sabato 21 marzo 2015

Analisi quali-quantitativa/10 - Pubblica Amministrazione

 A causa delle avarie frequenti della piattaforma IlCannocchiale, dove - in 4 anni e 5 mesi - il mio blog Vincesko ha totalizzato 700.000 visualizzazioni, ho deciso di abbandonarla gradualmente. O, meglio, di tenermi pronto ad abbandonarla. Ripubblico qua i vecchi post a fini di archivio, alternandoli (orientativamente a gruppi di 5 al giorno) con quelli nuovi.

Post n. 21 del 08-12-2010 (trasmigrato da IlCannocchiale)
Analisi QQ10 - Pubblica Amministrazione

Cito qualche dato sulla Pubblica Amministrazione: in Italia si contano più di 10.000 amministrazioni pubbliche, ed è interessante notare come siano cresciute negli anni. Infatti nel 1999 erano 9.470, nel 2007 erano già arrivate a 10.415. La performance del settore pubblico (cioè il rapporto tra i risultati e la spesa) è piuttosto bassa: la media europea è 0,94, in Italia si raggiunge solo lo 0,83, meno della Spagna (0,89) per non parlare della Danimarca (1,06) o della Svezia (1,04). Gli impiegati pubblici sono più di tre milioni e mezzo, livello sostanzialmente invariato da diversi anni. Il numero complessivo e la spesa totale rispetto al PIL sono in linea con gli altri Paesi (fonte: EURISPES, dati relativi al periodo 2000-2005 http://eurispes.it/index.php/index.php?option=com_content&view=article&id=243:la-pubblica-amministrazione-italiana-non-costa-piu-che-in-europa&catid=40:comunicati-stampa&Itemid=135 , e Informatica trentina, 2006 http://www.infotn.it/cms-01.00/articolo.asp?IDcms=5888&s=194&l=IT&link=112009 ), quello che differisce è la performance.
Il governo della Gran Bretagna, per far fronte alla crisi, ha deciso di licenziare 500 mila dipendenti pubblici (lì c'è un sistema di ammortizzatori sociali universale ed è stata lanciata una delle riforme del welfare più ambiziose: l'istituzione di una sorta di “reddito di cittadinanza” che sostituirà tutti gli interventi di sostegno del reddito).
Il nostro ministro Brunetta ha già programmato la diminuzione di 300 mila dipendenti pubblici, agendo sul turnover, che si aggiunge al blocco delle assunzioni da una decina d'anni.
Nonostante questo, almeno in alcune Regioni (es. Sicilia, Campania, Calabria) ed in alcuni comparti della P.A. (es. Sanità campana o calabrese; dipendenti Enti locali Sicilia), c'è una sovrabbondanza di personale, immesso per far fronte non alle necessità dei servizi da erogare ai cittadini, ma per diminuire la disoccupazione, e non premiando i meritevoli, ma per la più parte sulla base di raccomandazioni, dividendo tra figli e figliastri.
Allora, si dovrebbe essere d'accordo con me che lo Stato, cioè noi tutti, come un buon padre di famiglia, anziché privilegiare, mettiamo, 100 mila persone sostenendo un costo di 2.000 ciascuno x 13 mensilità x 100.000 = 2,6 miliardi, provveda a pagare il reddito di cittadinanza – opportunamente disciplinato - di 500 € a 520.000 persone disoccupate. Le risorse sono e probabilmente saranno limitate; i privilegi – tutti i privilegi – sono da eliminare o almeno – almeno - da subordinare al soddisfacimento preliminare e prioritario dei diritti minimi universali.

