della politica economica attuata dalla Germania dall’introduzione dell’Euro, inclusa la riforma Hartz:
Esportare depressione, la formula tedesca da ribaltare
Gli stimoli Ue e le riforme non funzioneranno se non si superano i freni imposti dalla Germania
Sergio De Nardis* - 19/12/2014

http://www.linkiesta.it/austerity-tedesca-esporta-la-depressione 
NB: Vedi anche l’altra analisi dello stesso autore in essa linkata.

Appendice

1. La quota di export dell’Italia verso tutta l’UE è pari al 56% circa del totale; verso l’UEM a 19 al 42%; verso la Germania al 12,5%.[*] Tra i prodotti, le parti e accessori per autoveicoli e loro motori pesano complessivamente il 3%; le macchine di impiego generale l’11%.[*]
2. Le esportazioni (pari complessivamente a 420 mld circa) rappresentano il 25% del PIL. I problemi stanno nell’altro 75%, che vale il triplo.
3. La produzione manifatturiera italiana è calata con la crisi di quasi il 25%, ben prima delle sanzioni alla Russia, a causa degli effetti recessivi determinati dal mastodontico consolidamento fiscale (330 mld cumulati), imposto all'Italia dalla Commissione Europea Barroso (politica economica) e dalla BCE (politica monetaria e lettera del 5/8/2011 al governo italiano), per ordine della Germania.[**]
4. E’ positivo che la Germania importi i prodotti italiani (semilavorati per i prodotti tedeschi ad alto valore aggiunto), è sbagliato prefigurare un ruolo per l’Italia prevalentemente ancillare alla Germania.
5. In ogni caso, la leadership impone degli oneri che la Germania rifiuta di accollarsi (cfr. l’articolo di Sergio De Nardis), vuole solo i vantaggi, a spese dei partner (oltre che del resto del mondo), che vengono pian piano spoliati: il patto UE, come si è andato realizzando nella prassi in termini di interpretazione e applicazione delle regole al di là dei trattati (che pochissimi hanno letto), è squilibrato e iniquo e va di conseguenza riformato al più presto, togliendo o limitando, intanto, alla Germania il potere di interpretazione ed applicazione delle norme e facendo chiarezza sui vantaggi/svantaggi dell'attuale assetto. Chi lo debba fare è importante, io penso che vi debba provvedere il Parlamento Europeo.

[*] Aree geografiche di destinazione dell'export italiano (valori in milioni di euro)
Peso percentuale sul totale
………………………………....2015…2016…30/6/16…30/6/17
Europa…………………….........65,6….66,3…...67,3…….66,8
Unione Europea a 28.…..............54,8….55,9…..56,9….….56,5
di cui UEM a 19…………......…40,0….41,0…..41,8…......41,6
Paesi europei non UE..................10,8….10,4…..10,4….....10,3
Africa…………………...…...…..4,6…...4,2…....4,1………4,0
Africa settentrionale….................3,2…...3,0…....3,0………2,8
Altri paesi africani…...............….1,4…...1,2.…...1,1………1,2
America……………….....…….13,0…..12,8….12,5……..12,8
America sett.le ………….............9,6…....9,7…...9,6….......9,8
America centro mer.le..................3,3…….3,1…..2,8……...3,0
Asia………………………….…15,0…..14,8….14,2.……14,6
Medio Oriente……….......…...….5,2…...4,8…....4,7……...4,4
Asia centrale………………....….1,4…...1,4…....1,4…...…1,3
Asia orientale………….......….....8,5…...8,6…....8,1…...…8,9
Oceania e altri territori..................1,8..…1,9….…1,9….…..1,8

[**] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


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mercoledì 27 settembre 2017

La classifica dell’Italia spesso non è giustificata dai dati oggettivi



I cialtroni delle classifiche
Carlo Clericetti  -  28 LUG 2017

E’ vero, è un problema molto serio, la cattiva fama del nostro Paese, spesso non giustificata dai dati oggettivi. Le concause, a mio avviso, sono, da una parte, l’inclinazione marcata di milioni di Italiani all’autodenigrazione (in fondo, l’Italia è uno Stato giovane, ha appena 156 anni, ed è nato, dopo oltre un millennio di divisione in staterelli che ha agevolato l'invasione e occupazione straniera, con una sorta di regalo-annessione di Giuseppe Garibaldi al re del Piemonte, Vittorio Emanuele II); da un’altra, la scarsa autostima come popolo e, di conseguenza, come dirigenti politici; dall’altra ancora, la tendenza di alcuni (troppi) alla fellonìa.
Per la prima - l’autodenigrazione -, basta una minima frequentazione dei luoghi di discussione, fisici o virtuali, per toccarla con mano e rendersi conto che è una caratteristica estesissima.
Per la seconda - la scarsa autostima dei politici, riflesso della scarsa autostima del popolo in genere -, basta fare alcuni esempi:
1. Il Trattato di amicizia Italia-Libia, iniziato da Prodi (che però rifiutò di firmarlo perché troppo oneroso, con un costo di 5 mld $, 250 mln all’anno per 20 anni) e sottoscritto da Berlusconi; con l’aggiunta dell’indecoroso spettacolo della sceneggiata di Gheddafi in occasione della sua prima visita in Italia e del baciamano di Berlusconi al medesimo Gheddafi.
2. La gestione della crisi da spread, che tanti sacrifici ha imposto ai poveri cristi, con i media italiani che hanno fatto da cassa di risonanza dei problemi e dei dissidi interni al governo, con riflessi immediati sullo spread.[ ]
3. La cosiddetta flessibilità ottenuta a fatica dall’Italia, che ha fatto la figura del questuante spendaccione e reprobo, mentre altri Paesi se ne sono bellamente fregati, dei limiti imposti dai trattati e dalla Commissione europea, che ha chiuso entrambi gli occhi:
EUROSTAT – Deficit/Pil
................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
Italia.........-1,5...-2,7..-5,3...-4,2..-3,5..-2,9...-2,9...-3,0...-2,6...-2,4
Francia.…-2,5...-3,2..-7,2...-6,8..-5,1..-4,8...-4,0...-4,0...-3,5...-3,4
Spagna....+2,0..-4,4.-11,0..-9.4..-9,6.-10,4...-6,9...-5,9...-5,1...-4,5
GB............-3,0..-5,0..-10,7..-9,6..-7,7...-8,3...-5,6...-5,6...-4,4..-3,0
Germania.+0,2.-0,2...-3,2...-4,2..-1,0…-0,1...-0,1..+0,3..+0,7..+0,8
Olanda….+0,2.+0,2...-5,4...-5.0..-4,3...-3,9…-2,4..-2,3...-2,1..+0,4
4. Le innumerevoli volte in cui l’Italia ha sottoscritto trattati o accordi internazionali in cui venivano statuite clausole che danneggiavano l’interesse del nostro Paese, facendo la parte dei fessi, per poi, da un canto, lamentarsene; e, da un altro canto, cercare di eluderle (spesso marginalmente), facendo la figura dei furbi stupidi. Perché, a mio avviso, ci sono due categorie di furbi: quelli intelligenti, come i Tedeschi, che si prendono i vantaggi e fanno pure le vittime, e quelli stupidi, come gli Italiani, che si prendono gli svantaggi e passano anche per furbi e inaffidabili. Vedi, ad esempio, l’Unione bancaria o, più in generale, l’attuale assetto monco dell’Euro.
5. Oltre al caso delle spese della Sanità, evidenziato dallo studio comparativo, io aggiungerei quello della spesa pensionistica, molto più agitato dai censori interni ed esterni contro l’Italia, perfino dalla Francia (vedi il presidente francese Sarkozy, che derideva il PdC Berlusconi, che aveva già varato la severissima riforma delle pensioni SACCONI ma la gestì in maniera pessima dal punto di vista comunicativo) che una riforma severa delle pensioni non l’ha ancora oggi implementata, anzi qualcuno ha chiesto di ritornare al pensionamento a 60 anni (per un confronto internazionale, cfr. la nota 2).
Per la terza - la fellonìa -, allego questa recente intervista al prof. Giulio Sapelli, che mi ha incuriosito molto:
“Fin dall'inizio avevo detto che questa partita sarebbe stata preclusa all'Italia. Fincantieri è entrata in un gioco senza partita. La Francia non cede le chiavi di un porto militare a un Paese straniero. E le ragioni riguardano l'interesse nazionale. Queste sono cose che possono accadere solo in Italia, dove molti politici fanno gli interessi di altri Stati”.
Ovvero?
“I nomi li farò in un libro. Si possono elencare uno a uno con lo Stato accanto”.[3]