- La Pubblica Amministrazione è da sempre - se si può dire così - una vera emergenza nazionale. In tutti i saggi in tema di come migliorare l'economia italiana, tra le misure da prendere viene sempre indicato al primo posto il miglioramento dell'efficienza della PA.
- Anche ora la P.A. si conferma uno dei punti critici del sistema-Paese. I dati ufficiali e l'esperienza sembrano confermare la plausibilità della formula '1/3, 1/3, 1/3', proposta anni fa ad Alberto Statera da un funzionario pubblico: un dipendente pubblico ci va e lavora; un altro ci va e non lavora - l'esecrato fannullone; un terzo non ci va affatto - il famigerato assenteista.
- Inoltre, spesso, quel che conta per la P.A. è il rispetto della forma, non l'efficacia-efficienza nell'uso delle risorse.
- Il problema della P.A. trascende la mera disputa privato-pubblico o cittadino-burocrazia ed assurge a fattore critico fondamentale: del sistema-paese, della questione meridionale, del federalismo, dello sviluppo economico.
- Una P.A. inefficiente, con troppi livelli decisionali e troppe competenze, è funzionale al nostro sistema politico, il cui ceto ambisce a gestire potere anziché a pianificare e progettare.
- Il Ministro Renato Brunetta, a parte il dato caratteriale (coltiva qualche complesso d’inferiorità che compensa con un sovrappiù di “aggressività”), sembra persona abbastanza capace e volenterosa, che ha un disegno e lo persegue ostinatamente, ma con qualche pausa di troppo. Nello scorso giugno, a Radio3, il Sen. Pietro Ichino (PD), coautore con lui del progetto di nuovo codice del lavoro, ha denunciato il mancato finanziamento della riforma Brunetta, causato dalla rivalità personale tra Tremonti e Brunetta.
- Al di là del ministro Brunetta, la pubblica amministrazione (Stato, Regioni, Enti locali, Giustizia, Scuola, ecc.: in senso lato, “dal re all’ultimo impiegato”, come scriveva Adam Smith) non costituisce un problema di destra o di sinistra, ma – ripeto - una vera emergenza nazionale - alla pari della tv e della criminalità organizzata - nel senso che tutte e tre richiederebbero una risposta “feroce”.
- Soluzioni? Mi rifaccio alle indicazioni degli esperti (ad esempio, Luca Bianchi, vicedirettore della Svimez, o sindacalisti che ragionano): a) poiché c'è correlazione tra influenza della politica ed inefficienza della PA, occorrerebbe ridurre l'influenza – invasiva e pervasiva – della politica (vasto programma, direbbe De Gaulle); b) poi, occorrerebbe codificare responsabilità severe e cogenti in capo ai dirigenti (tutti noi verifichiamo che anche oggigiorno esistono uffici e settori che funzionano: perché hanno dei capi – evidentemente educati in famiglia (in senso largo) secondo l'etica della responsabilità – che li sanno far funzionare!); c) l'inevitabile codificazione di controlli non laschi (per forza! com'è nel privato) e di premialità meritocratiche per i dipendenti più capaci.

Normativa di riferimento:

Legge 4 marzo 2009, n. 15
"Delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonchè disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e alla Corte dei conti"
Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.
"Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni"
Il Piano della performance: resi noti contenuti, principi e regole fondamentali per la sua redazione.
Delibera n. 112/2010 - “Struttura e modalità di redazione del Piano della performance” (articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150)

***

Le auto blu.
MONITORAGGIO SULLE AUTOVETTURE DI SERVIZIO DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI (escluse le scuole)
Le auto blu sono 86.000.

***

Pubblicazione davvero interessante:

Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali
CAPITALE PUBBLICO E COMPETITIVITÀ
I problemi nella realizzazione delle opere pubbliche: le differenze territoriali
Chiara Bentivogli, Piero Casadio e Roberto Cullino......................................................... 223
Le determinanti dell’efficienza del settore pubblico: il ruolo della cultura
Raffaela Giordano, Pietro Tommasino e Marco Casiraghi ............................................... 253
Effetti macroeconomici del capitale pubblico: un’analisi su dati regionali
Valter Di Giacinto, Giacinto Micucci e Pasqualino Montanaro........................................ 279
Discussione
Paola Casavola ............................................................................................................... 319
La giustizia civile in Italia: i divari territoriali
Amanda Carmignani e Silvia Giacomelli ........................................................................ 325
Informatizzazione, trasparenza contabile e competitività
della Pubblica amministrazione: un’analisi a livello regionale
Carlo Maria Arpaia, Raffaele Doronzo e Pasquale Ferro ................................................. 353
I servizi pubblici nel Mezzogiorno e il programma degli obiettivi di servizio
Roberto Rassu e Giuseppe Saporito ................................................................................. 383
Discussione
Gianfranco Viesti ......................................................................................................... ... 421
Politiche sugli Incentivi Retributivi Correlati ai Risultati per i Dipendenti Statali