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Note:

[1] Le determinanti dello spread

[2] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

[3] Fincantieri-Stx, intervista a Giulio Sapelli. "L'Italia si illude, alla fine abbasseremo la testa davanti al gollismo di Macron"
Intervista all'economista. "Fincantieri è entrata in un gioco senza partita. La Francia non cede le chiavi di un porto militare a un Paese straniero"
26/07/2017 15:03 CEST | Aggiornato 26/07/2017 15:10 CEST
Bianca Di Giovanni

Appendice

Un caso particolare è quello della classifica della corruzione, fenomeno beninteso reale e consistente in Italia, ma la cui dimensione è alimentata da una bufala.

60 MILIARDI: UNA STIMA GROSSOLANA
L’Italia genera la metà del giro d’affari della corruzione in Europa, con un costo per la collettività di 60 miliardi di euro l’anno. Questi i titoli sui giornali e telegiornali che sintetizzano il primo Rapporto dell’Unione Europea sulla corruzione, a firma del Commissario agli Affari Interni Cecilia Malmstrom. In questa notizia una grossa confusione e un triste dato di verità. La confusione sta nella cifra e nella quota italiana. Il dato di 60 miliardi di euro l’anno nasce da una grossolana stima, figlia di un curioso passaparola: nel 2004 stime mondiali indicano nel 3-4 per cento del Pil il costo della corruzione, percentuale che, applicata al Pil italiano, genera quella cifra. Chi per primo fa questo calcolo abborracciato ottiene la cifra di 60 miliardi di euro. Un numero che poi viene passato di rapporto in rapporto, ogni volta precisando che è una stima approssimativa, ma continuando nella sua fortunata carriera di unico numero disponibile. Non comparabile, tra l’altro, con il dato europeo di 120 miliardi di euro, dal cui confronto emerge infine il nostro triste primato di detentori della metà del fenomeno comunitario. Questo pasticcio segnala la bassa qualità dell’informazione, e la difficoltà di quantificare un fenomeno che, in quanto illegale, per sua natura è di difficile stima. [...]
Corruzione: come mai l’Italia sta peggio?
Michele Polo  -  04.02.14

La bufala dei 60 miliardi di euro di corruzione in Italia
DAVIDE DE LUCA BLOG  -  3 FEBBRAIO 2014
http://www.ilpost.it/davidedeluca/2014/02/03/la-bufala-dei-60-miliardi-euro-corruzione/  

La leggenda dei 60 miliardi, stima falsa che tutti citano
–di Caterina Guidoni
21 agosto 2016


Articolo collegato:

Italia poco competitiva? O magari no 
Carlo Clericetti  -  27 SET 2017


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sabato 23 settembre 2017

Anche gli economisti sono stati vittime del pifferaio magico Berlusconi



                                                     Risultati immagini per economisti                                                        
Neppure Adam Smith, il padre del liberismo, si fidava molto degli economisti come categoria (“Quella setta di uomini di lettere che si chiamano Economisti”). Ancor meno degli imprenditori come leader politici, perché egli considerava gli imprenditori “un ordine di uomini il cui interesse non è mai esattamente uguale a quello del pubblico e che, generalmente, ha interesse a ingannare e anche a opprimere il pubblico, come in effetti ha fatto in numerose occasioni. Ma, come dimostrano prima Berlusconi in Italia ed ora Trump negli USA, le vie delle candidature e dei successi elettorali per milioni di elettori sono imperscrutabili e portano a conclusioni diverse.
Esagerando ma non molto, sono arrivato alla conclusione che come contravveleno ai pifferai magici forse vale più il candore del fanciullo che grida che “Il re è nudo” e smaschera l’imbroglione, che la sapienza dello studioso che resta vittima dell’imbonitore dotato di megafoni potentissimi e ammaliatori, come un qualunque uomo della strada o una qualunque casalinga di Voghera.
Esagerando ma non molto, sono arrivato alla conclusione che come contravveleno ai pifferai magici forse vale più il candore del fanciullo che grida che “Il re è nudo” e smaschera l’imbroglione, che la sapienza dello studioso che resta vittima dell’imbonitore dotato di megafoni potentissimi e ammaliatori, come un qualunque uomo della strada o una qualunque casalinga di Voghera.

Quando, poi, a restare vittima del predetto imbonitore è l’intera categoria degli economisti, con la loro generale, per me incomprensibile, vera e propria disfatta sulla conoscenza dei rispettivi ammontari delle manovre finanziarie correttive varate dal governo Berlusconi e dal governo Monti, ben il quadruplo quelle di Berlusconi (267 mld) rispetto a quelle di Monti (63 mld) e molto più inique, ma l'austerità e gli effetti recessivi sono stati ascritti interamente a Monti (un fraintendimento analogo è avvenuto per la riforma delle pensioni Monti-Fornero, molto meno severa della riforma Berlusconi-Sacconi), sorge qualche serio dubbio sulla loro capacità di sceverare il grano dal loglio, figuriamoci di amministrare la Cosa pubblica con saggezza e giustizia.

Che io ricordi, i primi, o tra i primi, che dovetti adeguatamente “redarguire” a causa della loro ignoranza circa gli importi delle manovre finanziarie correttive varate dai governi Berlusconi e Monti, furono due professori di Economia, degli otto invitati, nel 2012, dal quotidiano Europa a commentare i programmi di Bersani e Renzi per le elezioni primarie del PD.

Bersani-Renzi, non così lontani
Emilio Barucci (Politecnico di Milano)  -  5 ottobre 2012

Conta l'agenda Monti
Marco Leonardi (Università Statale di Milano)  5 ottobre 2012
link sostituito da:

Per la cronaca, questi gli altri quattro invitati (degli ultimi due, Nannicini e Raitano, non c’è traccia).

Troppe tasse, dem d’accordo
Filippo Taddei (Johns Hopkins University)  -  3 ottobre 2012

Renzi e le tasse, un po' di dubbi
Alessandro Santoro (Università di Milano Bicocca)  -  4 ottobre 2012

Politica industriale sì ma come?
Franco Mosconi (Università di Parma)  -  5 ottobre 2012
Antonio Nicita (Università di Siena)  -  5 ottobre 2012

Poi, tutta una serie. Per alcuni, furono censurati i miei commenti, ad esempio sui siti di LaVoce.info[1] ed Economia e Politica[2], mentre Sbilanciamoci, che non aveva neppure la moderazione dei commenti, in occasione della ristrutturazione del suo sito, ha modificato l’URL ai suoi articoli, tolta la possibilità di commentare e cancellato i commenti “scomodi” (segnatamente quelli concernenti miei dialoghi con professori sulla BCE). Non è usuale veder raggiungere le vette censorie de LaVoce.info (determinandomi a cancellarmi dalla sua newsletter), ma un po’ tutti i professori hanno il vizietto della censura.
Tra i commenti, spiccano gli ultimi quattro: Giulio Sapelli, Elsa Fornero, Mario Monti e Francesco Daveri.