----------------------------------


Le promesse mancate del ministro Brunetta

Tutti gli articoli di riforme e Pubblica Amministrazione

Funzione pubblica, Meloni: "Brunetta fa copia e incolla delle nostre proposte, ma lasci stare la Costituzione"
A meno di 48 ore dall'Assemblea Nazionale PD il ministro copia le idee su concorsi e trasparenza
di Marco Meloni,  pubblicato il 7 febbraio 2011

LA POLEMICA
Flop della guerra ai fannulloni "Commissione inutile, mi dimetto"
Micheli a Brunetta: troppe pressioni e burocrazia. Nella bufera l'ente di valutazione della Pubblica amministrazione, riforma a rischio
di Paola Coppola
15 gennaio 2011

LA RESA INCONDIZIONATA DI BRUNETTA

TRADUZIONE DAL BURO-SINDACALESE IN ITALIANO DELL’ATTO DI CAPITOLAZIONE DEL MINISTRO NEI CONFRONTI DEI SINDACATI DELLA FUNZIONE PUBBLICA
“Lettera sul lavoro” pubblicata sul Corriere della Sera del 7 febbraio 2011


PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: LA RIFORMA PERDE I PEZZI

di Pietro Micheli 01.02.2011
Il miglioramento dei servizi pubblici è un obiettivo irrinunciabile per l'Italia. Ma la riforma della pubblica amministrazione si sta trasformando da storica opportunità a contenitore sterile di adempimenti burocratici. Mancano infatti tutte le condizioni necessarie per il suo successo: dal supporto politico alle risorse umane e finanziarie. A preoccupare è soprattutto l'impatto a lungo termine di una percezione della valutazione del personale come strumento utile solo a castigare. Unito all'erezione di barriere impenetrabili a qualsiasi strumento gestionale.
link sostituito da:

Dopo averne riportato più sopra il documento integrale, allego l’intervento di Marco Meloni sulla PA.
Sia il documento che la presentazione a me sembrano un buon esempio da segnalare per qualità e concretezza. L’unico neo, forse, è che non viene detto esplicitamente (ma solo indirettamente, in relazione al cosiddetto “spoil system”) che la politica deve tenersi lontana il più possibile (cfr. nota 13) dalla “gestione” della PA.
Presentazione del documento “Un settore pubblico di qualità per rilanciare l’Italia”
Intervento di Marco Meloni all’Assemblea nazionale Pd, 5 febbraio 2011
di Marco Meloni,  pubblicato il 7 febbraio 2011

I dipendenti pubblici divisi per regione

Brunetta: "300.000 occupati in meno nella Pubblica amministrazione"

Aggiornamenti:

Conti Pubblici / Fisco
IL CLUB MED DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
di Maurizio Bovi   17.01.2012
Più che di Piigs dovremmo parlare di Club Med. È vero che Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna sono tutte state colpite dalla crisi dei debiti pubblici. Ma l'Irlanda ne è uscita per prima. E un altro paese, il Belgio, con un'alta evasione e un'alta propensione a generare debito pubblico, è sempre riuscito a venire fuori da complicati processi di consolidamento fiscale. Forse la differenza sta nel diverso livello di efficienza della pubblica amministrazione. Perchè le nazioni con burocrazie fragili hanno anche problemi di crescita economica e di credibilità.
http://t.contactlab.it/c/1000009/3119/34479640/24356

La riforma della Pubblica Amministrazione e quel che servirebbe
Michele Morciano 15 dicembre 2015
Michele Morciano nota che anche il governo Renzi ha voluto la “propria” riforma della Pubblica Amministrazione perpetuando la convinzione secondo cui più che attuare le norme esistenti occorre produrne di nuove. Morciano si interroga poi sul vero obiettivo della riforma: rendere la PA più efficace, efficiente, trasparente ecc. o, viceversa, contenere strutturalmente la spesa pubblica attraverso una riduzione del perimetro dello stato (“uno stato semplice”) e costituire un premierato di fatto (un governo “semplice” per uno stato semplice)?

Workshop "Pubblica amministrazione ed economia"
4 novembre 2015


Post collegati:

Analisi QQ/19 - Spesa pubblica e revisione della spesa in rapporto alla crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737476.html

I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740663.html

Ancora sulla Pubblica Amministrazione, una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese

Nessun commento:

Posta un commento