Lettera al Prof. Giulio Sapelli su Monti, le manovre correttive e le pensioni

Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive

Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

Lettera al Prof. Francesco Daveri su Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura, sua risposta e mia replica

Di Tommaso Nannicini, bocconiano, attualmente Sottosegretario di Stato e consigliere economico del governo Gentiloni, dopo esserlo stato del governo Renzi, commentai severamente questi due articoli:

L’Agenda compatibile
Tommaso Nannicini  -  2 ottobre 2012
link sostituito da:
http://www.europa.dol.it/dettaglio/137491/lagenda_compatibile

L’equità per pochi
Tommaso Nannicini  -  27 ottobre 2012
link sostituito da:
http://www.europa.dol.it/dettaglio/138068/lequita_per_pochi   
__________________________

Note:

[1] BILANCIO DEL GOVERNO MONTI
a cura di La redazione 11.12.2012
Che cosa ha fatto il Governo Monti in poco più di un anno di esistenza? Che cosa avrebbe potuto fare di più e meglio? Quanto è rimasto in sospeso? Abbiamo raccolto le nostre valutazioni in un ebook che proponiamo qui ai lettori in versione pdf, ebook per iPad e ebook per Kindle.
link sostituito da:
Come si può notare leggendo l’e-book, anche le due redattrici del testo del capitolo pensioni attribuiscono erroneamente alla riforma delle pensioni Fornero l’allungamento dell’età di pensionamento per vecchiaia a 66 anni anche per i lavoratori pubblici e privati e le lavoratrici del settore pubblico, cui aveva già provveduto la riforma Sacconi del 2010.
2. Pensione di vecchiaia ordinaria. Già a partire dal 1° gennaio le categorie di lavoratori e per le lavoratrici del settore pubblico l’età minima viene elevata a 66 anni, in luogo di 65 anni. Per le lavoratrici del settore privato l’età sale a 62 anni (invece di 60 anni) per il requisito della vecchiaia, o in alternativa 60 o 61 anni con il sistema delle quote (se gli anni di contributi sono sufficienti). Il requisito minimo sale a 63 anni + 6 mesi nel 2014, a 65 anni nel 2016, a 66 anni nel 2018. Analoghe modifiche valgono per le lavoratrici autonome. (pag. 13)
Riporto il mio commento censurato (che smentiva quanto era scritto nel loro documento, v. la presentazione di Tito Boeri (“Il Governo Monti in un solo anno ha fatto molto di più degli esecutivi che l’hanno preceduto, governando per intere legislature.”) e a pag. 20 il capitolo “Shock fiscale” di Francesco Giavazzi, che sciorina anche qui la fesseria mondiale – anche nel senso che ha avuto purtroppo per i poveri cristi un’eco e applicazione mondiale nell’ambito delle terapie somministrate dalla famigerata troika – della tesi Alesina-Giavazzi che il moltiplicatore dell’aumento delle tasse è più recessivo del taglio delle spese, cfr.   http://keynesblog.com/2013/01/08/il-fondo-monetario-insiste-sullausterita-ci-siamo-sbagliati/):
LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), ( con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura, sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), almeno in termini quantitativi, Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili, è tutto un altro discorso. 

[2] La censura si è realizzata in due fasi: prima hanno pubblicato il mio primo commento e censurato la prima versione della mia replica; poi, hanno censurato tutto, lasciando però la risposta dell’autore dell’articolo.
E’ dalle importazioni che nasce il taglio delle tasse
Di Giorgio Gattei - 14 settembre 2015

"e per la dura compressione della domanda interna indotta dalle politiche di austerità dei governi Monti e Letta".
Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state il quadruplo di quelle Monti (ancor di più di quelle Letta):
Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
Totale  329,5 mld.
LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.
Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.htmll 

È curioso che di tutta la mia argomentazione si sia presa a pretesto una osservazione incidentale sulla politica economica del governo Monti (e Letta) per dimostrare che il governo Berlusconi ha fatto peggio. E chi lo nega? Ma l’agire del governo Monti, comprimendo (pro quota sua) la domanda interna, ha aggravato la crisi, come lui stesso candidamente ha ammesso in una intervista al Salone del Tessile: “quando leggo titoli che dicono: Monti ha contribuito alla recessione, io rispondo: Certo” (“il Sole-24 ore”, 21 settembre 2015). Allora di che stiamo parlando? Non Sarebbe più utile capire perché il governo Renzi, per invertire la tendenza sfruttando il quantitative easing europeo (era ora!) che spinge le esportazioni ma aggrava le importazioni, si trovi costretto a rilanciare la propensione al consumo? Almeno nelle intenzioni, sebbene si sappia che l’inferno è lastricato di buone intenzioni…

Vincesko
Mi scuso del ritardo, ma ho letto solo ora. Nessun pretesto (mi permetto di segnalare amichevolmente che questo termine oggettivamente gratuito è un piccolo segnale di coda di paglia).
1. Sono 4 anni che contrasto l’ignoranza quasi generale, anche in ambito accademico, degli ammontari delle manovre correttive, prima del solo governo Berlusconi e poi nel confronto Berlusconi vs Monti (discorso analogo vale per le riforme delle pensioni nel confronto Sacconi vs Fornero: Lei lo sapeva?)
2. E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (4 a 1, anche per l’equità), che è almeno“curioso” attribuire a Monti gli effetti recessivi, obliterando completamente Berlusconi.
3. Sia Monti che Fornero sono oggettivamente, sulla base dei dati, dei millantatori (cfr. Il Prof. Mario Monti, il millantatore http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html), il primo attribuendosi il “salvataggio” dell’Italia, fin dal nome del primo decreto (DL 201/2011 Salva-Italia), la seconda tutto il merito-onere della riforma delle pensioni, beccandosi coraggiosamente tutte le critiche e le maledizioni (cfr., tra gli altri, Berlusconi-Sacconi-Salvini-Giannino-Cazzola-Cottarelli, ecc. vs Monti-Fornero http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832747.html oppure (se in avaria) http://vincesko.blogspot.com/2015/05/berlusconi-sacconi-salvini-giannino.html .
4. Io mi aspetterei questi strafalcioni – e le eventuali, conseguenti reazioni piccate - solo da tipi disinformati e/o scandalosamente mendaci e affetti da amnesia interessata come Salvini (sia per le pensioni che per le manovre correttive, cfr. Lettera all’On. Matteo Salvini http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2830506.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html ), non da accademici.
(censurato)

Vincesko
Mi scuso del ritardo, ma ho letto solo ora. Ho ritenuto opportuno di fare solo questa segnalazione perché:
1. Sul resto sono d’accordo.
2. Sono 4 anni che combatto l’ignoranza quasi generale, anche in ambito accademico, degli ammontari delle manovre correttive, prima del solo governo Berlusconi e poi nel confronto Berlusconi vs Monti (discorso analogo vale per le riforme delle pensioni nel confronto Sacconi vs Fornero).
3. E’ tale la dimensione del rapporto quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, pari a 4 a 1, anche per l’equità), che è curioso – ma, com’è noto, lo fanno quasi tutti - attribuire a Monti gli effetti recessivi, obliterando completamente Berlusconi.
4. Sia Monti che Fornero sono oggettivamente, sulla base dei dati, dei millantatori (cfr. questo mio post del 2012 Il Prof. Mario Monti, il millantatore  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html), il primo attribuendosi il “salvataggio” dell’Italia, fin dal nome del primo decreto (DL 201/2011 Salva-Italia), la seconda tutto il merito-onere della riforma delle pensioni, prendendosi coraggiosamente tutte le critiche e le maledizioni (cfr., tra gli altri, Berlusconi-Sacconi-Salvini-Giannino-Cazzola-Cottarelli, ecc. vs Monti-Fornero http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832747.html  oppure (se in avaria)  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/berlusconi-sacconi-salvini-giannino.html.


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